Conigli & Conigli

Mi fido solo dell’erba pulita

Presentazione

Esperienza di allevamento biologico del coniglio domestico

Tutto quel che bisogna sapere per produrre carne pulita ad uso alimentare senza bisogno di farmaci, integratori, mangimi e veterinari, col solo aiuto di madre natura e poco altro. Le istruzioni qui contenute possono servire anche a far vivere meglio il coniglio che allevate come animale da compagnia.

L’autore di questo breve manuale, diplomato in agraria, ha trascorso più di venti anni della sua vita intento a condurre direttamente un allevamento intensivo di conigli di medie dimensioni, durante i quali, riscontrate tutte le peggiori brutture che tali allevamenti necessariamente comportano, complici le spietate leggi di mercato, ha maturato la decisione di restituire in qualche modo ai conigli la dignità della loro breve esistenza, ed alle persone, la possibilità di conoscere come produrre un alimento genuino e realmente auto controllato.

Sono di questi mesi (marzo 2002), mentre mi accingo a mettere per iscritto la mia esperienza, piccola ma importante, le notizie tragiche sulla DSE nei bovini e su altre di queste mostruosità che purtroppo già da molto tempo coinvolgono l’ambito agroalimentare, interessando sia gli animali sia i vegetali, per coinvolgere infine i consumatori.

Faccende come queste erano ampiamente prevedibili, ed altre probabilmente seguiranno, ancor più gravi, poichè tutta l’impostazione del sistema di produzione agroalimentare e industriale sta volgendo sempre più spietatamente nella direzione della quantità, del concentramento, della frode etica, ancor prima che sostanziale, guidata da logiche impostate al profitto in assoluto, a qualsiasi costo, con l’unica preoccupazione di nascondere accuratamente le aberrazioni perpetrate a carico degli organismi viventi dietro forme falsamente belle ed appariscenti del prodotto ed a fronte  un indice di rimunerazione aumentato a spese della salute e del palato dei consumatori, nonchè dell’integrità del patrimonio biologico del pianeta. Ma quello che è più grave è che questo sistema di agire, cancella dietro di sé, subdolamente, la possibilità del ripensamento, del ritorno e la memoria di tutto quello che era prima e, che pure nella modestia o anche nella franca povertà dei suoi risultati, era però l’artefice ineguagliabile di sapori squisiti, e in generale, di una vita più vera per tutti, uomini, piante, animali, seppure non esente da gravi lacune.

Ora la scienza ci ha rivelato molte cose utili, ma perché distruggere la possibilità di un ritorno a valori passati, perché invece non riconoscere il meglio dell’uno e dell’altro e fondare la pratica agricola su parametri di giustizia?

La giustizia applicata all’agricoltura forse ingrasserà meno il portafoglio perché il suo vero guadagno per massima parte sarebbe fruito dai consumatori, dall’ambiente, dagli animali e dalle piante; ma anche l’allevatore o il coltivatore dovrebbero vedere in qualche modo riconosciuto il loro sforzo.

Io non possiedo terreni, ma credo di aver capito qualcosa negli ultimi cinque anni dopo che, avendo constatato e verificato di persona la presenza di provate e gravissime truffe nei mangimi industriali, constato più volte il mio stato di impotenza a rimediare questa situazione subita di fatto in cui io, senza poterlo prevedere mi sono trovato coinvolto pur con tutte le mie buone intenzioni, ho deciso di provare ad allevare quegli stessi conigli che tenevo in gabbia secondo altri principi, principi che non originavano più da dottrina veterinaria prezzolata, pur avendo acquisito negli anni precedenti una buona conoscenza analitica delle malattie e delle problematiche dei conigli di allevamento.

Mi sono detto: – Se, per ipotesi, dovesse improvvisamente venire meno il sistema che mantiene in atto gli allevamenti intensivi (intendo: mangimifici, farmaceutiche, vaccinazioni ecc.), se venisse meno tutto l’insieme dei supporti, pur leciti, che noi allevatori siamo costretti ad utilizzare per annaspare e cercare di rimanere economicamente a galla nel settore che costituisce il nostro sostentamento, cosa accadrebbe di questi animali?-

Decisi pertanto di creare, accanto a quello grande, un piccolissimo allevamento sperimentale di pochi capi sul quale riscoprire, rintracciare e verificare i principi che andrò esponendo in questo manuale e che consentiranno a chiunque lo voglia e lo possa di allevare conigli veramente sani in modo dopotutto semplice.

I dati qui riportati eviteranno per quanto possibile le dotte dissertazioni scientifiche sul “pelo del microbo tizio o caio” poiché, del resto, le librerie sono piene di trattati scientifico-veterinari sulle malattie, la fisiologia e la sistematica del coniglio, ed io sinceramente devo dire che questi dati a volte utili, molto più spesso mi sono stati di intralcio nella intuizione di certe cose, perché esposti sotto l’assoluta veste scientifica, che invece assoluta proprio non è. Intendo dire che le leggi che governano l’attività di un microbo patogeno in un allevamento intensivo oppure in vitro, non sono necessariamente le stesse che valgono per lo stesso microbo quando ad es. il coniglio sia allevato in semilibertà in condizioni per lui ottimali. In tale contesto noi vedremo il coniglio essere molto forte, direi forte come un leone, di fronte ad agenti per cui invece in allevamento era necessario usare dosi massicce di presidi terapeutici e con risultati il più delle volte parziali o dubbi e certamente mai definitivi. Questo perché, posto nelle giuste condizioni, l’animale è in grado di sviluppare dei meccanismi di difesa o delle azioni di tipo strategico che non hanno uguali se non nella sapienza che è riposta da sempre nella natura e dalla quale troppo spesso abbiamo rinunciato ad imparare.

Ora l’allevamento intensivo non c’è più; una gravissima epidemia di Mixomatosi, temibile malattia virale del conglio, me lo ha distrutto in quattro mesi, provocando oltre diecimila morti e malgrado da vent’anni sia stata praticata puntualmente la vaccinazione semestrale contro tale morbo, malgrado da oltre due anni non fossero stati introdotti in allevamento soggetti nuovi dall’esterno. Ho chiuso per sempre quell’allevamento intensivo perchè ho il fondato sospetto che l’epidemia sia stata causata dal vaccino (a virus vivo attenuato) su animali immunologicamente debilitati. Ora, siccome io so per certo di non avere somministrato sostanze nocive ai conigli, devo necessariamente arguire che tali sostanze siano arrivate per altra via, unica possibile: la via alimentare. A riprova di ciò i pochi animali che tenevo con una alimentazione diversa dal mangime, pur nello stesso ambiente, sopravvissero e non si ammalarono quasi del tutto pure essendo descritto tale virus come altamente contagioso e trasmissibile in ogni modalità possibile ( liquidi organici, insetti, aghi ecc, ecc,).

I loro discendenti, oggi 6 aprile 2011, a distanza di  oltre 15 anni da quel timido inizio, vivono ancora nel mio piccolo allevamento all’aperto fornendomi grandissime soddisfazioni e preziosissimi dati prosieguo di quelli che mi accingo ad esporre perché non venga cancellata la memoria di queste cose.

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75 Risposte to “Presentazione”

  1. Marghe said

    Buon giorno.
    Ecco, due mesi fa ho messo cinque conigli in appezzamentodi terreno vicino a casa, recinto alto 120 cm in rete 4×4: sono vissuti 3 notti, la quarta non li ho trovati più, o meglio, ho trovato piccolissime tracce di sangue e un pezzetto di intestino. Mi hanno detto che forse la volpe ha scavalcato e se li è mangiati tutti. Brutta esperienza!
    Siccome sono testarda, dieci giorni fa, ho rimesso otto conigli di sette otto ettogrammi di peso, acquistati in allevamento, ma questa volta in un gabbione con fondo in terra, di tre metri x tre, disinfettato con calce spenta. Li ho nutriti con fioccato, erba fresca e insalate del mio orto, biologico, acqua acidulata con aceto. Stamattina ho notato un coniglietto che non si alzava e, vicino a lui, feci liquide scure. Cosa sta succedendo? Mi potrebbe aiutare? Credo di non essere troppo fortunata o per nulla esperta nell’allevamento. Lo salverò, o -li- salverò? Grazie per la risposta e complimenti per il libro e per il sito. Marghe

    • conigliopoli said

      Io eviterei assolutamente il fioccato e procurerei di far pascolare i conigli su terreno prativo, questo per affrancarli più facilmente in quanto devono abituarsi a fare senza l’antibiotico che quasi sicuramente prendevano in allevamento. Il fioccato non è indicato in quanto ricco di energia. Credo che il coniglio non di salverà ed è possibile che altri seguano il suo destino, tolga il fioccato e procuri il pascolo o quantomeno li nutra con erba di campo, acqua acidulata e niente altro. Anche la disinfezione non è indispensabile, anzi è inutile quando si creano delle condizioni di salute intrinseca negli animali. Lo spazio che lei ha destinato è piccolo per un allevamento naturale come quello che io consiglio. Al massimo può tenerne 2 o 3 in nove metri quadri.

  2. federico said

    Buonasera, io ho un recinto di circa 800 mq recintato in pendenza dove già tengo galline ovaiole polli e tre oche.
    L’allevamento del coniglio su di uno spazio così amplio è possibile? Oppure tenderanno a fare tane e non lì prendo neanche col fucile?
    Per l’alimentazione pensavo di fare come con galline e oche, somministrando al coperto l’integrazione al pascolo giornaliero, nel caso dei conigli con un po’ di fieno buono.
    Consideri che è un’allevamento a scopo familiare quindi non ho esigenze di guadagno, volevo solo capire se è una cosa fattibile!
    Grazie per l’attenzione

    • conigliopoli said

      La cosa è più che fattibile con la sola avvertenza che i conigli, soprattutto i piccoli, non accedano in nessun modo a i mangimi o granaglie dei polli. Per la cattura su un terreno vasto basterà costruire un recintino più piccolo, detto zona cattura, dove i conigli si fanno affluire offrendo cibo ghiotto dopo un po’ di digiuno e questo anche per afferrarli e controllarne lo stato di salute. Ovviamente il carico animale totale deve essere proporzionato al fondo e soprattutto deve regnare una certa pulizia ed un certo inerbimento: concentrazioni alte di animali provocano sempre condizioni favorenti malattie.

  3. Marghe said

    Bello, questo blog!
    Ho deciso di allevare anch’io conigli in 40 mq di terreno che comunicano con un gabbione. Precedentemente ci stavano dei polli: come posso disinfettare il terreno del gabbione? Quanti conigli vi posso mettere? Vorrei comprarli da un allevatore, ma già di un chilo di peso. E’ possibile oppure moriranno xchè non abituati a stare all’aperto? Grazie. Marghe

    • conigliopoli said

      Nel blog o nel manuale troverai tutte le risposte. Ti consiglio di leggerlo attentamente. Per la disinfezione l’importante è rimuovere il più possibile tutte le sostanze organiche e fare una bella pulizia. Poi si può dare una spruzzata di calce spenta, di creosoto, di solfato di rame in soluzione al 5-10%, di sali quaternari di ammonio, di candeggina. All’aperto gli agenti atmosferici puliscono in un paio di mesi.

  4. Francesco said

    Buon pomeriggio sig. Della valle
    Da alcuni anni ho un piccolo allevamento (famigliare) di conigli in gabbia.
    La loro alimentazione e sempre stata a base di erba medica essiccata e orzo (solo per i più grandicelli dopo i 3/4 mesi)
    I coniglietti appena nati li lascio con la loro madre per un mesetto circa (anche se qui ho imparato che devono allattare almeno 40/45 giorni).
    Leggendo il suo blog ( di cui condivido praticamente tutto)
    ho riesumato una vecchia voliera di circa 25 mq2 in cui tenevo dei fagiani) e ho iniziato il mio piccolo allevamento a terra,con due femmine di diversa età (una 5 mesi già coperta in gabbia e una di due mesi) e un mascho maschio. di tre mesi circa.
    Ora sto allargando il recinto con altri 20 mq circa dove vorrei piantarci dell’erba e periodicamente farci entrare i conigli per fargli mangiare erba fresca.
    Volevo sapere se in uno spicchio posso piantarci anche dell’erba medica ( ci sono contro indicazioni fornirla fresca)
    Inoltre che tipo di erba devo piantare anche la classica erba da giardino (trifoglio oglietto festuca, può andare bene.

    Francesco

    • conigliopoli said

      Buongiorno, vanno benissimo sia la medica che il prato polifita per i conigli. Loro amano particolarmente le leguminose come trifoglio e medica che possono essere date verdi e fresche senza problemi qualora i conigli siano abituati.

    • Francesco said

      Buon giorno,
      sei mesi fa ho iniziato il mio piccolo allevamento (in una garenna di 50 mq circa) di conigli, ( un maschio e due femmine)
      a fine gennaio di quest’anno c’è stato il primo parto, otto coniglietti a febbraio la seconda covata di 7 coniglietti
      a marzo la mia garenna era popolata di coniglietti vispi e arzilli. Li alimentavo con erba fresca e parecchi prodotti del nostro orto, foglie di broccoli verze cavolfiori e un pò di fieno di erba medica. pian piano i coniiggli della prima covata hanno iniziato a morire
      e poi anche quelli della seconda hanno fatto la stessa fine.
      ora ne sono rimasti uno della prima covata e due della seconda.
      l’unica cosa che ho notato è un leggero rigonfiamento della pancia dei coniglietti.
      forse ho sbagliato a dargli troppo erba fresca?
      poi ho constatato un dimagrimento delle due matricine e una proprio ieri è morta.
      il maschio invece lo vedo bello arzillo e discretamente grasso
      mi sono un pò demoralizzato ma non voglio demordere.

      • conigliopoli said

        Buongiorno, non posso fare diagnosi senza vedere gli animali e conoscerne minutamente la storia o farne l’autopsia ma posso ipotizzare. Il fatto che dei giovani vengano a morte per fenomeni di timpanismo o enterici è più “normale” che non quello delle fattrici che sono dimagrite ed addirittura venute a morte in un caso. Questo mi lascia pensare che probabilmente quegli animali (le madri) abbiano sofferto di una patologia che prima era tamponata con mangimi e/o antibiotici. Animali condizionati pesantemente quindi. Nel passare ad alimentazione naturale essa è fuoriuscita in un certo tempo ed ha causato i danni anche predisponendo i piccoli in quanto la fattrice che incuba un malanno del genere allatta meno e male. Sul fatto di quale malattia sia non posso pronunciarmi senza vedere, ma potrebbe trattarsi di coccidiosi come di stafilococcosi o altro.

        Posso dire che un dimagramento delle fattrici è cosa difficilmente rimediabile e l’unica soluzione da tentare è il pascolo libero su terreno prativo pulito, cosa che funziona egregiamente anche per i piccoli non ancora compromessi totalmente in caso di insorgenza di coccidiosi o fenomeni enterici. Nel suo caso una forte presenza in poco spazio di conigli non perfettamente affrancati potrebbe aver scatenato un attacco da parte della coccidiosi, e ciò avviene per lo più quando le temperature si innalzano, l’umidità della lettiera è eccessiva e vi sono molti animali. Quando essi sono affrancati non vi è limite alla quantità di erba fresca, tenera ed anche bagnata o congelata che possono mangiare, ma se stavano sani per qualche medicazione precedentemente subita allora la malattia insorge ed anche tardivamente in anumali adulti e cresciuti velocemente coi mangimi. Sono belli e grossi ma deboli e la cosa si rivela proprio nelle fattrici con la riproduzione. Se lei ha dato prodotti vegetali genuini ai conigli e se non c’è qualche parassitosi in atto (la tenia fa dimagrire gli animali e li indebolisce per es.) consiglio di prendere nuove fattrici ma cambierei fornitore. In ogni caso i pochi piccoli che si salvassero, li faccia rimettere mettendoli in una gabbia senza fondo al pascolo, spostandola quando hanno finito l’erba sottostante e poi continui ad allevarli con l’erba e se sono belli li faccia riprodurre, vedrà che saranno più forti e faranno figli più forti contro questi inconvenienti. Ci vogliono diversi ricambi generazionali per raggiungere l’affrancamento ideale. Non abbia fretta in questo caso di riempire il recinto poiché con queste malattie è meglio fortificare gli animali prima di avere molte presenze nel recinto.

      • Francesco said

        Grazie per la sua disponibilita e per gli ottimi consigli.
        Si ho pensato la stessa cosa che mi ha suggerito lei ossia di cambiare fornitore.
        vorrei inserire una coppia di leprino di viterbo non so se conosce la razza selezionata nel 1981 dall’universita della tuscia di Viterbo sono molto rustici.
        altre a questo piccolo allevamento a terra ne ho anche un altro sempre famigliare in gabbia ,da dove poi provengono quelli che ho provato a mettere a terra.
        Nelle gabbie ad una fattrice gli è spuntato un ascesso sottocutaneo all’attaccatura del collo le sue dimensioni variavano ha raggiunto la grandezza di una palla da tennis poi è fuoriuscita una sostanza biancastra abbastanza densa la coniglia continuava a mangiare e ho pensato che la cosa si fosse risolta invece poi è spuntato un nuovo ascesso sempre nello stesso punto stesso iter dopo qualche settimana l’ascesso si è aperto da solo e ne è fuoriuscita la stessa sostanza biancastra. La coniglia ha iniziato a dimagrire e poi è morta il tutto è durato tre mesi circa.
        vorrei sapere se gli altri conigli che eventualmente ne sono venuti a contatto possono correre il rischio di contagio.

      • conigliopoli said

        I sintomi ascessuali della fattrice che mi descrive sono solitamente ascrivibili a stafilococco aureo come è presente negli allevamenti industriali a causa dei mangimi antibiotati. E’ verosimile che tutta la sua progenie sia nelle condizioni descritte nel blog per quel germe quindi con possibilità di insorgenza di svariate patologie e complicazioni, dagli ascessi alle setticemie, alle metriti, alle dermatiti. Evidentemente i suoi conigli non sono per nulla affrancati ma necessitano di subire tutto il processo che ho descritto. Le fattrici che manifestano di quei problemi non guariscono mai completamente ma spesso veicolano i germi e la immuno tolleranza ai propri piccoli.

      • Buona sera, sig. Della Valle,
        sono passati diversi mesi dall’ultima volta che ci siamo sentiti.
        Il mio piccolo allevamento in garenna non riesce ancora a decollare.
        Ho iniziato con due femmine ed un maschio.
        una delle due femmine è morta e l’ho sostituita con un altra che ormai si trova nella garenna da oltre 8 mesi
        la sopravvissuta ormai si trova a terra da un anno e mezzo circa.
        delle 6 covate che si sono verificate in garenna solo un maschio è rimasto vivo figlio della sopravvissuta, ormai ha circa un anno ed è diventato
        il riproduttore delle garenna, il padre è stato macellato.

        Il nuovo riproduttore è praticamente un coniglio selvatico.
        per catturarlo (quando devo allontanarlo dalle femmine pregne) a volte ci impiego giorni è molto diffidente e malgrado abbia costruito un piccolo recinto di 2×1 mt dove metto loro l’erba lui non entra facilmente
        aspetta che entrino le femmine ed eventuali coniglietti rimane appena fuori e al minimo rumore batte le zampe posteriori e allarma tutti e si rifugiano nelle varie tane.

        Le ultime due covate nate ad ottobre scorso ( una per ogni femmina) come tutte le altre precedenti hanno avuto moltissime perdite
        praticamente dei 15 coniglietti che gironzolavano nella garenna ne sono rimasti due uno per ogni covata. La morte sopraggiunge intorno ai 40 giorni di vita (praticamente a fine svezzamento) senza apparenti cause.
        L’alimentazione è stata per il 90% a base di erba medica fresca appena tagliata( di mia produzione assolutamente naturale).
        Ora da almeno un mese, essendo l’erba medica non più disponibile se non secca li sto alimentando con foglie di broccoli verza e cavolfiori
        e appunto un pò di fieno di medica.
        Spero che le due imminenti covate abbiano una riuscita migliore altrimenti cosa dovrei migliorare o modificare nel mio piccolo allevamento.??

        Saluti Francesco

      • conigliopoli said

        Salve, mi scuso per il ritardo nella risposta ma sono stato fuori sede fino ad oggi. Intanto non è normale che il suo maschio sia così agitato. Questo può dipendere dal management o anche dal fatto che vi siano “visite” notturne intorno o dentro la garenna. Consideri la possibilità di gatti, topi, donnole o latri predatori. La mortalità dei piccoli in fase di svezzamento è tipicamente causata dalla coccidiosi; deve aprire i morti recenti e controllare lo stato del fegato e dell’intestino tenue. di più non posso dirle se non che bisogna in ogni caso tenere i sopravvissuti che siano di costituzione accettabile come riproduttori per perfezionare l’affrancamento del ceppo. Continuare in tal modo fino a selezionare animali più belli e forti. Da notare che proprio quando si hanno molti piccoli è facile che la coccidiosi insorga. Come consiglio a tutti, l’antidoto è aumentare la superficie a disposizione esclusiva dei piccoli, controllare lo stato di umidità e pulizia della lettiera (problema che non sussiste con temperature zotto zero, ma che insogre immediatamente al risveglio primaverile), non dare Mai alimenti concentrati quali pane granaglie, crusca e selezionare, selezionare, selezionare.

  5. Alessandro said

    Ho costruito un recinto di circa 80 metri quadrati su un prato interrando la rete metallica di 50 cm, vorrei sapere quanti conigli posso allevare in tale superficie?
    Ringrazio

    • conigliopoli said

      Con alimentazione esterna può arrivare a contenerne ragionevolmente 50-60 di tutte le taglie. Si potrebbe anche superare tale quantità ma lo sconsiglio specie quando il clima permane umido per diverso tempo. Naturalmente su quel terreno non crescerà più un filo d’erba quando sarà a pieno carico

  6. Giuseppe said

    egregio sig. Della Valle, ho recintato oltre 2000 metri di terreno, in un podere che si trova al centro della Sicilia, a circa 550 mt s.d.m,. dove vorrei allevare, per puro diletto e non per uso commestibile, alcuni conigli (pensavo inizialmente, un maschio e due o tre femmine.
    Al riguardo le chiedo:
    1) è possibile tenere nello stesso spazio qualche avicolo ornamentale (galline), due o tre pecore ed un asino od una giumenta?
    2) quale tipo di erba mi consiglia di seminare oltre a quella spontanea che nasce naturalmente?
    3) per l’inverno, occorre predisporre ripari oltre a rifugi costituiti da grosse pietre sistemate in modo opportuno?
    4) acquisterei i conigli da un allevatore del luogo che li vaccina e li alleva in gabbia. che precauzioni mi consiglia di prendere per il primo ambientamento?
    5) di quale età devono essere i i conigli da liberare?
    la ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrà dedicarmi e sarà gradito qualsiasi altro consiglio lei ritenga di volermi dare.
    Cordialmente, Giuseppe.

    • conigliopoli said

      Buongiorno, su una vasta superficie può certamente tenere gli animali che ha detto, a patto che ci sia nutrimento sufficiente per tutti. Con poca densità non dovrebbero esserci problemi di convivenza.
      Le erbe che i conigli gradiscono di più sono in genere tutte le leguminose e segnatamente l’erba medica, il trifoglio, la veccia, il pisello oltre a tutte le ombrellifere quali finocchio, anche selvatico, le crucifere e tutte le erbe dolci. I carciofi sono molto appetiti. Quelle che ho descritto nel blog.
      Per i ricoveri se li scavano da soli basta che non ci siano allagamenti, nel caso costruire una collinetta.
      L’età migliore per mollare i conigli è intorno a 50-70 gg di età e 2 Kg almeno di peso vivo al fine di potersi ambientare.
      Per quel che riguarda quelli che lei vuole acquistare, non c’è che da provare a metterne pochi e vedere se si ambientano o se muoiono; dipende dall’allevatore e da come li alleva. Non posso essere più preciso. La vaccinazione non dovrebbe dare problemi se sono sani e belli, anche se poi non vorrà ripeterla.
      Le consiglio in proposito di farli ambientare inizialmente in un recinto ben controllabile e più piccolo per sapere cosa avviene altrimenti è facile perdere il controllo. Altrimenti faccia un tentativo nel recinto grande e veda cosa ne sortisce.
      i migliori auguri

  7. besio Mauro said

    Salve Claudio,
    sono rimasto talmente impressionato dal tuo lavoro che ho subito acquistato due copie del tuo libro; cosi’ facendo ne daro’ una in regalo a mia sorella che da piu’ di due anni non riesce piu’ ad allevare conigli. Da dire che dai tempi di mio bisnonno la mia famiglia, residenti in un paesino dell’entroterra Savonese, ha sempre allevato conigli per uso famigliare ( per centinaio d’anni quindi….).

    Non ho ancora ricevuto le copie del tuo libro comunque anticipo i tempi chiedendoti se mi sai consigliare dove e poter acquistare un paio di coppie di conigli in area liguria basso piemonte o altrove se lo ritieni opportuno; per ripartire con l’allevamento famigliare seguendo ovviamente l’insegnamento che potremo trarre dal tuo libro.

    Ringraziandoti per l’aiuto ti salutiamo; fiduciosi di un tuo supporto per ripartire.
    Mauro

    • Ti ho risposto privatamente
      ciao

  8. massimo said

    Buongiorno,sono alla ricerca di informazioni sull’allevamento dei conigli d’angora,ringrazio anticipatamente a chi vorrà aiutarmi nella mia ricerca.

    • conigliopoli said

      Salve, l’allevamento del coniglio d’angora non è pertinente a questo blog in quanto presumo debba essere allevato in gabbia a causa della particolarità del pelo che lo rende “delicato” per quanto riguarda l’allevamento in semilibertà. Non ho esperienza di questo tipo d’allevamento ma ritengo che loa fisiologia del coniglio d’angora non sia dissimile da quella di tutti gli altri.

  9. siria said

    Salve Claudio, intanto ti faccio tanti complimenti per il tuo lavoro e per la generosità con cui lo condividi.

    Poi vorrei chiederti delle informazioni. Abbiamo un piccolo agriturismo con qualche animale domestico fra cui i conigli ( 15/20), che grazie ai tuoi consigli sono riuscita a far uscire dalla prigionia delle gabbie e metterli in un recinto. A questo proposito vorrei chiederti:
    1) li ho liberati nel recinto, 2 maschi e 10 femmine, a settembre e ancora non si sono riprodotti, è normale?
    2)per 2 notti di seguito è entrato un animale che ne ha sbranati 2 e lasciati là, che animale può essere? e come posso proteggere i conigli?

    Grazie!

    • conigliopoli said

      Ciao, pessima cosa lasciare 2 maschi nello stesso recinto, si fanno la guerra prima o poi. 1 maschio valido per 10 fenmmine è sufficiente. La stagione tra agosto e dicembre in genere è un periodo di poca attività riproduttiva perchè mutano il pelo, ingrassano e si preparano per l’inverno. Di solito i parti iniziano a dicembre o gennaio, pur con qualche eccezione. Per l’animale non saprei, volpe, cane randagio?? Il recinto deve essere a prova di bomba, guarda che non sia entrato sollevando la rete da sotto. Non importa sapere che animale è, non deve entrare e basta, Quindi reti interrate, ali di protezione, e se occorre soffitto in rete sul recinto.
      Se prende il vizio ritornerà certamente fino all’ultimo coniglio.

  10. […] Conigli e conigli Mi fido solo dell'erba pulita […]

  11. […] Presentazione […]

  12. cosimo said

    ciao a tutti , premesso che non so quasi niente di conigli vorrei porre una domanda , un maschio riproduttore lo chiamo per comodità PEDRO ed una fattrice chiamo GINA : quante volte nell’ arco della loro vita possono accoppiarsi PEDRO e GINA ? cioè sempre loro 2 come soggetti da riproduzione quante volte PEDRO può ingravidare GINA ? chiedo questo perchè mi hanno detto che non è possibile per via della genetica o una cosa simile farli accoppiare più di 3 volte.
    ringrazio anticipatamente per la risposta

    • conigliopoli said

      Il numero di parti possibile senza ledere l’animale può facilmente essere ben più alto dei 3 che mi dici; calcola che allevando i conigli in modo biologico come spiego su questo sito, ce ne possono stare tranquillamente anche 6 o sette in un anno, dipende molto dallo stato della coniglia e dalla nutrizione oltre che dal numero di piccoli nati e poi svezzati. Lascia che siano i conigli a decidere quando accoppiarsi e vedrai che sanno regolarsi benissimo da soli se posti nelle condizioni che descrivo in questo sito.

      • matteo said

        ciao, chiedo un consiglio riguardo la mia coppia di nani. Dopo averli affrancati vivono liberi in un prato recintato, per compagnia. Dopo circa un mese e una settimana che sono stati uniti credo che la coniglia abbia parorito.il mio problema è non avere ogni mese dei coniglietti da regalare o da dovere destinare alla mensa, senza perdere la possibilità di avere due conigli fertili.pensavo di separare maschio e femmina in due recinti diversi( o i maschi dalle femmine), ma leggendo sui vari siti si dice che la vita tra animeli dello stesso sesso porta a conflitti, che l’istinto di accoppiamento rimane e porta a irritabilità dei soggetti, che i conigli non sterilizzati vanno incontro a malattie del tipo tumore all’ovaio, ai testicoli, gravidanze isteriche ecc e difficilmente vivono olte i due anni o tre per questi motivi. Ora mi chiedo, come posso fare? devo rinunciare all’idea di avere i miei coniglietti da compagnia o ci sono soluzioni alternative e non così drastiche come si legge sui vari siti? se tenessi due maschi o due femmine risolverei il problema o no? hanno a disposizione 400 mq di prato.. grazie

      • conigliopoli said

        Per il suo problema, non esiste conflittualità di cui preoccuparsi fra le femmine, almeno tale da pregiudicarne l’integrità fisica; i gruppi di femmine di tutte le età costituiscono un harem con la sua gerarchia interna, ma le liti sono temporanee e non vanno al di là di qualche avvertimento o piccolo morso iniziale senza conseguenze. La loro convivenza è generalmente pacifica una volta stabilita ed assestata la gerarchia. Parlo dei conigli medi, ma penso che anche i nani si comportino nella stessa maniera.
        Per i maschi il discorso cambia e sebbene i giovani possano per certi periodi anche lunghi stare sottomessi al dominante ed essere così tollerati senza penalizzazioni, in certi periodi dell’anno ad es. alla fine dell’estate, immancabilmente si possono riaccendere dei conflitti anche potenzialmente mortali se non si pone rimedio. Essi sono dovuti all’istinto che si risveglia ed IMPONE all’animale di migliorare il suo ruolo all’interno del gruppo cercando il confronto con la concorrenza. Premesso che un solo maschio fertile può fecondare anche una decina di femmine tranquillamente, l’unica soluzione che io vedo è quella di allontanare per un certo periodo il maschio dalle sue femmine e far loro saltare dei cicli. Quanto alle malattie dovute alla sterilizzazione o alla mancata riproduzione non posso dirle gran che non avendone mai fatta esperienza, ma penso che un regime di partorienza ridotto sia il miglior compromesso possibile. Con 400 mq di prato penso possa allevarne un buon numero.

  13. mauro said

    complimenti per il sito molto dettagliato , io sto provando ad allevare conigli per uso famigliare ,bè non pensavo , ma ne ho viste di tutti i colori.
    adesso stò somministrando regolarmente izochinosal nell acqua da bere a scopo preventivo .
    sembra che godano di buona salute.
    circa 4 mesi fa ho sospeso con il prodotto poco dopo una coniglia aveva la pancia gonfia e dopo pochi giorni è morta.
    adesso ho ripreso con la cura preventiva.
    circa un anno fa ho avuto dei conigli ai quali crescevano i denti lunghissimi , è possibile che fossero frutto di consanguinei???

    complimenti ancora , penso che sia molto utile comunicare tra allevatori per scambiare le proprie idee…
    ciao

    • conigliopoli said

      I denti lunghissimi (che poi si incurvano) dipendono, nel coniglio, da un disallineamento fra incisivi superiori ed inferiori dovuto a mia esperienza alla presenza di ascessi a livello dell’osso vicino alle sedi degli stessi che sono causati dalla stafilococcosi, probabile sintomo di una infezione latente ed inveterata del loro sangue causata dall’uso protratto di antibiotici. Non dipende da consanguineità come taluni sostengono. L’uso dell’isochinossal come prevenzione della coccidiosi non farà mai del tuo allevamento un allevamento naturale perchè se è vero che evita la mortalità è anche vero che rende i conigli predisposti a morire di coccidiosi non appena lo togli. Leggi bene il capitolo AFFRANCAMENTO.

  14. luigi said

    salve, intento allevare conigli all’aperto, ovviamente recintati con un ricovero di 3metri per due ed una recinzione fuori di 4mx4, tutta chiusa anche dall’alto, volevo sapere se per evitare che i conigli mi scavino gallerie sottoterra e scappano cosa posso mettere per terra, la struttura da me realizzata era prevista per le galline. grazie

    • conigliopoli said

      I recinti per conigli sono solitamente a rete interrata per almeno 25 cm. Inoltre io consiglio di mantenerne tutto il perimetro “a vista” cioè senza luoghi non ispezionabili e nascosti. Se ciò non bastasse bisogna avere cure di riempire con terra ed ostacoli (pietre, rami) tutti gli assaggi di scavo che puntano all’eterno della recinzione. Di solito basta e i conigli desistono.

  15. Simone said

    ciao complimenti per il blog, volevo chiederti dove e come si fa a vedere quando la femmina di conglio è in calore? e come si fa a vedere se è rimasta incinta?
    I miei conigli (2 femmine e 1 maschio) sono sempre stati in gabbia, cibati con mangime e raramente del fieno.
    ho notato inoltre che il mangime misto può causare diarrea, portare malatti e successivamente morte.
    grazie dell’attenzione, saluti da simone.

    • conigliopoli said

      Ciao, per la coniglia si parla di disponibilità ad accettare il maschio in quanto l’ovulazione è indotta dalla penetrazione. i segni sono appunto la sua disponibilità ad accettare il maschio oltre allo stato della vulva che appare più arrossata e gonfia del normale. Per la gravidanza si accerta con la palpazione addominale dai 15 gg dopo l’accoppiamento in su. E’ necessaria una certa esperienza specie se la si fa precocemente. I mangimi misti, come li chiami possono causare quello che dici in quanto diluiscono i presidi terapeutici che contengono e sconvolgono quindi il protocollo di controllo batterico che ogni buon mangime si dà.

  16. andrea said

    sig claudio della valle
    Ho già ordinato il suo libro. Vorrei contattarla per farle alcune domande sul biologico.
    Esistono solo delle linee guida al riguardo oppure c’è un ente di certificazione vero e proprio?
    grazie

  17. Rocco Ferrigni said

    Gent.ma dottoressa,
    ho cercato di seguire sin dall’inizio il suo sistema d’allevamento, trovandolo unico nel suo genere, ma applicandolo a quelle che sono le mie possibilità di allevare una coppia di conigli.
    Lo ho presi da una masseria ad un mese circa di vita, li ho svezzati come Lei dice e i risultati sono stati magnifici.
    Sto cercando di allevarli nel gazebo del mio terrazzo, ma purtroppo, pare che uno dei due abbia preso una lieve Psoroptica delle orecchie ed un lieve sintomo di alopecia sotto il musetto, unico trattamento di prevenzione che ho stupidamente tralasciato e che mi sta costando caro.
    Grazie di tutto! Mi aiuti, cosa devo fare?
    Rocco

    • conigliopoli said

      La rogna delle orecchie si può curare con diverse formulazioni, l’importante è ripetere il trattamento per 3-4 volte a distanza di 12-15 giorni su tutti gli animali presenti. Esistono spray acaricidi ed antiparassitari ad uso veterinario oppure, anche dopo l’applicazione dello spray si possono mettere nelle orecchie, con lieve massaggio, alcune gocce di olio di vaselina addizionato del 5% di fior di Zolfo. Anche l’olio di oliva o di semi è utile in quanto soffoca gli acari, ma vanno ripetuti finché ci sia qualche uovo che deve schiudersi e ciò avviene nel periodo di 10-15 giorni dalla deposizione. Le uova come tali non sono molto aggredibili dai farmaci. Per l’alopecia potrebbe essere una micosi residua o anche una muta. Se lei alleva senza mangimi né antibiotici la micosi dovrebbe sparire da sola e la muta anche. Tenga osservato l’evolversi della lesione. Se dovessero comparire croste o latri fenomeni che interessano la cute mi faccia sapere.

  18. conigliopoli said

    Cara Mara, mi complimento per la tenacia con cui affronti i problemi e vorrei aiutarti ti scrivo una mail in privato. Ascolta, il problema che mi segnali credo sia dovuto, più che alla mixomatosi, allo stafilococco aureo. E’ un classico degli animali che mangiano mangime ed è anche una delle infezioni più brutte e dure da eliminare; questo è lo sfascio degli organismi che creano i mangimi. Io ho vaccinato molte volte contro questo agente come dico nel sito, ma fino a quando non ho eliminato del tutto i mangimi e intendo anche dall’ambiente dove stavano i conigli è stato capace di darmi qualche problema. L’orecchia che pende, calda infiammata, ispessita e dolente con infiltrazioni alla testa ed all’occhio e corriza fluida e profusa è un classico. La mixomatosi invece produce corriza e scolo oculare, ma prima si evidenziano delle escrescenze dure e gommose sulle palpebre e sulle orecchie ed intorno ai genitali. Forse quelle bognette che hai visto. Resta da vedere se sono ascessi cioè raccolte di pus bianco o mixomi cioè infiltrazioni di acido ialuronico. Tagliandole lo puoi vedere da te. Quello che mi descrivi potrebbe essere l’esito di una grave setticemia strisciante da stafilococco cui il coniglio ha cercato di reagire finito l’antibiotico del mangime con una reazione infiammatoria e formazione di pus sottocutaneo. Probabilmente l’estensione di questa infezione era tale che l’animale è morto prima di sviluppare necrosi ed ascessi ben demarcati. Questo significa che sono animali molto compromessi. Comunque bisognerebbe fare l’autopsia per esserne certi anche se quello che mi hai descritto mi ricorda gli animali che avevo molti anni fa in allevamento intensivo. Comunque il problema della mixomatosi potrebbe anche essere presente insieme allo stafilococco ed alla rogna in un quadro di immunodeficienza radicata nell’animale. Bisogna vedere se la zona è endemica per la mixo, comunque bisognerebbe saperlo con certezza per premunirsi adeguatamente. Non voglio scoraggiarti, ma la strada per affrancare animali del genere è assai lunga ed improba. Per prima cosa comunque dovresti trattare preventivamente conto la rogna delle orecchie per 3 5 volte ogni 10-13 gg anche se non si vede nulla, poi il mangime, meno ne introduci meglio è quindi sospendilo al più presto. Poi ti consiglio un certo numero di animali giovani; di 10 dovresti arrivare a selezionarne 1 o 2 e non mescolare animali di diversa provenienza. infine il risultato non è affatto garantito. Per la mixomatosi se avete molte zanzare ed è endemica è sicuramente utile vaccinare tutti oltre 1 mese di età ogni 6 mesi, ma se sono animali col sistema immunitario debole si rischia di avere un virus strisciante nell’animale. Il problema qui è controverso.
    questo è quanto ho da dirti.

  19. MARA said

    ciao Claudio,ti ho già scritto in precedenza per aver fatto 2 tentativi di allevamento all’aperto, andati male a causa di predatori (forse) o cacciatori (quasi certo). Il terreno è in mezzo ai campi e incustodito, anche se recintato. In giugno di quest’anno abbiamo voluto riprovare nel piccolo terreno vicino a casa. Abbiamo preso 1 femmina Fulva di Borgogna e 1 maschio California, da 2 allevamenti famigliari diversi, entrambi però cresciuti a mangime e un po’ di fieno e anche un po’ di pane.per una ventina di giorni abbiamo dato un po’ di mangime alla mattina, oltre all’erba che trovavano sul prato e qualche avanzo di verdura e frutta. Dopo 1 mese il mangime era finito e abbiamo continuato a nutrirli come sopra ma senza mangime. Dopo circa 1 settimana il California ha manifestato occhi gonfi e lacrimosi e un gonfiore sul capo e teneva un orecchio abbassato, e era bagnato anche sulle zampe posteriori. L’abbiamo tolto dal recinto e dopo alcuni giorni è morto. La fulva sembrava stare bene ma dopo alcuni giorni anche lei ha cominciato con l’orecchio penzolante da un lato. Entro 7-8 giorni aveva bognettine su tutte le orecchie e sul capo, un ascesso vicino all’ano e perfino la rogna negli orecchi(anche lei è morta). Un amico ci ha detto che potrebbe essere addirittura mixomatosi (da noi ci sono molte zanzare e questa estate è stata caldissima). Tu cosa ne pensi di questi sintomi? Scontrarsi con la malattia è stato peggio che scontrarsi con i cacciatori! superato il primo scoraggiamento, stiamo ora pensando di riprovarci in ottobre, quando le zanzare non ci sono più. Ho letto e riletto il tuo blog….. credi che ce la possiamo fare anche noi ad ottenere un ceppo resistente alle malattie, senza dover ricorrere a mangimi e vaccini? Visto che la nostra zona ha molte zanzare pensi che saremo costretti a vaccinarli per il periodo estivo? Inoltre per l’affrancatura dobbiamo dare per un po’ di tempo anche del mangime ho è meglio eliminarlo fin dal primo giorno?
    Ti ringrazio in anticipo per le risposte che vorrai darci e per aver messo, chiunque sia interessato, nella condizione di poter conoscere la tua esperienza, che è davvero molto interessante e accende una piccola luce in questo mondo dove non c’è più nulla di naturale nei rapporti tra gli esseri viventi che lo popolano. ciao Mara

  20. MARA said

    ciao Claudio, sono molto arrabbiata!!! stavolta ho scoperto che il famoso predatore ha un collega: “l’uomo”. Infatti avevamo interrato dei tubi( con l’aggiunta di una semicurva che impediva di vedere i conigli all’interno) che confluivano in un pozzetto da 50×50. I conigli lo usavano come nascondiglio, ma domenica abbiamo trovato l’amara sorpresa: tutto intorno ai tubi era stato scavato da un’animale, le semicurve erano state sfilate,ma, soprattutto, il coperchio del pozzetto era stato tolto e messo da una parte (rotta anche una maniglia)!!!!!! azione possibile solo a un essere umano !(dei conigli naturalmente solo un piccolo mucchietto di pelo) Se contro i predatori si potevano prendere precauzioni, contro la stupidità umana NO!! probabilmente è uno di quei cacciatori che fanno allenare i cani con qualsiasi cosa si muova (e lì ne ho visti), e che non si fermano neanche davanti a una recinzione alta 2 mt: in un punto la stessa è stata tirata in su per creare un buco per far entrare i cani, il loro padrone deve averla scavalcata. Sono molto amareggiata: ho visto svanire la possibilità di vedere (se non per pochissimo tempo) dei bellissimi conigli correre liberi,scegliendo l’erba che più gli aggrada, drizzando le orecchie al minimo rumore sospetto, battendo le zampe sul terreno in segno di avvertimento per gli altri……. forse più avanti i tuoi consigli mi torneranno utili per un piccolo allevamento domestico, ma nel piccolo terreno che ho vicino a casa, non in quel bel posto che, con tanta fatica, abbiamo recintato e sistemato per tenerci qualche animale (l’altra volta i cani hanno ucciso anche le 2 belle oche che c’erano) CONTRO LA STUPIDITA’ UMANA NON C’E’ MOLTO DA FARE !!!

    • conigliopoli said

      Mia cara Mara, sono proprio dispiaciuto. Ho vissuto anch’io la stessa identica situazione e più di una volta a causa di cacciatori che facevano addestrare i loro cani con i miei conigli. So perfettamente come ci si sente. L’ultima incursione si è conclusa a fucilate. Ho abbattuto all’una di notte del 30 agosto di diversi anni fa 2 cani che credevo selvaggi e pericolosi e si aggiravano nella mia proprietà in mezzo ai capannoni di allevamento facendo un chiasso indiavolato ma, guarda caso, avevano dietro i padroni ed erano segugi da caccia che al buio non potei identificare prima. Non è stupidità quella che hai visto, è MAFIA, è corporazione. Brutta gente quella lì, peggio dei peggiori animali; gli auguro solo che qualche collega sbagli la mira un giorno o l’altro. La cosa è finita in querela, avvocati ecc. Un rogna mai finita anche se avevo tutte le ragioni. Non ho altro da aggiungere. Se fossimo in America ci si potrebbe regolare diversamente con personaggi del genere, ma in Italia la proprietà privata non esiste e non esiste diritto per chi non faccia parte di qualche mafia. Ti auguro di poterci riprovare in migliori condizioni ambientali.

      cordiali saluti

  21. MARA said

    grazie Claudio, seguirò alcuni tuoi consigli (il tempo e l’energia che mi restano dopo il lavoro sono assai limitati). Il nostro sarebbe un piccolissimo allevamento per uso familiare, anche se comprendo che comunque devo superare certi ostacoli per ottenere qualche risultato.
    Ti saprò dire come è andata. ciao

  22. MARA said

    grazie Claudio, sei davvero molto gentile e molto esaustivo nelle risposte che dai. Forse proprio per il fatto che tutto è supportato da un’esperienza diretta di anni, prima con l’intensivo e poi con il metodo biologico, ho trovato in questo tuo sito la risposta alle mille domande che un allevatore inesperto come me si pone. Purtroppo non ho la possibilità di sorvegliare la proprietà ma, prima di desistere, voglio riprovarci almeno un’altra volta con un paio di conigli! Abbiamo individuato il punto dal quale il predatore è entrato: nella parte bassa del cancello avevamo messo una rete morbida che si distende per 50 cm. sul terreno ma c’era un punto di incontro che rimaneva aperto, e proprio lì c’era lo scavo. Non possiamo operare ulteriormente su tutto il perimetro della rete (che è molto lungo) però predisporremo quei passaggi stretti e lunghi che ci suggerisci. Pensavo per esempio a dei tubi di plastica che potremmo in parte interrare….. se hai ancora qualche suggerimento da darci sarà sempre molto gradito.

    • conigliopoli said

      Cara Mara, i tubi vanno benissimo, un diametro 25cm dovrebbero andare bene, magari fatti confluire e fissati bene in un pozzetto da tombino interrato in cemento. Ma i piccoli, qualora nascessero, rimangono sempre molto vulnerabili specialmente all’inizio quando fuoriescono dal nido. Valuta inoltre, come deterrente la possibilità di installare un filo elettrificato attaccato ad un generatore di impulsi ad alta tensione per pecore o cavalli.
      Ciao e auguri per il tentativo. In alternativa, contro il predatore si può pensare ad un trappola, ma credo siano illegali e pericolose.Ribadisco ancora che il recinto perimetrale non può avere falle di nessun tipo. Contro i tentativi di scavo, anche una rete metallica a maglia grossa adagiata sul terreno esterno adiacente la recinzione impedisce efficacemente lo scavo vicino al recinto.

  23. MARA said

    Non so se la risposta per e-mail era per me ma non l’ho ricevuta.
    mi faresti un grande piacere a rimandarmela.
    grazie , mara

    • conigliopoli said

      Cara Mara era per te. Te ne sottoscrivo il testo:

      Scusandomi per la mancata risposta a causa di un persistente errore di notifica del blog che non ho ancora risolto:

      La scena che mi descrivi, purtroppo l’ho vissuta anch’io e non in aperta campagna, ma a fianco di casa mia: una volta erano i cani randagi, un’altra erano invece abitanti locali, cacciatori che non trovarono di meglio che allenare i loro cani a spese dei miei conigli. Non è prudente lasciare incustodito un allevamento di conigli soprattutto qui in italia. A me sono saltati dentro anche con il filo elettrificato. Sembrerebbe un lavoro da cani o da animale grosso. I conigli quando sanno di essere predati sono bloccati dal terrore e cadono come in catalessi, sbagliando completamente a comportarsi. Se il cane ha avuto tempo una notte, e le tane non erano molto profonde e sicure riesce anche a scavare ed a farli tornare fuori. Unica soluzione è rinforzare la rete e guardare che un cane o volpe potrebbe anche sollevarla facilmente se non è interrata ad almeno 25 cm di profondità. Inoltre se ha tempo può anche scavare sotto ed arrivare ai conigli. Il recinto primetrale deve essere a prova di bomba sopra e sotto e poi occorre predisporre dei passaggi stretti e lunghi dove i conigli possano stare a debita distanza dal predatore. Se non hai la possibilità di sorvegliare la proprietà ti consiglio di lasciar perdere.
      Mi dispiace

      cordiali saluti

      claudio

  24. MARA said

    sono Mara,…..domenica scorsa sono andata in quel terreno dove avevo liberato i conigli per vedere se i coniglietti nuovi nati c’erano ancora …… ma ho trovato una bruttissima sorpresa: 4 dei 5 conigli adulti e le 2 oche che stavano lì da 1 anno in quel recinto giacevano morti in giro per il campo, tutti con il collo rotto e 2 conigli erano sbranati. Non abbiamo trovato il 5° coniglio, forse è riuscito a fuggire (nessuna traccia dei coniglietti). La nostra recinzione è alta 2 mt ma non ha la parte superiore rivolta all’esterno (il terreno è circa 3000 mt e la recinzione è molto lunga) e nella parte bassa ha qualche buco (piccolo) scavato dai conigli che entravano e uscivano a piacere (tornando però sempre alla loro tana sulla collinetta).Il nostro terreno è in mezzo alla campagna, lontano dalle case. Abbiamo trovato un’impronta che può sembrare di cane o volpe, ma ci chiediamo: se i conigli sono spaventati non scappano nelle loro tane? e un cane o una volpe come fa a stanarli? non sono troppo grossi per riuscire a entrate nelle tane dei conigli? se invece si tratta di una faina, non è troppo piccola per riuscire a spezzare il collo a 2 oche adulte? ci siamo rimasti malissimo……avremmo molto piacere di sentire il parere di persone più esperte di noi. grazie a tutti quelli che vorranno darci consigli.

    • conigliopoli said

      Ti ho risposto per e-mail

  25. paolo 3 said

    salve piacere paolo , sono appassionato di conigli mi piace allevarli e avendo anchio un po di terreno ho alcuni conigli . è poco che lo rimessi su , ma questa volta ho voluto allevarli in un modo diverso , dai vari fiocchi ecc solo erba adesso ne ho una 15 in gabbie normali , sto facendo dei varii gabbioni appositi per loro di varie grandezze , praticamente come ho gia detto do solo lerba , anche tante volte bagna come viene viene senza stare a vedere il tipo di ervba , li do di tutto anche i fichi ( quando è il tempo so che li fanno bene allintestino per i batteri almeno vedco che li mangiano con piacere non abbondo ogni tanto ) vedo che i risultati sono piu che ottimi dopo varie critiche dei vicini che vedondomi dare erba bagna appena tagliata mi criticavano (adesso pero si ricredono) volevo sapere un tuo parere sul m io modo di allevare grazie

  26. MARA said

    ciao a tutta Conigliopoli, vorrei raccontarvi l’esperienza che sto vivendo.
    circa 3 mesi fa, dopo aver letto le indicazioni di Claudio e co., ho provato a liberare alcuni conigli (allevati in gabbia e nutriti a mangime e,forse, un po’ di fieno) in un terreno di circa 3000 mq. tenuto a erba. In una zona di questo terreno c’è una collinetta di terra alta circa 1,5 mt.,coperta di alte erbacce e ortiche. Ho pensato di buttarci sopra dei rami e delle frasche e liberare i conigli proprio lì, nella speranza che si sarebbero fatti la tana in quel posto: e così è stato! Il terreno è recintato ma i conigli entrano ed escono attraverso 2-3 buche fatte sotto la rete, ma tornano sempre alla loro tana iniziale fatta sulla collinetta.Mangiano l’erba, un po’ verde e un po’ secca, del campo e per adesso sono belli sani e vispi. Avevo acquistato 2 conigli grigi (1 maschio e 1 femmina) che sono però fratelli, e 3 conigli (1 maschio e 1 femmina grigi e 1 femmina nera) da un altro contadino. Ieri sono usciti dalla tana i primi n
    uovi nati: 3 coniglietti ( 2 neri e 1 tutto bianco) stupendi! . Non so come andrà questa storia, per adesso sembrano tutti belli sani e vispi ………..vedremo. ciao

  27. claudio said

    Possono mangiarle occasionalmente ma non è che siano un alimento valido. Se c’è di meglio sono più contenti.

  28. MARA said

    ciao a tutti, vorrei sapere se i conigli allevati allo stato brado mangiano anche le ortiche.
    grazie

  29. paolo said

    grazie sono molto soddisfatto della sua risposta

  30. conigliopoli said

    Gentile Paolo, non sono domande sciocche le sue, forse troppo preoccupate, mi rendo conto di quali difficoltà abbia una persona che non ha esperienza in tal senso dato che anch’io ci sono passato. Quando un coniglietto nel nido sta male o è debole, generalmente tende a diminuire la sua temperatura corporea e ad allontanarsi dal centro del nido. Se poi muore, ed è quasi certo che muoia, è possibile che la femmina lo divori se molto piccolo oppure che lo lasci dov’è. Il concetto di “igiene” che noi abbiamo in natura è ben altra cosa; igiene non significa sterilità biologica, ma molto piu spesso significa equilibrio biologico. Generalmente gli altri non si sporcano per la presenza di un piccolo cadavere o più a lato e comunque se sono ben nutriti d accuditi dentro la tana dalla loro mamma, questo non costituisce un problema, a parte un po’ di odore e qualche mosca che fino a qualche decennio fa sopportavano anche i nostri neonati. Poi, per un parto successibo, la femmina rassetta la tana con un nuovo scavo e la libera dai resti peraltro molto esigui dei morticini insiee ala terra di scavo. In natura è cosa normale che questo accada. Dobbiamo sempre decidere se e quanto avvicinarci noi alla natura oppure se e quanto adattarla alle nostre esigenze particolari. Ogni scelta ha i suoi pro ed i suoi “contro”.

    saluti

  31. paolo said

    Se partorisce allo stato libero e qualche coniglietto muore, la femmina non provvede ad eliminare i coniglietti ? Il nido resta sporco durante tutto il periodo dello svezzamento? Cosa fa in questi casi la femmina? Mi scusi forse sono domande sciocche. Sono un profano e vorrei capire bene.
    Grazie
    Paolo

  32. conigliopoli said

    Dovrebbe stabilire lei cosa vuole fare dei conigli e in che modo li vuole allevare. La femmina partorisce tranquillamente anche in gabbia, però è possibile che dopo i piccoli non vengano accettati nel recinto dal maschio, e potrebbero esserci problemi anche per la femmina in un primo tempo. Se voleva, poteva anche lasciarli nel recinto, ma è un altro tipo di allevamento, dove non si possono controllare fino a quando non escono dalle tane a meno di avere delle tane artificiali che sia possibile ispezionare da una botola.
    saluti
    claudio

  33. paolo said

    Ho una coppia di conigli lasciati liberi all’interno di un recinto. Ho notato che la femmina perde molto pelo. Pensando che fosse incinta e prossima al parto, l’ho presa e messa nella gabbia in attesa del parto. Il maschio e diventato molto irrequieto. Nel recinto hanno scavato delle gallerie. Forse ho fatto male a mettere la femmina nella gabbia? Era il caso farla partorire sottoterra?
    Grazie
    Paolo

  34. Claudio said

    Gentile Sig. Paolo i miei libri sono attualmente venduti e commercializzati unicamente su questo sito: http://stores.lulu.com/claudiodellavalle che è un editore “print on demand”. Gli ordini effettuati per via telematica (aggiungi a carrello) possono essere pagati solo con carta di credito o paypal. Se avesse difficoltà con queste procedure, me lo faccia sapere e le dirò come posso eseguire io l’ordine a suo favore a seguito di ricevimento di vaglia postale o bonifico bancario.
    Siccome però l’argomento dei libri esula dalle tematiche di questo sito la pegherei di volermi contattare privatamente oppure sul blog Uomini e Dio http://claudiodellavalle.wordpress.com/

    La ringrazio
    claudio

  35. paolo said

    vorrei comprare un suo libro. Mi dice il titolo e la casa editrice.
    Grazie

  36. Claudio said

    I conigli scavano tutte le buche che credono opportune e che possono, anche con più di un ingresso, poi le modificano e ne aggiungono dei pezzi nuovi ogni tanto. Li lasci fare e vedrà. Dipende m olto anche dalla vitalità della colonia. Comunque se legge tutto quello che ho scritto troverà queste nozioni.
    saluti

  37. paolo said

    i conigli quando scavano fanno una sola buca di entrata oppure creano anche buche di uscita? Grazie

  38. paolo said

    Se non fodero il terreno con una rete e li lascio liberi di scavare, fermo restando che un ricovero verrà fatto, quali saranno le conseguenze ? che dimensioni avranno i tunnel scavati? Grazie per la precedente risposta.
    Paolo

  39. Claudio said

    Se i conigli possono scavare lo faranno, è il loro istinto e non si può cambiare. Diserteranno il ricovero peggiore per il migliore, questo è sicuro, inoltre scavano anche per motivi diversi dalla riproduzione, quali la regolazione della temperatura eccessiva o scarsa oppure per motivi i egemonia sessuale (piccole buchette che scavano i maschi dominanti).

    salve

  40. paolo said

    se all’interno del recinto costruisco un ritrovo per dormire e partorire, hanno sempre motivo di scavare gallerie? Grazie per la precedente risposta e complimenti. Paolo

  41. Claudio said

    Sì, possono stare insieme sempre; quanto ai buchi nel terreno è naturale per loro farli. L’unico metodo sarebbe foderare il terreno di rete metallica per imperdire loro di scavare. Dove ci sono conigli che stanno bene, il terreno è comunqe in continuo movimento…

    saluti

  42. paolo said

    un maschio e una femmina di tre mesi possono stare insieme ?. Quando li devo separare? Per evitare che fanno buchi nel terreno recintato, cosa devo fare? Grazie Paolo

  43. Peppe_Na said

    Si come avevo pensato di fare, beh gli è stato dato da mangiare solo pellets ora gli sto dando fieno e verdure. Nel giardino ho una zona rettangolare di un 15 mt quadrati con qualche pianta di glicine e ibiscus piantata a terra. Metterò qualche roccia e tronco e crereò un bell’habitat dove possano stare bene. Per ora lo faccio e metto solo il maschio la femmina la faccio partorire li, chissà quanto manca, la pancia già si vede e anche le mammelle. La razza è fulvo di borgogna però dovrei rinsanguarla mi ha detto quello che me li ha dati.
    Mi piacerebbe che si creasse un gruppo di discussione dove parlare di conigli in modo da conoscersi tutti e aiutarsi a vicenda affinchè si abbia una rivalutazione dell’allevamento di questi animali. Conosci per caso civiltà contadina?

  44. conigliopoli said

    Caro Pebbe, forse è meglio che tu faccia una cosa alla volta. Falla pure partorire in gabbia, non riaccoppiarla e guarda se svezza i coniglietti, poi, quando i piccoli avranno un mese e mezzo o più di età, prova a metterli fuori, ma ricordati di dire addio al tuo giardino…perchè te lo rosicchieranno tutto. Sarebbe stato comunque meglio abituare i soggetti adulti prima di ingravidare la femmina. Considera molto bene tutto quello che ho scritto e poi ricordati che il risultato non è garantito affatto, dato che non conosci cosa è stato dato a quei conigli col mangime.

    ciao ed auguri

  45. Peppe_Na said

    Ciao conigliopoli! Beh sono completamente sulla stessa lunghezza d’onda di questo blog…
    Io avendo da due giorni una coppia di conigli ho pensato, anche avendo poco spazio in girdino, di allevarli all’aperto. Solo che ho due problemi: uno che sono abituati a pellets per quanto riguarda l’alimentazione e due la femmina ha un po’ di pancia. Quindi volevo chiedere è bene che la faccia partorire in gabbia per adesso o che abitui la coppia a stare a terra da adesso e la lascio partorire all’aperto? Ciaoooo

    Peppe

    P.S: Promuoviamo l’allevamento biologico del coniglio!!

  46. conigliopoli said

    Certo, Andrea, se non hai dato mangimi da parecchio tempo sei a buon punto. Prova con qualche riproduttore e tieni presente che in caso di patologie dormienti, più aumenti l’energia della razione con granaglie, cruscami, fiocchi, pane, soia, più avrai la necessità di combattere con le malattie batteriche e protozoarie usando presidi farmacologici. Per cui, pane e granaglie devono stare eni limiti che ho indicato. Il coniglio è un animale non competitivo all’uomo e nella povertà dell’erba trova la sua salute. il fieno invece va bene ma sempre come ho indicato, insieme ad una parte di verde.
    Ciao Grazie per avermi scritto, tienimi aggiornato.

  47. Andrea said

    Caro Claudio, nel leggere tuoi documenti ho trovato proprio quello che cercavo: un sistema per disintossicare sia i miei conigli che me stesso da tutte le porcherie della chimica.
    Io, proprio in questi mesi, stò avviando un’azienda orticola biologica con l’aiuto di mio padre.
    Da sempre abbiamo anche un 20 conigli per uso familiare. Cerchiamo il più possibile di allevarli secondo natura, anche se leggendo il tuo blog, mi sono reso conto di commettere alcuni errori a mia insaputa. Alimento i miei animali in questo modo: Sempre fieno a disposizione prodotto in due prati di mia proprietà, purtroppo diamo sempre della granaglia mista, ogni giorno provvedo a dare erba (in estate) o resti dell’orto, saltuariamente del pane secco.
    Secondo te è ipotizzabile che i miei conigli possano adattarsi facilmente all’allevamento in garenna? Per ora grazie, Attendo una tua risposta. Andrea.

  48. Claudio said

    Salve, per quanto riguarda le galline, potrebbero andare bene se non per un fatto: che hanno bisogno di granaglie che i conigli bio non dovrebbero mangiare pena l’insorgenza di varie malattie. In compenso le ovaiole traggono vantaggio dalla presenza di numerosi lombrichi nella lettiera dei conigli che si fanno di solito in grande quantità entro 1 anno Per l’alimentazione può benissimo darla a giorni alterni, tenendo presente che in estate l’erba verde si secca, ma la mangiano egualmente. Io consiglierei di non oltrpassare questa soglia, ma se eccezionalmente le dovesse capitare, anche ogni 2 giorni, a patto che l’erba sia in quantità sufficiente e venga distesa per evitare che fermenti. Se piove, la sua qualità diminuisce rapidamente ed allora i conigli non la mangiano più. Metta a disposizione del buon fieno in un luogo coperto che faccia da ammortizzatore per eventuali carenze di erba. Le erbacce del suo terreno sono un ottimo alimento, se qualche specie non dovessero mangiarla provveda con sfalci ad eliminarla per impedire che invada tutto l’appezzamento. Per il resto le consiglio di leggere attentamente tutte le pagine del blog.
    La ringrazio per il commento.

    claudio della valle

  49. Ludo said

    Ciao
    complimenti prima di tutto.
    Ho un terreno di 1000 metri quadri in mezzo alle colline, incontaminato nel verde. 400 metri quadri li utilizzo per far l’orto. Nei restanti 600 metri circa c’e’ un piccolissimo boschetto che saranno circa 150-200 metri quadri, e il resto prato rustico/erbacce classiche con qualche alberello da frutto. Non c’e’ nessun recinto, tutto aperto, e di li’ volevo provare a mettere 3 oche femmine e 3 conigli, di cui uno maschio. Insieme come dice lei possono starci benissimo, il mio problema e’:
    – dare da mangiare a questi animali, oche comprese, quante volte ci devo andare? si puo’ anche 1 volta ogni 2 giorni? magari anche piu’ giorni;
    – volevo mettere anche le galline ovaiole, se lei conosce la tecnica di allevamento, posso anche con queste galline andarci una volta ogni 2-3 giorni, senza dover utilizzar il mangime, ma semplicemente scarti di umido?

    A settembre iniziero’ a fare il macchinoso recinto se le sue risposte mi soddisfano.
    Ringrazio sentitamente, la saluto.
    E ancora complimenti.

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