Conigli & Conigli

Mi fido solo dell’erba pulita

Avvertenze

L’Autore del presente Blog avverte i lettori che i contenuti in esso presentati sono unicamente il sunto realistico di esperienze di allevamento biologico protratte personalmente per oltre un decennio e tuttora in corso.

L’Autore non garantisce in nessun modo la certezza dei risultati ottenibili da terzi in base a queste indicazioni e nemmeno il blog costituisce invito ad adottare questo tipo di allevamento invece di un altro. Al  lettore rimane in ogni caso la libera scelta e  l’assunzione completa di responsabilità delle proprie azioni.

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32 Risposte to “Avvertenze”

  1. Alessia said

    Buonasera sono di Palermo ma non sapevo a chi rivolgermi e facendo delle ricerche sono finita qui. Ho una coniglietta di circa 5 mesi e ho notato zampette sanguinanti e naso ingrossato e da alcune ricerche ho capito che si tratta di rogna. So che dovrei portarla al più presto dal veterinario ma lunedì ricoverano mio padre per un intervento ai polmoni e non so quando potrò visto che i vet esperti non sono proprio vicino casa. Le chiedo quindi se possibile, esiste qualche rimedio seppur provvisorio che posso mettere in atto io per la mia cucciola? La ringrazio e scusi il disturbo.

    • Buongiorno, purtroppo la rogna che mi descrive è la Sarcoptica, la più difficile da estirpare. E’ un affare piuttosto problematico. L’unico intervento che potrebbe essere risolutivo è una iniezione con Invermectina (IVOMEC), ma deve essere prescritta e dosata da un veterinario. Nel frattempo potrebbe cercare di contenere o limitare la malattia con spugnature o nebulizzazioni di NEGUVON, sciolto in acqua alle dosi indicate in confezione, sul naso e dintorni, nelle orecchie e sulla groppa. Per le zampine sarebbe meglio immergerle nella soluzione per 4 cm e poi strizzare il pelo lasciandolo umido. Inoltre bisogna anche irrorare la cuccia o i luoghi dove il coniglio risiede. Se possibile sostituire e bruciare, ciò che non è di valore tipo cesti, scatole ecc. meno nidi ci sono in giro più sarà facile evitare un ricontagiamento successivo. Naturalmente trattandosi di parassitosi infettiva causata da un acaro similmente alla scabbia, ma specifico del coniglio, valgono tutte le norme di profilassi circa il contatto del coniglio con possibili portatori. Da notare che tale trattamento a base di Neguvon andrà ripetuto ogni 10 15 gg per almeno 3 volte. E che l’animale che apparisse guarito deve essere osservato attentamente per un periodo di almeno 3 mesi per salvaguardarlo da possibili nuove invasioni.

      • Alessia said

        Grazie mille

  2. Valentino said

    Salve a tutti..volevo chiedervi una informazione,,da poco mi anno regalato 3 conigli nani…dicono nani ma dalla loro grandezza lunghi circa 18-20 cm l’uno non credo siano nani..ma poco importa,quello che volevo sapere è che a oggi nel loro piccolo recinto di terra è stata fatta una buca in cui non me lo aspettavo ,e da questa buca sono usciti 2 coniglietti piccoli circa 8 cm per poi sono riscomparsi nella loro tana..la cosa che mi spaventa è perché il coniglio bianco (cioè la madre) ogni volta che esce fuori dalla tana ricopre la buca riempendola di terra con i piccoli all’interno? oggi mi sono accorto che chiude la tana con terra e a volte la riscava? non cè il pericolo che i conigli all’interno della tana ricoprendola di terra muoiono? non capisco perché la richiude la tana la madre..posso pensare che lo faccia per non far andare gli altri due conigli dentro la tana dei piccoli per proteggerli…perché il coniglio ricopre la tana di terra con i piccoli all’interno? spero possiate darmi una risposta per questa mia preoccupazione.
    Valentino.

    • Nulla da preoccuparsi, alcune volte le coniglie lo fanno probabilmente è manifestazione di un istinto per proteggere i piccoli da eventuali predatori. E’ da considerare un indice di elevata attitudine alla maternità della coniglia. I piccoli nella tana non soffocano e la madre regola i tempi di apertura e chiusura in base al clima esterno ed interno della tana, oltre che in base all’età dei piccoli.

      • Valentino said

        Grazie mille Claudio…mi ha alleggerito un grosso pensiero…un ultima informazione:dato che questi coniglietti a volte escono fuori dalla tana…ma all’esterno cè solo cibo per i conigli grandi cioè arba fresca e trifogli patate carote e piccoli pezzi di pane secco..ma sempre tutte cose fresce..cè qualche tipo di cibo che posso aggiungere per questi coniglietti piccoli?…sono veramente carini gia corrono e si puliscono da se…solamente se cè qualche cibo particolare da aggingere per questi coniglietti piccoli…Grazie ancora e Buona Giornata Claudio.

      • Non devi aggiungere nulla, lascia la madre col suo latte fin quando glielo da e l’erba va benissimo. Al massimo puoi mettere qualche foglia secca di albero o un po’ di fieno o paglia non ammuffiti. Se puoi e se non ci sono gatti o altri predatori apri un piccolo pascolo diretto su prato, ma che possano tornare dalla madre mi raccomando.

  3. andrea said

    Buongiorno sig. Claudio. Mi scuso per non averle più risposto e la ringrazio per la risposta all’altra domanda. Approfitto per chiederle un altro consiglio. Ho preso una coniglia di 4 mesi da far accoppiare con il maschio di 6. Nell’attesa che la coniglia raggiunga la maturità sessuale, posso già introdurla per cercare di farla andare d’accordo col maschio o è meglio che li tenga separati fino ad età adeguata? La ringrazio sempre per sua disponibilità.

    • Certamente li può mettere insieme da subito.È meglio così in quanto avrà la femmina coperta non appena pronta.Maschio e femmina convivono benone insieme senza alcun problema.

      • andrea said

        Grazie mille per la risposta così tempestiva.cordiali saluti

    • andrea said

      Buona sera sig. Claudio, le scrivo perché volevo avere un suo parere in merito ad un dubbio. 2 mesi fa ho preso una coniglia di 3 mesi, l’ho messa da subito con il maschio ma di cuccioli non se ne parla, anche se ho visto più volte che si sono accoppiati. Secondo lei il ritardo potrebbe essere dovuto al fatto che per la coniglia sarebbe la prima volta?

      • Non potendo vedere l’animale ne sapere come è stato allevato posso solo azzardare qualche ipotesi. Potrebbe essere ancora un po’ giovane e magari la stagionalità può avere una certa influenza. La fine dell’estate e il primo autunno sono periodi in cui l’animale è meno propenso a procreare per una serie di fatti fisiologici (muta del pelo, stress da caldo, preparazione al freddo con accumulo di energie sotto forma di grassi). Se non ci sono cause quali sterilità del maschio o forme ascessuali all’utero che ritengo poco probabili, vedrà che entro 2-3 mesi succederà qualcosa. Continui a lasciarli insieme. Se in questo lasso di tempo non rimanesse incinta allora vi è qualche problema. Sarebbe bene che una mano esperta palpasse la fattrice per sentire sia le gravidanze eventuali sia lo stato dell’addome e dell’utero. Talvolta il primo parto può essere problematico così come la gravidanza, ma insistendo nel tempo questo problema si risolve da solo. Esso è sensibile soprattutto per il numero e la sopravvivenza dei nati oltre che per la quantità e qualità dell’allattamento e della protezione anticorpale che può risultare minore in una primipara.

      • andrea said

        Grazie ancora per la sua disponibilità

  4. andrea said

    Buongiorno sig. Claudio,come già annunciato rieccomi per porle delle domande. Senza dilungarmi troppo mi limito solo a dirle che per sfortuna, ignoranza e consigli sbagliati ho avuto problemi con il virus MEV. Di sei conigli me ne è sopravvissuto uno solo. Purtroppo lo spazio che posseggo è solo un cortiletto di 40mq, non posso spostarli e non posso bruciare ne legno ne ferro presenti. Ora il coniglio rimasto è un buon candidato per la riproduzione visto che è sopravvissuto alla mev senza vaccino(ora lo è) era dominante rispetto agli altri e ormai mangia solo erba,frutta,verdura e sporadicamente fieno. Vorrei mettere una femmina, affrancarla e così poi farli accoppiare per avere dei conigli da carne. Ma dato che c’è il pericolo della mev avevo pensato di attendere la primavera prossima per essere sicuro che il virus fosse eliminato. Volevo un suo parere in merito alle tempistiche, se introducendo un coniglio vaccinato poteva essere una soluzione per accorciare i tempi d’attesa. So che non è un veterinario, ma sicuramente in trent’anni di attività, anche se non per esperienza diretta, avrà avuto modo di vedere e sentire problematiche varie e relative soluzioni. Purtroppo i vari pareri che ho sentito per questo caso specifico sono sono dei più disparati, anche il veterinario mi ha dato dei tempi molto diversi da quelli scritti sul sito governativo. Inoltre vorrei sapere se riesco a tenere in 40mq la coppia, con eventuale prole, fino alla maturità sessuale dei piccoli, tenendo separato il maschio dal parto fino allo svezzamento. E se i piccoli, raggiunta la maturità sessuale, sono già buoni per la macellazione. La ringrazio sempre per la sua disponibilità.

    • conigliopoli said

      Buona sera, credo che possa introdurre un animale vaccinato per la MEV senza problemi anche subito. La sopravvivenza del virus in ambiente esterno credo non superi quella di una-o due decine di giorni ed in ogni caso l’animale vaccinato non ne risentirebbe. Quindi io comincerei subito, anche senza esagerare con le disinfezioni che al virus della Mev, quando è in circolazione fanno poco perchè raramente possono essere efficaci al 100% in ogni punto della garenna o appena sotto al terreno. Secondo me fanno più danno che altro in quanto, non potendo essere totali, squilibrano ancor più le popolazioni batteriche a favore dei germi peggiori e più resistenti. E’ meglio operare una pulizia al meglio possibile ed operare sugli animali. In quaranta metri quadri può tenere sicuramente una coppia e 10-15 soggetti massimo, allontanando il maschio quando non serve e ci sono coniglietti maschi maggiori di 45-50gg. Stia solo attento a che la lettiera sia sempre asciutta e ricca di lettiera vegetale fresca che impedisca il formarsi di zone umide e putride dove i coniglietti si imbrattano le zampe perchè altrimenti incorre in rischio di insorgenza di coccidiosi. Evitare in ogni caso il sovraffollamento della garenna è garanzia di maggiore santià. Per la macellazione dipende dai tempi di crescita, con una crescita veloce possono essere macellabili anche prima della maturità sessuale, in garenna e senza mangimi in genere sono macellabili ad un peso medio in corrispondenza o appena dopo la raggiunta maturità (5-6 mesi). Dipende comunque dalla loro salute, dall’indice di accrescimento specifico, dall’alimentazione, dalla tipologia genetica e dal peso cui si vogliono macellare. Con conigli che abbiano trascorsi di sofferenza può accadere di macellare piccolo dei conigli che hanno sei mesi, mentre viceversa si potranno in condizioni ottimali macellare ottimi conigli di buon peso a solo 4-5 mesi.

  5. andrea said

    Ci mancherebbe che me la prenda anzi…ho iniziato ad allevare conigli da carne per uso familiare solo da due mesi con non pochi problemi,quindi se trovo un aiuto valido, anche solo in forma telematica, ne sono felicissimo.Ho comprato il suo libro lo stesso giorno che sono approdato sul suo blog e le spiego perché: prima di iniziare per mesi ho provato a raccogliere informazioni, ma con chiunque abbia parlato(che possiede conigli) o letto su internet concordavano tutti su 3 punti: tenerli in gabbia, non dargli l’erba e non mettere più maschi insieme. Ovviamente per me non era logico, questi animali vivono liberi e non comprano mangimi. Per quanto riguarda lo stare insieme non mi sembrava così impossibile, credo, ma solo lei,data l’esperienza, può confutare questa mia teoria. Per il momento la ringrazio della disponibilità e sicuramente approfitterò della suo blo. Tempo di riorganizzare le idee e presto le farò delle domande più precise qui. A risentirci.

    • conigliopoli said

      La ringrazio. Per quanto riguarda i maschi, essi non possono stare insieme se non tra fratelli e fino ad incipiente pubertà. Un maschio dominante può aggredire anche i suoi figli maschi, specie se vecchio più di una anno, anche ad età di 50 gg o comunque al più tardi quando essi manifestano i primi istintii sessuali.

  6. andrea said

    Buongiorno,mi chiamo Andrea e vivo in un paese del Piemonte. Innanzi tutto mi complimento per il suo libro. Avrei bisogno di un suo parere in merito all’ emorragia virale del coniglio e alla mixomatosi. Ma secondo lei un coniglio vaccinato per queste 2 malattie può contrarle lo stesso se esposto al virus? Grazie

    • conigliopoli said

      Buongiorno. Non sono un virologo e quello che le posso dire è solo per la mia esperienza diretta. I virus della Mev e della Mixomatosi si comportano in modalità ben diversa: mentre il primo è altamente letale in breve tempo, il secondo ha una evoluzione più lunga e non ha sempre come esito la morte. Come ho già detto tutto dipende dalla integrità del sistema immunitario del coniglio. Se il sistema è in buono stato la vaccinazione avrà esito positivo in tutti i casi ed il contagio di un animale protetto da vaccinazione dovrebbe essere impossibile, salvo eccezioni. Ricordo che la comparsa di anticorpi specifici è buona a cominciare dal 15 giorno dopo la vaccinazione ed ha una durata utile di circa 6 mesi, dopo i quali è bene eseguire una rivaccinazione. Nel caso della MEv, trattandosi di un vaccino spento ovvero a virus morto, la reazione è generalmente buona anche in caso di epidemia in corso, sempre che il coniglio riesca a sopravvivere almeno per i quindici giorni necessari ad scatenare la risposta; se gli animali fossero immunodepressi la vaccinazione servirebbe a riattivare e stimolare le loro difese dormienti. Nel caso di Mixomatosi invece l’immunità viene ottenuta mediante inoculazione sottocute o intradermica di uno stipite attenuato del virus omologo vivo. Una volta si utilizzava il virus del Fibroma di Shop, meno rischioso, che è in grado di dare una reazione crociata col virus della Mixomatosi, ma poi è stato abbandonato perché insufficiente a tutelare efficacemente la salute degli animali. Gli stipiti vaccinali attenuati di virus della Mixomatosi, in caso di immunodeficienza degli animali possono dare origine alla malattia invece di servire a prevenirla ed è forte il sospetto che il virus possa anche sopravvivere in una sorta di equilibrio o compromesso nei conigli vaccinati dando origine a vari inconvenienti cronicizzanti quali raffreddori, corrize, lacrimazioni oculari, polmoniti. Anche questo stato tuttavia il contagio con la malattia virulenta dovrebbe comunque essere del tutto improbabile. In caso di forte immunodepressione dell’allevamento per cause che possono essere: alimenti e mangimi inquinati, uso smodato e reiterato di antibiotici, errate condizioni di allevamento, dal vaccino può insorgere la mixomatosi. Lo stipite vaccinale Borghi che io utilizzai nell’ultimo periodo di allevamento industriale, mi causò proprio l’epidemia, come del resto, avevamo già sentito senza volerci credere, era accaduto anche in altri allevamenti.
      La possibilità di un contagio in un animale vaccinato comunque dipende esclusivamente dal fatto che questo abbia potuto reagire più o meno compiutamente alla vaccinazione omologa praticata per tempo.

      • andrea said

        La ringrazio per la sua risposta così celere. Ma ci sarebbe modo di venirla a trovare per visitare il suo allevamento?

      • conigliopoli said

        Guardi, in verità c’è ben poco da vedere poiché tutto è già mostrato nei filmati del blog ed inoltre quest’anno sono presenti solo pochi conigli sebbene bellissimi. Non me ne abbia, ma preferisco non rendere noto il sito del mio allevamento per una serie di motivi di sicurezza e a causa dei troppi idioti e maligni che mi hanno creato problemi in passato. L’allevamento come lo vorrei fare io purtroppo rimane ancora un sogno nel cassetto, oltre che per mancanza di mezzi e territorio, anche a causa di certe categorie di persone. Comunque se ha delle domande dica pure. Buona sera.

  7. Giuseppe said

    Grazie ancora, signor Della Valle. Ritengo preziosi i suoi consigli. Giuseppe

  8. Giuseppe said

    Grazie tante, carissimo signor Della Valle. A risentirci. Giuseppe

    • A proposito, dimenticavo, per quanto riguarda la commestibilità delle carcasse in teoria non vi sono controindicazioni alimentari sia per la mixomatosi che per la rogna, il problema però sta nel fatto che se la malattia è in stadio avanzato o complicato e lo stato di nutrizione dell’animale è carente, il sapore e le caratteristiche di tale carne potrebbero essere scadenti al punto da doverla scartare. Bisogna vedere di persona. Un cordiale saluto

      • Giuseppe said

        Grazie ancora, carissimo sig. Della Valle. Terrò conto anche di questa cosa. Vorrei approfittare per un chiarimento. Nel suo messaggio delle 8:51 am parla di una possibile reinfestazione causata dai topi. Me ne può spiegare il motivo? Poi ancora… come già le chiedevo, potrebbe bastare il vuoto sanitario di tre mesi senza disinfestazione?

      • Io eseguirei anche una distribuzione di veleno per topi prima di immettere nuovi soggetti in quanto se ci sono i polli, coi loro mangimi è facile che si trovino anche i topi i quali potrebbero occasionalmente ospitare e mantenere qualche acaro preso dai conigli e reinfettare quelli nuovi. In teoria è possibile fare a meno della disinfestazione, ma con quell’agente, non si è mai sicuri abbastanza. Comunque, siccome dovrà fare molta attenzione nei primi 2 mesi ad eventuali insorgenze della rogna sui nuovi acquisti, può anche evitare di fare la disinfestazione.

  9. Giuseppe said

    Grazie tante, dottore carissimo. Sto pensando che il primo coniglio ad avere questo problema è stato introdotto i garenna in un secondo tempo, in quanto mi è stato regalato. Prima non sussisteva il problema. Potrebbe essere stato questo a contagiare gli altri. Ho controllato la foto inviata e gonfiori agli occhi e al naso di questo tipo, alcuni miei conigli ce l’hanno anche. Solo che il gonfiore è pieno di croste. Mi chiedo: sarà questa e quella? Cioè rogna e mixomatosi insieme? Dico questo anche perché se volessi macellarli è possibile mangiarne la carne? Sto pensando comunque a fare il vuoto sanitario e non ho altra scelta che macellarli. I tre mesi di vuoto sostituirebbero la disinfestazione. Ho capito bene? Attigui ai conigli ci sono i polli, che non presentano, però, problemi. L’acaro potrebbe secondo lei continuare a sopravvivere per la presenza accanto di altri animali quali i polli? La saluto caramente.

    • conigliopoli said

      La ringrazio per la stima ma non sono dottore, solo un povero perito agrario. I mixomi quando sono in fase avanzata e di riassorbimento fanno delle croste sanguigne, ma sono diverse e più grossolane di quelle della rogna. Nella rogna del corpo gli aspetti caratteristici sono quelli che vede nella foto sulle dita delle zampe, con l’unghia che tende ad essere in una posizione innaturale ed il dito è come invaginato intorno all’unghia e pieno di desquamazione fine con tracce di sangue o meno. Anche la punta del naso tende a rivolgersi verso l’alto ed a sporgere dal profilo oltre che ad essere piena di desquamazioni fini e grigiastre. Se possa esserci una infezione mista non saprei dirglielo se non vedo le foto. In ogni caso il germe o i germi a quanto mi risulta sono specifici del coniglio, tuttavia data la vicinanza coi polli potrebbe sussistere un possibile per quanto remoto problema di reinfestazione da parte di topi, anche se non ne ho mai potuto constatare la probabilità. quini il vuoto sanitario, seguito da pulizia accurata di tutto quanto c’è nel recinto e asportazione di lettiere e cose che non servono, dovrebbe darle una buona sicurezza.

  10. Giuseppe said

    Gentili amici,
    avrei bisogno di un aiuto. Ho 15 conigli (maschi e femmine insieme) in un pezzo di terreno recintato. Da un anno ormai ho un grosso problema: la rogna. Sono tutti infetti. A qualcuno ho fatto una puntura che mi ha dato il veterinaio. Passa per un po’ e dopo rispunta. Nelle parti intaccate attualmente sto passando una pomata fatta da me (zolfo e olio). E’ ottima, ma rispunta in altre parti e dopo un po’ nelle parti di prima. Cosa devo fare? Dovrei forse disinfettare, ma non ho un altro posto dove metterli né gabbie. Qualche mese fa ho provato a disinfettare l’ambiente con lo zolfo. Dopo due giorni ne ho trovati morti 4. Non so se sia stata una coincidenza o la causa sia stata lo zolfo. Anche perché loro leccano la pomata che metto e sembra non fare loro alcun danno. Chi di voi può venirmi in aiuto? Grazie tante.

    • conigliopoli said

      Hai un caso di rogna sarcoptica che colpisce il corpo. Il peggiore degli acari, paragonabile per gravità e contagiosità alla scabbia. L’iniezione che hai fatto che penso sia IVOMEC, va eseguita sopra tutti gli animali presenti in dosi proporzionate al loro peso e ripetuta anche per altre 1-2 volte secondo indicazioni del prodotto e del veterinario. Prima però ti consiglio di eliminare i casi più gravi. E’ infatti più facile debellarla una volta per tutte con pochi animali presenti. La puntura va reiterata più volte per uccidere anche sicuramente anche tutti gli acari nati dalle uova deposte sotto pelle che si schiuderanno successivamente ed ottenere la sterilizzazione dell’allevamento dagli acari. Se ne scampa anche uno solo gli animali sembrano guariti ma poi si ripresenterà lo stesso problema nel giro di di un mese o poco più. Lo Zolfo e l’olio e tutti i rimedi esterni fanno ben poco in questo caso, ma sono indicati soprattutto per la rogna delle orecchie che è meno grave e più facile a debellarsi. Un volta sterilizzati i congli dagli acari non dovrebbe più ripresentarsi a meno di non introdurre animali portatori sani dall’esterno. I mercati sono il migliore veicolo di diffusione di questi parassiti. Inoltre disinfettare con bruciatore a gas tutte le superfici e le attrezzature che non sono esposte agli agenti atmosferici, poi spruzzare ovunque un idoneo prodotto insetticida a base di piretrine.

      • Giuseppe said

        Geent. Sig. Della Valle, mi scuso se ho scritto su Avvertenze, forse non era il posto giusto. Comunque la ringrazio molto per la risposta. Sto visitando il suo blog e sicuramente farò in modo di avere anche il libro sui conigli e quello dell’orto. Aggiungo qualche altro dato. Se si tratta di rogna, il problema i miei conigli ce l’hanno alle unghie, sotto e sopra le zampe, ai testicoli, nel naso, mento, alla base delle orecchie (cioè all’esterno, in prossimità degli occhi), attorno agli occhi, nelle mammelle. Inoltre non nascono più piccoli. Qualche domanda. Invece di rogna potrebbe trattarsi di mixsomatosi? Continuando con la pomata allo zolfo, che è l’unico sistema che al momento posso disporre, che prospettive ho per la risoluzione del problema? Spargere la calce nel terreno può essere una soluzione? La calce è tossica per i conigli? Le sono grato per l’aiuto. Giuseppe

      • conigliopoli said

        Caro Giuseppe, la mixomatosi non colpisce le unghie mentre la rogna sarcoptica attacca in primo luogo proprio l’inserzione delle unghie delle zampe anteriori per poi propagarsi a tutto il corpo come in questa foto in cui si vede proprio l’attacco alle unghie e comunque i primi sintomi della Mixomatosi sono i mixomi ovvero i rigonfiamenti che puoi vedere in questa foto:https://conigliopoli.files.wordpress.com/2010/04/noc3a82-08-07-2011.jpg.
        Ritenendo quindi che si tratti di rogna s. estesa, la situazione mi induce a consigliarti di fare il VUOTO SANITARIO, poichè non è secondo me recuperabile specie coi mezzi limitati di cui disponi. Sarebbe già difficile farlo utilizzando l’ivomec per iniezione. La calce non serve a gran che perchè il problema è dentro al coniglio e la presenza degli acari all’esterno può essere occasionale ma non essenziale e la calce pure essendo potente insetticida e disinfettante non penetra in tutti gli anfratti dove un acaro microscopico può annidarsi. Senza coniglio essi non sopravvivono più di tre mesi all’aperto. Lo zolfo e l’olio hanno una utilità per la rogna delle orecchie, in quanto favoriscono l’ammollimento e la desquamazione delle croste soffocando gli acari presenti, ma vanno ripetuti con costanza ogni 10 gg su tutti i soggetti presenti per diverse volte, anche su quelli che paiono sani e magari, alternati con appositi spray acaricidi per animali. Ma la sarcoptica è un brutto affare da curare, specie nel tuo caso dove è estesa e radicata in tutti gli animali. Io credo che un vuoto sanitario di tre mesi e la reintroduzione di animali sani controllati inizialmente e minuziosamente potrebbe risolvere questo problema una volta per tutte, poi dovrai osservare la quarantena ogni volta che introdurrai nuovi animali dall’esterno. Sul blog e sul libro troverai tutto quanto serve. Comunque se gli animali sono sani non ricompare mai più a meno di un contagio dall’esterno.

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