Conigli & Conigli

Mi fido solo dell’erba pulita

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Il nuovo manuale di Conigli & Conigli

Posted by conigliopoli su 20 maggio 2017


Sono lieto di comunicare ai gentili Lettori che il manuale di allevamento biologico del coniglio:  Conigli e Conigli è ora disponibile nella sua SECONDA EDIZIONE aggiornata e corretta:

come E-book in formato PDF, con fotografie a colori, ben leggibile anche sui tablet ed anche come libro stampato in formato A5, con copertina colori e foto bianco e nero.

Per l’acquisto ed ogni dettaglio cliccare l’immagine di copertina qui sotto.

Manuale per l'allevamento biologico a terra del coniglio domestico

Manuale per l’allevamento biologico a terra del coniglio domestico

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Assenzio: un’erba che piace molto ai conigli

Posted by claudiodellavalle su 8 novembre 2014


assenzio

  L’Assenzio o Assenzio romano, (Artemisia Absinthium), in fotografia, come l’Artemisia Vulgaris o Erba Legno è specie  molto appetita dal coniglio, malgrado l’estrema sua amarezza. Le proprietà farmacologiche di questa pianta, facilissima a coltivarsi e moltiplicarsi, sono molteplici: è aperitiva, antispastica per intestino e bile, tonica del sistema nervoso, antisettica ed anche antiparassitaria ed antielmintica (usata secca, un tempo come tarmicida negli armadi e contro le pulci degli animali domestici). Il caso ha voluto che pure essendo non comune qui dalle mie parti ne potessi coltivare una piccola quantità. La prova sui conigli venne spontaneamente e la mangiarono subito  con una avidità notevolissima. Io credo che questa pianta possa essere utilmente impiegata, in maniera saltuaria, per proteggere efficacemente il coniglio dal piccolo vermetto intestinale (Passalurus Ambiguus) che prima risultava quasi impossibile eradicare del tutto, sebbene fosse presente soltanto in forma assai sporadica nei conigli allevati a terra con alimentazione erbacea. Sarebbe una esperienza da confermare da parte di altri allevatori, ma io non ho più visto un solo vermetto negli intestini dei miei conigli da quando ho somministrato loro questo vegetale in piccole dosi. E’ una erba che non dovrebbe mancare attorno ad un allevamento bio perchè il coniglio l’ha giudicata buonissima.

AVVERTENZA: La pianta, sebbene  largamente impiegata negli aperitivi e negli amari è tossica in alte dosi per l’uomo; sebbene i conigli sani sappiano di solito regolarsi magnificamente, è doveroso segnalare che alte dosi di questa essenza risultano abortive per l’uomo (non necessariamente per il coniglio), oltre che tossiche per il sistema nervoso Sarà utile quando ne avrò una maggiore quantità verificare quanta ne mangiano ove somministrata ad libitum, se ha effetti collaterali in alte dosi, se sanno autolimitarsi. Aggiornerò appena disponibili i dati.

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Un altro esperimento.

Posted by conigliopoli su 20 maggio 2014


In questa strana primavera dove dopo un inverno in cui il freddo consueto è mancato  ed il tepore primaverile- estivo  pare rimandato a data incerta, ho deciso di allungare ancora il periodo di inter parto cioè di allungare la fase di svezzamento fino al limite teorico di 2 mesi e ciò è stato fatto accoppiando la femmina ad 1 mese esatto dal parto precedente. saranno valutate le reazioni dei piccolo svezzandi alla crisi da svezzamento. Ora, in questi  filmato del 14 maggio 2014 sono presenti  la madre, 3 piccoli della covata precedente danneggiata dal tempo eccessivamente umido, ed 8 magnifici coniglietti (4 pezzati e 4 marroncini) dell’ultimo parto che risale al 7 di aprile 2014. La femmina è stata riaccoppiata il 7 maggio 2014. In tal modo lo svezzamento dovrebbe avvenire naturalmente anche superando il limite di 45 giorni di allattamento precedentemente consigliato e dovrebbe perciò assicurare una miglior sopravvivenza della prole ad eventuali problemi come pare proprio guardando alla rotondità delle groppe dei piccoli. Il tempo asciutto e fresco inoltre hanno contribuito ulteriormente a mantenere sani i piccoli come si può  vedere. Non avendo necessità di super produrre credo sia un buon metodo che consente di far riposare e ricostituire efficacemente la fattrice.

 

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Ho un sogno

Posted by conigliopoli su 16 ottobre 2013


Conigli settembre 2013 (11)

Questa splendida femminuccia è assai domestica. Non merita forse di avere un futuro?

L’anno 2013 è quasi concluso ed è tempo di bilanci.

Ho volutamente allevato pochi soggetti quest’anno a causa di problemi contingenti che non riguardavano i conigli, ma il mio lavoro.  Quest’anno inoltre ho deciso per la prima volta di provare a tenere ad oltranza l’ottimo maschio dell’anno precedente e così la femmina. Le cucciolate ottenute, ciascuna di 6 soggetti felicemente svezzati, pur non essendo particolarmente numerose sono risultate molto belle ed uniformi e la mortalità post svezzamento è risultata uguale a zero. Indubbiamente un minor numero di soggetti per cucciolata ed anche presente nel recinto permette di ottenere migliori risultati quanto ad uniformità, benessere dell’animale ed accrescimento. Ancora una volta mi sento di confermare ai gentili lettori i risultati del mio piccolo esperimento che va avanti ininterrotto da oltre 15 anni.

Debbo qui riportare i risultati importanti e preziosi inviati degli amici M. e M. di Verona che allevano con passione da alcuni anni conigli derivati anche dai miei, secondo il mio metodo, senza vaccinare, in una zona dove la mixomatosi è endemica e si ripresenta puntualmente ogni anno. Ebbene, nel  terzo anno di infezione, dopo che sono stati selezionati come riproduttori i conigli che hanno saputo guarire da soli, la malattia si è ripresentata ancora, ma questa volta con sintomi assai più attenuati e mortalità assai ridotta. Questo confermerebbe la teoria che vuole, nel giro di pochi anni, l’instaurarsi di uno stato di resistenza alla malattia pressoché totale da parte dei conigli, a patto che vengano rispettate le condizioni di allevamento naturali senza interventi che indeboliscano l’animale.

Ora che il progetto mi ha rivelato tutta la bellezza che degli animali autentici possiedono e sono certo della loro salute e forza, posso decidere di non guardare alla produttività dei numeri ma sopratutto alla qualità . Purtroppo la situazione dell’ambiente dove mi trovo ad operare peggiora ogni giorno di più nel senso che diviene sempre più difficile trovare spazi dove raccogliere liberamente l’erba necessaria al mio piccolo allevamento. L’edilizia, l’agricoltura, l’inquinamento, la gente fanno sì che gli spazi adatti siano sempre inferiori ogni anno che passa e non so fino a quando potrò ancora continuare. Le difficoltà aumentano non potendo disporre allo scopo di una azienda agricola o comunque di terreni erbosi bastanti vicino al luogo dell’allevamento.

Il mio sogno cui sto pensando da molto tempo, sarebbe quello di poter dare infine a questi conigli uno spazio libero e pulito dove potessero avere la libertà e confrontarsi così pienamente con la vita.  Credo con tutto il cuore che se lo meritino a tutti gli effetti ed abbiano buone probabilità di riuscita. Ma vorrei fare le cose per bene. Ritengo che avrebbero tutta la capacità di adattarsi, se non che ogni terra  qui ed oggi pare avere dei problemi insormontabili che si oppongono alle realizzazione di questo mio sogno. Laddove si potrebbe realizzare questo progetto di estremo affrancamento ecco che il territorio è immancabilmente percorso da cacciatori … come non bastassero i predatori naturali.

Ho pensato che un valle un po’ isolata, di quota non troppo elevata potrebbe andare benissimo per creare questo progetto di dare terra ai miei conigli. Introdotti i soggetti riproduttori con  i dovuti accorgimenti affinché possano “attecchire”, potrebbe divenire il loro regno. E sarebbe un luogo bello che piacerebbe tanto ai bambini, oltre che essere utile per lo studio degli adattamenti vitali della specie cunicola. Esso potrebbe inoltre creare posti di lavoro e valorizzare terreni abbandonati o di scarsa redditività.

Ma questo sarebbe possibile fare bene solo con persone pure e disinteressate, non coi soliti furbi cui interessa solo l’affare, il guadagno o il contributo pubblico per fare del biologico che in effetti biologico non è.

Perciò penso che il mio desiderio possa rimanere solo un sogno ancora per molto.

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Consuntivo 2009 -relazione

Posted by claudiodellavalle su 12 dicembre 2009


L’anno che volge al fine,credo sia  il tredicesimo, dall’inizio del mio piccolo allevamento biologico, mi ha permesso di ottenere dei risultati positivi insperati che consistono nell’aver recuperato, ritengo in modo permanente, un ulteriore livello di salute degli animali, stato che non credevo potesse esistere.

L’anno 2009 è cominciato male. Avevo mantenuto per l’inverno nel recinto di 60 mq una sola fattrice col suo maschio. Iniziò a partitore ai primi di gennaio e poi in febbraio ma i primi due parti annegarono a causa delle piogge oltre ogni misura immaginabile. Il clima in seguito migliorò e la fattrice ebbe modo di partorire felicemente altre 6 volte per un totale di coniglietti svezzati di 25.

Ci fu solo un morto fra tutti quelli che fuoriuscirono dalla tana e tutti sono giunti o stanno giungendo felicemente all’età matura fuori dalle pastoie della crisi da svezzamento.

In questo anno, per la prima volta e senza che io ne conosca il motivo, i miei conigli

non hanno avuto crisi da svezzamento,

non hanno patito coccidiosi nemmeno in tracce,

si sono liberati dalla presenza costante di Passalurus Ambiguus, piccolo ossiuro specifico del coniglio che durante 35 anni di allevamento non si era riuscito a debellare in nessun modo nemmeno con trattamenti farmacologici mirati e reiterati.

Cosa può aver determinato questo netto recupero di salute che, constatato all’inizio dell’estate, si mantiene tuttora inalterato, malgrado i cambi di alimentazione e le piogge, l’umidità, il freddo caratteristici dell’autunno?

Premesso che sarà necessario almeno un altro anno di conferma teso a verificare che il comportamento e lo stato di salute degli animali sia stabilizzato, trasmesso alla discendenza e non dovuto ad un caso fortuito, vorrei solo dire che l’impressione è quella di avere davanti un animale divenuto molto forte. Io ritengo che il nuovo regime di allevamento, forse con un po’ di fortuna o di intuito, dopo 15 -venti generazioni e selezioni relative (il numero è approssimativo perchè non le ho contate ma ho cambiato i riproduttori ogni anno fino ad ora scegliendo i migliori della loro prole) abbia riportato il coniglio ad uno stato assai vicino se non identico a quello originale, come doveva essere nel medioevo o prima della seconda guerra mondiale. In questo stato, parrebbe che anche alcune precauzioni adottate a tutela della salute degli animali possano risultare infine inutili in quanto erano soluzioni tampone per evitare di scatenare malattie dovute ad un animale inconsapevolmente condizionato da patologie residenti ed inapparenti. Il fatto che coccidiosi e elmintiasi siano oggi praticamente sparite (anche se non credo si possa mai raggiungere la sterilità assoluta per quanto riguarda la coccidiosi), vuole significare che il terreno di cultura, cioè l’animale si è fortificato ed ha ritrovato la sua piena identità. Questo può essere avvenuto magari in forza dell’instaurarsi di una flora microbica antagonista a livello intestinale, cioè di un ambiente microbico più consono all’interesse del coniglio e meno a quello dei parassiti. Questo potrebbe essere stato anche favorito da alcune modifiche alla dieta che ho fatto quest’anno.

Ho somministrato per tutta l’estate erba verde proveniente da un campo non concimato con una buona percentuale di erba medica anche molto matura e dura per la siccità. Ho acidificato quasi costantemente l’acqua di bevanda con aceto.

Vedremo il futuro cosa ci riserverà. Io continuo con le mie osservazioni finché posso.

I miglioro Auguri di buone feste a tutti i gentilissimi lettori

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