Conigli & Conigli

Mi fido solo dell’erba pulita

Allevare Bio 1

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La storia del mio allevamento

Il coniglio, quando frequentavo la scuola di agraria negli anni 70, era dai testi di zootecnia considerato un animale di corte di importanza marginale, tanto è vero che nei testi scolastici in dotazione ad esso erano dedicate solo poche pagine, con una descrizione delle principali razze, delle principali malattie ed alcuni dati sull’alimentazione cosiddetta razionale (??!) e i ricoveri il cui aggiornamento doveva essere di poco posteriore all’epoca fascista, periodo in cui il coniglio trovò attenzione in quanto la razza d’angora a pelo lungo venne allevata estesamente con lo scopo di fornire un surrogato della lana durante il periodo autarchico. Nel momento in cui decisi di dedicarmi all’allevamento ero praticamente un perfetto ignorante, malgrado il diploma conseguito nel ramo. La mia cultura iniziale è stata successivamente formata sulla pratica e sulle nozioni apprese da libri specifici ed da coloro che come promotori delle ditte mangimistiche, veterinarie e delle attrezzature ci ragguagliavano man mano sulle scelte opportune da adottare. A dire il vero, già dagli inizi, molto ingenuamente cercai di allevare i conigli in modo naturale, come nell’infanzia avevo visto fare in una vecchia cascina, ma mi trovai subito di fronte un muro impenetrabile fatto di assoluta improduttività, di malattia, di malessere dei pochi animali inizialmente acquistati sul mercato.Tutti questi problemi cessarono pressoché all’istante nel momento in cui cominciai a somministrare ai conigli dosi sempre crescenti di mangime pellettato industriale. Il motivo, ci venne spiegato dal melenso veterinario della ditta, era nel fatto che tale mangime conteneva una energia più alta ed era inoltre munito di piccole dosi di presidi terapeutici contro il mostro sacro delle malattie del coniglio: la coccidiosi che causava, secondo loro, tutti i nostri problemi. Ne venne da sé che se volevamo allevare i conigli, diventava perciò OBBLIGATORIO alimentarli col mangime pellettato i cui risultati parevano molto promettenti, del resto non possedendo che poco terreno agrario non avremmo potuto nutrire in modo adeguato i numeri di animali che ci proponevamo di allevare, numeri indispensabili per raggiungere una dimensione economica dell’allevamento. Si vedevano infatti gli animali recuperare in pochi giorni peso, lucentezza del pelo, appetito, la riproduzione andava a gonfie vele e le malattie mortali sparire quasi completamente o ridursi a pochi sintomi insignificanti. Il mangime allora ci veniva presentato quale ritrovato scientifico di altissima qualità, come un alimento completo, integrato alla perfezione, composto solo di sostanze vegetali selezionate e bilanciate ad arte,ed appariva anche tale ne vi era, d’altro canto, diversa alternativa. Pertanto dopo alcuni anni di questo andazzo positivo e presentandosene l’occasione, venne la decisione di ampliare l’allevamento e portarne la consistenza prevista a circa mille riproduttori con la disponibilità di diecimila posti ingrasso, con lo scopo di produrre esclusivamente conigli per uso alimentare della miglior qualità. Fino a quel momento nessuno aveva motivo di dubitare che le cose non fossero davvero così in quanto anche tutta la mia preparazione scolastica, mi aveva bene infarcito di notizie scientifiche riguardo all’importanza della genetica, alle razioni di produzione, ai bilanciamenti delle stesse ecc. ecc. Su questa mia cultura scolastica, quindi, i discorsi degli esperti del settore commerciale, che stava iniziando in quel periodo un’ espansione senza pari, relativamente al coniglio, si ingranavano benissimo, e qualora succedeva che i conigli faticassero un po’ a crescere, si dava la colpa alla genetica che era da migliorare, all’ambiente che non era perfetto, al meteo che faceva le bizze ecc. ecc. naturalmente io, come allevatore facevo di tutto per cercare di correggere queste pecche con la sola certezza di continui esborsi vuoi per attrezzature, vuoi per acquistare maschi miglioratori della razza, vuoi per ulteriori cure ed integrazioni, vuoi per potenziare la ventilazione dei locali. Ci volle ancora qualche anno e qualche grave insuccesso con perdita economica per comprendere che in tutto quel bel sistema, che pareva avere tutti i crismi della legalità, della scientificità e delle migliori intenzioni, si celavano troppo spesso intenti spudoratamente truffaldini, falsa informazione scientifica, opportunismo commerciale, adulterazione alimentare, latitanza  quasi completa delle istituzioni di vigilanza e chi più ne ha più ne metta. A forza di esperienze negative mi dovetti un bel giorno render conto che il mio bell’allevamento non era più nelle mie mani ma in mani altrui; mi divenne evidente che i cosiddetti conigli avevano ormai di quell’animale soltanto la forma, la resa della carcassa al macello, ma quasi più niente del coniglio. Io stesso, infine mi resi conto che non sapevo più cosa era il coniglio né, probabilmente avevo mai saputo cosa doveva essere in origine perché quelli acquistati inzialmente già erano sottoposti a quel condizionamento a nostra totale insaputa e tutto questo restando ferma comunque la mia intenzione di operare al fine di ottenere un prodotto finale il più genuino e sincero possibile. C’erano purtroppo molte cose che allora non si potevano conoscere in nessun modo, neppure da parte di quelli che, per loro pubblica funzione, avrebbero dovuto supervigilare su quanto accadeva all’interno di mangimifici, delle multinazionali farmaceutiche, anche perché le numerose carenze e ritardi legislativi di quegli anni, in misura ancor maggiore di oggi, lasciavano campo aperto a tutti i ciurmatori para-scientifici ed ai profittatori di ogni genere che sul campo delle malattie degli allevamenti, dei traffici illeciti di materie prime scadenti, proibite o tossiche avevano già,  a nostra totale insaputa progettato e realizzato un impero con i suoi schiavi previsti: umani ed animali.

Alcune caratteristiche dell’animale

Il coniglio è un mammifero erbivoro appartenente all’ordine dei lagomorfi.

Esiste nelle specie Europea ed Americana in numerosissime razze dalle diverse attitudini e nelle taglie : nana, media, gigante.

E’ pluriparo e pratica abitualmente la coprofagia con funzione di pseudo-ruminazione a ciclo esterno. Ha un sistema immunitario con scarsissimo livello di anticorpi circolanti. La carne che produce è bianca, assai ricca di aminoacidi essenziali e priva di colesterolo. Se il coniglio non è alimentato con cereali, ma soltanto con erba e fieno, è anche priva di depositi adiposi. Allevato in garenna (recinto all’aperto) si organizza in colonie di 10-15 individui controllate da un maschio dominante. Scava tane sotterranee, talvolta anche condominiali, dove alleva i piccoli fino all’età della fuoriuscita che avviene all’incirca tra i 18 e i 22 gg di vita. La femmina ha una gestazione media di 30-32 gg. e partorisce solitamente da 6 a 12 piccoli che sopravviveranno allo svezzamento in numero proporzionale alla nutrienza dell’alimento disponibile, della salute della madre e della lunghezza del periodo di interparto.  Negli allevamenti intensivi la femmina può partorire anche 7 volte in un anno, in natura 3-4 mediamente, ma anche 6-7 nelle migliori condizioni.

Perché allevare biologico. I tempi necessari per fare partire l’allevamento

Potrebbe parere controproducente quello che vado scrivendo in questo manuale, ma io credo che le cose giuste, non tramonteranno mai. Con oltre trent’anni d’esperienza di allevamento alle spalle, e dopo aver soppesato i pro e i contro di tale filosofia di allevamento degli animali che riguarda anche le piante, il mio giudizio sul metodo industriale non può essere che pesante, assolutamente negativo, sia dal punto di vista etico, che da quello medico, scientifico ed etologico.

Allevare conigli naturali, affrancati, è per me soprattutto riaffermare un principio di giustizia nei confronti dell’uomo e dell’animale, è renderlo possibile ed attuabile malgrado tutto concorra a farlo sembrare non conveniente, anacronistico. Ho voluto condurre di persona quest’esperienza per giungere a risultati veri e non a compromessi che di vero e di bello hanno solo le sembianze esteriori. Per tutta una serie di situazioni che andrò esponendo, l’iniziare ad allevare biologico può essere un’impresa improba, almeno agli inzi, ma sicuramente più fattibile se si è a conoscenza dei dati essenziali che ho cercato di reperire con le mie esperienze.

Valutazione delle risorse necessarie per poter impiantare l’allevamento.

Prima di cominciare ad allevare biologico occorre avere ben presente che i comuni parametri di allevamento cui la nostra “civiltà” ci ha ormai abituato, sono molto diversi da quelli che serviranno nel momento in cui decideremo di meglio assecondare la natura ed anche che esso richiede un impegno che piccolo o grande che sia è comunque costante poiché le trascuratezze si pagano con l’insuccesso totale o parziale. Per iniziare l’allevamento biologico occorreranno tre cose principali:

  1. Il recinto che delimiterà la garenna di allevamento più o meno estesa e dotata dei ripari ed eventuali, poche strutture. (Il mio esperimento ha tralasciato l’allevamento in gabbia perché, causa lo stazionamento forzato dell’animale, si presta allo sviluppo di alcune patologie che richiede quasi obbligatoriamente l’utilizzo di presidi terapeutici.)
  2. La dispensa ovvero i terreni di produzione delle quantità di foraggio che andranno ad integrare i vegetali prodotti nella garenna, qualora la sua superficie non sia sufficientemente estesa. (in una garenna troppo ridotta o in un recinto l’erba non cresce più perché viene subito mangiata)
  3. I riproduttori capostipiti da introdurre inizialmente. Questo è il probelma più grosso e spiegherò perchè, assai facilmente, i riproduttori originali debbano essere qualcosa di molto diverso da quello che si trova generalmente sul mercato. Gli animali che sono riuscito ad  allevare per anni, praticamente con sola erba, sono stati sottoposti ad una lunga pratica di affrancatura dalla schiavitù dei mangmi, pratica difficile che richiede conoscenza ed esperienza oltre ad una buona dose di fortuna, ma che, una volta conclusa, restituisce un ceppo di conigli in grado di vivere e mentenersi in un ambiente naturale anche senza bisogno dell’uomo.

Il recinto:

E’ possibile allevare conigli per il proprio consumo anche avendo a disposizione una modesta superficie recintabile; bastano 40 o 50 metri quadrati di terreno per albergare una colonia di 30-40 soggetti di varie età ( ad es., un maschio, 3 femmine e relativa prole). Questo è un valore medio che può subire alcune variazioni. Una densità superiore espone comunque al rischio di malattie e litigi dovuti al sovraffollamento. Naturalmente poi occorrerà disporre di molto altro terreno dove reperire il quantitativo di foraggio che abbisogna ulteriormente e vedremo come si risolve questo problema, che non sussiste o quasi qualora la garenna possa essere di ampie dimensioni dell’ordine di 25-100m.q.\soggetto allevato. Il terreno su cui sorgerà il recinto può essere piano o collinare, sabbioso o argilloso purché non sia soggetto ad allagamenti durante le piogge torrenziali ed in genere non soffra di troppi ristagni d’acqua se non per periodi e zone limitati. Il coniglio infatti scava tane sotterranee per partorire gran parte dei suoi piccoli e l’acqua non deve poterci entrare per ovvi motivi. Sul terreno devono esserci alberi o cespugli che consentano un ombreggiamento degli animali durante le calure estive (il coniglio predilige il clima freddo o temperato a  quello caldo, anche se può adattarsi) e che perdano le foglie durante l’inverno favorendo invece il soleggiamento. I tronchi delle piante e dei cespugli, se commestibili al coniglio ( e lo sono quasi tutti specie se giovani), andranno protetti con collari di rete metallica alti 120 centimetri e magari interrati 10-20 cm. per evitare il pericolo di scortecciamento da parte dei conigli, con morte o sofferenza conseguente delle piante. I conigli infatti sono dei veri e propri distruttori, specialmente se l’albero in questione è fra i numerosi che sono loro graditi.  Non è generalmente così grave, invece, il fatto che essi scavino tane fra le radici degli alberi o dei cespugli non appetiti, molto spesso la pianta ne trae anche un beneficio. Sono possibilmente da evitare le esposizioni dei terreni esclusivamente a mezzanotte o a mezzogiorno in terreni collinari. Il perimetro esterno del recinto deve essere costruito con molta cura in quanto i conigli sono abilissimi evasori ed hanno inoltre parecchi nemici naturali (gatti, faine, donnole, ratti, corvi, rapaci, porcospini, specialmente per quanto riguarda i piccoli appena usciti dalle tane). La rete metallica zincata o plastificata deve essere alta almeno 1,80 2,20 cm e possibilmente munita di ala esterna anti intrusione sporgente al di fuori per 50-60 cm., per evitare l’ingresso di predatori; la maglia dovrebbe anche essere piccola 2-3 cm. almeno nella parte inferiore per evitare la fuoriuscita dei piccoli all’età di un mese e in tutta l’altezza nel caso ci sia la presenza di donnole. A tal fine, credo valido il consiglio di introdurre nella garenna anche un certo numero di oche che, pure erbivore, ben convivono con i conigli e scoraggiano eficacemente con la loro presenza e veglia notturna eventuali intrusioni, soprattuto dei gatti. Il perimetro interno ed esterno del recinto deve essere assolutamente sgombro da cespugli ed ostacoli, possibilmente percorribile ed interamente  ispezionabile al fine di evitare che i conigli scavino cunicoli in  prossimità di esso e fuoriescano non visti all’esterno. se si dovessero vedere assaggi di scavo, si proceda a riempirli subito di pietre e terra e i conigli dopo un po’ capiranno e desisteranno, limitandosi a scavare nelle zone centrali e più nascoste del recinto. La rete perimetrale esterna deve essere interrata per una profondità di almeno 20 cm oppure fissata ad un muretto anche basso con adeguata fondazione ipogea.

A seconda delle dimensioni e delle necessità, la garenna potrà poi essere suddivisa in recinti minori all’interno, al fine di poter mandare i conigli a pascolare in una sezione e dare tempo all’erba di crescere nelle altre. Se si rendesse poi necessario, i reparti adibiti alla riproduzione e svezzamento dei piccoli potranno avere anche un “soffitto” di rete metallica leggiera per impedire le intrusioni di volatili e rapaci. Sarà comunque bene che il cancello esterno sia ben costruito, in rete con telaio e gradino di entrata rialzato per impedire evasioni. Le evasioni o i tentativi, in genere, si verificano quando all’interno della garenna vi è sovraffollamento, o condizioni di disagio, per scoraggiare gli assaggi di scavo a scopo di evasione, sarà comunque sufficiente riempire di pietre il buco che volge verso l’esterno del recinto perimetrale; dopo qualche tentativo i conigli capiranno e desisteranno.

Inoltre, se si prevedono interventi meccanizzati all’interno della garenna quando sia di grandi dimensioni, quali falciature o altre operazioni agricole, occorrerà valutare anche le dimensioni dei passaggi tra recinto e recinto nonchè la loro forma che deve essere il più razionale possibile.

I ricoveri e le tane

Il coniglio ben adattato in garenna sa arrangiarsi benissimo a scavare tane comode ed accoglienti, purché il terreno lo consenta.

Imbocco tipico di una tana nel terreno

Tuttavia sarebbe bene che nella garenna vi fossero dei luoghi in grado di rimanere asciutti anche durante i periodi lungamente piovosi. I conigli ben adattati non temono di uscire a mangiare la loro erba anche di notte, in inverno e sotto una pioggia battente dato che hanno una pelliccia assai diversa da quelli allevati industrialmente che li protegge in modo eccellente, ma devono infine potersi ritirare in un luogo riparato ed asciutto specialmente se il terreno della garenna non è più che permeabile e drenante. Qualsiasi forma di tettoia, alta o bassa andrà bene, come anche un pagliaio, un mucchio di grossi ceppi d’albero, un capanno di assi, un grosso masso ecc. ecc. Meglio se questi ricoveri sono facilmente ispezionabili. Se il loro pavimento sarà il terreno stesso, molto probabilmente  proprio là sotto i vostri conigli apriranno gli imbocchi delle tane principali. Le tane sono dei grossi buchi nel terreno che la femmina incinta in genere comincia a scavare a 10 15 gg. dal parto. Essi possono essere scavati ex-novo oppure risultare da ampliamenti di tane precedentemente utilizzate da altri conigli. Spesso vi sono tane condominiali, dove a diversa profondità si trovano contemporaneamente più covate di diverse età. Ne deriva che dopo un certo tempo la continua aggiunta di tratti di tunnel assume l’aspetto di un labirinto anche disposto su più piani e delle sviluppo di parecchi metri. La femmina depone i piccoli in un nido costituito all’interno della galleria rivestito di paglia, foglie secche  e quant’altro è da lei reperibile foderandolo infine col suo pelo che, prima e dopo il parto, essa strappa dalla sua zona ventrale mettendo così a nudo le mammelle per l’allattamento. Talvolta non è inusuale vedere che la femmina vada a rubare li pelo strappandolo con la bocca dal posteriore di qualche altro coniglio. Subito dopo, l’imbocco la tana, specialmente in inverno, viene tappato con terra e cascame vegetale, spesso così bene che non riesce possibile ritrovarla. La femmina entrerà in essa tutti i giorni per una sola volta per allattare la prole e concederà, secondo le condizioni climatiche interne ed esterne alcune ore di aria lasciando scoperto l’imbocco in crescendo con l’aumentare del fabbisogno di ossigeno della prole. In genere dai 15 giorni di età della covata in poi l’imbocco resta aperto sempre più fino a quando, dopo circa 24-29 giorni si vedranno le prime paia di orecchiette fare capolino timidamente dal buco. Nei giorni successivi, in progressione, i coniglietti cominceranno ad esplorare l’ambiente esterno, prima uno, poi due o tre ed infine tutta la covata comincerà a gironzolare nel recinto compiendo spesso buffe corsette e piccoli salti di contentezza. In fine la covata comincerà a mangiare insieme agli adulti e sarà accolta nella comunità.

La dispensa

Premesso che il cibo principale e naturale del coniglio è costituito da vegetali verdi, e in quantità minori da frutti, semi, tuberi, cortecce, radici appartenenti ad un vastissimo elenco di specie vegetali, appare chiaro che in un ambiente naturale verde e pulito il reperimento di tali risorse non è un problema. Il vero problema è la quantità, il volume dell’alimento che gli animali sono in grado di consumare e la continuità con cui lo consumano. L’altro problema da tenere presente è che in caso di inverni rigidi la massa vegetale disponibile può venire meno a causa di mancata crescita e gelate. Sarà quindi necessario, specie per grossi numeri, predisporre congrue scorte di fieni. Qualora poi si vada a raccogliere il foraggio da luoghi incolti, è bene accertarsi che non vi sia transito abituale di cani in quanto coi loro escrementi diffondono specie se randagi, un insidioso parassita di cui il coniglio è l’ospite intermedio. I conigli che si alimentano con foraggi inquinati da cani, sviluppano una malattia altamente debilitante  e in qualche caso mortale che invalida grandemente i risultati di qualsiasi allevamento. Quindi si eviti di tenere cani anche solo in prossimità della garenna, dei fienili e dei campi perché i loro escrementi diffondono assai facilmente questo parassita: la Tenia e la malattia la cisticercosi. Di ciò parlerò nel capitolo delle malattie da temere. Per la stagione invernale, ci avvarremo di alcuni sussidi alla produzione vegetale normale quali: una scorta di buon fieno, sia di prato stabile polifita che di medicaio, o ladinaio, qualche campo precedentemente coltivato a crocifere: colza, cavolo calabrese, rapa, verza, alimenti invernali che il coniglio consuma voracemente seppure congelati dal freddo. Alimenti secchi come, pane, granoturco, orzo, crusca, possono essere moderatamente aggiunti ad integrazione della razione, soprattutto in inverno, e vanno drasticamente e tempestivamente ridotti e poi aboliti in primavera, proporzionalmente al crescere delle temperature esterne. I cibi oleosi come il mais e crusca, in particolare, favoriscono il metabolismo in vista e durante la stagione fredda, ma causano nel volgere di pochi giorni insorgere di steatosi epatica e di coccidiosi non appena questa stagione fredda si allenta. Vanno quindi sospesi assai preventivamente in favore completo di fieni ed erbe ed il loro impiego deve essere proporzionato al reale fabbisogno degli animali. Meglio non dare questi alimenti se non si ha una pratica più che attenta ed una lunga esperienza in merito al loro comportamento. V’è inoltre da dire che  tali alimenti non devono assolutamente essere consumati dai coniglietti giovani sotto 2 Kg di peso vivo, che escono dalle tane alla fine dell’inverno pena una grave improvvisa mortalità per fenomeni enterici, coccidiosi, colite e timpanismo, che si verifica per lo più nel momento in cui il piccolo non può più disporre della poppata materna con i suoi anticorpi protettivi e deve svezzarsi. Si consiglia a tal proposito di non svezzare precocemente i coniglietti ed eventualmente di allontanare il maschio dalle femmmine prima del parto affinché non si riaccoppi il giorno dopo abbreviando di conseguenza il perido dell’allattamento. La femmina in tal caso, avendo una gravidanza di 30 gg, non potrebbe allattare la sua prima prole per il periodo ottimale che è > di 45 gg, meglio se tende a sessanta. Ne deriva che il maschio deve accoppiarsi nuovamente con quella femmina non prima di 18 gg. dopo il parto, pena la morte di una parte o di tutti dei piccoli nati precedentmente. La femmina, se dotata di forte istinto materno qualche volta gli resiste, ma altre volte accetta l’accoppiamento ed in questo caso si avranno più parti ma meno piccoli svezzati e sopravviventi alla crisi per parto. In presenza di piccoli fuoriusciti dalla tana, è comunque imperativo che essi non possano mai accedere a cereali e pane e comunque anche la sola alimentazione verde (erba, frutti, fieni)  consente benissimo di svezzare e crescere i coniglietti senza gravi perdite e senza dover ricorrere ad alcun altro accorgimento di tipo terapeutico. L’importante è intervenire con la sospensione dei cibi proibiti prima che i piccoli riescano a raggiungerli ed a ingozzarsene insieme agli adulti che sono invece molto più tolleranti anche se a lungo andare anch’essi possono risentirne, in certe condizioni, in maniera più o meno grave.  A proposito di coccidiosi epatica, mentre nel piccolo svezzato è quasi sempre improvvisa, grave e mortale, si è riscontrato, col crescere dell’età, che nei sopravvissuti le necrosi epatiche tipiche potevano essere totalmente riassorbite nel giro di qualche mese e l’animale debilitato rigenerava totalmente il suo fegato riprendendo a crescere regolarmente a patto di togliere del tutto i cereali dalla sua dieta e somministrare solo erbe verdi. Un’ottima dispensa è costituita da ogni campo anche incolto, ma pulito dove crescano grandi varietà di erbe o arbusti. L’unico problema qui potrà essere quello di preparare giornalmente il foraggio, operazione che viene meglio eseguita su campi coltivati razionalmente, ma se uno ha pochi animali e molto tempo qualsiasi campo incolto va bene. Saranno preferibili i terreni non esasperatamente concimati, tenendo presente che più il foraggio è tenero e giovane più alto sarà il suo potere nutritivo, avvicinandosi la sua composizione al cibo principale del coniglio in libertà che è costituito proprio dalle cime, dagli apici vegetativi delle erbe e dei cespugli che si trovano alla sua portata. Un’altra risorsa importante che non ha controindicazioni alcune per i conigli è la frutta. Si possono fornire ai conigli discrete quantità di mele, pere, arance, kaki, fichi, cocomeri, sia acerbe che mature o, nel caso dei fichi anche fermentati, secchi o bacati. Anche le loro scorze sono divorate con avidità e profitto dai conigli, con la sola avvertenza che potrebbero essere trattate con antiparassitari o funghicidi o conservanti (specialmente gli agrumi) e quindi, in tale evenienza da non somministrare continuativamente. Fra gli scarti e i prodotti dell’orto saranno ottimi scarti di fagioli, piselli, fave, patate, pomodori, peperoni, carciofi, asparagi, sedani, carote, finocchi, prezzemolo, cipolle, aglio, porri, radicchi, verza, cavoli, insalata, rape e qualsiasi scarto di queste piante radici comprese, con l’esclusione delle melanzane che ai conigli non piacciono sempre anche se possono talvolta mangiarne. In inverno, anche le potature degli alberi possono essere un alimento complementare. Potremo tranquillamente gettare nella garenna potature di olivo, acero, frassino, ginestra, robinia, di drupacee, di agrumi, di melo e di pero, di alloro, di lauroceraso, di rosa, di salice, di conifere varie e anche rovi, certi di trovarli dopo poco tempo completamente scortecciati e rosicchiati nelle loro parti più tenere. Evitare frutta ed i fieni se ammuffiti, sebbene non è provato che facciano del male ai conigli adulti. I fichi invece, anche se ammuffiti sul terreno, pare che abbiano addirittura proprietà terapeutiche rigeneranti sull’intestino dei conigli; probabilmente sono portatori di una flora microbica positiva per l’intestino. Per i semi, v’è da dire che sono utili e giovano alla salute dei conigli durante l’autunno e l’inverno specie se freddo. E’ in queste stagioni infatti che cadono naturalmente dalle piante i frutti con i semi spesso oleosi che forniscono buone quantità di energia e vitamine liposolubili accumulate dall’organismo ed utili agli effetti della prossima stagione riproduttiva. Per quanto riguarda i fieni, sono migliori quelli senza muffe e che conservano un bel colore verdino ed un profumo gratificante. Il fieno di montagna è sicuramente il migliore, ma anche una buona medica affientata che abbia preso solo il sole e conservi un colore verde all’interno della balla sarà graditissima ai conigli fornendo tra l’altro un apporto proteico pregiato e notevole oltre alla fibra. Specialmente quando il clima è secco, si accumuleranno nella garenna residui dei foraggi introdotti, residui che il coniglio tende a non consumare poiché dà sempre la preferenza al foraggio che viene introdotto per ultimo ed è quindi più fresco. Premesso il fatto che è bene abituare da subito gli animali a consumare tutto il foraggio che viene introdotto, ogni 2-4 giorni si può anche saltare una distribuzione affinché siano indotti a supplire alla carenza di alimento con la coprofagia e consumando anche gli ultimi residui di foraggio disponibile. Se la garenna ha zone verdi disponibili si potrà fare una sola distribuzione al giorno dell’integrazione, preferibilmente alla stessa ora, altrimenti ce ne vorranno due o anche tre, per evitare che una quantità di foraggi troppo grande venga calpestata e sciupata. La pratica poi insegnerà a stabilire e riconoscere l’esatta necessità dei conigli.  Si tenga comunque presente che i conigli che possono alimentarsi brucando liberamente l’erba di un terreno piuttosto che erba sfalciata ed introdotta nel recinto, crescono assai meglio con un guadagno di tempo che raggiunge e spesso supera il 30%. Perciò io consiglio, potendolo fare, di avere recinti assai ampi e che siano soggetti ad una rotazione periodica in modo che i conigli possano sempre brucare in terreni puliti e magari scegliere l’erba migliore.

Inquinamento ambientale

Una parola bisogna spenderla per valutare gli eventuali inquinamenti dei foraggi presi all’esterno. Sebbene sia difficile che insorgano patologie immediate per inquinamento ordinario sarà bene esporre alcuni principi generali.

  • Mai prendere le erbe sulle rive di corsi d’acqua inquinati da fogna urbana o industriale; evitare l’erba sul ciglio di strade trafficate per ovvi motivi; evitare anche i cigli laddove vi siano incroci fra strade o bivi o costruzioni che facciano confine, perché lì i cani depositano più facilmente i loro escrementi  per marcare il territorio con possibili cercarie di tenia.
  • Evitare i frutteti ed i vigneti perché di solito il terreno sottostante e l’erba possono essere inquinati dai numerosi trattamenti fitosanitari.
  • Evitare i cigli dove è stato distribuito il diserbante, anche se si presentano ancor verdi. Un occhio esperto, imparerà presto a giudicare lo stato dei terreni valutando l’aspetto delle erbe che vi crescono e questo si fa raffrontandone l’aspetto a quello di altri di cui sia nota la cronistoria. Bisogna cercare, per quanto possibile di accertarsi da dove viene il foraggio che daremo ai nostri conigli, senza esagerare, ma cercando di evitare ogni errore marchiano. Dovunque c’è molta attività o presenza umana lì troveremo anche l’inquinamento ed il maggior sudiciume.
  • In proposito, stare bene attenti che non vi siano nel foraggio foglie o rami di oleandro perché assai velenoso e forse letale per i conigli oltre certe dosi. Quindi il motto è ambiente sano prima di tutto! Vedremo poi come questo tipo di allevamento che io propongo, serva anche a migliorare l’ambiente, in particolare il terreno e le produzioni vegetali ortensi gli scarti delle quali possono essere poi reimpiegati nell’allevamento stesso in un ciclo infinito.

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396 Risposte to “Allevare Bio 1”

  1. Marcello said

    Salve, grazie per questo sito molto utile.
    Condivido pienamente quanto dici riguardo all’allevamento naturale e industriale.
    Da 6 anni allevo capre con gli stessi principi, le ho affrancate dall’ingestione di mangimi(condivido pienamente il termine) con risultati molto interessanti.
    Da qualche anno penso di allevare anche conigli nel modo più naturale possibile ma non mi sono ancora deciso.
    Ho a disposizione 1900 mq di terreno, la mia idea sarebbe recintarlo e inserire 2 femmine e un maschio lasciando gli animali completamente liberi. Farei solo un sottorecinto a bunker dove lasciare acqua, piccolissime integrazioni di cibo( ghiande, castagne, foglie di ortaggi..), tane (sperando che le usino) e zona di cattura.
    Si tratta di un terreno quasi pianeggiante in centro Italia, circa 250 metri di altitudine con olivi adulti, qualche albero da frutto adulto e diversi alberi da frutto giovani piantati negli ultimi anni.

    Veniamo alle domande:
    – basteranno 1900 mq di prato per nutrire naturalmente un maschio, due fattrici e relativa prole?
    – meglio dividere la zona in due per lasciar crescere l’erba o è abbastanza grande per evitare questa accortezza?
    – anche in uno spazio così ampio il maschio va tenuto diviso dalle femmine?
    – c’è modo di proteggere in modo certo alberi ed alberelli dall’attacco dei conigli?
    – desertificherebbero tutto?
    – sei riuscito a fare un calcolo approssimativo di quanto può rendere economicamente ogni fattrice per anno con questo metodo di
    allevamento? Se ti va di renderlo pubblico, giusto per capire se la spesa per la recinzione si giustifica.

    Grazie.

    • Ciao, grazie per l’apprezzamento. Preciso che ad alcune domande di tipo previsionale-economico non è facile rispondere in quanto ci sono troppe variabili ad influenzare il risultato. Il progetto è fattibile secondo me, ma io dividerei comunque l’appezzamento in alcuni sotto-recinti e metterei progressivamente a disposizione il terreno in base al carico animale ed al consumo del tappeto erboso. Se il carico animale non è elevato e lo spazio ampio puoi anche lasciare il maschio a patto di togliere comunque o confinare altrove i maschietti se e quando cominciassero a mordersi. Non conosco il tipo di vegetazione che insiste sul terreno ne la sua forza di crescita anche in rapporto alle stagioni ed alla siccità. Non conoscendo nemmeno gli sbocchi ed i prezzi di mercato ti posso dire solo che due fattrici sane produttive possono arrivare tranquillamente a farti avere un carico medio di 50-60-70 conigli di varie età con un tempo di vita per avare un buon peso di macellazione di 5-6 mesi sulle razze medie. Le piante vanno protette, quelle grosse dallo scavo di tane alla base e quelle giovani da possibili scortecciamenti che però non dovrebbero avvenire se l’erba è abbondante e non manca mai. In ogni caso i collari di rete o di tubo possono essere efficaci mentre per gli scavi bisogna ispezionare e tappare subito gli assaggi di scavo in prossimità delle piante. Anche il fatto di dividere il recinto con barriere di rete di filo metallico a maglia quadra 15 x 15 può essere utile ad arginare il danno dovuto all’intrusione di qualche predatore come volpe o cane in quanto i conigli passano nelle maglie e così spesso riescono a fuggire nelle tane.
      Per ogni altro dettaglio devi rivolgerti al manuale. Io non sono diventato ricco coi conigli ma ho vissuto a volte bene a volte meno, avrei solo voluto avere queste nozioni e questi conigli quando potevo farne un allevamento veramente agricolo e biologico. Ora non ne ho più i mezzi né le forze e pertanto li allevo solo per piacere e studio personale. Consiglio sempre i miei lettori di cominciare in modo progressivo e controllato ampliando le recinzioni gradualmente in base ai risultati. Anche allevando in modo estensivo ricordati che gli animali vanno sempre seguiti, sorvegliati ed osservati soprattutto nei primi tempi. Auguri per l’impresa.

  2. federica said

    Buon giorno, La ringrazio per gli utili consigli che dispensa a noi profani rendendoci meno insicuri.
    Le espongo la mia situazione.
    Ho due coniglietti ariete nano (maschio e femmina) di 4.5 mesi acquistati in allevamento
    Il 30 gennaio li ho portati dal veterinario per un controllo generale
    e per capire se la femminuccia potesse essere gravida, i coniglietti erano perfettamente
    in salute e la femminuccia mi è stato detto che non era ancora gravida e forse ancora un
    po’ giovani per diventarlo, ma che comunque avrei capito del suo stato di gravidanza per il fatto
    che avrebbe iniziato a predisporre un nido.
    Bene ieri mattina sorpresa sorpesa abbiamo trovato nel loro recinto (stanno in casa) 4 cuccioli, sul tappeto con del fieno
    intorno e qualche ciuffo di materiale strappato dal tappeto.(abbiamo subito separato il maschio dalla femmina)
    Impreparati li abbiamo prima coperti con del cotone (erano freddi poverini) e poi abbiamo acquistato i ciuffi di carta e l’vatta da nido
    e abbiamo preparato un bel ricovero caldo per i piccini, li abbiamo dovuti spostare noi all’interno ovviamente.
    Loro si sono messi tutti vicini e ben coperti, sono belli caldi e questa mattina controllandoli mi pareva che non fossero avvizziti e si erano anche spostati rispetto al posto dove erano ieri.
    Lei capirà di certo che non sono esperta e anche piuttosto preoccupata, spero che la madre se ne prenda cura, non dovesse farlo come
    posso accorgermene e cosa posso fare?
    Le chiedo scusa per il romanzo e spero in una Sua risposta.
    La ringrazio
    Federica

    • Buongiorno, il fatto che i piccoli neonati fossero sparsi e non raccolti in un nido ben fatto può essere dovuto semplicemente ad inseperienza della madre, fatto abbastanza possibile col primo parto. Il fatto che messi insieme si siano riscaldati è positivo. Quando i piccoli sono malati di solito tendono ad uscire dal nido e sono freddi e non si riesce a riscaldarli in nessun modo. Se la madre ha latte vedrà che i piccoli cresceranno rapidamente ed avranno un aspetto florido e la pancia piena dopo la poppata. Se non ne ha, potrebbe anche abbandonarli. Tutto è condizionato dal suo equilibrio ormonale che al primo parto può ancora avere bisogno di assestarsi e naturalmente dallo stato di salute di piccoli e madre che formano un tutt’uno. Io sconsiglio le pratiche di allattamento artificiale, dato che il coniglio ha una velocità di riproduzione così alta che è meglio in caso di compromissione della covata procedere ad un nuovo accoppiamento, sempre che la madre sia in buone condizioni di salute e nutrizione. Questo naturalmente vale per conigli che non siano condizionati pesantemente dai mangimi e siano allevai in modo naturale. La madre in ogni caso sa cosa è meglio fare, non si preoccupi più di tanto e non disturbi che in modo discreto l’andamento della covata.

      • federica said

        Grazie per la risposta, la mamma per fortuna si stà prendendo cura dei suoi piccoli, perciò speriamo che tutto proceda bene.
        Se posso volevo chiedere ancora un consiglio. Il maschio per il momento lo abbiamo separato dal resto del gruppo (mamma e piccoli) ma non è felice. Stavamo pensando non appena abbiamo la certezza che i cuccioli cresceranno di farlo sterilizzare poichè una cucciolata è più che sufficiente. Passati i 15 giorni dopo la sterilizzazione, posiamo metterlo nuovamente con il resto della sua famiglia o dobbiamo aspettare che i piccoli siano cresciuti per bene ?
        Grazie ancora
        Federica

      • Quando siano trascorsi i tempi della guarigione chirurgica non dovrebbero esserci problemi a metterlo insieme. Piuttosto, se è solo metta nella sua disponibilità un giochino, come ad esempio un piccolo oggetto rosicchiabile di legno o un pupazzetto che lui si divertirà facilmente a tirare in giro per la gabbia.

  3. Grazie per la celere risposta.
    Potrei eliminarlo , sostituendolo con erba frutta e verdura?

    • Se allevi a terra, in recinto o garenna puoi, ma ti consiglio di leggere la pagina AFFRANCAMENTO poiché la procedura per eliminare il mangime può non essere priva di rischi e talvolta poò anche costare dei morti. Siamo spesso nella situazione dove il mangime che contiene quanto meno un coccidiostatico, ad un tempo mantiene in salute e fa ammalare i conigli, ma quando lo togli prima che i conigli si abituino a farne senza possono accadere problemi e perdite.

  4. matteo said

    Ciao a tutti…mi chiamo Matteo…da qualche anno allego conigli, in gabbia, ma ultimamente ad ogni cucciolata mi succede che fanno acqua in pancia e poi muoiono. Ho provato tutto.
    Uso il.mangime a ciclo unico ,fieno. ..ma niente da fare

    Ho letto questo lino e sarei interessato a iniziare con questo tipo di alimentazione.
    Posso dare del erba verde? Ma appena raccolta o la lascio un po appassire?
    Il mangime lo posso dare a giorni alterni?
    Grazie mille dei Vostri consigli

    • Ciao, un consiglio: leggi bene tutto quanto il blog e troverai la risposta alle tue domande. Il mangime, secondo me, o decidi di tenerlo o di eliminarlo totalmente, ma prima informati bene, sulle opportunità di ogni scelta. Qui trovi tutto quanto devi sapere.

      Auguri

  5. Massimiliano said

    finalmente sono nati i primi conigli all’aperto hanno circa 2 settimane per ora va tutto bene voglio un tuo parere su un fatto ho una coniglia nella gabbia ha partorito 28 giorni fa è da tre giorni che mangiava poco sia il mangime da latte che il fioccato sembrava quasi lo rifiutasse oggi sono andato a vederla e l’ho trovata praticamente in fin di vita sdraiata respirava appena era circa le 18 l’ho messa in una gabbia a parte e ho messo dentro un po’ di lupinella appena tagliata davanti la bocca perché non riusciva a muoversi sono andato da un rivenditore a comprare
    un po’ di latte in polvere ha detto che potrebbe essere stata una mastite fatto stà che quando sono ritornato alle 20 aveva mangiato tutta la
    lupinella e sembrava resuscitata mi chiedevo se ha senso continuare ad allevare conigli in gabbia con i vari mangimi quando ho notato l’appetito con il quale mangiano le varie erbe che ogni tanto integro con il mangime

    • conigliopoli said

      Dopo oltre 25 anni di allevamento industriale e diverse centinaina di migliaia di conigli prodotti con mangimi professionali tesi a sfruttare la massimo gli animali, ti dico che non ha senso allevare gli animali tutti con cibi diversi da quelli loro donati da madre natura e nemmeno in concentrazioni “industriali”. Certo bisogna essere in condizione di potersi svincolare da questi meccanismi. Non so chi ti abbia insegnato a dare il mangime con il latte alla fattrice, al massimo era un mangime che si utilizzava per i piccoli dopo lo svezzamento precoce. Il coniglio è un vegetariano puro. Il latte comunque era solo una parte della medaglia, l’altra è che questi mangimi, salvi solo quelli detti di finissaggio, sono comunque pieni presidi antibiotici e coccidiostatici oltre a materie prime talvolta scadenti anche se ricche di proteine, integrazioni ed energia. Dando una alimentazione con poco mangime misto ad altri vegetali verdi o secchi, o peggio a granaglie può succedere che si alteri la composizione ed il bilanciamento della razione e della percentuale di farmaco che il coniglio ingerisce, ed alle volte possono succedere dei guasti, che invero succedono anche coi mangimi soltanto, quando gli antibiotici perdono di forza perchè il coniglio è debilitato o i batteri divengono resistenti. Quello che hai notato circa l’appetito verso le erbe è il motivo per cui mi sono dedicato ad allevare in garenna più di 15 anni fa. Oggi con un soltanto bel sacco di erba al giorno nutro tranquillamente 26 conigli di varia taglia e stanno tutti benone senza la minima traccia di malattia. Ho separatoil maschio per non averne troppi, dato che purtroppo non possiedo più una azienda agricola come una volta. Certo che allevare ad erba e in modo totalmente naturale può essere difficile all’inizio, ma poi capisci che stai facendo la cosa giusta. I mangimi e tutto quello che vi è attaccato per me non esistono più!

  6. Maurizio said

    Ciao Claudio. Sono un disoccupato salentino che ama tutti gli animali e che da più di un anno ha preso due conigli e li tiene liberi in giardino insieme alle galline ai gatti, purtroppo dove anche il cane di mia nonna va a fare le sue cose e a tutti gli uccelli che passano. Ma il mio quesito riguarda uno di questi che é aggressivo e ha azzoppato suo padre ora insegue un altro e anche una sua sorella é zoppa ed é stata allontanata. Cosa mi consigli? Lo tolgo di mezzo? Può essere stato lui ad azzoppare pure la femmina? Si accoppia con una sua sorella ma solo una é uscita dalla tana e sono riuscito a prenderla. Può essere che uccide pure i piccoli per gelosia o per accoppiarsi

    • Ciao, i maschi di coniglio possono stare assieme nello stesso recinto solo fino a quando non sono attivi sessualmente, dopo e talvolta anche prima, si instaurano liti inevitabili coi morsi. Il maschio dominante o violento è meglio tenerlo in un recintino a parte e portagli le fammine solo quando sono da accoppiare, altrimenti riformarlo e destinarlo al macello. In alcune condizioni, può accadere che il maschio possa prendere in odio anche conigli piccoli ed anche suoi figli. Dipende de molto dal temperamento della razza o dello stipite che tu allevi ma anche può dipendere dalla presenza di malattie o parassitosi che rendono l’animale più irritabile. Anche condizioni di sovraffollamente del recinto e soprattutto di esasperata competizione alimentare possono causare o anticipare il tempo di queste liti. Guarda bene di alimentare gli animali in abbondanza più che in difetto. Non tenere animali troppo vecchi a meno che non siano di pregio riproduttivo.

  7. Massimiliano said

    grazie per i consigli, un ultima cosa è vero che le foglie del cavolo fanno male, un vicinato mi ha detto che una volta l’ha date ai suoi conigli
    e si sono gonfiati

    • conigliopoli said

      Se i conigli sono abituati all’alimentazione verde tutta la pianta del cavolo come tutte le crucifere è un ottimo alimento che non causa assolutamente problemi anche se bagnato o congelato dal freddo. Può essere somministrato in quantità di 1/3 – 1/4 della razione verde. Ovviamente non deve essere trattato con pesticidi.

  8. Massimiliano said

    ho fatto il recinto di 110 mt2 con all’interno uno più piccolo di 16 per tenere il maschio per ora ho solo un maschio e una femmina ormai da 2 mesi che mangiano solo erba e fieno sembra che vada tutto bene volevo mettere 3 femmine all’interno che dici sono troppe.
    gli do anche una manciata al giorno di avena ho letto che i cereali gli fanno male è meglio toglierla ?
    devo finire di sistemare il pagliaio non riesco a metterci una rotoballa se invece della paglia uso balle di erba medica è lo stesso mi hanno consigliato di mettere sotto dei tronchi per tenerle sollevate da terra per evitare che marcisca è necessario o posso metterle a terra
    ciao

    • conigliopoli said

      Puoi dare una manciata di avena almeno fino a quando fa freddo e non ci sono piccoli che possono cibarsene. Per le balle va bene anche la medica o la paglia o anche lo strame di granoturco. Al contatto del terreno è vero che marciscono, ma io credo sia meglio lasciarle a contatto perchè così ci scavano dentro come vogliono. L’importante piuttosto è di vedere che il terreno sia un po’ rialzato da piano di campagna o comunque mai al di sotto e poi proteggere le balle con un telo impermeabile o addirittura un tetto che sporge per bene su tutti i lati fissato sopra. Poi le balle andranno sostituite quando avessero a disfarsi o consumarsi troppo. Per 86 mq puoi tenere tre fattrici ma quando avrai una popolazione di oltre 80 soggetti di varie taglie dovrai sitemarne l’eccedenza altrove.
      Tanti auguri

  9. Paolo said

    Ma il coniglio che è stato affetto da timpanismo (e che grazie al suo consiglio sono riuscito a salvare), si può macellare e consumare, oppure ci sono rischi per la salute ?

    • conigliopoli said

      Nessun rischio per la salute se l’animale è in buono stato di nutrizione e sta bene. Se la carne è ben cotta poi…Se invece non è completamente rimesso il sapore può non essere buono.

  10. Paolo said

    Ho acquistato il suo libro perché ho intenzione di iniziare un allevamento bio per uso familiare. Per ora ho solo tre conigli, un maschio e due femmine di circa 2 mesi abbondanti, che ho preso da mio suocero. Da un mese ho incominciato a somministrare agli animali un po’ di erba verde alternandola con fieno e mangime (sempre in percentuali minori). Li tengo in gabbia in attesa che mi arrivi il libro per poter costruire la garenna nel modo giusto. Andava tutto liscio, ma ieri il maschio ha incominciato a gonfiare in maniera innaturale, e lo è ancora questa mattina. Mangia ancora con appetito, e mi sembra vispo, ma è diventato enorme, sembra che deve scoppiare da un momento all’altro. Posso fare qualcosa per salvarlo o devo rassegnarmi a perderlo ? Grazie e buone feste.

    • Buongiorno, il maschio è in genere abbastanza resistente, tuttavia, allevarlo in gabbia con l’erba non è una buona soluzione, specie in inverno e specie dopo averlo allevato a mangime. Il gonfiore è dovuto a timpanismo che di solito si accompagna ad altre patologie batteriche intestinali (che possono insorgere quando si toglie o di diminuisce un mangime secco con probabili antibiotici presenti) che facilmente possono condurre a morte l’animale, quando non lo faccia il timpanismo stesso causandogli l’impossibilità a respirare. Le consiglierei di tornare a piena razione di mangime per tentare di salvarlo, tenendo presente in futuro che l’animale se non dovesse essere in forma fisica buona può avere riportato delle compromissioni intestinale potenzialmente irreversibili. Nel maschio questo problema è di minore importanza che su una femmina la quale andrebbe in tal caso scartata dalla riproduzione. Ovviamente la riuscita dell’affrancamento dai mangimi e l’adattamento al mangime naturale verde è operazione dai risultati variabili, anche in funzione dell’animale da cui si parte e del trattamento cui è stato sottoposto nelle fasi della sua crescita.
      Ricambio cordialmente gli auguri.

      • Paolo said

        La ringrazio tanto per la sollecitudine della sua risposta, il problema era urgente. Ripristinerò la dieta col mangime per il maschio. Mi consiglia di somministrare solo mangime anche alle femmine ? In questo momento le tengo in una gabbia separata dal maschio quindi posso diversificare le diete. per quanto riguarda il fieno posso continuare a darglielo? Grazie

      • Io limiterei il fieno per lo stesso motivo che le dicevo: diluisce i principi medicinali del mangime che tengono sani i conigli in gabbia, però d’altro canto fornisce fibra lunga. Se le femmine stanno bene glielo dia, per il maschio io ne farei a meno almeno i primo giorni fino a quando non si normalizza. Credo farebbe meglio ad effettuare il cambio di alimentazione nella garenna e con una stagione non troppo fredda ed umida non avendo fretta di riprodurre i conigli fino a quando non si siano ben abituati al foraggio verde. Meglio se inizialmente almeno possono pascolarlo direttamente dal prato. Dia loro anche un po’ di foglie secche e stoppie oltre al fatto che possano avere terra in cui scavare, perché anche dalla terra ogni tanto mangiucchiano qualcosa.

  11. Massimiliano said

    ho il terreno in pendenza per le tane che ne pensi se faccio una buca profonda 30 cm e larghezza 1*1 metro poi metto quattro balle di fieno a formare tipo un fienile e le copro con un nylon

    • Può andare certamente bene, meglio se hai una rotoballa di paglia da 4-5 qli. Per lo scavo, se serve per livellare il terreno ok, altrimenti i conigli scavano benone da soli senza bisogno di interventi umani. L’importante è che la terra dreni bene e consenta uno scavo sufficientemente profondo, almeno 40-60 cm. Il ballone o le balle coperte andranno quindi posizionate nella parte più alta del recinto però lontano dal perimetro esterno.

  12. massimiliano said

    per il mangime di solito da latte i primi due mesi e poi favino e carrube, sempre con fieno presente nella gabbia adesso ho due cucciolate
    una di due mesi e l’altra di uno all’ora per non rischiare di far morire le madri e il maschio provo con i nuovi nati
    grazie

  13. Massimiliano said

    ciao finalmente ho trovato qualcuno che la pensa come me sto aiutando mio nonno da un anno ad allevare conigli per casa convinto di poterli
    allevare senza mangimi dopo tante discussioni sono riuscito a convincerlo sto finendo il recinto prima di cominciare a dargli l’erba fresca
    sarebbe meglio abituarli con calma magari all’inizio pensavo di dargli un po’ di mangime con erba e fieno e dopo qualche settimana togliergli
    del tutto i mangimi

    • Penso che potresti cambiare l’alimentazione nel giro di 15 giorni. Non so che mangime utilizzi abitualmente, ma sarebbe bene che le deiezioni prodotte dal mangime non inquinassero più di tanto il recinto che destinerai alla garenna. Piuttosto guarderei di adattare al nuovo regime alimentare preferibilmente dei soggetti giovani di 2 kg di peso e se non sei certo di quello che fai o della salute dei tuoi animali, procedi solo con alcuni dai quali poi selezionare quelli che si adatteranno meglio al nuovo regime. La manovra di cambio di alimentazione verso un regime alimentare di fieno ed erba può in alcuni casi comportare dei rischi per la salute e la vita degli animali, dipende da quanto erano forzati e condizionati prima, sotto il regime del mangime.

  14. Sara said

    Gentile Claudio, intanto desidero ringraziarla di cuore per tutte le preziose informazioni presenti nel blog.
    Desideravo chiederle alcune informazioni. In questi giorni mi hanno regalato un coniglio di 35 giorni.
    Vorrei farlo vivere all’esterno ed abituarlo gradualmente a mangiare l’erba. In questi giorni gli sto dando del fieno alternato a qualche foglia verde. Ha qualche consiglio per questo passaggio.
    Grazie

    • L’animale è assai giovane. Se è abituato col mangime le consiglio di utilizzare quello stesso almeno fino a 2-3 mesi di età per non mettere a rischio la sua vita. Il cambio di alimentazione precoce potrebbe essere pericoloso in quanto diluirebbe rendendolo inefficace qualsiasi presidio terapeutico del mangime.

      • Sara said

        Grazie Claudio,
        il coniglio non ha ancora mangiato mangimi. Per ora sta mangiando fieno, qualche buccia di mela e poche di foglie di prezzemolo e sedano. Cosa è meglio fare per i prossimi mesi?
        Grazie ancora

      • conigliopoli said

        Dunque, se ho ben capito il piccolo è stato allontanato dalla madre a 30 giorni. Come era alimentato oltre al latte e come era alimentata la madre?

      • Sara said

        Si corretto. Ho chiesto al proprietario, mi ha detto che la madre è alimentata a fieno, pane e qualche volta carote. Il piccolo, prima di darmelo mangiava fieno e pane.

      • conigliopoli said

        In questo caso allora, sebbene lo svezzamento sia un po’ precoce, continua con abbondanza di carote e loro foglie, sedano ed ombrellifere varie, con la dieta che stai facendo, io però eviterei il pane.
        Auguri!

  15. Roberto Trecci said

    Buongiorno.
    Sarei molto interessato a vedere un allevamento di questo tipo per capire praticamente cosa comporta.
    C’è qualcuno che sappia indicarmene uno in toscana magari in provincia di Siena ??
    Grazie di nuovo !

  16. Salve Claudio, questa notte ho subito la mia prima catastrofe al mio allevamento in garenna. La mia garenna è suddivisa in 5 recinti in uno dei recinti che conteneva piccoli con eta da 40 a 70 gg di eta, ho trovato 60 conigli morti, 10 scomparsi e 11 ancora vivi che sembrano in buona salute. In una altro recinto che conteneva 6 fattrici un maschio e 4 nidi di cui (6,5,11,10 conigli )ho trovato 2 fattrici morte 3 piccoli morti di cui uno senza testa e un altro solo le zampe anteriori e una decina di piccoli scomparsi. Ho fatto l’autopsia ad una decina dei conigli morti compreso le 2 fattrici la sola cosa strana che ho notato è che quasi tutti avevano ematomi o emorragie al torace . Le emorragie al torace erano anche alle 2 fattrici, (se serve posso inviare le foto). Ci tengo a precisare che tutte le fattrici sono state vaccinate contro MEV e Mixo a marzo 2014 e i piccoli solo Mixo nello stesso periodo. I due recinti dove si è riscontrata la moria, non sono confinanti ma separati da un recinto che contiene 9 fattrici e un maschio e 5 nidi di cui (10,8,8,6,8) e 13 piccoli di eta compresa tra i 35 e i 45 giorni. In questo recinto centrale tutto appare normale, non mancano conigli e tutti appaiono in buona salute. Ho poi atri 2 recinti che contengono 30 e 25 conigli di eta compresa fra 90 e 130 giorni. Anche in questi due recinti nessun morto e tutti i conigli appaiono in buona salute.
    Non so cosa pensare per capire quali siano state le cause
    1) di certo non è stato un avvelenamento, perché do lo stesso cibo a tutti. 90% di erba e 10% di orzo
    2) Potrebbe essere MEV o una potente cocidiosi, ma non mi spiego come siano potute morire 2 fattrici vaccinate e poi non capisco perché i coniglietti siano morti accatastati dentro un nido come se cercassero di fuggire da qualcuno, non mi spiego il perché nelle altre garenne non vi siano stati morti e tutti i conigli appaiono in ottima salute ed infine non capisco come la MEV faccia sparire almeno una decina di coniglietti
    3) Potrebbe essere entrato in un recinto un predatore o un rapace (volpe, donnola, furetto, faina oppure civetta, poiana, falchetto, ecc,) nonostante il filo elettrico che circonda tutti i recinti per tenere lontano i predatori e i fili di bava da pesca sopra tutti i recinti per spaventare i rapaci . L’intruso potrebbe aver fatto correre i conigli per parecchio tempo. I conigli spaventati sono morti di crepacuore accatastati gli uni su gli altri nell’intento di scappare. Possibile? Spiegherebbero le emorragie alla cassa toracica, spiegherebbe la scomparsa di una decina di esemplari e un coniglio trovato con la coda mozzata e un altro trovato senza testa. Ma faccio fatica a capire come le due fattrici siano morte senza alcun segno di ferita esterna e poi perché un predatore che entra e esce in due recinti non adiacenti non entra in quello centrale quando la rete che li divide è alta appena 1 metro?

    Sembra la trama di un romanzo giallo. Purtroppo in una notte ho perso più della meta del mio allevamento e quel che è peggio non riesco a capire cosa può essere successo.

    Lei Claudio saprebbe darmi qualche indicazione?

    Grazie come sempre per la sua disponibilità e cordiali saluti

    Vincenzo Baruzzi

    • Direi che si tratta di un predatore quasi sicuramente, forse accompagnato da esseri umani? A me è successo quando stavo iniziando i primi tentativi di allevamento a terra, erano cani da caccia che il padrone portava di notte ad “addestrare sui miei conigli” ed il quadro era analogo. I recinti elettrici erano abbattuti a calci e i cani facevano quello che volevano. Non so che tipo di fauna ci sia dalle sue parti, ma evidentemente direi che non si tratta di un rapace, un danno così in una notte può essere fatto da canidi volpi o cani randagi o accompagnati e direi da più di uno. Cerchi di capire dove sta la falla nel sistema di difesa perché torneranno sicuramente.
      Mi dispiace sinceramente.

      • Prima di installare il filo elettrico ho avuto diversi attacchi da parte della Volpe, ma il risultato era che sparivano i conigli dalla garenna non ne lasciava li morti a decine come in questo caso. Inoltre mi piacerebbe capire di cosa muoiono visto che i conigli non hanno ne morsi ne graffi solo ematomi e emorragie alla cassa toracica. E’ possibile che i conigli siano morti sbattendo per cercare di nascondersi e probabilmente si sono creati ematomi ma penso che non siano tutti concentrati alla cassa toracica. Lei che ne pensa? Poi devo meditare al caso da lei descritto e cio’è l’imbecille che si diverte ad adestrare i cani da caccia. Devo capire se sono entrati nei recinti o si sono limitati a correre solo lungo le reti e cosi si spiega perche solo i recinti estremi hanno avuto morti mentre quello centrale nulla erche non ha lati percorribili da un canide. Grazie ancora Claudio per la sua collaborazione e se ci saranno ulteriori risvolti la terrò informata.

      • Mi sembra il lavoro di più di un animale, gli ematomi potrebbero spiegarsi come dei morsi meno decisi tesi a danneggiare più che ad uccidere, in un parossismo o delirio esaltante che si scatena nell’animale di fronte ad un mucchio di prede terrorizzate. Egli cerca cioè di invalidare o fermare il massimo delle prede nel minor tempo possibile. Conoscendo il comportamento dei cani davanti ai conigli penso sia la soluzione più probabile. Una mia amica ha messo i coniglietti sbranati il giorno prima come esca in una trappola a gabbia ed è riuscita in tal modo a catturare un terribile gatto selvatico che faceva strage nel suo allevamento. Queste trappole si trovano in vendita presso coloro che recuperano i randagi, ma si possono anche costruire facilmente con un po’ di ingegno. Bisogna poi ben vedere se e dove dove sono entrati ed usciti, magari sollevando una rete da sotto, osservare eventuali tracce nel terreno. Mettere trappole a gabbia ecc per gli animali. E riparare i conigli rimanenti in un recinto inaccessibile, se possibile. Non credo che siano rimasti solo all’esterno dei recinti.
        Le faccio i migliori auguri per riuscire a trovare la soluzione del difficile problema. Magari provi a raddoppiare il filo elettrificato e metta al massimo la potenza del generatore.

  17. vincenzo said

    salve sono 2 anni ke allevo conigli e fino a 2 mesi fa nessun problema. da 2 mesi a oggi nonmi si accoppiano piu i conigli. come mai? ho provato con un altro maschio e nnt. bo mi sapreste dare qualche risposta?

    • conigliopoli said

      Quando i conigli non si accoppiano per lungo tempo significa che non vi sono le condizioni fisiologiche perché ciò avvenga. Ora io non ho la sfera di cristallo per poterti dire qualcosa di preciso.

    • alfredo said

      ciao ,e il periodo piu’ freddo e con poca luce che i congli si accoppiano di meno, comunque per aiutarli dagli da mangiare avena eschiacciato li fa riscaldare ,,,fammi sapere

      • Quello che dici è vero per l’allevamento in gabbia, comunque lontano dalla natura; a me risulta che in garenna i conigli accoppiano benissimo anche con poca luce e soprattutto in inverno, naturalmente se stanno bene; in caso contrario dare avena per riscaldarli può peggiorare le cose invece di migliorarle.

  18. stefano said

    ciao claudio,volevo per prima cosa congraturarmi con lei per tt quello che sta facendo, io ho un coniglio maschio e uno femmina, liberi in un prato, al momento del parto ho messo la femmina in una gabbia, ha partorito 7 coniglietti ormai due mesi fa, mi domandavo se adesso è il momento di rimettere femmina e c’oniglietti nel prato,se li lascio tutti insieme con il maschio le piccole femmine non verranno coperte dal vecchio maschio? e gli altri maschi appena nati? posso lasciare tt insieme per sempre ?se mi si accoppiano tra fratelli?io volevo prendere un altro maschio e femmina, voglio lasciare che nel prato si accoppino e si riproducano in totale autonomia, è possibile tutto cio?
    grazie

    • conigliopoli said

      Salve, per la consanguineità non vi è un problema nell’immediato. Lei può lasciare i piccoli nel prato, e prima che le femmine giovani vengano coperte debbono avere come minimo 4-5 mesi di età, salvo eccezioni; per i maschietti, il discorso è diverso; dato che appena cominciano a manifestare la loro indole (e odore) sessuale il maschio dominante li attacca ed a questo punto o si sottomettono, o vengono emarginati e indotti ad allontanarsi, o , se non possono allontanarsi causa recinto vengono castrati a morsi o anche uccisi. Bisogna osservare come si comporta il gruppo e il maschio, dato che non vi sono regole fisse applicabili ovunque per questi comportamenti. Un maschio dominante di 1 anno è in genere meno severo e più tollerante di uno più vecchio, ma non è sempre così.

  19. Matteo Monti said

    Ciao mi chiamo Matteo e ringrazio per tutte queste informazioni. Me ne mancherebbe ancora una per chiudere il cerchio,la parte economica. Sono interessato ad avviare un nuovo allevamento e ho a disposizione 200 metri quadri davanti casa. Sono disoccupato e senza altri redditi. Volevo capire che tipo di guadagno potrei avere . Mi rendo conto della difficoltà nel quantificare con precisione ma almeno avere un’idea per capire se potrei farlo come unica attività. Aiutatemi,vi prego. Grazie mille a presto Matteo

    • conigliopoli said

      Ciao scusa per il ritardo ma ero fuori sede. Io non penso che i conigli che potresti allevare in 200 metri quadri possano risolvere il tuo problema economico. Per bene che ti vada potresti giungere ad allevarne diciamo 150-200 all’anno e dovresti poi reperire tutto il foraggio che serve su latri terreni, ma le incognite, specie per chi è alle prime armi, sono tante ed anche agli “esperti” può capitare l’annata magra o negativa del tutto. Ti consiglierei di provare con poco e poi allargare la cosa un po’ alla volta, ma non partire con l’idea di guadagnare col coniglio in quanto tale.

  20. Vincenzo Baruzzi said

    Ho una coniglia colpita da pastorella ascessuale, Dopo un po di cure con il bisturi e antibiotici la coniglia sembra perfettamente guarita. Secondo Lei questa coniglia può essere più resistente alla malattia e anche eventuali figli rispetto ad una altra coniglia?
    Saluti

    Vincenzo

    • conigliopoli said

      Sicuro che sia Pasteurella e non Stafilococco? Se è completamente guarita ovvero se è stata sterilizzata può risultare immunologicamente più forte, ma per quanto ne so io con gli antibiotici si rimanda soltanto ad una volta successiva l’appuntamento con la malattia.

  21. vincenzo said

    Buon giorno vorrei porre una domanda. Nei primi giorni di settembre ho fatto coprire 2coniglie. Oggi ne abbiamo 23/10/2013 e ancora nnt piu di un mese e mezzo di gravidanza. I cuccioli si sintono hanno una grande pancia sono in forma mangiano non mi e mai capitato! Sapete spiegarmi superficialmente cosa e potuto succedere

    • conigliopoli said

      Salve, per quanto ne so io la gravidanza di conigli non può andare oltre il 32° giorno senza conseguenze gravi sulla salute e la vitalità dei nascituri. Se nasceranno piccoli vivi e normali la spiegazione rimane per me un mistero. Potrebbe anche essere, però, che le fattrici abbiano ritenuto dei feti morti che talvolta si mummificano in utero, nel qual caso le fattrici sarebbero necessariamente da riformare intanto che stanno bene.

    • Vincenzo Baruzzi said

      Non ho un microscopio per essere certo al 100% ma a vedere la sacca sierosa bianca ed estremamente densa ritengo molto probabile che sia pastorella. L’antibiotico usato è il Baytril, è ad ampio spettro e con l’esperienza mi sono accorto che va dosato con molta parsimonia se si vuole che faccia effetto. Questa di cui le parlo è la seconda coniglia che riesco a curare e a guarire. La prima l’ho curata a luglio 2013, aveva un gigantesco ascesso sotto la coscia. Faceva fatica a camminare. Dopo una prima volta cura l’ascesso si è riformato nello stesso punto, ricurata meglio con bisturi e Baytril la coniglia è completamente guarita. Infatti macellata 2 settimane fa carni e fegato risultavano perfetti. Per concludere mi sembra di capire dalla sua risposta che potendo scegliere è sempre meglio avere fattrici sane e non guarite da malattie infettive.

      grazie

      • conigliopoli said

        Infatti, la recidiva della sua fattrice curata ne è una prova. Chi non le dice che il germe non si sarebbe ripresentato al prossimo parto? Ma il vero problema, se continua ad avere di questi ascessi potrebbe essere il suo modo di allevare o alimentare le fattici; io non li ho più visti da quando allevo naturale e senza antibiotici e sono ormai 14 anni. Lei faccia come meglio ritiene, ma non si meravigli se queste cose le succedono.

  22. Angela said

    Ciao,
    Vorrei iniziare un allevamento di 3 femmine ed un maschio…
    In Ottobre allestirò il recinto in attesa di comprare il tuo libro da studiare per bene. Conto di partire in Novembre. I soggetti iniziali da chi posso prenderli? Io sono della provincia di Piacenza e se anche tu che sei di Brescia li vendi, son disposta a venirli a prendere di persona…
    Grazie per il tuo sito,
    ciao!

  23. enzo said

    Buongiorno, pongo due domande, se mi permettete.
    io ho giganti delle fiandre e lepri belghe, avendo una casa in legno grande e un grande recinto li ho messi tutti insieme, ma il maschio lepre, non lascia mai tranquillo il gigante molto piu mansueto e tranquillo, lo rincorre, lo morde, avete qualche suggerimento per farli andare d’accordo o la separazione e d’obbligo?
    altro consiglio e sul freddo, io vivo in Norvegia, in montagna quindi le temperature invernali sono rigide da meta settembre a aprile le temperature sono sotto lo zero raggiungendo nel periodo da novembre a marzo tranquillamente i meno 30 giorno e notte. ho costruito una casa in legno con pareti isolate, isolante interno di 10 cm, due strati di legno, polistirolo nella parte esterna e altro tavolame di legno, all’interno ho scavato loro tane nel terreno completamente interrate, ho posto un bancale in plastica sul fondo, uno strato di pietra a lose, isolante di dieci cm di spessore sotto e sui fianchi, ho realizzato dei cassoni con delle casse in plastica ovviamente con porta per ingresso ed uscita dei conigli, il tetto ricoperto di isolante e sopra ho coperto di fieno fino a altezza tetto casetta due metri circa.
    pensate possa andar bene?
    che temperature resistono?
    grazie

    • conigliopoli said

      Buongiorno, per quanto riguarda i maschi credo che non ci sia rimedio se non nella separazione in quanto è l’odore mascolino che possiedono che fa scatenare i loro istinti. Ovviamente, a meno di non castrarne uno, si morderanno secondo le leggi della dominanza. Coi maiali si usava un profumo a base di aceto o acido acetico diluito, spruzzato sui loro corpi per confondere l’odore e far sì che i nuovi arrivati potessero avere il tempo di prendere l’odore l’odore del nuovo gruppo, ma credo che coi maschi riproduttori sia un espediente di breve durata.

      Per quanto riguarda le basse temperature cui i conigli dovrebbero resistere premetto che non ho esperienze personali oltre – 7 C° per brevi periodi ma posso affermare che trattandosi di freddo secco i conigli dovrebbero potersi difendere efficacemente con una folta pelliccia a patto che siano acclimatati gradualmente, il tempo necessario per poterla accrescere ed infoltire oltre che per potersi scavare le tane ad adeguata profondità. Non so se i suoi conigli siano già abituati a vivere all’aperto in quel luogo, nel caso non lo siano il tempo occorrente dovrà essere maggiore; penserei almeno qualche mese. Un volta affrancati dovranno ricevere una alimentazione più ricca in vista del freddo ed anche durante l’inverno in modo che possano accumulare e mantenere riserve di grasso. Le sue costruzioni possono andare benissimo, ma credo che il miglior rifugio per i conigli siano le tane sotterranee che sicuramente scaveranno ed amplieranno a partire da quelle da lei predisposte.Ovviamente sconsiglierei la riproduzione durante tale periodo che pesne sarebbe da affrontare con soggetti già svezzati o adulti, anche perchè con tali temperature il consumo di cibo per l’accrescimento sarà piuttosto alto. Per contro, a tali temperature gelide non dovrebbe verificarsi la contaminazione da coccidiosi dovuta al terreno.
      Mi tenga pure informato su quanto accade nel suo allevamento, la sua esperienza potrebbe essere interessante anche per altri lettori oltre che per me.

  24. vincenzo said

    ciao vorrei chiedere un informazione . vorrei iniziare un allevamento in garenna dove potrei prendere dei conihli adatti x questo tipo d i allevamento? sono di isola di capo rizzuto (kr) calabria buona serata

    • conigliopoli said

      Non saprei cosa consigliarti visto che io sono in Lombardia; mi dispiace non conosco nulla dalle tue parti

      • giuseppe said

        salve vorrei chiederti un informazione o 1000 m di terreno e vorrei un consiglio come poter allevare dei conigli nel miglior modo all’aperto

      • Salve, leggi bene tutto il blog e poi postami le domande.
        A presto.

  25. giorgio said

    Ciao Claudio….oggi abbiamo sfatato un tabu’,la mia coniglia (di cui parlavo qualche giorno fa’) ha partorito dopo 40giorni 7 coniglietti per ora tutti vivi (gli ha fatti stanotte)…secondo voi come mai?e poi riuscira’ la prole a sopravivere?

    • conigliopoli said

      In 35 anni e più di allevamento non ho mai riscontrato un fatto del genere. Sicuro di non averla riaccoppiata una seconda volta a distanza di qualche giorno o che un altro maschietto nel recinto abbia fatto il servizio?

      • giorgio said

        No..te lo garantisco..viveva con un altra femmina (anche lei prossima al parto) fino a 2 settimane fa’..poi separata e isolata in un altro recinto in prossimita’ del parto…quindi servizi non ne ha avuti…sono rimasto sorpreso anch’io..mi rendo conto che c’e’ sempre da imparare(da parte mia) se vi fa piacere vi tengo informati…grazie come sempre per l’attenzione..saluti

      • Vincenzo Baruzzi said

        Per stare nell’argomento vi racconto una storia carina. Una volta un mio amico mi diede una coniglia da coprire con il mio maschio. Lui aveva 3 femmine e nessun maschio. Dopo 30 giorni nacquero 10 coniglietti e con grande sorpresa di tutti dopo altri 30 giorni ne nacquero altri 9. Provammo a pensare a tutto per capire il mistero. Il mio amico teneva le femmine dentro dei cassoni coperti con una rete a maglie larghe e dopo una quindicina di giorni il mistero venne svelato: Un piccolo Lapin selvatico riusciva ad entrare nella gabbia mettere incinta la coniglia e poi uscire. Morale : nel mondo dei conigli i miracoli non esistono.

    • giorgio said

      Ciao Vincenzo…la tua storia e’ carina e veritiera ma parliamo di 2 storie completamente diverse..parliamo di un ritardo da una parte a 2 gravidanze a 30 giorni (il giusto) dall’altra….detto da amici e confinanti con allevamenti la mia storia non la ritengono un miracolo anzi..nessuno ci e’ rimasto piu di tanto…poi io ho un maschio solo , chiuso in una gabbia ed e’ lontano dalle femmine…e’ strano anche per me..ma e’ successo

  26. Angelo Racioppoli said

    Grazie mille per la risposta.

  27. giorgio said

    Una domanda un po’ strana: se in un gruppo di maschietti di circa 3 mesi e mezzo di vita uno si allontana o cerca la via di fuga per sovrafollamento,e’ considerato furbo(da tenere) o per paura inferiore agli altri?

    • conigliopoli said

      La sua domanda fa riflettere: di solito i furbi o meglio gli intraprendenti come il maschietto che lei mi descrive sono ottimi da selezionare ma sarebbero più adatti per un ambiente di sopravvivenza selvatico in quanto solitamente i più svegli sono anche meno adatti a produrre carne e sviuluppano invece intraprendenza e mobilità spesso uniti a taglie più senlle e scattanti e a certi … caratterini. Di solito hanno buona salute e buona vivacità; non si può dire sempre che abbiano taglia e possanza. Se le due cose coincidono però io lo sceglierei sicuramente come riproduttore. La salute dell’animale è comunque il parametro più importante, cui seguono nella scelta morfologia e carattere. Poi, quando si raggiunge un certo grado di selezione e di affrancamento, il discorso della scelta può diventare arduo perché sono tutti troppo belli.

  28. giorgio said

    Buonasera, il mese scorso esattamente il 15 luglio ho messo una coniglia al maschio per un paio di giorni …premetto che la coniglia ha gia fatto una prole circa 3 mesi fa’col maschio in questione (quindi esperta), ad oggi pero che siamo a 37 giorni circa ancora niente…il problema e’ anche che non mangia e beve pochissimo(le do’ erba medica e misto fiocco)…il maschio e’ buono ha sempre ingravidato subito tutte…puo’ succedere che il parto sia piu lungo dei 30-32 giorni..o puo’ essere successo qualcosadi altro? e’ possibile che gli siano morti dentro? p.s. io non l’ho tastata per vedere se e’ gravida di solito lo fa mio suocero che in questo periodo e’ assente…grazie per l’attenzione

    • No! il parto non può andare oltre il trentaduesimo giorno a meno che non sia patologico. Se mangia e beve pochissimo e ciò non è dovuto al caldo, è probabile che sia ammalata; a volte succede che le costipazioni intestinali e la morte dei feti nell’utero con relativa ritenzione o ritardo nell’espulsione siano concomitanti. Senza palpare e vedere l’animale è però impossibile fare una diagnosi a distanza. Con l’alimentazione esclusivamente erbacea e con conigli affrancati non mi è mai capitato di vedere fatti del genere.

      • giorgio said

        Quindi l’unica speranza e’ che che non sia rimasta gravida e che mangi e bevi poco per il caldo…speriamo! Grazie Claudio

  29. 20quattro said

    Buona sera,

    le scrivo perchè sto avendo delle difficoltà dal punto di vista dell’alimentazione. L’estate è molto calda e secca qui in toscana e di erba non ce n’è più, ho del buon fieno fine e ho provveduto a recuperare anche della medica, ma il fieno non lo apprezzano molto. Grazie al mio lavoro ho anche quantità industriali di cetrioli quindi integro con questi, ma come posso avere una buona alimentazione varia e compensare il fatto che non amino il fieno che ho? Non mi sento serena ad abusare di erba medica, di cui sono ghiotti, perchè conosco molto bene le conseguenze che ha su equidi e bovini, e non credo che i conigli ne siano totalmente immuni (forse mi sbaglio).

    la ringrazio per tutti i consigli e buona serata
    Fiorenza

  30. Angelo said

    Buon giorno, complimenti per l’eccellente lavoro svolto, ho letto che la femmina dopo che ha partorito non deve accoppiarsi per almeno 45 giorni. Visto che vivono in comunità come si fa a non farla accoppiare di nuovo in modo che porti a termine l’allattamento? Grazie mille.

    • conigliopoli said

      Salve, la ringrazio per gli apprezzamenti; se nel recinto vi è un numero di femmine fertili pari a 8-10 che si avvicendano nel partorire, il maschio sarà abbastanza impegnato e distratto a rincorrerle tutte e quindi è più facile che sappiano autoregolarsi; lo stesso dicasi quando il maschio è giovane. Quando invece ci sono poche femmine ed il maschio è esperto, è consigliabile tenere il maschio in un altro recinto o gabbione e portargli la femmina per un giorno (approssimativamente quando i piccoli fuoriescono dalla tana 21 gg.) fino a quando non viene coperta. la femmina in allattamento può stare 12 ore lontana dai piccoli senza problemi.

      • conigliopoli said

        Io ho provato a dare fino all’80% di medica ai conigli, per periodi limitati, senza inconvenienti e preciso trattavasi di medica proveniente da terreni aridi già lignificata, con poca foglia e con seme in maturazione. I conigli messi un po’ alle strette hanno finito per divorarne anche i gambi con un vantaggio per la loro salute. Per quanto riguarda il fieno, se è buono e di qualità quanto ad erbe che lo compongono e quanto a fermentazione e muffe, non vi è motivo perché non lo mangino; può trattarsi semplicemente di abitudine ed allora basta lasciarli un po’ a digiuno e vedrà che finiranno per abituarsi e mangiarlo. Consiglio però di dare almeno il 20% di verde nella razione, anche se proviene da erbe quasi seccate in piedi per la siccità. Naturalmente acqua a disposizione in quantità. In alternativa si possono somministrare fronde di robinia, gelso, frassino, olivo e … fichi in quantità che in questa stagione abbondano e fanno molto bene ai conigli. Anche i Kaki seppure acerbi e le pesche, mele e pere cadute a terra otre ad ogni scarto vegetale degli orti possono essere utili. Anche angurie e meloni e le loro scorze sono amati dai conigli e possono integrare bene la razione pe la parte “verde”. Credo, ma non ho mai provato, che anche il fico d’india possa essere utilmente mangiato dal coniglio.

  31. vincenzo loprete... said

    Ciao, volevo alcune chiarizioni… e gia la seconda volta ke mi capita che una coniglia dopo partorito e cresciuto i conigli fino a 15 giorni di vita e poi muore… i conigli sono in ottime salute e li sto affrancando con erbe medicata e non verdura e molto sedano x fortuna non me ne sono morti neanche uno. Allora la prima coniglia ke e morta ha fatto 13 cuccioli quest’ultima 9. Bu forse io presumo ke sia stato il caldo e ke allattando si siano indebbolite. Mi daresti qualke chiarimento e consiglio grazie….

    • conigliopoli said

      Sicuramente col caldo le magagne che dormiavano vengono al pettine e in particolar modo con lo sforzo della gravidanza e dell’allattamento, Siccome non so come allevi e nemmeno la storia passata delle fattrici non posso dirti di più. Guarda che possano trovare riposo dal caldo avendo la possibilità di scavare una tana in terra o di potersi ombreggiare al fresco degli alberi. Poi erba a volontà e pascolo. Guarda che non ci siano erbe velenose nel foraggio poichè la fattrice ne risente di più mangiando di più. Inoltre tieni i figli come riproduttori futuri, se crescono bene e sono sani.

  32. Vincenzo Baruzzi said

    Buon giorno Claudio,
    ho scoperto che in molti mangimi per conigli e non solo (maiali, vitelli, e pure pesci) vengono aggiunti additive chiamati MOS (Mannano Oligo Saccaride). Questi prodotti evitano la formazione di cocidiosi o infiammazioni intestinali e di fatto rimpiazzano i gli anti-biotici usati in passato e che lei cita nel suo libro. Sicuramente funziona perchè mio nipote che alleva in garenna e usa un mangime che contiene MOS non ha i problemi che ho io che li nutro solo con erba.
    Lei cosa ne pensa di questi additivi denominati MOS e sa se hanno un tempo di sospensione

    Cordiali saluti

    Vincenzo

    • conigliopoli said

      La ringrazio del contributo. Non ero a conoscenza di questa novità dei MOS che peraltro mi pare sia stata adottata prima in altri mangimi per animali. Mi sono documentato; si tratta in pratica di fibre costituite da un disaccaride ovvero due molecole di zucchero unite: mannosio e glucosio, estratti dalla parete cellulare di cellule di lieviti che esercitano una azione preventiva contro le enteriti e immunmostimolante sull’intestino.
      Ne deriva che non ci sono tempi di sospensione perchè il prodotto è innocuo ma anche: io penso che da solo non possa fare tutto quello che dicono, specie in un mangime.In ogni caso non ho esperienza diretta del loro impiego, ma conoscendo i mangimi so che sovente che amano nascondere certi prodotti non proprio legali dietro ad altri di bella e santa apparenza, attribuendo mendacemente a questi ultimi l’effetto miracoloso. Si tratta comunque di un tipo di allevamento artificiale che non mi interessa più.

      • Vincenzo Baruzzi said

        Questo è un documento molto interessante che riguarda i conigli trattati con MOS: http://www.asic-wrsa.it/documenti/giornate2009/07_DiMeo.pdf le suggerisco di dare una occhiata.
        Anche io ho passato un po di tempo questa settimana a documentarmi e le conclusioni sono che: MOS è un prodotto naturale, non è un farmaco e, al contrario dei cocidiostatici e degli antibiotici, ha la capacità di aumentare le difese immunitarie alle malattie gastro-intestinali per buona parte dei mammiferi. Inoltre pare che riesca ad aumentare la quantità di colostro nel latte materno migliorando le difese anche del lattante. I cocidiostatici e gli antibiotici curano al limite prevengono malattie intestinali ma non aumentano le capacità immunitarie anzi molto spesso le deteriorano. La sua esperienza riportata anche in questo Blog è una conferma a quanto affermato.
        Io mi confronto con l’allevamento di mio nipote. Entrambi alleviamo in garenna io cerco di nutrirli solo con erba e ho un tasso di perdite per malattie sui nati di circa 35%. e molte difficolta a creare soggetti affrancati. Mio nipote invece otre all’erba integra con un mangime pelletato e la sola cosa strana che contiene è questo MOS. Lui non ha problemi di affrancamento e la mortalità rispetto ai nati è meno del 10%.
        Anche io come Lei sono convinto che si possa anzi si debba allevare conigli in modo naturale, nutrendoli prevalentemente con erba solo che io vorrei capire e imparare il modo di rendere questa attività remunerativa definendo modalità e procedure da permettere a qualche giovane con pochi mezzi di poter intraprendere questa bellissima attività. Io sono pensionato e non ho bisogno di fare impresa, non mi interessa di allevare conigli solo per il mio consumo personale. Il mio obbiettivo è dimostrare che si può fare impresa e il suo aiuto è stato sempre provvidenziale, ora se questo MOS migliora l’affrancamento del coniglio in garenna riducendo le perdite, a me pare un dato fondamentale per realizzare un buon allevamento biologico e remunerativo. Condivido con lei che le multinazionali dei mangimi non sono affidabili.A questo punto vorrei trovare questo MOS in commercio e provarlo con mangimi auto preparati e qui la sua esperienza penso che sarebbe fondamentale Spero di non averla annoiata o delusa

        Grazie ancora per la sua attenzione e cordiali saluti.

        Vincenzo

      • conigliopoli said

        Comprendo la sua voglia di sperimentare nuove e più proficue soluzioni oltre al benemerito intento di offrire qualche opportunità ai giovani senza lavoro; io purtroppo non sono ancora pensionato e non ho molto tempo a disposizione. Io gli esperimenti li ho già fatti ed il risultato è tutto nel blog e nel manuale. Non ho intenzione di rimettermi a confrontare dati e tabelle di sperimentazione come quelle che lei mi ha inviato e che pure sono interessanti. Esperimenti del genere con l’uso di polisacccaridi immunostimolanti nell’alimentazione (poly) erano già stati fatti ai miei tempi mi pare di ricordare, ma i risultati al fine pratico erano nulli di fronte all’enormità della situazione creata dai mangimi coi loro antibiotici. Probabilmente in un allevamento naturale anche solo spruzzati sul foraggio, questi prodotti hanno un efficacia possibile. Bisogna però vedere dove reperirli puri. Per quanto riguarda il concetto di mangime pure autoprodotto, non posso aiutarla perchè dopo tante prove l’ho scartato in eterno dalle mie considerazioni. Io credo che l’allevamento del coniglio sia comunque un allevamento ad alto indice di rischio e quindi, soprattutto in italia, generalmente sconsigliabile come fonte primaria di reddito. Ciò non toglie che localmente si possano affrontare certi discorsi, ma quando le quantità aumentano allora è tutta un altra cosa.

      • Vincenzo Baruzzi said

        Chiaro, come sempre. Comunque per l’acquisto del MOS e banale io comincerei da qui http://www.lievitobirra.it/ e poi proverei a miscelarlo con orzo e somministrare questa miscela durante la mattinata.

  33. vincenzo said

    ti ringrazio x l’incoraggiamento…..

  34. vincenzo said

    grazie dei consigli più mi state a spiegare e più mi fate accorgere degli errori ke sto facendo e capisco il motivo di qualche coniglio morto….ecc ecc è tutta colpa dei mangimi… io vorrei crearmi un futuro ma pultroppo i politici non c’è lo permettono… ma io vorrei provarci… ad allargarmi e di venderli all’ingrosso se possibile… io tutta la buona volontà c’è la metterò ma ho bisogno di molti altri consigli. tipo ho un terreno di 2.000 mq e ci stanno piantati 2 file di ulivi e intorno la recinzione ci stanno pini da siepe. ci possono stare o fanno danno agli ulivi?

    • conigliopoli said

      Se sono tanti danneggiano sicuramente gli olivi. Comunque se non hai esperienza il consiglio è quello di cominciare con poco e poi allargare dopo aver padroneggiato tutto il ciclo produttivo; ricordati comunque che il coniglio e segnatamente il coniglio biologico come io insegno a fare comporta comunque rischi potenziali elevati e non ha una produttività paragonabile a quella dell’allevamento industrializzato a mangime. Quindi non basare il tuo futuro solo sul coniglio perché potresti restare a piedi.

    • Vincenzo Baruzzi said

      scusate se mi intrometto. Io in garenna ho degli ulivi. I conigli se possono mangino tutto: foglie, corteccia e pure le radici. Io dopo vari tentativi fallimentari, ora ho protetto il tronco con dei tubi in plastica da 14 cm di diametro e 65 cm di altezza. Poi alla base del tubo o messo dei sassi per impedirgli di scavare e mangiare le radici. Io ho ulivi piccoli ed è stato possibile trovare una soluzione. Per ulivi grossi che non possono essere intubati io metterei una rete che sia distante almeno 20 cm dal tronco. Perché se è vicino al tronco usano la rete come scala per salire sui rami bassi e li mangiare tutto come le capre.

      Auguri!!!

  35. vincenzo said

    ok , quindi se la vedono tutto loro x farsi il nido.? e ma quando di inverno pioverà molto non filtrarà nel nido?

    • Ewa said

      Ciao Vincenzo,
      Mi ha fatto molto piacere vedere che i giovani come te si interessano al benessere degli animali allevati per la carne! Il loro benessere garantisce la qualità della carne che dopo consumeremo noi. Mi sembra di intuire che ti è difficile credere che i conigli si possono allevare con successo senza mangime per lo svezzamento e senza granaglie per garantire la crescita… ma è proprio così! Noi prima allevavamo i conigli in gabbia usando mangime e granaglie ma non volevamo usare i medicinali visto che la carne dovevamo mangiare noi e i nostri figli e vedevamo che le cose non andavano proprio bene. Ci siamo messi alla ricerca e abbiamo incontrato Claudio con la sua vastissima esperienza. Alla fine abbiamo cambiato tutto. Purtroppo non abbiamo ancora il recinto per garantire la totale libertà agli animali ma abbiamo costruito dei box grandi da 5 a 15 m quadrati con la rete sotto il pavimento di terra. Gli animali mangiano esclusivamente l’erba fresca, fieno e avanzi di ortaggi – niente pane, granaglie o mangimi per svezzamento. Gli animali si riproducono bene, crescono più lentamente ma ci sono poche perdite. L’anno scorso abbiamo superato la mixomatosi solo con 10% di morti (4 conigli su 40). I nostri genitori (ex agricoltori) ci guardano e continuano a dare granaglie e mangimi ai loro animali. E’ DIFFICILE CAMBIARE SCHEMI E ABITUDINI INDOTTE E RAFFORZATE DALL’INDUSTRIA AGROALIMENTARE. Secondo me la cosa fondamentale per questo tipo di allevamento è avere dei riproduttori buoni, significa con il sistema immunitario non rovinato dai prodotti industriali. Chiedi a Claudio dove trovarli, forse conosce qualcuno nella tua zona. Altrimenti potresti dover affrontare le morti degli individui più deboli dopo aver passato all’alimentazione naturale. Per noi è stato molto utile anche il libro di Claudio – forse è stato più utile del blog… Se vuoi farti una chiacchierata con noi chiedi a Claudio il nostro numero di telefono oppure la mia mail. Mi piacerebbe sostenerti nella tua ricerca.
      Tanti saluti
      Ewa

    • conigliopoli said

      L’unico pericolo sono gli allagamenti del terreno. Se il livello della falda non sale quando piove molto è difficile (ma pur sempre possibile ) che il nido si bagni; il coniglio è un animale terricolo ed in natura non ha di questi problemi perché sa dove scavare le sue tane. In alternativa per evitare gli allegamenti potresti formare una collinetta, ai conigli piace molto guaradare dall’alto e ci farebbero facilmente la tana ala sicuro dalle inondazioni

  36. vincenzo said

    sono sempre io, grazie per avermi dato dei consigli x i topi ecc ecc. volevo chiederti 3 cose.
    1. c’è bisogno di scavare il sottosuolo per mettere la rete di sotto per sicurezza o non c’è bisogno?
    2. non ho capito bene leggendo il blog “ma il mangime come posso integrarglielo per non bagnarsi?
    3. ma la fattice si può fare in casa?e come? o è meglio senza?
    spero mi risp al più presto perchè sono molto volentioroso. Sai sono un ragazzo di 18 anni appassionato molto agli animali. e c’hò molto terreno dove liberarli….
    coordinati saluti

    • conigliopoli said

      La rete perimetrale esterna va interrata almeno 20-25 cm perché altrimenti scappano facilmente
      Il mio tipo di allevamento bandisce assolutamente qualsiasi tipo di mangime o concentrato quindi rivolgiti ad altri per questo consiglio.
      Quando avrai le idee chiare sull’alimentazione si può fare partorire la fattrice in casa, come dici, soprattutto per proteggere i piccoli dalle insidie, ma il consiglio è quello di tenerla in gabbia il meno possibile e così pure i piccoli dal momento che escono dal nido. Io la lascio partorire nelle tane che scava nel terreno.

  37. vincenzo said

    salve, scusa l’orario ma dopo molte ricerche ho notato ke sei molto bravo con i conigli. volevo dirti ke ho 2 maschi e 4 fattrici e 9 all’ingrasso e 15 sono nella tana con la mamma, li ho sistemati dentro una struttura molto areaggiata e illuminata in gabbie apposite gli do mangimi erba medicata, paglia, foglie di lattuga, sedano, carote, favarelle. volevo chiederti se l’allevamento all’esterno liberi nel terreno sia migliore o se è meglio nelle apposite gabbie? e se è meglio all’esterno come si dv fare con i topi?vorrei dei consigli per l’alimentazione anche…. grazie per avermi ascoltato spero ke mi risponda al più presto…. coordinati saluti

    • conigliopoli said

      Tutte le notizie le trovi nel blog. Leggilo attentamente. Per i topi se non ha i mangimi e granaglie non si fanno così facilmente, in ogni caso la derattizzazione con appositi veleni funziona abbastanza bene, dato che sono i topi grossi che possono dare problemi più dei piccoli topolini. Per fortuna questi sono in genere abbastanza vulnerabili ai veleni anticoagulanti. La decisione di allevare a terra in modo naturale che per me è evidentemente migliore, spetta unicamente a te valutati attentamente i pro e i contro.
      Ciao

  38. Fiorenza said

    Buongiorno,

    mi scuso per l’ennesimo disturbo, ma sono rientrata questa mattina da 5 giorni di viaggio scoprendo che la persona che era responsabile dei miei animali, tra cui i conigli, non ha dato da mangiare abbastanza a nessuno e ho trovato 4 coniglietti morti mentre gli altri molto affaticati.

    Ha qualche indicazione, oltre ad aver dato un mega giro di fieno, per cercare di recuperare un pò la situazione? Verdure particolarmente indicate?

    La ringrazio e le porgo distinti saluti
    Fiorenza

    • conigliopoli said

      Io darei piuttosto erba fresca e tenera se sono abituati a mangiarla ed anche mele o cetrioli, scorze di anguria per invogliarli a riprendere il ciclo. Controlli bene soprattutto l’idratazione degli animali. che abbiano sempre acqua magari acidulata con 5% di aceto a disposizione. Altro non saprei. Quando il coniglio viene ad essere privato del cibo possono compromettersi gravemente gli intestini.
      Saluti

      • fiorenza said

        Sì, insieme al fieno ho messo dell’erba verde tenera e a foglia larga, ho comprato bielote finocchio mele e radicchio per cercare di integrare e invogliarli a mangiare.

        grazie per il supporto, speriamo di essere arrivati in tempo.

        buona giornata
        fiorenza

  39. Vincenzo Baruzzi said

    Salve Claudio,
    l’altro giorno ho trovato su internet la normativa Europea N.834/2007 , approvata anche dall’Italia, sulle regole e modalità di produzione del coniglio biologico. Se lei ha avuto modo di leggere quest’ultima normativa vorrei porle alcune domande:

    1) nel punto 3.10 si definisce uno spazio minimo per fattrice di 5mq poi al punto 3.11 per motivi di limiti di azoto nel terreno il massimo numero di fattrici per ettero è 100. quindi 100mq per fattrice. Non capisco la contraddizione.
    2) Mi risulta che alcune regioni non danno più licenze per produrre conigli con metodi intensivi. L’Emilia Romagna concede solo licenze se si produce con modalità biologica . Anche a Lei le risulta la stessa cosa?
    3) Nella Normativa non è chiaro chi certifica e chi controlla le aziende che decidono di allevare coniglio Bio. Lei ne sa qualche cosa?
    4) Ho cercato di fare un semplice busuness plan per calcolare il prezzo al Kg del coniglio Bio,
    Ho considerato tutte le restrizioni definite nella normativa e il costo di produzione sulla base delle mie esperienze, il recupero investimenti in 7 anni, perdite circa il 20% sui nati, e margine prima delle tasse di circa il 20%. Se non ho sbagliato i conti io trovo che il prezzo peso vivo non può essere inferiore a 6,50 € per Kg . Non so se con prezzi così elevati ci può essere mercato. Ma secondo la sua esperienza ci sono possibilità, per un giovane con qualche anno di esperienza fatta su un piccolo allevamento Bio, di avviare una azienda di allevamento biologico e riuscire ad avere un reddito sufficiente senza fallire entro pochi mesi?
    Un caro saluto, e grazie per la sua attenzione

    Vincenzo

    • conigliopoli said

      Salve, premesso che delle sottigliezze legislative io non so nulla, credo che la differenza fra le metrature sia dovuta la fatto che il primo parametro è quello dello spazio di allevamento, mentre il secondo è riferito alle superfici di terreno per la produzione dei foraggi e per il conseguente smaltimento delle deiezioni, che dal momento che sono ammessi i mangimi, sono sicuramente ricche di azoto e pertanto assai inquinanti. Per le altre domande non saprei dirle nulla a parte il fatto che il coniglio bio oggi dovrebbe essere intorno a 12-13 € /kg per il macellato. Quanto alla resa economica dell’allevamento in se stesso io ci andrei parecchio cauto e opterei per una crescita progressiva a ragion veduta, perché sicuramente esiste, anche solo a causa della Mixomatosi una forte percentuale di rischio potenziale. Sarebbe meglio che fosse una attività complementare di azienda piuttosto che quella centrale, come è stato da sempre, poi ci sono molte variabili “locali” oltre la fatto che bisogna vedere se la politica locale è pro o contro il suo personale progetto. Molti allevamenti bio riescono ad essere competitivi solo perché c’è l’interesse e la contribuzione dei qualche legge cui possono accedere a differenza di altri.Io appunto me la sono trovata contro la politica ed il risultato è che ho chiuso dopo 25 anni di lotte, ed erano tempi d’oro, economicamente parlando. Tutto tempo perso dal punto di vista economico. Non farò mai più l’imprenditore in questo paese costituzionalmente malsano.
      Le auguro di riuscire nel suo intento.

  40. Fiorenza said

    Buongiorno,

    le riscrivo oggi perchè la mia coniglia ha partorito e me ne sono accorta per caso poichè ero via per lavoro e ormai il maschio è rimasto con lei almeno 3 giorni, oggi provvederò a dividerlo, ma volevo sapere, quante probabilità ho che abbiamo già ricoperto la femmina? Non vorrei già perdere una nidiata per questo mio errore.

    La ringrazio e le auguro una buona giornata
    Fiorenza

    • conigliopoli said

      Le probabilità dipendono dai suoi animali, direi che il 50% potrebbe essere una risposta possibile in quanto non esiste una regola in questo se non relativa agli animali stessi che lei possiede. Buona giornata anche a lei.

  41. Max said

    Ciao, ho acquistato qualche giorno fa il tuo libro e me lo sono letto tutto d’un fiato! complimenti per gli ottimi consigli.
    L’estate scorsa mi sono preso 3 conigli ma quest’inverno ho avuto un problemino, il maschio mi è scappato e mi ha ingravidato la femmina per 2 volte consecutive.
    2 piccoli tra quelli nati nella seconda covata (7 febbraio 2013) sono morti pochi giorni fa all’età di 2 mesi, rimanevano attaccati l’un l’altro rannicchiati con gli occhi semichiusi e hanno smesso di mangiare, ieri ho notato che un altro piccolo ha lo stesso comportamento.
    Leggendo qui penso sia una crisi da svezzamento, c’è qualche cosa che posso fare per salvarlo? gli altri mangiano e sembrano stare bene!

    • conigliopoli said

      Ciao, felice che il libro ti sia stato utile; circa i piccoli morti, non posso fare una diagnosi senza vedere in che stato sono gli organi interni. Facilmente hanno sviluppato una forma di coccidiosi o di costipazione intestinale che in questa stagione è abbastanza frequente e colpisce di preferenza piccoli che non sono adeguatamente sostenuti dal latte materno o che la contraggono a causa di ambiente umido persistente calpestando le loro deiezioni sul terreno. L’unico rimedio che io adotto in questi casi e che riesce a bloccare la mortalità in tutti quelli che non sono ancora all’ultimo stadio, è quello di prendere tutta la covata e metterla a pascolare su un prato vergine, magari in un gabbione mobile senza fondo che venga spostato ogni volta appena l’erba è stata divorata. Questo interrompe l’assunzione continua di coccidi e dà il tempo al coniglio di reagire ed anche guarire da tutti i problemi causati da questo parassita. Ciò vale se naturalmente i conigli sono già abituati ad una dieta di erba. https://conigliopoli.wordpress.com/wp-admin/edit-comments.php#comments-form

  42. Vincenzo Baruzzi said

    Egregio Sig. Claudio, approfitto ancora della sua gentilezza ed esperienza per porle il mio ultimo problema. Ho una coniglia che dovrebbe partorire il 20 marzo. E’ una coniglia nata a maggio del 2011 in garenna e vissuta sempre in garenna, questa è la seconda volta che è incinta, la prima volta ne fece 6 ma poi con il grande freddo di gennaio li abbandonò. Ora la coniglia presenta un ventre enorme e si sentono i coniglietti duri dentro ma lei è da 4-5 giorni che ha smesso completamente di mangiare. Era una conigli di 4-5 Kg ora non arriva a 3 Kg. Nella garenna si era sistemata dentro un nido e non usciva più. Oggi l’ho messa in una gabbia al caldo qui in casa per vedere come si comporta. Non riesce a defecare non penso che sia affetta da cocidiosi perché dietro è pulita. Io adesso nutro tutti i conigli con cavolo verza a volontà e fieno. Non gli do più fioccato o pane come lei mi ha suggerito . Non so cosa fare e le chiedo se ha qualche suggerimento da darmi.

    grazie

    vincenzo

    • conigliopoli said

      Mi dispiace ma i sintomi che lei mi descrive sono gravissimi e non curabili a mio parere. L’esito di un quadro del genere è la morte al 99% e se anche l’animale dovesse sopravvivere mediante cure antibiotiche rimarrebbe comunque un organismo compromesso in maniera irrecuperabile. Se vuole cerchi di somministrare te di fieno col contagocce per idratare l’animale. Ora senza l’autopsia e la visita diretta non è possibile fare una diagnosi sulle cause, ma posso azzardare delle ipotesi: i coniglietti potrebbero esser facilmente feti mummificati o ascessi uterini, mi risulta difficile pensare che siano ancora vivi dopo un calo di peso della mamma così consistente. Quasi certamente vi è poi anche una costipazione intestinale (canalizzazione dei contenuti oppure contenuto cretoso) con possibile evoluzione in enterotossiemia e setticemia. I responsabili di questi quadri clinici sono germi patogeni di vario tipo che in comune hanno solo il fatto di attaccare un coniglio che non è perfettamente affrancato o che comunque ha avuto qualche problema precedente seppure passato inosservato (ad es. uno svezzamento non perfetto). L’affrancamento è lungo da ottenere attraverso generazioni e selezioni e spesso proprio la gravidanza e il parto sono il primo grande momento di verifica (stress test) del grado raggiunto.
      Mi dispiace, le consiglio di continuare a selezionare i soggetti migliori.

      • Vincenzo Baruzzi said

        Anche io penso che non ci siano speranze. Le cure antibiotiche sui conigli non funzionano. Ho fatto diversi trattamenti con Baytril su casi di sintomologia simile alla pastorella. Ma poi rimessi in garenna morivano poco dopo con altri sintomi (polmonite, Labirintite,,,ecc). A mio parere il Baytril toglie le difese immunitarie, l’animale rimane debole e muore comunque dopo poco se rimesso in garenna.
        Quindi domani guardo dentro alla coniglia e farò alcune foto per capirne di più.

        Grazie ancora per le informazioni.

  43. Vincenzo Baruzzi said

    Salve.

    Ho avviato una allevamento in garenna da circa un anno, e ho strutturato l’allevamento in 4 aree recintate: nella prima le fattrici, nella seconda le femmine e i piccoli in svezzamento con le rispettive madri, nella terza i maschi, la quarta a riposo per dare il tempo al prato di ricrescere. Ho anche letto il suo libro trovando spunti interessanti ed estremamente utili ma non ho trovato una indicazione per me importante che riguarda la gestione dei maschi. Infatti anche se separati dalle femmine questi continuano a rincorresi e a volte a ferirsi. In passato nei piccoli allevamenti famigliari per evitare l’aggressività fra i maschi veniva praticata la castrazione. Questa pratica mi viene indicata da vecchi allevatori non cruenta, di nessun rischio per la salute dell’animale ma soprattutto estremamente utile per avere animali in carne in tempi ragionevoli (4-5 mesi in maturità di peso).
    Mi interesserebbe avere un suo parere in proposito.

    Grazie per la sua attenzione.

    • conigliopoli said

      Buongiorno, devo confessare che non ho mai avuto modo di sperimentare questa pratica anche perchè la ritengo una barbarie. La castrazione dei maschi mi risulta venisse fatta usando una lametta e quindi non è incruenta. Un metodo incruento esiste e potrebbe essere quello utilizzato per i suinetti: un elastico o un filo di seta imbevuti di solfato di rame stretti alla base dei testicoli quando sono in sede ne provocano il disseccamento e poi il distacco per mancata circolazione del sangue. Vi è poi la castrazione “chimica” praticata con l’uso di ormoni femminilizzanti. Ma non è il caso del mio tipo di allevamento, le pare?
      Tuttavia, il fatto che i maschi si mordano, come le accade può essere dovuto a due fattori: o i maschi sono più vecchi cioè ampiamente maturi sessulamente e questo significa che stentano a raggiungere il peso di macellazione mentre invece maturano sessualmente e sono quindi troppo vecchi in rapporto al peso, oppure può darsi che lei abbia selezionato un ceppo abbastanza ipertiroideo con una precocità sessulale spiccata. Nel primo caso occorrereà identificare i motivi della crescita rallenatata, nel secondo bisognerà incrociare il suo ceppo con dei maschi un po’ più tranquilli quanto all’indole e selezionarne poi i figli come riproduttori.

      • Vincenzo Baruzzi said

        Grazie per la sua risposta. Io non sono favorevole alla castrazione solo che vedondoli agitati nonostante la separazione dalle femmine ritenevo che fosse una ovvia conseguenza del tipo di allevamento. Lei mi dice che c’è spazio per evitare le lotte fra i maschi e che il problema non è provocato dall’allevamento in garenna . Seguirò il suo consiglio.

      • Vincenzo Baruzzi said

        Ho aperto la coniglia, e a mio parere soffriva di costipazione. Non era incinta e le palle dure che sentivo erano provocate dalla costipazione intestinale. Inoltre la parte terminale dell’intestino era gonfia come un pallone. Il fegato non aveva punti bianchi ma appariva ridotto e molto scuro. questo per dire che non ho notato sintomi di cocidiosi.

        Come già detto io in questo momento nutro i conigli con cavolo verza e fieno. Posso aggiungere che alcuni giorni fa avevo notato nella garenna delle fattrice escrementi di palline morbide e appiccicate fra loro, ho dato la colpa ai cavoli ma poi ho visto la coniglia in questione smettere di mangiare. Ho tolto la coniglia dalla garenna e Ieri non ho visto deiezioni appiccicate in garenna. Oso supporre che quelle deiezioni siano state generate dalla coniglia in questione. Inoltre la coniglia in due giorni in gabbia non ha mai defecato, quindi mi viene da dire che era costipazione. Cosa crea costipazione nei conigli non lo so, gli esperti che allevano solo in gabbia dicono che è colpa dei cavoli verza. Io in questo momento ho circa 60 conigli e mangiano circa 30 Kg di verze al giorno. Stanno tutti bene e questa è la prima volta che vedo costipazione in un coniglio.

        grazie ancora per la sua attenzione,

        Vincenzo

      • conigliopoli said

        La costipazione intestinale come la descrive è chiamata cieco cretoso perché nell’intestino si formano masse fecali di consistenza cretacea che tendono ad addensarsi sempre più. I responsabili di questa patologia non sono sicuramente incriminati a quanto mi risulta ma sono fortemente sospettati dei ceppi patogeni di Esclerichia Coli con particolari fattori di aderenza. L’alimento verde è per quanto ne so una garanzia contro tutti i fenomeni enterici nei conigli affrancati, a volte il fieno o il mangime secco possono invece scatenarli. Le feci molli in forma di palline che ha rinvenuto potrebbero essere semplicemente del ciecotrofo che non è stato mangiato forse a causa del fatto che già l’intestino si stava alterando o l’animale stava male. Altri fattori che possono bloccare o alterare la motilità dell’intestino sono ascrivibili a fenomeni tossici. Sicuro che le verza siano pulite da residui antiparassitari fosforganici? Comunque il consiglio è di variare la dieta se può aggiungendo erba di campo alle verza che sono ottimi alimenti e non superi il 20-30% della razione col fieno. Col tipo di allevamento a terra non dovrebbe essere un problema generalizzato a meno che la causa non sia nell’alimentazione.

  44. Mario said

    Ciao Claudio, abbiamo da poco una coppia di conigli, che alleviamo seguendo i preziosi consigli del tuo libro. Questi conigli provengono da un nostro amico, che li teneva (purtroppo) in gabbia, nutriti con orzo, erba medica, frutta e un po’ di pane secco. Sono con noi da un mese e mezzo circa in un grande recinto di 400 mq in cui abbiamo messo balle di paglia per fare le tane; brucano l’erba e diamo loro anche verdure dell’orto e un po’ di frutta. Tre giorni fa sono usciti da una tana nelle balle di paglia sette coniglietti! Sembrano sani e vispi tutti, tranne uno che è un po’ più piccolo ed ha le palpebre “saldate” da muco secco. Non sembra avere altri sintomi. Abbiamo provato a pulirlo con un dischetto di cotone imbevuto di acqua calda e camomilla, ma senza risultati. Hai consigli da darci? Potrebbe essere qualche patologia ed è quindi il caso di isolarlo dagli altri, oppure continuiamo a pulirlo lasciandolo però con i fratellini? Grazie mille in anticipo per i consigli che ci darai.

    • conigliopoli said

      Ciao, le palpebre chiuse dal muco secco sono quasi sicuramente indice di qualche patologia batterica magari instauratasi solo per il fatto che il coniglietto è il più debole. Non direi che sia il caso di isolarlo. Dovreste cercare di ammorbidire il muco con acqua salata tiepida al 5% di sale da cucina e poi tentare delicatamente di aprire gli occhi con le mani. Potreste trovare degli occhi non a posto ma non è detto. Però è anche facile che il piccolino non vada a buon fine in quanto essendo il più debole diviene un po’, già dalla gravidanza, il ricettacolo delle “disgrazie della madre” quali batteri e virus, per salvare i fratelli. Nei pluripari è abbastanza normale. Se sopravvivesse rimarrà comunuque indietro e non va destinato alla riproduzione.

      • Mario said

        Grazie mille, sempre gentilissimo.

      • Mario said

        Caro Claudio, mi sono reso conto che i coniglietti con le palpebre incollate sono due: uno non ha altri sintomi, l’altro invece ha perso il pelo intorno agli occhi. Può trattarsi di mixomatosi? A vedere le foto del manuale che hai messo nella documentazione mi sembra simile. Da ieri sto trattando gli occhi con la soluzione di acqua e sale che mi hai suggerito, ma al momento non cambia nulla. Continuerò. Speriamo bene.

      • conigliopoli said

        Non credo sia mixomatosi, almeno non nella forma classica. Se lo è i coniglietti dovrebbero morire abbastanza velocemente. Credo si tratti di congiuntivite batterica , ma potrebbe essere anche virale cioè Mixomatosi in forma oculare-respiratoria da ceppo vaccinale male riassorbito dagli animali e la mancanza di pelo intorno all’occhio è abbastanza comune. Si tratta sempre di malattie condizionate che nell’allevamento in gabbia e con antibiotici e coccidiostatici divengono una presenza quasi costante anche se talvolta non si evidenziano. In ogni caso se accadesse che lo stesso sintomo appare in altri non è per contagio tra fratelli ma perché tutti hanno già dentro il germe dalla nascita solo che salta fuori in tempi diversi. A tal fine, anche, ho elaborato il mio protocollo d’allevamento liberando i miei conigli da questi problemi.

  45. alessandro said

    Salve,
    Grazie in anticipo per la risposta che vorra’ darmi:
    Possiedo da alcuni anni un piccolo allevamento di conigli familiare nutro questi conigli con carrube, pane secco e fieno come alimentazione principale, a volte do ai conigli erba fresca, ortaggi e scarti di verdura.
    Da qualche mese le coniglie partoriscono e fanno korire i coniglietti, credo che non li allattino muoiono dopo pochi gg dal parto. Pensa che ci sia una relazione con il tipo di alimentazione?
    Grazie della risposta.

    • conigliopoli said

      Buongiorno, non è possibile fare un tentativo di diagnosi su così scarsi elementi e senza vedere gli animali. Infatti, se la femmina non allatta e non ha problemi di mastite, di solito sono i piccoli che nascono poco vitali e più freddi del normale, incapaci di attaccarsi alla mammella. Di solito questi piccoli tendono ad allontanarsi dal centro del nido e muoiono. anche se dovessero poppare, al contrario di quelli sani che invece stanno tutti insieme e ben caldi. E’ possibile che uno squilibrio nella dieta favorisca il proliferare di coliformi nell’intestino della madre che poi sono trasmessi ai piccoli causando guai come quelli che lei mi descrive. Il mio consiglio generico è di attenersi sempre di più all’alimentazione verde, arrivandoci gradualmente, riducendo a zero il pane e tutti i cerali oltre la fatto di non tenerli in gabbia ma in garenna e con possibilità di dare giornalmente il 20-30% di buon fieno che non sia ammuffito in nessun modo. Il pane potrà riprenderlo solo dopo che sia stata sanata la situazione ma solo col freddo, niente ai piccoli e in dosi assai contenute.

  46. guido66 said

    Ho acquistato il suo libro che è una perla (da leggere e rileggere) e ci tengo a farle i miei complimenti. Ma veniamo alla mia richiesta di aiuto. Garenna circa 10×10, 2 femmine e un maschio che ormai considero affrancati e per ora solo un pagliaio; li ho liberati in tempi diversi in garenna e cioè prima il maschio e dopo un po’ di giorni una femmina marrone matura ma non gravida. La seconda femmina grigia era in gabbia.
    (La parola gabbia non è molto adatta perchè in realtà non c’è neppure un cm di filo di ferro ma è interamente costruita in legno compreso il grigliato di parte del fondo)
    Con un po’ di anticipo rispetto ai giorni del presunto parto della marrone, ho messo in gabbia la femmina marrone e ho liberato la grigia. Ho scelto di fare così visto che il terreno già freddo e duro e la mancanza di tane preesistenti o di nidi artificiali non mi lasciavano pensare che la femmina riuscisse a prepararsi per tempo una tana in terra. La coniglia marrone ha quindi partorito in gabbia 4 coniglietti che a 15-18 giorni hanno cominciato a mangiare anche foraggio verde. Al che li ho liberati in garenna con la loro madre marrone e ho messo in gabbia la grigia per il suo parto. Nessun problema con il maschio. La grigia ha partorito dopo un po’ ma ahimè, mea culpa, il nido non era sufficientemente isolato e un’ondata di gran freddo ha fatto morire l’intera nidiata. Al che dopo qualche giorno l’ho liberata nuovamente in garenna
    A questo punto il misfatto; la mamma marrone si è comportata in modo immediatamente aggressivo con la coniglia grigia tanto da costringermi a isolare (la madre marrone) in gabbia con largo anticipo sul suo parto. La grigia non ha avuto nessuno problema con i conigli della sua compare (chissà magari hanno continuato a succhiare da lei, appena rimasta senza cuccioli. I tentativi successivi di liberare la coniglia marrone che peraltro nel suo periodo di soggiorno in garenna era nuovamente rimasta gravida hanno ribaltato la situazione e ho osservato la stessa agressività stavolta nella coniglia grigia che attaccava la marrone. Sono solo due femmine non compatibili come carattere? Non credo… o esiste qualche spiegazione etologica? Come fare per stabilire una tregua e siglare un accordo di pace? Anche perchè io in gabbia ci vorrei mettere al limite il maschio e non le femmine. La saluto con affetto

    • conigliopoli said

      Buongiorno, la spiegazione è semplice: anche le femmine come i maschi hanno una scala gerarchica quando sono in gruppo si afferma in genere una “capa” cui le altre sono soggette; lo stesso dicasi per gli animali, sia maschi che femmine che vengono allontanati per un certo periodo e che quindi perdono l’odore della garenna. E’ probabile che le sue femmine siano pressappoco equivalenti come dominanza fisica, ma uscendo e perdendo l’odore, al rientro vengono riconosciute come estranee e quindi oggetto di “contestazioni” che però tra femmina e femmina di solito non causano gravi conseguenze e si risolvono in genere entro qualche giorno. Anche il maschio che venga allontanato dal recinto per diversi giorni, al rientro non viene immediatamente riconosciuto ma necessita di un po’ di tempo per riaffermarsi; se poi vi fossero altri maschi già sessualmente affermati e della sua stessa forza corporea ci sarebbero lotte anche gravi o mortali.

  47. Vincenzo Baruzzi said

    Salve, ho una piccola garenna di circa 500m2, Ho iniziato il mio allevamento biologico a marzo di questo anno . Ho letto nella sua relazione che i cereali come alimento sono assolutamente da evitare. Io do come alimentazione in questo periodo, fieno a volontà, foglie di cavolo verza, fioccato di mais a volontà e un po di pane secco. Io ho sempre integrato erba fresca con fioccato e riscontro tempi di maturazione di circa 120-140 giorni. Dato abbastanza normale per animali di media taglia allevati in garenna. La mortalità a 5 mesi dalla nascita sui nati che io ho riscontrato è di circa il 25%. Valore molto vicino a quello che lei ha dichiarato avere nella sua garenna per il 2012 in una altra pagina del sito. La maggior parte dei decessi, da me riscontrati, sono stati provocati da un focolare di Pastorella fra maggio e agosto. Poi a settembre i sintomi sono sorprendentemente scomparsi senza fare nulla. Io non ho molta esperienza ma non riscontro problemi di denutrizione o mortalità per il fioccato di mais che do a loro. Le sarei grato se mi potesse dare ulteriori informazione su questo punto e spiegare meglio il perché delle sue affermazioni.
    Grazie per la sua attenzione e resto in attesa di una sua gradita risposta.

    Vincenzo

    • conigliopoli said

      Salve, ho già detto nel blog che una maggiore energia della razione aumenta il rischio di malattie anche, ed è il caso del mais, perché causa ingrassamento eccessivo del fegato; questo non toglie che se lei va bene così continui in quel modo. La mia è una posizione di sicurezza che in 12 anni mi ha garantito una buona stabilità dell’allevamento. Per i morti che ho avuto quest’anno, in gran parte sono dovuti piuttosto ad un errore mio in concomitanza con un periodo di tempo ostinatamente piovoso piuttosto che ad una malattia incontrollabile. Mi spiego: la loro madre rimase subito incinta a 3 giorni dal parto (ERRORE MIO CHE DOVEVO ALLONTANARE IL MASCHIO) e per quanto brava (allattava contemporaneamenete 2 covate nell’ultimo periodo), non ha potuto impedire lo scoppio di una coccidiosi favorita anche dal tempo piovoso per oltre 20 gg. e dalla mia garenna che è piccola (60 mq) e era già piuttosto affolata. Se non fosse rimasta incinta probabilmente avrei avuto almeno 8 morti di meno. Comunque lei può fare come meglio crede, se ha raggiunto un equilibrio stabile e soddisfacente ed i suoi animali stanno bene in quell’ambiente e con quella dieta qual miglior conferma? Una domanda: certo che si sia trattato di pasteurella e non di una forma di mixomatosi respiratoria? Lo chiedo perchè qui da me in 12 anni non ho registrato che 1-2 casi di morte per polmonite e praticamente mai casi importanti di corriza.

      • Vincenzo Baruzzi said

        La ringrazio moltissimo per la precisa e rapida risposta. Devo dire che mi ha convinto e condivido in pieno la sua analisi sull’uso dei cereali. Durante il periodo in cui è facilmente reperibile erba fresca i conigli la preferiscono e si limitano loro stessi a non mangiare cereali. In inverno rispetto al fieno secco preferiscono i cereali. Io come cibo fresco gli sto dando cavoli verza finocchi e carote da foraggi. Ho paura ad esagerate con questi prodotti perché tutti mi dicono che le foglie di cavolo fanno male. In queste condizioni ho constatato un aumento del consumo di fioccato e quindi la mia domanda in merito. Penso che per i prossimi mesi di aumentare la quantità di cavoli e fieno e ridurre in modo drastico il fioccato. Si! Sono sicuro che era pastorella, perché ho potuto constatare quasi tutte le diverse patologie che la malattia presenta. Starnuti frequenti, morti improvvise con lesioni polmonari (macchie rosse che emergono sul fondo rosa del polmone) e infine cisti sierose biancastre sotto pelle tipiche da pastorella. Poi improvvisamente verso metà settembre i sintomi sono scomparsi e attualmente nessuno dei 25 piccoli nati a fine ottobre presenta sintomi di pastorella.
        Per combattere la mixomatosi e la MEV io ho vaccinato le fattrici a luglio e a partire da novembre sto vaccinando tutti i piccoli a fine svezzamento. Mi auguro che questo sia sufficiente almeno a ridurre i decessi in caso di focolare.
        Per quanto riguarda le perdite non so se un 20-25% è tanto o è poco, personalmente ritengo che allevare biologico c’è da pagare una tassa alla natura che si esprime in tantissime forme (malattie, cucciolate deboli, alimentazione scorretta, rapaci, predatori e incidenti vari) che se allevati in gabbie il numero di inconvenienti si ridurrebbe. Infatti ridurre questa “tassa” vuol dire allevare con metodi sempre più prossimi a quelli industriali con il rischio che non si fa più allevamento biologico.

        Il solo modo per migliorare l’efficienza in un allevamento biologico, è aumentare la competenza, mediante sperimentazione e scambio di informazioni. Il suo blog pertanto mi sembra è una eccellente iniziativa. Grazie ancora

        Vincenzo

      • conigliopoli said

        Sei i suoi conigli sono veramente affrancati non tema di dare esclusivamente gli ottimi prodotti verdi che ha a disposizione; provi eventualmente aumentando le dosi un po’ alla volta fino al 100%. se otterrà conigli sani e senza problemi saranno veramente affrancati. I cavoli non fanno assolutamente male in qualsiasi dose (ad libitum) e pure bagnati o congelati dal freddo, anche se è meglio variare la loro dieta con altre erbe. Le sue sono tutte ottime per i conigli, se ne ha ci aggiunga pure radicchi o cicorie e insalata (qualsiasi scarto verde e non trattato dell’orto radici comprese va bene) e come integrazione proteica fieno di trifoglio o di medica che vanno bene anche freschi. Vedrà poi che cosa i conigli mangiano di più e cosa invece avanzano. Da ciò capirà come adeguare la varietà del cibo che consumano, dato che loro tendono naturalmente ad equilibrare al meglio la loro dieta scegliendo nei limiti del possibile quello che è il meglio. Ciò non vale però per i cereali, se i suoi si auto controllano, è la prima volta che sento una cosa del genere. Fra i cerali quelli elettivi per il coniglio sono l’orzo e l’avena, il granoturco dovrebbe essere presente solo in percentuale 10% 20%. Se trova fioccati che contengono anche piselli o fave o carrube vanno benone a patto che non abbiano dentro altro che quei semi. La sua scelta di vaccinare dovrebbe metterla al riparo da eventuali infezioni, l’unica cosa che le consiglio è di considerare bene quale stipite di vaccino per la Mixomatosi utilizzare perché alcuni sono un po’ birichini a quanto mi ricordo. Comunque senza un’analisi batteriologica fatta da persone serie ed affidabili è difficile attribuire un malanno ad un germe oppure ad un altro in quanto i sintomi della pasteurella si possono scambiare facilmente anche con altri causati da germi diversi (pseudomonas/ stafilococco ecc.), specie quando si tratti di malattie condizionate come avviene in allevamenti industriali dove germi affatto diversi possono assumere comportamenti simili costretti e selezionati dagli antibiotici utilizzati per promuovere la crescita o contrastare le malattie. Un mortalità del 25 % è da considerarsi in relazione al contesto. Non è improbabile secondo me ottenere di meglio se si hanno le condizioni adatte di alimentazione, di spazio vitale e di management degli accoppiamenti e delle gravidanze e con una buona selezione operata sui riproduttori. Non ci si arriva che dopo qualche anno e con parecchia esperienza ed attenzione. Ha ben visto che anche a me capita qualche inconveniente ogni tanto. Sono d’accordo con lei in tutto sul metodo da adottare per migliorare la tecnica di allevamento, con l’esperienza personale e lo scambio di opinioni e dati. La natura rimane comunque la sola Maestra da imitare al meglio possibile.
        un cordiale saluto e tanti auguri per l’allevamento.

  48. sabino said

    ciao complimenti per il blog. Mi ascolti io vorrei avviare un allevamento in un vigneto ovviamente agri biologica, volevo iniziare con 1 ettaro. Mi sa dire se mi rosicchieranno la vigna e se possibile quanti esemplari debba ospitare al fine che io non debba dare nessun apporto di alimentazione? l

    • conigliopoli said

      Purtroppo credo che le sue vigne possano avere qualche problema sia per scortecciamento sia per scavo da parte dei conigli specie se sono insoddisfatti di quanto cresce sul fondo. Per quanto riguarda l’erba bisogna considerare la sua qualità e quantità anche secondo le stagioni ed il carico di animali che vi risiedono. Se non è eccessivo può darsi che non pensino alle vigne ma comunque è bene che scavino in un solo luogo lontano dalle piante. Però quando dovessero moltiplicarsi bene e mancasse loro anche solo una parte del cibo attaccherebbero gli alberi non potendo fare diversamente. So che mangiano i tralci verdi di vite ma non penso che siano un alimento completo. Veda di traseminare nel prato se già non vi fossero. Medica e trifogli e sorvegli molto bene cosa combinano i conigli che a volte sono imprevedibili. Le consiglio di iniziare con una coppia o con un maschio e 3 4 femmine e stare a vedere cosa combinano, ma non si dimentichi di ispezionare perché il danno, se accade, lo fanno in breve tempo.

  49. nicola said

    buongiorno claudio le scrivo per chiederle riguardo un disturbo che interessa gli occhi dei miei conigli,
    inizialmente sono apparse piccole bollicine le avevano tutti quindi ho supposto fosse mixomatosi ma quelle bolle non sono mai cresciute e anzi sono diventate croste in un solo giorno,non grosse croste come quelle della rogna ma molto piccole e di colore arancione inoltre sono localizzate solo intorno agli occhi,niente su orecchie zampe muso o genitali.ho da poco aperto una nuova ala nel recinto dove li faccio pascolare, con erba alta e anche alcune piante con spine,percio mi chiedo:
    e’possibile si feriscano urtando spine o piante irritanti,oppure puo’ trattarsi di punture di pulci o zanzare?o c’e’anche la possiblita si tratti di infezione batterica/virale?
    chiedo a lei perchè non ho trovato in rete nessuna di sintomi simili collegati ad una malattia.le croste sono dell’ordine del millimetro di diametro sulla palpebra,non provocano occlusione e sono di colore marrone o arancione
    la ringrazio anticipatamente

    • conigliopoli said

      buongiorno, i sintomi che mi riferisce non li ho mai riscontrati, propenderei per supporre che si tratti di punture di qualche insetto piuttosto che di erbe irritanti o spinose dalle quali il coniglio sa guardarsi benissimo. Nei libri mi pare non vi sia nulla di simile. Parrebbe trattarsi di vescicole che hanno trasudato del siero o del siero e sangue, ma data la localizzazione limitata agli occhi e la rapidità con cui si sono mutate in croste sarei propenso a ritenere non grave l’accidente. Tenga bene osservati i conigli nei prossimi giorni, guardi se c’è presenza di pulci nel pelo dietro la testa anche se io non ho mai verificato questo tipo di infestazione. Anche zanzare e soprattutto pappataci potrebbero fare quel tipo di lesione nell’erba alta. Ma devono essere davvero tanti e cattivi perché di solito si accontentano di infastidire i conigli cercando di pungerli sulle orecchie che loro continuano a scrollare. Comunque senza poterle vederle ogni diagnosi è azzardata.

      • nicola said

        grazie per pronta risposta,ho una fonte d’acqua proprio vicino quindi di pappataci ce ne sono davvero tanti specialmente quest’anno che il freddo tardava ad arrivare.comunque se neanche lei ha trovato tracce sui libri mi sento abbastanza rassicurato.grazie ancora

  50. marta said

    Ciao, vorrei chiederti un consiglio, volendo costruire una rete con 2 casette dentro, per i conigli, pensavo di dividere i maschi dalle femmine. Cosi’da tenere sotto controllo le nascite; pero’ non vorrei che tenendo insieme (anche in un bel spazio )diversi maschi di diverse eta’ e idem per le femmine, questi si possanno picchiare, anche perche’ sistematicamente per tot conigli che levo per mangiarli, man mano che ne nascono di nuovi, una volta svezzati li metterei tutti insieme… che mi consigli?

    • conigliopoli said

      Le femmine possono stare insieme sempre; i maschi invece solo se sono giovani. Se in mezzo c’è il maschio da riproduzione se la può prendere occasionalmente anche con qualche maschietto di 2 kg ed il rischio è forte quanto più il dominante è vecchio e potente. Perciò sarebbe meglio tenerlo isolato o insieme alle sue femmine anche con prole ma fino allo svezzamento della stessa o poco oltre. I fratelli invece, destinati all’ingrasso possono generalmente convivere fino al tempo della macellazione, anche se non è una regola fissa e vi possono essere eccezioni.

  51. Daniel said

    Salve Claudio, mi permetta di farle i complimenti per il suo splendido blog e per la sua disponibilità. Le devo porre un paio di quesiti anche se, a dir il vero, avrei molte più domande da fare… Ho 8 ht di terreno in Romania dove vorrei creare un allevamento di conigli bio. Vorrei creare 100 garonne per ettaro su 4 ettari di terreno per un totale di 400 garonne. In ognuna istallerei un maschio con 3 femmine. Gli altri 4 ettari di terreno li utilizzerei per farvi crescere erba medica ed ortaggi per l’allevamento. Le razze a cui penso di puntare sono: l’Argentata di Champagne, il Fulvo di Borgogna, il Gigante di Fiandra e il Lepre Belga. La prima domanda che le pongo è la seguente… In Romania il clima è continentale con inverni rigidi, la temperatura può arrivare anche a meno 15! Sopravvivono i conigli a queste temperature? Dove posso comprare i conigli? Potrei incontrarla per esporle il mio progetto? Ringraziandola per i consigli, colgo l’occasione per porgerle i miei più sinceri saluti. Daniel

    • conigliopoli said

      Buongiorno La ringrazio per l’apprezzamento. Tengo a precisare subito che purtroppo la mia esperienza sul coniglio biologico è quella di un allevamento amatoriale di dimensione famigliare. Tale allevamento infatti può presentare diverse vulnerabilità e/o criticità anche imprevedibili in seguito a fattori locali, ambientali ed umani ed impegnarsi su grossi numeri come lei conta di fare è sicuramente un grandissimo impegno per la profusione di mezzi che può richiedere e poi per il rischio che una epidemia come la mixomatosi possa fare strage o creare gravi problemi di produttività. Inoltre è da valutare bene la redditività che non è nemmeno lontanamente comparabile con quella dell’allevamento industriale, tanto è vero che molti cosiddetti produttori di coniglio biologico non praticano tutto il ciclo in libertà ma si servono per le fasi più delicate di gabbie e forse anche di mangimi. Il mio consiglio è sempre quello di iniziare gradualmente ed ampliare successivamente a ragion veduta per affinare la propria conoscenza dell’animale in relazione al tipo di allevamento praticato. Non pensi inoltre che basti mettere li i conigli e lasciarli a loro stessi; l’allevamento va innanzitutto sorvegliato assiduamente specie all’inizio e di conseguenza governato attentamente almeno fin quando non si abbia raggiunta una sufficiente esperienza e lungimiranza per cui occorrono di solito alcuni anni di pratica. Per acquistare i conigli delle razze che mi ha citato non posso esserle utile in quanto non pratico i mercati da molti anni.
      Per parlare con me le invio il mio e-mail con il contatto skype.

  52. desiree said

    buon giorno vorrei sapere perchè la mia coniglia o i occhi gonfi e chiusi che devo fare? si contagia questa malattia ?perchè ne o altri 4

    • conigliopoli said

      Credo lei voglia intendere che ha le palpebre gonfie fino al punto di chiudere gli occhi.
      Se non è una infezione batterica cosa meno probabile è facile si tratti di mixomatosi una malattia virale contro la quale non c’è molto da fare. Dovrebbe guardare nella pagina documentazione o sulle fotografie del blog e vedere se i sintomi sono quelli riferibili a mixomatosi. Se non ha vaccinato gli animali è probabile che anche gli altri siano già contagiati. L’esito della malattia è non sempre mortale, specie se si tratta di animali oltre i 3 mesi di età, ma dipende anche dal loro stato fisico e dalla virulenza del ceppo virale. Se guariscono rimangono poi immuni per tutta la vita. Nel blog troverà tutto quanto concerne tale malattia. Se fosse batterica allora il gonfiore dovrebbe essere causato da ascessi quasi sempre accompagnati da pus bianco. In tal caso il veterinario potrà forse decidere di applicare un antibiotico per pomata o per iniezione; dipende dallo stato generale dell’animale. A volte coesistono le due infezioni virale e batterica e in genere l’esito e mortale. L’unica arma che abbiamo contro la mixomatosi è la prevenzione mediante la vaccinazione e la lotta agli insetti ematofagi zanzare in testa che sono i suoi propagatori.

      • desiree said

        MI ANNO DATO UN COLLIRIO CHE SI CHIAMA TROBRADEX SI E LA MIXOMATOSI

      • conigliopoli said

        Il collirio può solo lenire le complicanze batteriche e l’infiammazione, nulla può contro il virus che è diffuso non solo sugli occhi ma interesserà probabilmente anche le orecchie e i genitali. Occorre aspettare che l’animale superi la malattia magari aiutandolo nella grande prostrazione che essa provoca. Vedrai che se sopravvive i gonfiori si ridurranno progressivamente sino a diventare delle crosticine e sparire del tutto. Qualcuno ha provato anche a curare la Mixomatosi somministrando nell’acqua di bevanda data con una siringa 2-3 volte al giorno un rimedio omeopatico: GRAPHITES 5ch.
        Pare ci sia qualche risultato. Se l’animale ha più di 3 mesi potrebbe facilmente sopravvivere e rimanere in tal caso immune, quasi certamente, per tutta la vita.

      • desiree said

        si i mie conigli anno 1 anno e mezzo ma le orecchie ce l anno buone e nn anno crosticine anno solo la testa un po gonfia e le palpebre gonfie io avevo 5 conigli le femmine mi sono morte mi sono rimasti solo i maschi fo rse perchè sono piu forti delle femmine nn lo so comuque grz per le informazioni

  53. ho una coniglia che per 6 volte ha partorito tra i 5 e i 9 coniglietti e tutte le volte sono morti.come posso fare per risolvere questo problema?

    • conigliopoli said

      Non ho dati sufficienti per poterle dare una risposta almeno approssimativa.Le cause possono essere molte e non tutte facilmente individuabili nemmeno vedendo l’animale di persona.

  54. Nicola said

    salve le avevo scritto circa due mesi e mezzo fa per chiederle informazioni sulla costruzione del recinto e ora le comunico con gioia che ad ora i miei tre conigli 2 fattrici e un maschio si sono perfettamente ambientati,vivono di sola erba in modo autosufficiente se ne stanno rilassati e oggi ho trovato i primi cuccioli scorazzare liberamente,sono almeno 8 dalla prima fattrice e almeno 4 dalla seconda(questi se ne stanno ancora sull’imbocco della tana quindi non riesco a contarli con precisione).forse il mio commento non avra’ molta rilevanza ,ma ero euforico e sentivo il bisogno di dirlo a piu’persone possible.
    ho infine 2 domande:
    1)ho inserito un maschio giovane pensando che il vecchio fosse ormai sterile e non hanno problemi tra loro,viene invece continuamente inseguito e attaccato dalle femmine,dipende dal fatto che hanno cuccioli e passera’ o devo preoccuparmi?
    2)una delle mie femmine starnutisce,l’ha sempre fatto da almeno 6 mesi quando piu’ quando meno da che puo’dipendere?

    • conigliopoli said

      Buongiorno, sono contento per lei.Circa le domande che pone: il fatto che le femmine rincorrano il maschio significa semplicemente che non ha ancora una autorità sufficiente. Non è mai bene tenere due maschi fertili nello stesso recinto comunque perchè prima o poi andranno a litigare anche mortalmente per ora il giovane è sottomesso ed anche le femmine non lo sottomettono; se fosse solo entro breve prenderà il controllo dell’harem.
      Per quanto riguarda il raffreddore è una forma di coriza probabilmente e non passa di solito che coi ricambi generazionali sempre mantenendo le impostazioni di allevamento bio. Io per non vederla più ci ho messo qualche anno sostituendo i riproduttori coi figli migliori. Ora a a parte qualche starnuto occasionale e sporadico dovuto ad inalazione di polvere o moscerini non so più che cosa sia mentre in allevamento industriale era all’ordine del giorno in moltissimi animali. E’ sperabile che rimanga stazionaria senza peggiorare ed evolvere in polmonite. Ciò è raro ma possibile. E’ una delle schiavitù da cui bisogna affrancare i conigli. Vedrà che i piccoli sarà più difficile che la contraggano e se ci fosse sarà comunque più lieve. Faccia in modo da non riaccoppiare le femmine prima di 17-20 giorni dal parto se mantengono la covata per dare loro il tempo di allattare 45 gg almeno. E’ importante per fortificare i piccoli.
      tanti auguri

      • Nicola said

        mi scuso se le sto dando fastidio,ma il suo blog mi ha aperto un mondo e deve prendersene le responsabilità 😉
        le scrivo ancora perchè inevitabilmente sono arrivate le prime perdite e spero lei possa darmi delucidazioni:
        1)un cucciolo di un mese e mezzo trovato morto praticamente senza testa solo orecchie e resto del corpo intatto,io sono orientato a pensare che sia morto da solo e che qualche topo ne abbia mangiato la testa perche’so che lo fanno e credo che altri predatori lo avrebbero divorato tutto sbaglio?
        2)un piccolo partorito nel recinto,apparentemente la femmina ne aveva altri in grembo ma se ne rimaneva a mangiare erba invece che rintanarsi a finire il lavoro,non capisco proprio,la femmina e’al terzo parto e il piccolo era pulito dalla placenta e vitale e poi comunque se anche fosse uscito per sbaglio perche’non concludere il parto nella tana?temo di trovare un cimitero domani ma piu’di tutto vorrei capirne il motivo,grazie anticipate,cordiali saluti

      • conigliopoli said

        Buongiorno, nessun fastidio risponderle, piuttosto il fatto di non poter vedere di persona i fatti e i misfatti mi costringe solo a formulare un’ipotesi; di più non posso fare.
        Già il fatto che possano esserci topi nei dintorni non è una cosa positiva e dovrebbe provvedere ad una derattizzazione programmata e sistematica perché per poco che facciano i topi fanno sempre danni. La mia ipotesi è che comunque la femmina abbia agito per il parto così perché disturbata da qualche animale che entra nottetempo nel recinto. Sarei propenso a dire che non sono i topi a mangiare la testa del coniglietto ma piuttosto qualche carnivoro, gatti, faine, cani, non saprei.
        Mi dispiace ma non posso dirle altro in base ai dati che mi ha indicato. Tutto il quadro denota che c’è agitazione nella sua garenna.
        Circa la responsabilità poi mi pare chiaro che ognuno resta responsabile dei propri atti e non di quelli altrui. Io rispondo solo della veridicità di quanto contenuto nel blog, testimoniato concretamente dalle mie sperimentazioni ultra decennali, non rispondo (e come potrei?) di quello che altri fanno o non fanno, ottengono o non ottengono utilizzando le indicazioni in esso contenute.

  55. Piero de Cindio said

    Salve, ho questo problema la mia coniglietta ieri verso mezzogiorno ha iniziato comportamenti che presagivano un imminente parto.
    Il maschio (vivono assieme), aveva iniziato pesantamente ad importunarla, entrando anche nella tana che si era fatta nei giorni scorsi. Cosi tra una corsa e un altra ha avuto una perdita di sangue e successivamente ha partorito un cucciolo morto. Ho provveduto a dividerli. Mi chiedo, a distanza ormai di 24ore, se la coniglietta farà ancora altri cuccioli, se devo prendere iniziative veterinarie. Attendo…grazie

    • conigliopoli said

      Buongiorno, il maschio troppo irruente può dare talvolta fastidio alla femmina cercando di coprirla prima e nei giorni successivi al parto. Per il piccolo nato morto e le aspettative di ulteriori espulsioni si danno diverse possibilità. Sarebbe indispensabile innanzitutto palpare l’addome della fattrice per vedere se vi sono ancora corpi in utero e questo potrebbe dirci anche molto sullo stato in cui si trova l’organo. Potremmo sapere se ad esempio se l’utero è a posto o se ancora ci sono feti da espellere e soprattutto se questi feti sono semplicemente morti, ritardatari (evento raro in stato di sanità) oppure sede di probabile infezione, se c’è in atto qualche forma di metrite ecc. In base a questo poi si può decidere cosa fare quanto al veterinario. Io comunque consiglio sempre di lasciar fare alla natura. Se la fattrice non va bene dopo il terzo tentativo di fecondazione e non partorisce nulla di buono che si possa impiegare per rimpiazzarla nella riproduzione è consigliabile cambiarla. Se ad esempio avesse una qualche forma di metrite infettiva sarebbe opportuno eliminarla subito perché le cure antibiotiche lasciano il tempo che trovano e da sola non guarisce. In ogni modo se il maschio dà fastidio è sempre consigliabile allontanarlo nei momenti critici. Di solito il fatto che vada nella tana non ha un gran significato. Guardi: se non espelle altri feti nel giro di un giorno o 2 probabilmente non ha nulla. Potrebbe facilmente essere solo un problema da inesperienza…. da primo parto. Le auguro di avere miglior sorte con i prossimi tentativi.

  56. aurelio bernaschina said

    salve, ho un piccolo allevamento con conigli femmina di razza california con il maschio nuova zelnda
    questa notte una coniglia primipara ha partorito 11 piccoli (di cui due morti), ma non si e’ strappata il pelo
    Cosa posso fare per salvare i cuccioli?
    grazie

    Aurelio

    • conigliopoli said

      Buongiorno, la fattrice si leva il pelo sotto la spinta di un ormone (ossitocina) da lei prodotto, ormone che è anche responsabile della produzione di latte successiva. Può accadere che una primipara pure perfettamente sana non si strappi il pelo e magari abbia poco latte quindi svezzi nessuno o poichi piccoli. In genere al secondo parto le cose poi migliorano spesso in modo diametralmente opposto. Se i coniglietti sono sani e vitali e vengono sufficientemente allattati per quantità e qualità, il pelo non è indispensabile al fatto che sopravvivano. A patto che il nido sia ben formato con materiali fini e morbidi si manterranno uniti e caldi anche perché in questa stagione le temperature esterne sono più che accettabili. Se invece vede che i piccoli tendono a separarsi dal centro del nido e ad allontanarsi, sono poco caldi oppure hanno un aspetto umido e bagnaticcio con le pliche della pelle più scure, allora non credo possa fare molto per salvarli perché hanno in atto qualche forma infettiva direttamente dalla madre che avrà magari poco latte o di qualità scadente a causa degli stessi problemi che ha trasmesso ai piccoli. Queste malattie complesse si curano, secondo la mia opinione solo cambiando modo di allevare ed affrancando i conigli come spiego nel mio blog che le consiglio di leggere attentamente in quanto si tratta di problematiche complesse e dure da eradicare oppure si faccia consigliare da un veterinario per quanto riguarda prodotti e farmaci da usare. Deve vedere lei a quale modo di allevare vuole indirizzarsi.

  57. rogerin&bugs said

    buongiorno ho due conigli,un maschi ed una femmina.sono conigli da carne e si sono riprodotti già 2 volte!! volevo sapere se è a conoscenza di qualcuno che desidera dei coniglietti ovviamente regalati…nonostante li adoriamo purtroppo non abbiamo spazio per tenerli…grazie buona giornata

    • conigliopoli said

      Salve, purtroppo non conosco nessuno, ma se lo desidera posso pubblicare una sua mail o contatto sul blog che viene letto da molte persone interessate. Mi faccia sapere.

      • rogerin&bugs said

        mi farebbe un grande favore!la mail è iaia86fra@hotmail.it la ringrazio.

  58. Andrea Senise(PZ) said

    ciao a tutti a fine febbraio cercavo aiuto x della pipi rossastra del mio coniglio che mi preoccupava, tutto risolto era tutta colpa delle carote che davo a volontà. Ora ho un’altro problema ho acquistato una coniglia femmina da un pastore che li alleva veramente a sola erba, e di razza nuova zelanda bianca, (bellissimo animale)però ho notato che tra il mento e il petto ha come una piega del manto, come una borsa, ma non credo che sia un ascesso non è per niente teso, questo gia da quanto mi è stata data, sono passati 10 giorno e comunque il coniglio sembra stare benissimo.(Essendo ignoranta in materia non è che è una caratteristica della razza?) grazie .

    • conigliopoli said

      Nulla di cui preoccuparti, verosimilmente si tratta di semplice pappagorgia, una riserva di grasso che le fattrici ben nutrite hanno spesso e serve loro per accumulare energie per l’allattamento.

  59. Nicola said

    caro claudio ti scrivo per un dubbio,
    ho appena completato il recinto e inserito un maschio e una femmina,la femmina è un incrocio locale e per quanto domestica era all’aperto praticamente da sempre quindi no problem il maschio è di razza ariete ed è vissuto 2 anni in gabbia,ora nessun problema per il pelo perche’ le gabbie erano all’esterno,nessun problema con l’alimentazione,mangiava verde anche prima ma mi sembra abbastanza fuori forma e ho la sensazione che non riesca ad accoppiarsi in ambiente esterno perchè la femmina non si concede spontaneamente e lui e’troppo lento per sottometterla.
    devo aspettare che sia la femmina a concedersi?o che lui riprenda un po’la muscolatura?chiedo perche’ho sentito dire che sono conigli molto pigri perciò ho il dubbio che la situazione resti immutata…

    • conigliopoli said

      Ciao, in effetti la razza Ariete è piuttosto lenta ed abbastanza ipotiroidea . Tutti i maschi hanno sicuramente bisogno di qualche giorno di acclimatamento passando ad un nuovo recinto, ancor più da una gabbia. Se maschio e femmina sono in buona salute non dovrebbero esserci problemi all’accoppiamento, viceversa, se proprio non ce la fa in 15 giorni, nessuno ti impedisce di rimetterlo in gabbia per d 3 giorni e poi portargli la femmina per 1 ora al giorno per vedere se combinano qualcosa. Poi li rimetterai nel recinto.

      • Nicola said

        grazie per la pronta risposta,il fatto e’che lui cerca di accoppiarsi ma le femmine(oggi ne ho aggiunta una) fuggono e lui rimane fermo come se ci rimanesse male,fa quasi tenerezza…

  60. -FEDE- said

    Buongiorno…ho avviato il mio allevamento naturale, ma ho bisogno di un suo consiglio vista la sua esperienza. Alla prima figliata di una coniglia ne sono morti 4 su 6. Purtroppo mi sono accorta tardi che aveva partorito dopo pochi giorni che i piccoli iniziavano ad uscire dal nido…quindi le morti presumo siano state per svezzamento precoce..lei che ne pensa? I 2 si sono salvati dopo che li ho messi nel gabbione con del cunilat come cibo. Lo so che è un pò contro natura, ma non ce la facevo più a vederli soffrire in quel modo prima di morire…è stato davvero straziante! Dopo questo problema ho separato il maschio e sono usciti i nuovi piccolini da poco…purtroppo ho notato, dopo circa una settimana che sono usciti dal nido, che già uno non è vivace come gli altri, e quando li pulisco a volte trovo per terra delle macchioline liquide come fosse diarrea…la coniglia ho verificato che non è…quindi presumo sia uno dei piccoli…ma che devo fare? Li alimento solo a fieno ed erba..in questi giorni è piovuto e l’erba era bagnata quando gliel’ho data…non credo al fatto che gli faccia male, ma non so più cosa pensare….pensa che potrebbero aver preso qualche malattia, tipo la coccidiosi, dai loro fratelli morti? C’è qualche erba che non dovrei dare ai piccoli? Può darmi qualche consiglio, perchè sono davvero demoralizzata!nn ce la faccio a vederli morire così poverini… grazie mille!

    • conigliopoli said

      Buongiono, lei mi dice di avere iniziato l’allevamento naturale ma poi mi dice di avere dato il cunilat che mi risulta essere un mangime. Il problema che lei riscontra può essere dovuto al poco latte della fattrice e/o al fatto che i suoi conigli non sono affrancati quindi patiscono perchè non sono adattati a mangiare solo erba. Il problema è piuttosto complesso e non si risolve in qualche giorno nè con farmaci, ma dipende anche dalla storia e dallo stato dei suoi conigli che non mi è noto. I casi sono due: o lei continua ad allevare a mangime come credo i suoi conigli abbiano mangiato fino ad ora o si impegna a sopportare le morti persistendo con l’erba e selezionando per la riproduzione i figli che sopravvivono a questo trattamento, ma le consiglio di leggere prima attentamente tutto il blog, in particolare la scheda AFFRANCAMENTO. Non vi sono erbe particolari che i piccoli non possono mangiare salvo quelle velenose come l’oleandro di cui anche i fiori sono tossici; altre erbe non sono appetite dai conigli ma semplicemente non le mangiano. La dieta mista cioè tra mangime e erba o fieno può risultare controproducente.

      • -FEDE- said

        Purtroppo il cunilat l’ho dato un pò nella disperazione ai due sopravvissuti, ma alla coniglia e ai piccoletti nuovi ho continuato a dare solo erba e fieno…la coniglia è da gennaio che è all’aperto…prima mangiava fioccati e fieno…ora mi sembra si sia abituata bene a mangiare solo erba e fieno…non ha avuto problemi.. però pensavo che i coniglietti piccoli, essendo nati e cresciuti all’aperto si abituassero all’erba facilmente, visto che era il primo alimento mangiato e che la madre aveva mangiato l’erba anche prima della loro nascita…io voglio fermamente realizzare un allevamento naturale, ma vorrei cercare di limitare le perdite…sapevo che magari qualche perdita ci sarebbe stata, ma non pensavo in modo così massiccio…temevo che mi fosse sfuggito qualcosa a me…allora lei dice che è abbastanza normale che succeda questo?

      • conigliopoli said

        Il mangime contiene necessariamente qualche antibiotico o presidio e quindi va ad interferire con l’ambiente microbico vitale dei conigli anche tramite le feci non solo per ingestione. Inoltre non basta che l’animale adulto riesca a mangiare erba e vivere perché l’impostazione del suo metabolismo e quindi l’efficienza dello stesso rimangono spesso inferiori al necessario come avviene invece in un animale affrancato perfettamente. La cosa si rivela di solito con il parto per cui nascono coniglietti deboli oppure che non riescono ad essere efficacemente allattati per il periodo necessario che deve essere di almeno 45 giorni per avere una ragionevole certezza di sopravvivenza. La conseguenza è che muoiono di malattie opportuniste come la coccidiosi intestinale o la colibacillosi. Quindi, niente mangime, nemmeno occasionalmente, MAI. Cerchi di diradare i tempi del parto accoppiando la fattrice almeno dopo i 30 giorni dal parto per avere magari anche un solo parto all’anno ma di cui sopravvivano naturalmente alcuni esemplari. Di questi i migliori li tenga per rimpiazzare appena possibile i genitori nela riproduzione e così avanti fino a quando scoprirà di avere in mano dei conigli assai differenti da quelli di partenza. Questo vale naturalmente se i suoi conigli sono privi di patologie manifeste e parassitosi oltre che se sono adeguatamente nutriti con erba, fieno, frutta rametti verdi ad anche foglie secche. Io dopo oltre 11 anni continuo a vedere miglioramenti e quest’anno, sarà forse il primo dove terrò gli stessi riproduttori perchè stanno andando benone e credo abbiano raggiunto il pieno affrancamento, cosa che si vede dal numero alto dei piccoli partoriti, dalla loro uniformità e dalla loro percentuale alta di sopravvivenza allo svezzamento. 2% di aceto nell’acqua di bevanda frequentemente, niente cereali di ogni genere, erba di prato stabile polifita. Se ne avrà dia ai conigli i fichi maturi e caduti a terra in quantità quando è la stagione. Sono un eccellente toccasana per il loro intestino. Non si preoccupi inizialmente delle perdite, basta che ne sopravviva bene e spontaneamente qualcuno. Le deve fare in modo che la natura selezioni naturalmente i migliori e curandoli si contrasta questo processo che è alla base dell’affrancamento. Naturalmente il risultato non è mai garantito, ma sono in parecchi oggi che stanno riuscendoci anche con il mio aiuto. Pensi che oggi ho qui una fattrice che da fine dicembre ne ha partoriti 8 primo parto di cui 6 sopravvissuti poi ne ha partoriti 10 di cui 9 sopravvissuti allo svezzamento (poi è difficile che ne muoiano) infine, essendo rimasta incinta a 3 giorni dal parto me ne ha fatti 10 che sono usciti dal nido e sono ancora in allattamento. Ho visto la fattrice allattare quelli più piccoli e dare ancora un goccio di latte alla covata precedente. Sono sinceramente esterrefatto di un tal comportamento ed ora ho tolto il maschi per lasciarla riposare visto che è anche smagrita un po’, ma a ragione.

  61. Ciao Claudio, in attesa di ricevere il tuo libro che ho ordinato vorrei chiederti un’indicazione sulla recizione, che vorrei iniziare a costruire. Pensavo di fare un cordolo di cemento interrato per 30 cm che inglobi la rete (alta 2 metri + 50 cm piegati verso l’esterno come barriera antipredatore). Ritieni che i 30 cm di cemento interrato siano sufficienti?
    Grazie in anticipo
    Mario

    • Ciao, direi che 30 cm sono più che sufficienti anche se i conigli possono scava oltre il mezzo metro di profondità. L’importante è che il perimetro del recinto sia tutto in vista così che se vedi un assaggio di scavo di profondità preoccupante lo chiudi con una pietra o un ceppo di legno. Vedrai che desisteranno. Scavi del genere, cioè tali da produrre un evasione in un recinto cosiffatto non si fanno in un giorno solo.

      • Grazie Claudio. Ho acquistato il tuo libro che è estremamente chiaro e utilissimo: complimenti! Leggendolo mi è però sorto un dubbio: pensavo, seguendo anche le indicazioni di Maurizio Arduin su “Vita in campagna”, di allevare i conigli insieme ai polli in un recinto di 1600 mq diviso in 4 settori, di cui uno sempre libero per fare il vuoto sanitario con rotazione di circa 40 giorni. Però in questo modo il mangime dei polli sarebbe anche a disposizione dei conigli e tu scrivi invece che le granaglie sono controindicate. Cosa mi consigli? Grazie ancora per le tue preziose indicazioni.

      • conigliopoli said

        Salve, i polli possono trarre un beneficio dall’allevamento insieme ai conigli in quanto potrebbero utilmente cibarsi dei lombrichi che abbondano laddove la lettiera dei conigli si accumula in strati considerevoli; però il problema è che i polli se alimentati anche in modo naturale hanno necessità di semi, di crusche, ed eventualmente di apporti proteici aggiuntivi. Tutto questo ha un effetto negativo su un coniglio che si vuole allevare ad erba e fieno poichè alla lunga può causare malattie sia per l’energia troppo elevata dei mangimi concentrati sia perché anche le deiezioni dei polli allevati a mangime possono contenere elementi con energia residua più alta e innescare, se presenti in gran numero, microbismi ambientali diversi da quello che il coniglio alimentato in modo naturale produrrebbe. Se poi nel mangime ci sono antibiotici o altre porcherie questo finisce inevitabilmente per condizionare in maniera imprevedibile anche i conigli.
        Per quanto riguarda il vuoto sanitario è un concetto che appartiene all’allevamento industriale e parte da presupposti che nell’allevamento biologico del coniglio, così come io l’ho realizzato non hanno motivo di esistere. Io allevo da oltre 11 anni nel medesimo recinto di 60 mq. con l’asportazione annuale delle deiezioni e non ho mai ravvisato la necessità di fare li vuoto sanitario. MA se avessi anche animali che mangiano mangime allora nulla sarebbe più garantito. Ho provato un anno a tenere 2 galline ovaiole insieme ai conigli e non ci sono stati problemi però facevo in modo che i conigli non potessero raggiungere le granaglie (granoturco e fioccati) con cui integravo la dieta di erba e lombrichi polli.

  62. Andrea Senise(PZ) said

    Salve a tutti è a poco che vi ho scoperto, potete aiutarmi?
    Ho un coniglio maschio in prossimità di maturità sessuale allevato sempre con fieno di erba medica e ortaggi vari oltre un po di favino schiaciato e tante carote fresche, da qualche giorno ho notato che nalla pipì ci sono tracce di sangue, mi devo preoccupare? grazie

    • conigliopoli said

      Sicuro che si tratti di sangue?. A volte le urine di coniglio appaiono di colore arancione intenso, specie con certa alimentazione. L’unico caso di ematuria visibile ad occhio nudo che ricordo è stato in un allevamento industriale dove somministrarono un antibiotico che sfasciò i reni alle coniglie.
      Se si tratta di un problema urologico cioè danni renali, calcoli, oppure – ma non mi è mai capitato di neoplasie – oppure. più probabile, una infezione cattiva dell’apparato urinario, c’è poco da fare se non somministrare quegli stessi antibiotici che magari l’hanno fatta insediare in precedenza. MA il risultato terapeutico a lunga scadenza in caso di queste infezioni non è affatto scontato. Di più non posso dirti su quello che mi hai detto. O lasci che le cose vadano da sole o lo porti dal veterinario per gli accertamenti.

  63. Nicola said

    innanzitutto complimenti per il blog,le scrivo perchè ho recentemente ereditato 3 conigli ma non vorrei continuare l’allevamento in gabbia,avendo quindi a disposizione un terreno vorrei tentare questa strada ma sono davvero un principiante perciò ho molte domanda e le sarei molto grato se potesse aiutarmi a riguardo tenendo presente che non voglio allevare per vendere o produrre molti capi ma più per hobby :
    1)dal punto di vista del cibo:avendo 2 femmine ed un maschio un recinto di circa 200 mq è autosufficiente o necessita comunque di cibo aggiuntivo?quanto dovrebbe essere grande per renderli autosufficienti?e se tenessi una sola femmina?
    2)una rete metallica a maglia esagonale da 50mm puo’essere adeguata come recinzione o e’troppo larga?se è troppo larga posso risolvere accostandone per i 50 cm piu bassi una a maglia fine ma in plastica?
    3)in termini di altezza 150 cm+ 30cm in obliquo possono bastare?
    4)la rete da stendere a terra lungo la recinzione deve essere anch’essa metallica?e se si di che dimensione deve esserne la maglia?
    5)se i conigli scavano tane sotterranee c’e’comunque il rischio che vengano popolate da topi o il rischio topi c’e’solo in caso di pagliaio e in presenza di mangimi?

    tenga presente che nel mio terreno apparentemente non ci sono molti predatori perché ci sono molti conigli nani ormai selvatici e non sembrano diminuire,ma magari conigli dentro un recinto sono più a rischio…non so mi dica lei.
    la ringrazio anticipatamente
    distinti saluti
    nicola

    • conigliopoli said

      Salve. Tutti i dati che cerca li troverà leggendo più attentamente il blog ed anche il mio manuale. per quanto riguarda la superficie per l’autosufficienza alimentare si da come medio il dato di 27 mq/capo adulto presente in garenna, ma ovviamente ciò dipende anche dalla stagione e dalla produttività del terreno oltre che da come è gestito. Per i topi, non abitano i cunicoli dei conigli, ma se sono quelli grossi, è meglio derattizzare periodicamente. La rete da stendere a terra per impedire lo scavo da parte dei cani ad es.può avere anche maglie piuttosto larghe direi fino a 10 cm e deve essere in metallo. Per i predatori: mai dire mai fino a quando non ha provato.

      • Nicola said

        ok grazie ma dimmi solo una cosa del recinto che non ho trovato scritta da nessuna parte, metallo maglia fine nella parte bassa lo capisco ma oltre il metro non andrebbe bene anche maglia larga o plastica?

      • conigliopoli said

        Sì, oltre il metro puoi utilizzare anche sola rete a maglia più larga. La plastica, dipende se non ci sono cani o volpi che potrebbero romperla facilmente coi denti. Per il recinto perimetrale non mi pare una buona soluzione comunque puoi provare come credi.

      • Nicola said

        ok grazie faccio qualche tentativo poi se va bene le faccio sapere 😉

  64. Buongiorno Claudio, complimenti per il tuo utile blog. Vorremmo iniziare un allevamento di conigli in garenna e non sappiamo quali conigli acquistare per iniziare. Ci potresti dare qualche indicazione? Noi siamo un’azienda agricola in conversione biologica (siamo a Poggio Mirteto, in provincia di Rieti) e quindi dovremmo rivolgerci a venditori certificati bio. Ne conosci qualcuno?
    Acquisteremo anche il tuo manuale: è possibile prenderlo direttamente da te oppure è necessario farlo attraverso il sito lulu.com?
    Grazie mille in anticipo per le tue risposte.
    Mario e Beatrice

    • Io sono nel nord Italia e sono fuori dal mercato e dall’ambiente degli allevatori. Più vicino a voi (Abruzzo) ho un’amica che alleva dei conigli presi da me ed anche altri mi pare, ma non credo sia certificata. Se ha qualche riproduttore posso provare a mettervi in contatto Per il libro devi rivolgerti a LULU. Fammi sapere
      ciao

      • Grazie Claudio, ordiniamo il libro e aspettiamo tue notizie sll’ amica abruzzese. Intanto ho da predisporre la recinzione.
        a presto

  65. manu said

    vorrei sapere l’incrocio migliore per resistenza alle malattie e produzione di carne, ho appena cominciato allevare conigli per adesso tengo un maschio di california e 2 femmina di nuova zelanda grazie ciao

    • conigliopoli said

      Le razze che lei ha a disposizione forniscono solitamente un buon incrocio. Lei deve vedere quali razze hanno buona prolificità (california ad es.) e incrociarle con quelle che hanno buona conformazione ( nuova zelanda ad es); ma sopra tutto che comanda è lo stato di salute dell’animale e l’ambiente e l’alimentazione che ha a disposizione. comunque più l’animale è conformato da carne, meno è conformato per la prolificità e l’allattamento. LE razze che lei ha solitamente formano un buon compromesso con le esigenze da lei manifestate; per altri dati veda qui: http://www.agraria.org/conigli.htm

      • manu said

        grazie per la risposta,proprio questa mattina sono nati 8 coniglietti 5 pero’ sono morti puo’ essere stato il freddo erano scoperti e non nella paglia uso come nido una cassetta di legno coperta,posso coprire subito lafemmina o aspetto che passano i 45 giorni per lo svezzamento dei piccoli

      • conigliopoli said

        In genere è meglio accoppiare tra 17 e 21 giorni dal parto

  66. salvatore said

    salve sig claudio da un po di giorni ho liberato 4 conigli nel piccolo recinto che mi sono costruito , e vanno bene mi sembra che decisamente vivono molto meglio , ora ho un problema volevo mettere un coniglio di pari grandezza(4mesi circa) ma di altra fattrice e purtroppo non viene accettato: litigano e penso che si potrebbero uccidere .
    Poi volevo chiedere se poteva creare una pagina dove tutti potessero testimoniare anche con delle foto delle erbe che sono gradite ai conigli una sorta di scambio di esperienze di allevamento bio , io ad esempio ho appreso da una persona anziana che i conigli mangiano anche le foglie delle canne quelle che crescono nelle zone molto umide che tante volte traviamo come tettoie nelle zone di mare
    tanti saluti salvatore

    • conigliopoli said

      Salve, mi scuso per il ritardo nella risposta ma sono stato assente per 10 gg. Le liti mortali avvengono solitamente tra maschi puberi e a maggior ragione se un maschio maturo sessualmente o prossimo alla maturità sessuale viene introdotto in un recinto dOve già un altro maschio si è ambientato ed ha consolidato il ruolo di maschio dominante. In tutti questi casi bisogna separarli pena gravi conseguenze anche mortal. Altre liti possono poi avvenire, sempre per questioni di dominanza, fra femmine dello stesso gruppo, fra vecchie e giovani, fra femmine residenti e soggetti M/F nuovi e giovani appena introdotti. Salvo che nel primo caso, quello di liti fra maschi, tutti gli altri litigi si risolvono in breve tempo senza gravi conseguenze che non vanno al di là di qualche innocente morsicone presto guaribile. Se così non fosse ed i litigi perdurano più di 2-3 giorni, aggravandosi per asprezza e frequenza BISOGNA INDUBBIAMENTE SEPARARE I LITIGANTI. Osservare il loro comportamenti ci dà indicazione esatta di quale sia il tenore della contesa. Per quanto riguarda le erbe gradite ai conigli, non posso concedere l’accesso alle pagine per la modifica a terzi. Che i conigli possano mangiare le foglie delle canne palustri, non mi meraviglia dato che si tratta comunque di una graminacea. Non ho ritenuto di andare oltre un piccolo elenco di erbe, dato che praticamente quasi tutte sono commestibili da parte del coniglio e nel dubbio non resta che provare evitando naturalmente quelle dichiaratamente velenose. Io per esempio ho dato ancora in pasto ai conigli le infiorescenze in boccio delle palme e le apprezzano discretamente.

  67. salvatore said

    salve e da circa un anno che seguo questo blog devo dire che mi e stato molto utile ,io i conigli fino ad ora li ho tenuti in gabbia ma al più presto costruisco una garenna ;do molta erba che faccio giornalmente scarti di verdure e purtroppo anche del pellet con avena .
    Volevo sapere posso interrompere drasticamente con il pellet e i piccoli quando iniziano lo svezzamenti possono mangiare le stesse cose dei grandi? e infine possiedo due cani vaccinati sverminati che sono la garanzia che nessun predatore possa entrare nel recinto cosa devo evitare riguardo i cani? grazie buon anno nuovo

    • conigliopoli said

      Salve, i piccoli allevati in garenna nati da conigli che già sono affrancati devono mangiare erba, foglie secche rametti, frutta ecc fin dalla fuoriuscita dal nido. Non dovrebbero mangiare cereali. E’ possibile che la sospensione del pellet provochi comunque dei problemi. Consiglierei di farla nel giro di 30 giorni dandola a giorni alterni ed aumentando ogni settimana di 1 giorno il periodo di non somministrazione del pellet e riducendone al contempo la dose in maniera graduale. Per i cani, se non mangiano frattaglie fresche di animali potenziali portatori di tenia quali ad esempio il maiale e sono sverminati bene, non c’è alcun problema di trasmissione. Ricambio gli auguri a lei ed ai suoi conigli

  68. Mauro said

    Buonasera sig. Claudio io mi chiamo Mauro , intanto mi voglio complimentare con lei per il sito perché solo qui’ sono riuscito a sapere tanto sulle abitudini e alimentazione dei conigli. Ho letto tutto e mi sono accorto che tutto cio’ che credevo di sapere sui conigli ( per sentito dire ) era sbagliato . Io mi sono trasferito in Marocco e da 2 mesi ho iniziato ad allevare conigli ( ad uso familiare ) solo che non ho combinato nulla . Qui non si capisce di che razza sono i conigli e se sono di taglia grande o media ( forse perché li mangiano troppo presto ) , io so solo che ho acquistato 23 conigli e 5 sono morti . A parte tutto cio’ che ho scoperto su questo sito , avro’ delle domande da farle per iniziare il mio allevamento con tutto cio’ che occorre .La prima domanda che volevo porle era la seguente : una femmina ha partorito da circa 11 giorni , 4 piccoli , ho visto sul sito che sarebbe consigliabile mettere il maschio per farla coprire di nuovo al 18 giorno . Ho visto anche che è meglio mettere la femmina nella gabbia del maschio . Non corro il rischio che dopo abbandoni i suoi piccoli ?

    • conigliopoli said

      Se lei alleva in gabbia, non è questo il luogo in cui può trovare informazioni aggiornate. Comunque la femmina va portata al maschio per il tempo di circa 1-2 ore massimo, si controlla che si accoppi 1 o più volte e poi si riporta nella sua gabbia. Non c’è alcun rischio che per questo motivo abbandoni i piccoli.

      • Mauro said

        Ringrazio per la sua informazione , anche io ho intenzione di allevare i conigli liberi , ma in soli 2 mesi le perdite dei piccoli sono state tante per mia colpa e adesso li voglio spostare fuori . Sto sistemando il terreno in modo da dare loro il massimo confort . Un altra domanda che le volevo fare è : un coniglio maschio , grande (di mole ) circa il doppio e più della femmina , puo riuscire a coprirla ? Le dico questo perché la coniglietta che ha partorito 4 piccoli , in 12 giorni sono circa il doppio di quelli partoriti da un altra coniglietta .

      • conigliopoli said

        Meglio che provare non ce n’è! Facilmente si accoppia. Il problema però potrebbe nascere dal fatto che vengano concepiti conigli troppo grossi per la fattrice e che possa morire di parto; questo può succedere se il suo maschio ha nella genetica degli antenati di razza gigante i cui caratteri somatici potrebbero, ma non necessariamente, anzi improbabilmente, manifestarsi appieno Se è solo grosso nell’ambito della razza media, ad esempio per incroci passati con bellier, ciò non è proprio un pregio perché facilmente nasceranno meno piccoli anche se più grossi. Il fatto di crescere meglio di altri, dipende spesso proprio dal numero ridotto della covata oltre che dalla genetica che pure ha la sua parte e naturalmente dallo stato di salute della madre e dalla sua produzione di latte.

      • Mauro said

        Buonasera , come sempre la ringrazio tantissimo per le sue risposte , io ho comprato il suo libro ma dovro’ aspettare di essere in italia per poterlo leggere . Se posso e se necessario , le faro’ delle altre domande .

  69. -FEDE- said

    Prima di tutto volevo fare i complimenti per questo sito fantastico dove ho trovato risposta alle mie molte domande. Vorrei avviare un piccolo allevamento di garenna con 1 maschio e 2 femmine, una di un paio di anni e l’altra di 5 mesi. Il recinto è già pronto grazie alle preziose info che ho trovato sul suo sito. Tuttavia volevo chiederle qual’è il periodo migliore per liberare i miei conigli? Ovviamente sarei tentata di farlo subito, ma siamo ai primi di Gennaio e temo che possano soffrire per le basse temperature. Vivo in Toscana, non è freddissimo, però la notte arriva anche a -2 gradi e non vorrei che il cambiamento brusco potesse far morire i miei animali. Attualmente vivono in gabbie in una capanna di cemento abbastanza fredda. Lei che cosa mi consiglia?

    • conigliopoli said

      Salve, il problema non dovrebbe esistere, salvo che la liberazione avvenga in un periodo piovoso perché probabilmente il pelo potrebbe non essere sufficientemente impermeabile e folto. E poi l’alimentazione, sono già abituati a mangiare foraggi verdi o secchi esclusivamente? In ogni caso un certo rischio per quanto piccolo c’è sempre e la primavera sarebbe sicuramente un periodo migliore. Se decide di farlo ora procuri almeno che abbiano un ricovero dove nascondersi e proteggersi da acqua e vento e scelga un periodo di poca o nulla piovosità.

      • -FEDE- said

        Grazie mille per la risposta! Sono vari giorni che non piove, anche se potrebbe piovere nei giorni prossimi…quest’inverno è stato poco piovoso. .Per l’alimentazione attualmente mangiano principalmente fieno secco e mangime composto da orzo fioccato, piselli e mais…non dovrebbero esserci aggiunte di altre sostanze nel mangime, ma non ne sono certa. Liberandoli fuori avevo intenzione di alimentarli con erba verde, fieno (quando non ho tempo per procurargli l’erba) e pochissimi cereali, solo in inverno come ho letto sul suo sito. Potrebbe andare bene? Nel recinto ho costruito un riparo fatto da un mucchio di legna con sopra una tettoia in alluminio…che ne dice? Pensa che la pioggia dia più fastidio del freddo?

      • conigliopoli said

        SI, credo che la tettoia vada bene; Se ne ha ci metta anche della paglia secca o delle foglie secche; per il mangime fioccato, legga bene il cartellino sul sacco, guardi in particolare se sono state aggiunte delle vitamine o altre sostanze oltre ai cereali di cui qualcosa deve essere per forza dichiarato. L’umidità è la cosa che dè più fastidio ai conigli. L’alimentazione che vuol fare va bene. Se sono in buona salute io li libererei, magari aspettando che passino le due perturbazioni previste nei prossimi giorni. Entro 15 20 giorni dovrebbero essersi adattati benone al freddo ed all’aria libera.

      • -FEDE- said

        Ok, procederò come mi ha consigliato…aspettando che passino le perturbazioni e aggiungendo paglia nel rifugio. Circa il rifugio volevo chiederle un’altra cosa: basta quello che ho fatto, con le legna e la tettoia come le ho detto, oppure è meglio farne qualcun’altro cosicchè ogniuno trovi il suo posto senza doverlo condividere con gli altri? Inoltre volevo chiederle se l’ulteriore rifugio che potrei costruire è meglio sia con la base sulla terra oppure, per evitare umidità, con la base di legno?
        Per il mangime ho controllato e sembra che non ci siano aggiunte di vitamine. L’etichetta dice che contiene orzo, mais, piselli, fave con aggiunta di carrube frantumate e crusca. Pensa che potrei continuare a somministrarlo ai miei conigli nella stagione invernale?

      • conigliopoli said

        Vedrà che in breve si scaveranno tutte le tane di cui abbisognano. Il secondo rifugio è un di più che comunque può far comodo; comunque se vuol costruirne un altro lo faccia pure direttamente a terra; il suo pavimento potrebbero diventare foglie morte e paglia e magari ci aprono anche qualche tana direttamente sotto. Il mangime dovrebbe essere ok se etichetta non mente, salvo per il fatto che contiene crusca un alimento che deve essere sempre fresco di mulino poiché contiene sostanze facilmente ossidabili e se ammuffito fa anche delle tossine; personalmente non la darei ai conigli anche se ne vanno ghiotti. Può continuare a dare quel mangime come companatico, ma non deve formare la base dell’alimentazione se vuole davvero abituare i conigli all’erba. Io quest’anno li ho visti ingrassare e crescere bene, come mai era accaduto prima, anche senza alcun cereale, solo ad erba verde, frutta e scarto dell’orto. Pare che dopo un po’ di anni si stiano ancora abituando alla dieta “magra” incrementando la loro efficienza metabolica; non vorrei che con diete a più alta energia succeda il processo inverso.

  70. caterina said

    Buongiorno,purtroppo,come già da lei preventivato,la mixomatosi non ha lasciato superstiti.l’ultimo coniglio è morto oggi,nonostante tutto non ho intenzione di mollare,anzi le scrivo proprio per sapere quando posso riprendere l’attività d’allevamento e che tipo di precauzioni devo prendere prima di reinsediare la garenna.Devo bonificare tutta l’area?E come?La ringrazio molto e a risentirci.CATERINA.

    • conigliopoli said

      Mi dispiace moltissimo di come siano andate le cose. Per quanto riguarda la sua domanda, il problema non è la bonifica della garenna in quanto con la morte del coniglio anche il virus della mixomatosi muore in brevissimo tempo e non sviluppa forme di resistenza al di fuori delle cellule vive. La sua sopravvivenza nell’ambiente esterno è assai limitata, a quanto mi risulta e dovrebbero perciò bastare le normali operazioni di pulizia dalle carcasse e delle attrezzature /se vuole le bruci o le seppellisca in profondità cospargendole di calce in polvere/; per sicurezza attenda magari 10 15 giorni prima di reimmettere nuovi soggetti.
      Il problema invece le può ritornare per causa di conigli infetti, magari selvatici che sono nella sua zona, oppure conigli di allevamento che magari non riescono ad immunizzarsi bene dalla vaccinazione e a loro volta si ammalano; in questo senso credo che un pericolo possa venire anche acquistando animali apparentemente sani che poi sviluppano la malattia in tempi successivi, ma che erano già infetti al momento dell’acquisto sebbene in forma inapparente. In ogni caso se si verifica anche un solo caso, nell’allevamento o nelle sue vicinanze le zanzare faranno poi in modo da seminare l’infezione ad ogni coniglio presente. Basta l’inoculazione di una sola particella virale per scatenare l’infezione. Il problema è quindi nei conigli vivi della sua zona che possono fare da serbatoio. Io credo, che l’unica soluzione per evitare la mortalità al 100% come la sua sia quella di avere conigli più forti sebbene non vaccinati. In questo senso le posso dire che i conigli di garenna sono più forti soprattutto se ben affrancati ed alimentati sempre e solo ad erba, frutta e cose verdi e null’altro. Più il contenuto energetico della razione è alto e più il coniglio diviene debole; quindi razioni col minor contenuto energetico si ottengono eliminando totalmente ciò che è concentrato come crusche, mangimi, cereali. Forse il fatto che suo padre allevasse i conigli al chiuso, magari in un locale fresco ed oscuro come la cantina potrebbe avere evitato il contagio in quanto le zanzare non vi penetrano facilmente e non vi sono molto attive. Comunque se la mixomatosi è endemica nella sua zona, cioè trova una continuità invernale in allevamenti vicini o in conigli selvatici, il contagio avverrà ancora con l’arrivo delle zanzare, nel cui corpo, se gli inverni non sono abbastanza freddi da ucciderle, il virus potrebbe sopravvivere per parecchio tempo. Se i conigli sono forti potrebbero sopravviverne più della metà in caso di malattia ma in ogni caso essa produce perdite di tempo oltre che economiche anche se pare che negli anni gli animali sopravvissuti aumentino. L’unica soluzione alternativa al momento è la vaccinazione oltre che, naturalmente, la lotta alle zanzare con ogni mezzo possibile.

  71. caterina said

    Buongiorno,sig. Della Valle,sono Caterina,purtroppo la situazione non si evolve per li meglio.LA MIXOMATOSI,stà decimando il mio allevamento(senza pietà)anche se devo dire almeno in cinque non ne presentano ancora i sintomi.Ora le chiedo,se a distanza ormai di circa 15 giorni dal manifestarsi del virus,gli altri possono avere qualche possibilità in più,di soppravivenza?Il virus non si indebolisce?I conigli ora infetti quando li posso ritenere fuori pericolo se mai si salvino?Premesso non voglio usare gli antibiotici,come posso aiutarli?Mi sono documentata e chiedo a Lei se è vero che il virus alberga anche nell’erba,nel pelo,per mesi,anche,d’invero.Quindi potrebbero contrarla anche nel foraggio?Navigando per il web,tutti consigliano gli antibiotici o vaccinazioni preventive,solo in un caso a mio stupore, qualcuno ammette,che si salvano è vero ma non si risolve il problema.Quindi se ne salvasse qualcuno,usandoli ancora come riproduttori,abbasserei di molto il rischio di mortalità per mixomatosi?e se nel caso in un coniglio o più non si manifestassero mai i sintomi sarebbero da considerarsi fortunati,o meglio ancora autoimmunizzati?Purtroppo ho anche una fattrice con cinque piccoli di 25giorni anche lei infetta da poco,quali conseguenze possono avere i piccoli,nell’allattamento?Uno di loro ha ancora,gli occhi quasi chiusi e un pò gonfi,ma è vispo e sano.Può trattarsi di malformazioni genetiche,visto che in passato,sono nati due piccoli,nei quali le zampe posteriori erano completamente in disuso cioè,nel camminare le trascinavano, erano come afflosciate,poi sono morti dopo poco più di un mese.LA ringrazio per l’aiuto.La saluto,Caterina.

    • conigliopoli said

      Dunque, la mixomatosi si trasmette prevalentemente per puntura di insetti ematofagi e per contatto con urine o secrezioni organiche di animali infetti; essendo un virus e non un batterio, gli antibiotici non fanno nulla, al massimo limitano le complicazioni batteriche che potrebbero insorgere come complicazioni secondarie. Il tempo di remissione completa della malattia, nei soggetti che non muoiono per essa è di circa 2 mesi e si vede che i mixomi, cioè i rigonfiamenti del derma duri alla palpazione, vanno in contro a necrosi e riassorbimento graduale. I piccoli sono più suscettibili alla malattia degli adulti, ma non è una regola generale poiché dipende da molti fattori. La sola prevenzione possibile è la vaccinazione a virus vivo attenuato per la quale bisogna rivolgersi ad un veterinario; va comunque praticato solo su animali sani e non con malattia in corso. Quello che lei mi descrive nei piccoli direi che ha a che fare più con problemi di ordine sanitario che genetico; i mangimi fanno spesso di questi problemi. Quelli che si salvano dalla mixo, dopo averla passata, sono assai immunizzati, ma non trasmettono questa caratteristica alla prole se non in parte ed anche qui ci sono molte variabili che intervengono prima di tutte il sistema di allevamento, l’alimentazione e la forza specifica del ceppo di conigli che lei possiede. Le consiglio comunque di farli vedere ad una persona che sappia fare una diagnosi corretta e certa della malattia.

  72. caterina said

    Buongoiorno,credo che per ora mi limiterò come lei mi consiglia al mio “ceppo”dove già ho i miei problemi.Vorrei ora porle una considerazione che è la seguente:mio padre anni or sono teneva un piccolo allevamento di conigli chiusi in gabbia,nutriti solo esclusivamente con mangimi,fioccati.pane,fieno,mele,sedano,finocchi e talvolta dell’erba che noi chiamiamo san carlino.Ora che io mi ricordi essendo allora piccolo ma già interessato e capace di gestire l’allevamento,un caso di mixomatosi,ma solo in una circostanza,morirono più di 20 capi.Mio padre diede la colpa “all’influenza del conilglio”perchè starnutivano,oggi forse avrei capito di cosa poteva trattarsi(sa mio padre crede ancora nelle varie dicerie,che lei conosce bene e siamo tuttora in conlitto).Quindi mi chiedo perchè in 20anni di allevamento in gabbia solo un caso grave descrittogli e qualche morte sporadica quasi sempre per meteorismo?Potrebbe essere perchè incrociava spesso le razze, ma soprattutto,rinnovava costantemente l’allevamento con l’eliminazione dei capi più vecchi.Sa sono rattristito perchè tutti i miei sforzi fatti fin qui mi sembrano vani,in questi due anni del mio allevamento ho trovato ogni sorta di difficoltà,d’imprevisti e anche sfortune,volevo smettere in più d’occasione,ma la forza per continuare me la trasmettono proprio loro i miei conigli,a cui voglio molto bene e alla gioia che mi danno nel tenerli fra le braccia.E poi mi creda non da ultimo lei sig. Dellavalle mi ha aiutato veramente molto e le dico che la cosa più importante e la passione e il coraggio a proseguire che riesce a trasmettere.GRAZIE ANCORA.

    • conigliopoli said

      Le variabili riguardo all’infezione da mixomatosi sono moltissime e risiedono sia negli animali, nel loro stato e nell’età che nel tipo di virus in causa oltre che nel decorso stagionale.Pertanto non si può assolutamente stabilire una regola. L’esperienza mi dice, fino ad ora che col regime alimentare ebaceo e la garenna qualcuno si salva e poi la situazione dell’immunità tende a migliorare, ma non è detto sia sempre così. La sola cosa certa è che il risultato di morte o sopravvivenza in caso di infezione è dato dal rapporto fra forza del virus in causa contro quella del coniglio. Per ora abbiamo sfatato il mito che il coniglio non vaccinato sia completamente succube della malattia quando infettato. Sviluppa, invece in alcuni soggetti più o meno numerosi la capacità di guarire e poi i figli pare siano più resistenti. Ripeto che è una possibilità reale, non una regola assoluta.

  73. caterina said

    Buongiorno Claudio, ho letto ora la sua risposta e le confermo che anche io avevo avuto queste preoccupazioni.
    Per quanto riguarda la zona, è più che tranquilla e pianeggiante. Gli unici predatori dei quali ho notato la presenza, sono gatti “selvatici”e cornacchie e, solo da quest’anno, due poiane.Nel territorio circostante, sono presenti vari esemplari di conigli selvatici che ho visto introdursi nella mia proprietà: sarebbe possibile farne degli incroci, ovvero, ne gioverebbe alla fortificazione della razza?
    La ringrazio molto, a presto,
    Caterina.

    • conigliopoli said

      I predatori che mi dice sono tutti pericolosi per i piccoli e il coniglio domestico allevato risulta in genere essere più suscettibile di essere predato di quello selvatico che è più abile a sopravvivere ed ha più possibilità di fuga e mimetismo. I conigli selvatici poi se infetti sono un serbatoio perenne di mixomatosi e la rendono endemica sul territorio, anche se loro sono evidentemente assai immuni, qualcuno la veicola sempre e quindi c’è sempre la possibilità che i suoi la ricevano attraverso le zanzare. Bisogna insistere sulla selezione e la fortificazione del suo ceppo nel tempo, se non si vuole vaccinare. L’incrocio coi selvatici, che di solito sono di taglia più piccola del domestico, li dovrebbe rinforzare sicuramente, e favorire inoltre l’affrancamento alimentare, ma potrebbe nel lungo periodo diminuire la resa alla macellazione delle carcasse; dipende dal tipo di selvatici che ha in zona, in secondo luogo, bisogna esaminare lo stato di salute di quella popolazione ad esempio riguardo alla rogna o altrii parassiti. Se la popolazione è florida è possibile sia anche sana, ma sarebbe prudente assicurarsene bene con visita e quarantena prima di metterla in contatto diretto coi suoi animali. Le conviene poi provare ad incrociare una coppia, ed osservare i risultati. La teoria che le ho esposto, nella pratica non è sempre valida al 100%.
      Un saluto claudio

  74. caterina said

    Buongiorno, la ringrazio per avermi risposto così tempestivamente,. Io ho fatto subito come lei mi ha consigliato, isolando i due conigli malati. Stamane ne ho individuato un altro che presentava gli stessi sintomi, anche se più lievi rispetto l’altro, che sembra essere peggiorato.
    L’alimentazione dei conigli è unicamente erba: tarassaco, nocciolo e robinia, sfalci di erbe da fieno, medica e altre foraggere. Gli diamo anche carote e sedano, verze e frutta: mele, pesche, anguria, fichi…
    I miei conigli provengono da alimentazione a mangime (due anni fa, quando ho iniziato ad allevare conigli, utilizzavo pellettati e fioccato con fieno e pane secco) che poi abbiamo via via sostituito con erba fresca e fieno a partire dalla scorsa primavera. Attualmente abbiamo completamente eliminato i mangimi e il pane. Con l’arrivo del freddo posso dargli dell’orzo integrale, non fioccato, triticale e grano? In che misura?
    Possiedo un terreno di circa 1200 mq recintato nel quale ho ora liberato gli esemplari malati di cui le parlavo, nella speranza che la pseudo libertà gli desse giovamento. Sperando,riesca a salvare qualche esemplare, pensavo d’utilizzare questo campo per creare un nuovo allevamento. Le chiedo a quali rischi e pericoli posso incorrere?
    La ringrazio ancora e la saluto,
    Caterina.

    • conigliopoli said

      Credo che con l’alimentazione che ha dovrebbe essere quasi sicuramente mixomatosi. Per cui aspettiamoci tutti la prenderanno prima o poi, poiché basta una sola particella virale inoculata da zanzara per sviluppare infezione. Per l’inverno, solo quando fa davvero freddo può dare un poco d’orzo diciamo 20-30 gr/soggetto adulto, ma non è obbligatorio. Forse la loro resistenza aumenta con una dieta priva di qualsiasi cereale; prediliga, se ne ha tutti i frutti che cadono a terra. Il rischio che si ha con recinti di grandi dimensioni è l’incontrollabilità dell’allevamento in relazione alle situazioni particolari della sua zona; ci sono zone tranquille dove i conigli vengono quasi per dispetto senza nessuna precauzione ed altre dove invece incontrano una serie di difficoltà malgrado le attenzioni degli allevatori. Io consiglio sempre, prima di fare grandi investimenti in recinzioni di affinare bene il ceppo che si possiede, e poi di ampliare in base alla necessità un pezzo per volta creando magari un certo numero di recinti più piccoli che possano essere messi in comunicazione fra loro a volontà in base alle esigenze di pascolo. il tutto se vuole all’interno del grande recinto perimetrale; più serie di barriere recinti ostacolano anche i predatori. Io poi farei in modo che quello destinato ai riproduttori sia il più protetto e seguito di tutti, magari anche con rete sul soffitto. Comunque allevando senza mangimi, se qualcuno sopravvive i figli di questi saranno via via sempre più resistenti al virus e pare che nel giro di 3-4 anni, in zone dove è endemica si passi da una mortalità del 90% ad una sopravvivenza del 90%; ma sono dati che non ho ancora comprovato statisticamente. Un saluto
      claudio

      • marisa said

        Allevo una coppia di coniglietti nani per compagnia, da anni (7 per la precisione): sono liberi in giardino da sempre perchè dopo aver letto in questo sito i preziosi consigli (seppur per scopi alimentari) ne ho fatto tesoro! Si nutrono unicamente di erbe prative, radicchio e verdure varie che somministro quotidianamente oltre che di qualche mela: d’inverno, fieno. Niente pellet o altro e confermo che non hanno mai avuto problemi di salute . Sono bellissimi..
        Mi hanno fatto vari cuccioli (programmati naturalmente! alcuni tenuti e alcuni ben sistemati: due anni fa un’epidemia di mixomatosi ha contagiato tre femmine: adulte : una è sopravissuta..vorrei iniziare una “nuova stirpe” seppur di coniglietti da compagnia..
        Vorrei chiedere cortesemente se le basse temperature previste in questi giorni (fino a – 15 abito in Veneto) potrebbero esser pericolose: solo in questo caso, deciderò per la gabbia…massimo un mese fino a marzo.
        Grazie infinite e perdonate la mia “intrusione”…..
        marisa

      • conigliopoli said

        Salve, sono contento per i suoi coniglietti che effettivamente hanno molti meno problemi di quelli di taglia più grossa. In teoria, se gli animali sono all’aperto già da parecchi mesi, dovrebbero aver avuto tutto il tempo di adattare il pelo e il grasso corporeo alla stagione fredda. Se poi hanno tane in giardino o un ricovero qualsiasi che sia un po’ più caldo dell’esterno come ad esempio un piccolo pagliaio, non dovrebbero avere proprio alcun problema specie se il freddo è secco ed asciutto pure con tanta neve. I miei oggi, fattrice piccoli do 30 gg e maschio stanno mangiando erba congelata raspata di sotto la neve.

      • marisa said

        Grazie per la gentile risposta: le conigliette che ho attualmente sono nate due anni fa all’aperto, in dicembre e sotto la neve, da una tana di cui nessuno si era accorto……..!
        Attualmente hanno casette in legno (tipo quelle dei cani ma fatte artigianalmente) all’interno delle quali metto fieno ed altro, che divorano naturalmente in quantità industriale; hanno il portico sotto il quale non arriva mai nè sole, pioggia né neve (come oggi) ed una tana che però non mi sembra usino…. se ne stanno al’addiaccio accovacciate con il vento gelido che arruffa la loro folta pelliccia..mah….

  75. ZHURK said

    Consideri che la porzione che vorrei usare sarà di circa 1500mq ad occhio, avevo pensato anche io di mettere una rete leggera come copertura, ma impedirebbe ai frutti dei castagni di cadere nel terreno e sarebbe un peccato, oltre il costo e la difficoltà di montaggio della stessa. Potrei comunque, come dice lei, iniziare con una porzione più piccola anche se in realtà volevo già dividere in due parti in modo da poter ruotare i conigli e dar tempo all’erba di crescere…Farei una recinzione ex novo, l’unica preoccupazione sono gli attacchi “aerei”, non tanto dei rapaci che in zona sono pochi, quanto delle donnole o dei gatti selvatici anche se i rami non sono proprio bassi…

    p.s. è già presente una struttura che veniva usata come pollaio un tempo, penso di lasciarla e magari utilizzarla per tenere al coperto il fieno e per offrire una zona sempre asciutta ai conigli.

  76. ZHURK said

    Salve

    vorrei chiederle se è possibile utilizzare per la garenna un terreno in montagna che sia in parte scosceso, direi ad occhio 40/45% di pendenza…potrebbe essere troppo impervio per i conigli?

    grazie mille

    • conigliopoli said

      Non penso che la cosa possa infastidirli anche se non mi è mai capitato di provare, l’importante è che abbiano un luogo dove riposare, poi per mangiare possono arrampicarsi senza problemi.Credo anzi che possano sfruttare convenientemente quei tipi di terreno, specie se vi sono quelle piccole gradinate create dall’erba attraverso le quali si possono spostare; se non ci sono le creeranno loro nel tempo con scavi e passaggi. Unica cosa da tenere presente: I conigli scavando danneggiano la cotica erbosa e questo in caso di forti piogge potrebbe favorire le frane se il terreno è profondo e senz’alberi oltre che scosceso.

      • ZHURK said

        C’è una zona pianeggiante, il pendio è all’incirca è il 50% del terreno, ma sarebbe un peccato non sfruttarlo…ci sono comunque alcuni alberi, tra cui un grande abete. Altra domanda, ho letto che bisognerebbe evitare di avere alberi con fronde che ricadono dentro il terreno, li è zona di donnole, si potrebbero “lanciare” dagli alberi? Penso sia l’unico predatore temibile oltre magari qualche gatto semi-casalingo che si aggira. A tal proposito volevo inoltre chiederle se la presenza di cani domestici nei pressi della garenna (per allontanare eventuali predatori) è comunque pericolosa per i loro escrementi…

        p.s. i castagni e i noccioli sono graditi dai conigli (fronde e foglie)?

        Grazie ancora.

      • conigliopoli said

        Se i cani domestici non sono portatori di tenia (verme solitario) non ci sono pericoli altrimenti il rischio di infestazione c’è perché le cercarie della Tenia sono mobili e si possono spostare fino a 50-100 cm dall’escremento che le contiene, da fuori a dentro il recinto. Per quanto riguarda le donnole non ho mai avuto esperienza di cosa possano fare o non fare, però so per certo che il gatto selvatico o domestico è un brutto compagno per i conigli e quello quasi sicuramente può lanciarsi all’interno dai rami. Farà di tutto per predare i piccoli appena escono dal nido. Per le piante che mi cita, credo non possano essere un vero alimento per i conigli perchè credo siano ricche di tannini che sono sostanze anti-metaboliche in forti concentrazioni; io però non ho mai provato e se lei lo farà, mi faccia sapere quanto ne mangiano; tossiche non sono, al massimo vedrà che i conigli non le mangiano che in piccola quantità ed allora vorrà dire che non sono proprio l’ideale per la loro nutrizione; altro discorso potrebbe essere per i frutti che cadono a terra, specialmente le castagne credo possano essere utili a nutrire il coniglio durante l’inverno. Provi anche coi rametti delle piante che ha a disposizione, specie in inverno e verso la primavera possono rivelarsi una risorsa utile. Anche le foglie secche vengono di tanto in tanto mangiate dai conigli; non ho esperienza dell’allevamento in montagna, ed ogni dato che lei riuscirà a presentare a questo blog sarà sicuramente utile per tutti. Tanto auguri per l’impresa.

      • ZHURK said

        Le donnole sono delle brutte predatrici, fanno razzie di galline e piccioni quindi penso siano pericolose anche per i conigli…avevo intenzione di inserire nel recinto anche qualche oca visto il suo suggerimento anti-gatto (sperando che non richiedano cure particolari), ma penso che anche la presenza di un cane sia di aiuto per spaventare alcuni animali…il terreno ha dei rami di alberi esterni che lo sovrastano anche se abbastanza alti, penso sarà utile tagliare almerno quelli più bassi a questo punto.
        Per quanto riguarda castagni e noccioli era solo per curiosità visto che ce ne sono in abbondanza in zona e già poter utilizzare le castagne è un buon aiuto per variare l’alimentazione considerando anche che nel terreno sono presenti due alberi di fico molto grandi, un pesco, un mandorlo e molto alloro. Per il fieno no problem, ci sono grandi prati incontaminati nelle vicinanze dove posso tagliare senza problemi (è una zona di montagna che si raggiunge esclusivamente a piedi).

        Lei riteniene che sia possibile un buon allevamente in queste condizioni?

      • conigliopoli said

        Non vedrei difficoltà particolari;
        Un consiglio piuttosto: incominci magari con un piccolo recinto per la riproduzione, magari all’interno di quello esterno più ampio che sia protetto anche verso il cielo con rete leggera (anche i rapaci possono attaccare i conigli piccoli) e poi, man mano prenderà confidenza con l’allevamento, abbia conosciuto quali problemi possono presentarsi coi predatori e gli animali siano aumentati di numero, aprirà il varco verso nuove e più ampie porzioni di pascolo. Voglio dire solo che è meglio un piccolo recinto ben protetto piuttosto di uno grande poco controllato, specie all’inizio. Le oche di solito non presentano problemi di allevamento, sono erbivore e se darà loro del granturco (ma non è obbligatorio), guardi che i conigli non possano accedervi.

  77. caterina said

    Buongiorno, è da tempo che leggo i messaggi di questo blog, e mi sono serviti da quando ho iniziato ad allevare conigli in garenna per uso fam. Vorrei chiedere informazioni circa lo stato di malattia che ha colpito due conigli maschi del mio piccolo allevamento, in quanto ho paura possa generarsi un’epidemia. Gli animali presentano inizialmente occhi arrossati, poi con catarro che mi lascerebbe presupporre congiuntivite, visto che successivamente chiudono gli occhi e restano immobili, smettendo persino di alimentarsi. Altro segno visibile sono i genitali ingrossati e la vescica piena di urine. questi segni mi lasciano presupporre si possa trattare di mixomatosi. Se così fosse, potrebbe essere stata causata dalla puntura di una zanzara, visto che comunque in questo periodo si sono viste vere e proprie infestazioni di questi insetti… Come posso porre rimedio? Poterebbe generarsi un’epidemia? La ringrazio per la sua disponibilità e per i consigli che trasmette attraverso il blog.
    Saluti, Caterina.

    • conigliopoli said

      I sintomi che lei mi riferisce possono essere riferibili alla mixomatosi, ma anche ad infezioni di tipo batterico. E facile che si tratti della prima, magari in forma che non presenta i mixomi sulle palpebre e sulle orecchie (possono venire anche dopo giorni ma non sempre); i genitali ingrossati testimonierebbero per questa possibilità. Se è tale le zanzare la veicolano e non esiste cura. Io l’o avuta anni or sono, proprio in questo periodo ed ha finito per interessare tutti gli animali che avevo. Ho diminuito subito il numero dei presenti in allevamento ed ho mantenuto quelli che parevano presentare i sintomi più leggeri che son poi guariti in circa 2 mesi ed hanno riprodotto felicemente. Se invece si tratta di infezione batterica, allora la cura sono gli antibiotici, ma io non sono del parere che siano da usare. Le conviene eliminare ed isolare i soggetti infetti e rivedere magari il tipo di alimentazione (se usa mangime). Se è mixomatosi, quasi certamente si ammaleranno tutti; se è un batterio può darsi che ciò non accada. Senza una vista diretta e magari un esame culturale non posso dirglielo con certezza.

  78. Daniele DC said

    Buona sera, complimenti per il sito e per il suo allevamento, ho letto attentamente i suoi appunti!!
    Mio padre ha deciso di avventurarsi nella creazione di un recinto, e di allevare dei conigli e altri animali domestici (galline,
    papere mute, e oche) nello stesso recinto.
    Descrizione della garenna:
    circa sono 200 metri quadri di garenna coltivati a prato che crescie in abbondaza (anche se viene divorato molto velocemente) intorno abbiamo a disposizione almeno 800 e piu` metri quadri di terreno, che utliliziamo per integrare l`erba, che tagliamo il giorno prima, e diamo il giorno dopo,( metodo di mio padre)/ fieno (che stagioniamo).

    integriamo la razione con il loro mangime (in pellet, credo a detta di mio padre che sia composto solamente da erbe) che poi viene integrato con semola (a detta di una persona, dice che alleggerisce e rinfresca, ma secondo me, leggendo quello che lei ha scritto su i suoi appunti e` da eliminare sopratutto nelle stagioni calde).
    Noi avendo a disposizione poco spazio tendiamo ad avere il maschio riproduttore chiuso nel capanno adiacente al nostro recinto dove venivano allevati in gabbia da mia nonna, per avere il controllo delle nascite.
    Stessa cosa per gli accoppiamenti vengo fatti in gabbia, dopo il parto, passate le prime 5 settiamane, liberiamo i conigli in un piccolo recinto adiacente alla garenna con un`entrata comunicante dove solo i conigli piccoli possono passarci attraverso, di modo che il cibo per la madre non venga divorato dai conigli piu` grandi liberi nella garenna , per quanto riguarda i conigli piu` piccoli sono liberi di accedere sia alla garenna che al recinto dove c`e` la madre per essere allattati.

    IL PROBLEMA e` il seguente, abbiamo i conigli piccoli che prensentano un gonfiore alla pancia, dopo un po` di tempo cessa l`apetito dell`animale e muore, sopratutto conigli giovani…
    appena presentano il gonfiore li chiudiamo in gabbia e diamo loro solo fieno, e la maggir parte torna alla normalita`.
    dimenticavo l`acqua viene fornita tramite abbeveratoi a beccuccio, il contenitore dell`acqua e` al riparo nel capanno.
    secondo lei cosa puo` determinare la morte dei piccoli leprotti?
    grazie e buon lavoro!!

    Daniele

    • conigliopoli said

      Non sono un indovino e senza autopsia non posso dirle di cosa muoiono. Inoltre il metodo di allevamento che lei fa, usando pellet ed erba con animali in promiscuità può dare adito a diverse supposizioni; è verosimile che si tratti di una crisi da svezzamento dei piccoli; è un probelma dove spesso sono coinvolti colibacilli e protozoi; il mangime pellettato è quasi sempre contenente principi terapeutici più o meno dichiarati in etichetta e se lòei dà una alimentazione mista questi principi vengono ad essere diluiti e i batteri sfuggono al loro controllo più di quanto non facciano normalmente.

  79. michele colace said

    salve
    e vero che ci sono erbe che i conigli non possono mangiare, se si quali
    grazie

    • conigliopoli said

      Vi sono erbe che sono velenose e che fanno male ai conigli ed altre, pur tossiche, che mangiano senza problemi in piccole quantità; vi sono erbe poco appetite dai conigli, vi sono erbe che sono appetite più o meno a seconda della fase vegetativa. Credo che il coniglio sappia bene quali siano le erbe da non mangiare e sappia regolarsi da solo. A ciò bisogna aggiungere che l’oleandro fa eccezione; Se nell’erba di foraggio sono mescolati i fiori di questa pianta, che cadono a terra, o foglie fresche della stessa, può darsi che i conigli, specie i piccoli, se ne cibino e ne muoiano improvvisamente con sintomi enterici che farebbero sospettare un colite o una coccidiosi. Questa la mia esperienza; inoltre so per certo che non toccano la Malva e l’Elleboro. Assaggiano invece senza danno il Lauroceraso che è pure tossico. Credo poi, ma non ne ho esperienza, che siano da evitare assolutamente la cicuta, lo stramonio, il colchico autunnale, la digitale, la felce, l’aconito, il glicine, ma la cosa non riveste grande importanza se non a livello di curiosità. Non so neppure se queste piante velenose siano appetite o rifiutate dal coniglio.

  80. Francesco said

    Tenuto presente il periodo di allattamento (mi pare Lei indichi un 45 gg. circa, in considerazione dell’arrivo della stagione fredda, quando riterrebbe opportuno che io faccia coprire nuovamente le fattrici? 15-20 Giorni dopo il parto? Tenga presente che mi trovo a 600 mt. s.l.m. dell’Appenino Ligure, dove gli inverni sono piuttosto rigidi. Inoltre avevo pensato di realizzare un’altra garenna di circa 40-50 mt. quadrati dove poter mandare, intorno ai due mesi/due mesi e mezzo di età, in nascituri cuccioli.
    Lei cosa mi consiglia? Come potrei organizzare la piccola garenna? All’apporto di cibo provvederei direttamente io con erba invernale (quando presente) e ottimo fieno (i nostri campi non sono mai stati trattati con concime chimico!) tra cui molta medica; pane secco due o tre volte a settimana, frutta e fioccato (gran turco, mais, orzo)oltre, ovviamente, gli scarti dell’orto.
    IN caso di scarsità o impossibilità temporanea di apporto di cibo da parte mia (nella stagione invernali non abito in loco), qualora i conigli dovessero restare con solo fieno per qualche giorno (forti nevicate o presenza di ghiaccio che non mi consente di raggiungere la garenna), ne deriverebbero pregiudizi in capo ad essi?
    Grazie in anticipo.
    Francesco

    • conigliopoli said

      Si, il periodo ottimale di allattamento dovrebbe essere di 45 gg circa, in qualche caso può anche essere più lungo anche se la fattrice si limita a dar un goccino di latte. In stato di buon affrancamento le fattrici si regolano da sole, io ultimamente le lascio fare, tuttavia per l’inizio rimetta il maschio insieme a 13-15 gg dopo il parto per cercare di avere un accoppiamento verso il 18 giorno. Non è una regola rigida, però, di solito quando il maschio è tolto dal suo ambiente per un periodo abbastanza lungo poi ci mette qualche giorno a riambientarsi nel suo ruolo di re della conigliera. direi che non c’è nessun problema se mangiano fieno anche per una settimana o 2 d’inverno a patto che siano ben abituate alla dieta vegetale. C’è gente che li alleva solo a fieno. Per neve e ghiaccio direi che non dovrebbero esserci problemi per gli adulti dato che scavano gallerie in poco tempo e nemmeno per i piccoli se sono sani ed hanno il nido in un ambiente asciutto e protetto. Il pericolo maggiore credo possa venire dai predatori che in inverno sono famelici. Si assicuri che il recinto sia a prova di essi perchè faranno di tutto per entrarci. Meglio inizialmente una sola garenna ben protette che due protette a metà. La seconda la apra quando avrà tanti conigli in primavera. In 50 mq può tenerne fino a 30 di varie misure.

      • Francesco said

        Nuovamente Lei mi è di fondamentale aiuto (oltre ad essere la causa dell’inizio del mio allevamento).
        Ora. Io non vorrei abusare della sua disponibilità ma sono costretto a porle un’altra domanda.
        Quando questa sera mi sono recato pe portare l’erba, ho visto una delle due fattrici con il fieno in bocca e tutta contenta. Pochi minuti dopo l’ho trovata diversa, nel senso che sembrava molto affaticata ed aveva una respirazione a parer mio un po’ più accelleratata e come se avesse ancora del catarrro (è la stessa di cui le parlai qualche settimana fa); inoltre (credo dalla bocca) fuoriusciva un liquido del tutto assomigliante a gocce di fango mista ad acqua (tipo acqua di pozzanghera). Non è molto denso ma piuttosto liquido. Nonostante fossi lì con loro dentro la garenna, si faceva toccare con atteggiamento quasi remissivo. Mi devo preoccupare?
        Grazie.
        Francesco

      • conigliopoli said

        Purtroppo, e non mi stancherò mai di ripeterlo, tentare diagnosi anche orientative senza avere “in mano ” l’animale è un po’ impossibile; è spesso molto difficile anche con l’animale presente. Credo che per avere un valido indizio sullo stato di salute dell’animale dovrebbe palparlo e valutarne lo stato generale: scioltezza della pelle, stato dell’addome, percussione del torace, temperatura. Non saprei come classificare il sintomo che mi riferisce. Il liquido marrone potrebbe essere anche un espettorato sanguigno alterato dovuto a polmonite o pleuropolmonite nel qual caso la prognosi sarebbe quasi certamente infausta. Non vedrei che altro potrebbe essere, visto che i conigli non vomitano. Le consiglio di attendere gli sviluppi.

      • Francesco said

        Buongiorno Sig. Della Valle.
        Le do il lieto annuncio: la fattrice di cui le parlavo ieri, ha partorito nella tana precedentemente scavata dall’altra coniglia gravida. Inizialmente la neo mamma aveva iniziato a preparare il nido nel nido-pozzetto; probabilmente ha notato troppo mio interesse nel curiosare all’interno di esso e così ha deciso di fare i piccoli nella tana. Ora è tutta coperta di terra e fieno e dovrò attendere almeno un mesetto per vedere i cuccioli.
        La terrò aggiornata sugli sviluppi e sul prossimo parto che dovrebbe avvenire la prossima settimana. Nnon si tratta di una anticipazione del parto poichè è possibile che la coniglia fosse già piena al momento della vendita.
        Avrei piacere di poter scambiare via mail alcune considerazioni in merito alla filosofia dell’allevare biologico; considerazioni che ritengo possano aversi in privato onde evitare di andare fuori tema qui nel suo blog.
        Attendo sua cortese risposta.
        Ancora grazie!!!
        Francesco

  81. Francesco said

    Buongiorno Sig. Della Valle.
    Grazie infinite per i suoi preziosissimi consigli! Essi divororano l’erba durante la nottte e lasciano solo le parti dure fusto. Ho notato che vanno ghiotti di trifoglio e amano fiori e foglie di erba medica che ho in abbondanza.
    Al matttino do loro delle mele dei nostri alberi assolutamente non trattate.
    Da domenica scorsa una fattrice ha comincinciato a portare fieno (che hanno in abbondanza nel pagliaio ben custodito all’asciuttto) nel nido-pozzetto; il termine per il parto dovrebbe scadere il 1-settembre prossimo. Come legge tale comportamento?
    La ringrazio e la terrò aggiornato.
    Francesco

    • conigliopoli said

      Talvolta la fattrice anticipa la formazione del nido anche 10-12 giorni prima del parto, ciò avviene in forza del regime ormonale del proprio organismo e principalmente: nelle primipare, in quelle che hanno pochi piccoli in grembo e/o con qualche problema di gravidanza anche se ciò non è vero al 100%.
      L’alimentazione che fornisce loro è ottima, ma non disdegni di fornire anche ogni tanto altre erbe (graminacee, ombrellifere) La varietà è sempre consigliabile. Penso che già nel fieno la possano trovare. Auguri!

  82. Francesco said

    Buonasera.
    Nella mia piccola garenna la prossima setttimana partoriranno le mie prime due fattrici. Vivono assime ad una femmina di quasi 4 mesi. Procuro loro, una volta al giorno (la sera ), 3 Kg di erba fresca purissima che mangiano quasi tutta. E’ sufficiente?
    Grazie

    • conigliopoli said

      Salve, per ora dovrebbe essere più o meno la dose giusta, però sappia che crescendo i piccoli e magari con le femmine incinte nuovamente e col calo delle temperature la dose andrà aumentando. Più che usare la bilancia, che pure è utile per fare qualche calcolo approssimativo, lei deve guardare cosa i conigli avanzano dopo 24 ore dalla somministrazione; se l’erba è di buona qualità, e tenera non dovrebbe avanzare quasi nulla. Comunque usi il metodo delle dosi diminuenti; provi con una certa quantità ed il giorno dopo se avanzano la diminuisca leggermente, mentre se tutto appare pulito e gli animali accorrono quando arriva l’erba, allora vuole dire che è un po’ sotto l’ottimale. L’alternanza di brevi periodi di “magra” con periodi di abbondanza non da fastidio al coniglio anzi lo abitua ad economizzare nel modo migliore l’alimento, Se invece vede che restano avanzate parecchie erbe di una sola specie, significa che non è gradita dal coniglio e pertanto occorre aumentare la dose fornita, dato che una parte di essa non viene utilizzata. Gli animali che potessero pascolare liberamente crescono comunque in un tempo assai minore che non in regime di erba riportata e perciò è bene tenerli per il maggior tempo ben sazi anche con un piccolo spreco di foraggio.

  83. Max said

    Proprio ieri stavo falciando il fieno con amici su un terreno di 2ha recentemente acquistato e ad un certo punto ci è venuta l’idea dei conigli, quindi oggi ho trovato questo utilissimo sito.
    Dato che sono appassionato di agricoltura naturale e di biologico vorrei partire da conigli sani allevati naturalmente per evitare poi problemi, dove mi consigli di acquistare i conigli per cominciare? li vendi anche tu?
    Grazie per gli utili consigli su questo sito!
    Massimo

    • conigliopoli said

      Mi spiace ma per quest’anno la mia limitata produzione è già tutta destinata. Per consigliarti non saprei dove, dato che non frequento il mercato. Quando, dopo una decina d’anni, ho deciso di cambiare sangue ed ho acquistato con le dovute indagini e cautele un maschio nuovo, l’ho preso da un allevamentino rurale di un privato di montagna dove mangiavano solo erba e fieno. (Questa è la prima condizione che devi accertare quando compri.) Era Ok sotto il profilo sanitario ma la razza mi ha dato problemi sulla quantità nel senso che ho avuto parti con meno cuccioli anche se più grossi e belli. Mi occorrerà almeno una altro annetto per riportare la selezione ad un settaggio ottimale.

  84. francesco said

    Buongiorno.
    Vorrei porre una domanda che, probabilmente per molti di voi, apparirà stupida. E’ possibile l’incrocio tra coniglio e lepre?
    Grazie.
    Francesco

    • conigliopoli said

      Sebbene siano due specie tassonomicamente vicine non mi risulta sia possibile.

  85. michelino said

    ciao,premetto che non allevo piu conigli da quando avevo circa 12 anni. però adesso mi è venuta voglia di riprovare. Forse per me sarebbe utile vedere il tuo allevamento, se fosse possibile. io sono a monasterolo di sav. (CN)

    • conigliopoli said

      Purtroppo non è possibile vedere il mio allevamento per una serie di ragioni che non sto qui ad elencare; mi dispiace, forse fra qualche anno.
      ciao

  86. mauro said

    buon giorno,
    complimenti per la scelta di allevare conigli rispettando la loro natura ed avvicinare l’allevamento a condizioni di vita ragionaevoli.
    Le scrivo la presente per avere un suo parere in merito alla seguente questione:
    Possiedo un terreno agricolo recintato di ca. 250Mq. esposto a sud leggermente collinare, dopo aver letto il suo sito ho provato ad introdurre due conigli ( maschio e femmina) di razza incrociata fra california e pezzato di borgogna.
    Sono vissuti bene per 3 settimane, poi improvvisamente sono morti a distanza di 1 un giorno l’uno dall’altra.
    gli animali al ritrovamento si presentavano entrambe in posizione allungata con zampe anteriori e posteriori estese, la zona di pelo sopra agli occhi era umida e gli occhi sporgenti, la zona perianale era sporca di feci poco consistenti e di colore marroncino molto chiaro, non presentavano altri segni visibili esternamente.
    Sul terreno ( naturale non concimato non inquinato) sono presenti in grande quantità il trifoglio, tarassaco, erbe di campo varie, però c’è anche un glicine ( possono essere tossiche le sue foglie ? ).
    Ho creato una casetta in legno, ed ho lasciato a disposizione acqua che cambiavo tutti i giorni.
    sul terreno non sono presenti cespugli che creano ombra ma ho lasciato, nella zona scoscesa,che l’erba crescesse molto alta in modo da creare un riparo naturale per i conigli, inoltre ho creato un riparo artificiale ( tipo tenda canadese ma di legno) che li proteggesse da sole o dalla pioggia.
    I conigli li ho acquistati in un allevamento in provincia di como che alleva diverse razze anche pregiate, ed i conigli erano allevati in piccole gabbie ed alimentati con mangime in pellets.
    presumibilmente l’età dei due conigli era di ca. 5 mesi, il mascio al momento dell’acquisto presentava sulla schiena, una zon acon poco pelo, però quaesto è cresciuto bene nelle settimane di permanenza nel mio terreno.
    Le sarei grato se potesse aiutarmi a capire cosa può aver causato la morte dei due soggetti e se può indicarmi allevatori come lei disposti a vendere 2 o più soggetti per dare inizio ad un piccolo allevamento amatoriale.
    Le rinnovo la mia stiam e la saluto cordialmente.
    Mauro

    • conigliopoli said

      Salve, non posso dirle di cosa sono morti i conigli senza un visione degli organi interni, ma quasi certamente non sono riusciti ad abituarsi alla nuova dieta ed hanno semplicemente sviluppato malattie che il mangime teneva ferme o nascoste. Bisognerebbe poi verificare attentamente se abbiano ricevuto un colpo di caldo; spesso non basta un riparo all’ombra, ma bisognerebbe predisporre un rifugio sotterraneo in attesa che se lo scavino loro o sopra il riparo una rete ombreggiante che intercetti i raggi solari. ; probabilmente hanno avuto una forma di coccidiosi magari mista a setticemia o polmonite col concorso del caldo. Passare dal mangime pellettato all’erba non è così semplice come affermo nella pagina Affrancamento del mio blog. Io consiglio pertanto di non acquistare soggetti di gran costo quando si intenda provare ad abituarli all’erba; sarebbe meglio scegliere un numero maggiore di soggetti piuttosto giovani intorno a 2 Kg di Peso vivo e provenienti da covate diverse di uno stesso allevamento che non utilizza pellet. Magari in una stagione che va verso il fresco piuttosto che nell’incipienza del caldo. Io non saperei chi consigliarle perché sono fuori da ogni mercato da molti anni; volendo cambiare un po’ il sangue quest’anno ho preso un coniglio maschio da un altro piccolo allevamento di montagna che tenevo osservato da un paio di anni, dove mangiavano solo fieno e venivano tenuti all’aperto, però questo maschio, ed è la prima volta che mi capita, mi fa nascere pochi piccoli per covata. In compenso sono molto belli.
      Non si preoccupi delle erbe velenose, penso che i conigli sappiano regolarsi benissimo da soli. Non mi risulta che ce ne sian fra quelle citate a parte il glicine del quale però non conosco gli effetti sul conigli; se ne hanno mangiato potrebbe dare i sintomi che lei accusa. Nel dubbio: impedire che ne mangino.
      Ora come ora non ho conigli da darle, ma è possibile che nell’autunno possa cedergliene una coppia, dipende da come andranno le nascite; In alternativa posso provare a chiedere a qualche amico che alleva dello stesso mio ceppo se ha qualche coppia da vendere; La ricontatterò in privato sulla mail appena al corrente

      • mauro said

        grazie per la sua disponibilità, in effetti credo che anche se trattasi di animale erbivoro, in natura , la nutrizione con pellet snaturi il coniglio dal suo regime alimentare naturale portandolo anche al decesso.
        Mi attrezzerò nel frattempo piantando nel terreno dei cespugli di corbezzolo, ginepro e lauro che al clima del lago maggiore ben si adattano e daranno senz’altro zone d’ombra fruibili ai nuovi eventuali ospiti.
        Spero di ricevere sue buone notizie in merito alla possibilità di acquistare 2 soggetti da allevamenti a terra.
        La ringrazio e cordialmente la saluto
        Mauro

  87. Francesco said

    Salve Sig. Claudio.
    Ho provato ad acquistare il Suo libro ma la transazione non va a buon fine. Potrebbe cortesemente indicarmi altre modalità di pagamento, per es. vaglia postale o c/c bancario, a tal fine inviandole al mio indirizzo mail?
    Grazie anticipatamente.
    Francesco

    • conigliopoli said

      Buongiorno, la ringrazio; Purtroppo l’unico metodo di pagamento è con carta di credito o paypal accettato dal sito di LULU; non dipende da me ma dal sito dove il libro è depositato per la distribuzione. Provi ancora in un altro momento e comunque se non va a buon fine ci deve essere un errore da qualche parte. Riguardi attentamente tutta la procedura.
      cordiali saluti

  88. Angelo said

    E’ stato un piacere scoprire questo sito ricco di informazioni (sostanzialmente cultura ad ampio spettro), che evidenzia una “passione” e consapevolezza globale, non solo per i conigli ma , più in generale, per la natura e l’ambiente. Sono stato inoltre colpito dalla “conversione” spirituale alla base di questa scelta di vita.Non so se tale scelta sia stata favorita da una relativa tranquillità economica o meno, ma, in tutti i casi….complimenti.
    Infine due righe informative che mi riguardano : ho scoperto il sito, poichè era mia intenzione buttarmi, diciamo così, in questa avventura. A tal scopo cercavo le opportune informazioni di base, per evitare un salto nel buio. Ed infatti, poichè possiedo un bel cane, a cui sono affezionato e del quale non voglio liberarmi, sono costretto per ora, da quello che ho letto, a soprassedere. Ringrazio pertanto l’autore (gli autori) per quanto contenuto nel sito, frutto certamente di un enorme lavoro, oltrechè di una decisiva esperienza nel settore, augurando un felice proseguimento. Distinti Saluti. Angelo

    • conigliopoli said

      La ringrazio per la sovrastima che mi manifesta.
      In proposito del cane, se i suoi timori sono legati all’infestazione da Tenia (cisticercosi) che il cane può veicolare al coniglio per via alimentare, preciso che se il cane è “pulito” cioè non ha mai mangiato in vita sua viscere crude di animali (di solito suini) con tenia, come avviene spesso in campagna coi randagi, può stare tranquillo.

  89. Francesco said

    Buongiorno Sig. Claudio. In attesa della risposta al mio primo intervento, approfitto ancora per chiederle un’altra cosa. Riflettevo sull’approviggionamento dell’erba fresca. La mia famiglia ha molti campi incolti e ricchi di erba, ma io non conosco le varietà tossiche al coniglio. Quindi: a parte imparare a riconoscere le varie specie, come si organizza per la raccolta? Nel senso: ogni giorno si mette a raccogliere e poi lo dà agli animali ovvero la prepara qualche giorno prima per servirla razionalmente? Grazie.
    Francesco

    • conigliopoli said

      Salve, scusi il ritardo ma non mi funziona la notifica e-mail. Ora per i riproduttori io non saprei dove indirizzarla visto che nemmeno io sono in grado di venderne qualcuno perché attualmente mi servono tutti. Le problematiche che si incontrano le avrà lette sul sito tuttavia se dovesse trovare qualche allevatore rurale potrebbe provare a selezionarli da lei facendo l’esperienza necessaria. A volte è più semplice di quello che potrebbe sembrare, ma non vi è nessuna garanzia di riuscita. Tenerli in gabbia a fieno ed erba una volta affrancati è possibile ma a patto di evitare i ristagni di umidità sul fondo ed avere sempre una lettiera secca e molto pulita. Non credo tuttavia che lei voglia tutte le sere rincorrerli per la garenna per metterli al sicuro; è meglio impedire che scavino con un recinto adeguatamente costruito. Per quanto riguarda le erbe tossiche non si preoccupi; il coniglio affrancato mangia quasi tutto e se qualcosa non gli gusta lo lascia lì perché le conosce meglio di noi; talvolta mangiano anche l’oleandro (poco) senza problemi. Stia attento al colchico autunnale, ma credo non lo mangino se hanno di meglio a disposizione. Quasi tute le infestanti sono edibili o comunque non pericolose per il coniglio. Io l’erba fresca la dò giornalmente anche 2 volte al giorno e la raccolgo ogni 1-3 giorni. Utilizzo anche il fieno ma per periodi piuttosto limitati di qualche giorno o in miscuglio con l’erba. Nel libro troverà tutto quanto.

  90. Francesco said

    Egr. Sig. Claudio, approfitto della sua esperienza nonchè della grande disponibilità che mette a disposizioni dei lettori, per chiederle alcune cose.
    Amo la vita di campagna e spero, prima o poi, di potervi andare ad abitare. Abbiamo molto terreno ad una altitudine di circa 600 mt. s.l.m., in Liguria. Il mio progetto consisterebbe nel restituire al territorio le antiche e sane tradizioni di cui anche lei parla. Purtroppo al momento non posso garantire una presenza stabile se non per il periodo che va da maggio ad i primi di ottobre, ovverosia, quando si ritorna (ai noi) a valle. Comunque sia il sito dista da casa nostra non più di 20 minuti. Mi rendo però conto (e mi corregga se sbaglio) che per allevare conigli (come altre razze di animali) sia necessario abitare in prossimità del luogo dove vivono gli animali.
    Prima domanda.
    Poso che non so nulla di conigli e che comunque acquisterò il suo libro (mi piacciono come animali e mi piace la loro carne), mi farebbe piacere provare ad iniziare questa esperienza ma mi è essenziale che lei mi spieghi dove posso acquistare cuccioli ancora non svezzati e della razza che mi dirà lei.
    Seconda domanda.
    Se quest’anno (tra qualche settimana) iniziassi con (quanti soggetti?), una volta svezzati ed autonomi, potrei tenerli al pascolo in un piccolo recinto al fine di farli muovere per poi riporli nelle loro gabbie, senza correre il rischio che scavino? Le pongo questa domanda poichè, prima di catapultarmi in un’impresa (ed investire tempo e danaro) vorrei capire se la cosa sia fattibile o meno.
    Terza domanda. In alternativa, mi dia cortesemente un consiglio su come fare.
    La ringrazio anticipatamente e le chiedo di volermi cortesemente rispondere anche in privato, così che non abbia difficoltà a leggere la sua risposta.
    Cordialmente.
    Francesco

  91. Della Sala said

    salve a tutti scusate il disturbo ma dovrei chiedervi degli altri consigli allora l’atro ieri notte ho subito un attacco da parte dei cani randagi che hanno scavalcato la rete della terra di mio zio alta circa 1.30 mt.e scavando sono poi entrati nel mio giardino dove avevo i conigli, hanno ribaltato le gabbie e mangiato 9 conigli. ma per fortuna la coniglia in cinta non l hanno toccata e stamattina ha anche partorito, come dovrei fare a difendermi da questi attacchi?
    avrei pensato di mettere la rete a 30cm sotto terra, appoggiarci le tegole sopra e chiudere tutto con il cemento. faccio bene?
    rispondete per cortesia grazie.

    • conigliopoli said

      Ciao, il problema dei cani, ammesso che siano davvero randagi e dietro non ci sia invece anche il padrone, come è capitato a me, si risolve con idonee barriere. La rete va alzata e se vuoi impedire che scavino, va interrata il più possibile, ma in aggiunta si può anche stendere orizzontalmente sul terreno davanti alla recinzione verticale una rete a maglia larga anche 15-20 cm per circa mezzo metro o 1 metro in avanti; non importa se poi viene sotterrata dall’erba. Essa impedirà ai cani di scavare in prossimità della recinzione scoraggiandoli. Dovresti poi pretendere l’intervento della ASL ed in alternativa si possono catturare con trappole tipo quelle a gabbia dove entrando e mangiando il boccone scatta lo sportello e li prendi vivi.

  92. Ewa said

    Ciao,
    Prima di tutto volevo fare i complimenti a Claudio per il suo libro sui conigli. Mi ha chiarito quali potrebbero essere le cause di alcuni dei nostri insuccessi nel nostro allevamento famigliare. Ma forse dovrei presentarci… Viviamo (io, mio marito e le nostre 2 figlie in Abruzzo in una vecchia casa in campagna. Cerchiamo di autoprodurre il cibo che consumiamo, le cose che produciamo in piu’ scambiamo/vendiamo con gli/agli amici della zona che condividono lo stesso stile di vita. Qualche anno fa abbiamo cominciato ad alimentare i nostri conigli solo con erba raccolta da noi e cereali bio e i problemi che avevamo sono aumentati, mortalita’ dei riproduttori, coniglietti morti appena nati, perdite durante lo svezzamento… Abbiamo introdotto dei riproduttori nuovi da allevamenti vici – adesso sappiamo che questa e’ stata una cosa sbagliata. In primavera dovremmo completare il recinto per allevare i nostri conigli a terra e non piu’ in gabbia e vorremmo acquistare qualche coppia di riproduttori sani e di sicura provenienza. L’obiettivo nostro sarebbe avere 1/2 maschi e 3-5 femmine riproduttrici. Claudio, volevo chiederti se conosci qualche persona dalla quale potremmo comprare gli animali o se eventualmente ce li potresti vendere tu? Vorrei evitare di comprare i riproduttori da allevamento sottoponendoli alla selezione naturale.
    Ti vorrei anche chiedere che pensi delle razze autoctone come il grigio di carmagnola e il leprino di viterbo.
    Ti ringrazio per la tua attenzione. Ewa

    • conigliopoli said

      Ciao, ti ringrazio dell’apprezzamento e ti rispondo privatamente sull’indirizzo mail segnalato.

  93. Az. Nuovi Orizzonti said

    Ciao!

    Sono uno studente della facoltà di agraria presso Padova. Già da qualche tempo mi sono messo a progettare un allevamento di conigli a terra che segua i principi biologici e naturali. In questo sito ho visto spesso che siete pessimisti riguardo l’avvio di un’attività da reddito ma io sono convinto di potercela fare (anche grazie ad alcune razze locali venete che presentano contemporaneamente grande rusticità ed ottime caratteristiche produttive).
    L’unica cosa che non riesco assolutamente a calcolare è la superficie necessaria al sostentamento dell’allevamento, in particolare non riesco a capire quanto foraggio (fieno o erba) consuma un coniglio al giorno (o al mese o all’anno). Volevo chiederti se tu riesciresti a darmi dei dati ,anche indicativi ,cosicchè io possa calcolare i conigli allevabili con la superficie a mia disposizione (cosidera che non prevedo l’inerbimento all’interno del recinto ma di portare tutto da fuori).

    Grazie per l’aiuto che mi hai comunque già dato!
    Fra qualche mese dovrei partire con pochi animali per l’esperimento pilota e cercherò di tenervi aggiornati.
    Grazie ancora

    Willy

    • conigliopoli said

      Salve, i dati riguardo la superficie che io ho sono questi: per la garenna con pascolo incluso almeno 35 mq indicativi per soggetto; se invece porti il cibo da fuori, come faccio io potrebbero andare bene anche 1-2 mq/soggetto adulto a patto che siano razionalmente divisi e governati seguendo gli stadi di sviluppo dei conigli presenti ed al fine di evitare conflitti di tipo gerarchico o sessuale.
      La quantità di erba fresca ma asciutta che mangiano, non l’ho mai pesata esattamente, ma penso che potresti ragionevolmente stimarla pari a 1-2 kg/ soggetto adulto in accrescimento per giorno e comunque dipende molto dalle temperature esterne e dallo stato, digeribilità e qualità del foraggio; perché se ne hanno molto scelgono e scartano la parte meno utile, se ne hanno poco mangiano tutto. Devo però dire che i coniglietti che possono pascolare, crescono meglio ed in metà tempo; per contro i recinti sono più costosi da realizzare e difficili da difendere e da controllare. Il pascolo potrebbe essere forse d’aiuto soprattutto nella parte iniziale per preparare o acclimatare i riproduttori iniziali. Da ultimo ti consiglio, specie se ne avrai numeri consistenti, di non trascurare le vaccinazioni per MEV e Mixomatosi.
      Auguri!

  94. gabriele said

    salve vorrei sapere se le oche nella garenna possano fare del male ai coniglietti appena usciti dalla tana

    • conigliopoli said

      A me non risulta, anzi convivevano benissimo ed impedivano l’accesso al recinto ai gatti. Comunque basta provare e tenerle d’occhio

  95. William said

    Ciao sono sempre William, quello della montagna che ha avuto la visita dello sparviero. Ti scrivo perché purtroppo ieri ho sepolto il penultimo coniglio…nel giro di 3 mesi sono morti 12 conigli. Hanno iniziato i riproduttori e poi i nati di quest’anno. Ho aperto alcuni dei deceduti, e ho rinvenuto le macchie giallognole sul fegato(non in tutti però..) è rimasta una sola coniglietta nata in agosto. Sono intristito perché credevo che giunto al terzo anno (ho sempre sostituito i riproduttori annualmente) il problema malattie iniziasse a diminuire, invece ora sono costretto a ricominciare tutto daccapo. Vorrei capire dove sbaglio; non avevo ancora iniziato a distribuire il cibo invernale (fieno e orzo fioccato) in quanto i conigli stanno ancora pascolando (solitamente chiudo i pascoli dopo la prima brinata) quindi il cambio di alimentazione non era ancora iniziato. Potrebbe essere colpa dell’acqua? Mi spiego, l’acqua la distribuisco tramite tanica da 10 lt collegata a tre abbeveratoi. D’estate bevono molto poco e spesso capitava che acidificando l’acqua con aceto si formasse (dopo giornate particolarmente calde) una muffa grigia sulla superficie nella tanica. Io sostituivo il tutto, ma mi sorge il dubbio che la muffa sia nei tubi e negli abbeveratoi. Sempre riguardo l’acqua io avrei la possibilità di deviare all’interno della garenna l’acqua di un torrente che scorre a lato del recinto. Volevo chiederti se così facendo potrebbe risultare migliore per i conigli (avrei acqua sempre fresca, in quanto corrente, e pulita in quanto la sorgente sta dieci metri prima della garenna, ma sarei impossibilitato ad acidificarla). Mi sto fissando sull’acqua perché non vedo altri anelli deboli.
    Ti do un altro indizio. Quest’estate(ed era la prima volta) sono nati 3 coniglietti con malformazioni. 1 non aveva un arto anteriore, uno non aveva un orecchio e il terzo senza un occhio. I primi due sono deceduti dopo circa 50 giorni(erano appena usciti dal nido) il terzo al 3° mese. Non saprei cos’altro pensare…e lo sconforto regna sovrano…mi viene voglia di mollare tutto
    Ciao
    william

    • conigliopoli said

      Caro William, quello che dici mi dispiace molto e non riesco a farmene una ragione.
      Cominciamo dall’acqua: la tanica io non la userei perchè lascia passare la luce e crea un ambiente non idoneo alla conservazione dell’acqua, meglio un contenitore metallico di alluminio o inox adeguaramente protetto dalla luce; per evitare il riscaldamento anche i tubi, se non sono interrati è meglio siano più corti possbile, quando non sia possibile fissare direttamente gli abbeveratoi al contenitore. Io uso semplicemente una pentola inox da 4 litri perchè non riesco a trovare in zona un abbeveratoio lubing (ne avevo a migliaia nel vecchio allevamento mannaggia) Detto questo devi vedere la qualità dell’acqua che immetti nella tanica, cioè il suo sedimento o la sua potabilità. Se non sei sicuro, puoi anche sospenderla quando gli animali mangiano il verde vivono bene lo stesso. La muffa mi pare improbabile, però tieni presente che i funghi fanno spesso tossine micidiali, ma se non si sa che fungo è non possiamo dire nulla. Però per vivere le muffe hanno bisogno di qualcosa di cui nutrirsi per cui deduco che l’acqua o la tanica non sono perfettamente pulite. Usa pure la candeggina pura o quasi per disinfettare tutto il sistema anche dove l’acqua non arriva ma poi sciacqua accuratamente e molte volte.
      Le macchiette gialle sui fegati sono solitamente indice di coccidiosi, ma potrebbero anche essere necrosi causate da altre malattie o anche da tossine, ad es quelle del mais ammuffito e non vuole dire sicuramente che siano la causa della morte. Potrebbe trattarsi di coccidiosi giovanile che poi risolve con la crescita. Inoltre, nel caso della coccidiosi, dovrebbero morire i piccoli prima degli adulti. In caso di tossine invece gli adulti, specie le madri, ne accumulano di più e quindi ne soffrono prima degli altri.
      Anche il discorso delle deformità mi lascia pensare a qualcosa di tossico, perchè si tratta di deformità che in 35 anni non ho mai riscontrato nel coniglio (in quelli bio poi non ne ho proprio mai viste di nessun tipo).
      Come sta ad inquinamento la tua zona? Sei sicuro che non ci sia qualcuno che sparge veleni o pesticidi o che … non ama i conigli nella tua zona? Te lo dico perchè a me è capitato proprio quest’ultimo caso.
      Verificato questo si può pensare a qualche forma patologica, ma senza vedere direttamente non posso dirti nulla.
      Ti ho risposto per e-mail

    • conigliopoli said

      Ciao, m ma scusa come mai mi dici che i coniglietti escono dal nido a 50 gg? Di norma lo fanno intorno ai 20 giorni circa. fammi sapere claudio.

      • william said

        scusa è un errore di battitura, i giorni sono 20 circa…
        Sempre sull’acqua la tanica è in plastica da 10 lt. e gli abbeveratoi sono a pistone. il tubo che collega tanica e abbeveratoi non supera i 20cm. la muffa nell’acqua si forma x la presenza dell’aceto (almeno credo)perchè se non acidifico l’acqua le muffe non si formano…per il resto ti ho risposto via mail

  96. gian luigi said

    Salve a tutti,
    c’è un problema che non riesco a risolvere, non riesco a capire come mai non ho più gravidanze da cinque mesi.
    in allevamento (gabbie) ho una copia di californiani, una copia di zelandesi, un femmina fulva e un maschio argentato…..più 3 femmine nate da incroci di locali.
    Ho provato a dare più luce, areare meglio i locali ma nulla da fare…ho tentato anche sostituendo i maschi…nessun risultato.

    Mi sapreste aiutare?
    Grazie Luigi

    • conigliopoli said

      Possono esserci tante cause, ma per una cosa così generalizzata non saprei proprio cosa pensare, forse la sterilità dei maschi, ma è chiaro che comunque se fanno così è perchè non stanno bene ed allora verificare l’alimentazione, i parassiti (cisticercosi) ma non è una diagnosi che si può fare senza vedere gli animali.

  97. Franco said

    Buona sera, abbiamo già parlato nel forum del mio primo tentativo di allevamento, terminato con la fuga dei tre soggetti. Ora ho approntato un recinto dove tenerli per un periodo di ambientamento.
    Quanto può durare tale periodo ?
    Poi vorrei praticare delle piccole aperture nel recinto per permettergli di uscire e rientrare.
    Crede che questa possa essere la stagione adatta ?

    • conigliopoli said

      Salve, il numero può essere più che sufficiente se tutto va bene. Per il periodo di affrancamento, dipende dalla storia di provenienza dei suoi conigli cioè se vengono da allevamenti intensivi o se invece sono già abituati a stare all’aperto mangiando il loro cibo naturale. In ogni caso la soluzione da lei adottata potrebbe andare bene con l’unica attenzione che io consiglierei di dare progressivamente lo anche alimenti verdi. Comunque se nel recinto ci sarà sempre disponibilità di fieno ed avena si regoleranno da soli nel momento in cui potranno uscire. Se mangiano fieno ed avena senza problemi, dopo 1 due settimane cominci pire a lasciarli andare a patto che non siano troppo piccoli. La stagione va benissimo, dato che trovano a terra non solo erbe e foglie ma anche frutti.

      • Franco said

        I conigli sono allevati in gabbia, ma esclusivamente a fieno ed avena. Nel recinto è presente erba alta e cespugli. Pensavo che ciò potesse essere utile, sia come riparo, sia per abituarli al territorio dove dovranno vivere. Crede che ciò possa essere dannoso per loro avendo a disposizione alimenti verdi che non posso regolargli nella somministrazione ? Per i topi, pensavo di mettere da subito, all’esterno del recinto, delle esche, nelle apposite scatole , per non farle mangiare a cani o altri animali. Pensa sia meglio iniziare subito, o attendere che si manifesti il problema ?
        La ringrazio.

      • conigliopoli said

        I topi che danno fastidio di solito si fanno dove ci sono granaglie o quando migrano dalle fogne di qualche centro abitato. I sorcetti campagnoli non danno di solito fastidio a meno che non siano troppi. Il trattamento preventivo è comunque da fare prima possibile dato che gira dell’avena. Qualche giorno nel recinto è sufficiente perché il coniglio recuperi motilità e io consiglierei nel suo caso di tenerceli per almeno un mesetto o 2 abituandoli però a dosi sempre crescenti di erba per raggiungere verso la fine almeno il 30% della razione. Poi apra il recinto e mantenga soprattutto il fieno a disposizione anche in quantità limitata. L’avena la diminuisca progressivamente dopo l’apertura ma la mantenga come richiamo ghiotto per tenerli in zona. Anche se dimagriscono un po’ ciò servirà a spingerli al consumo dell’erba di cui bisognerebbe però valutare la qualità ed il potere nutritivo. A volte con una bella sfalciata si ottiene erba giovane senz’altro più gradita ai conigli, ma se è buona va bene anche quella più legnosa.Tenga presente che il coniglio di garenna, l’ho visto più volte, mangia anche qualcosa (non ho ancor capito cosa) dalla terra e quindi i suoi dovranno certamente adattare qualcosa del proprio intestino durante il mese in cui sono messi a terra. Se ha dei fichi maturi o marci glieli consiglio caldamente. Sono apportatori di flora microbica ottima per il coniglio. Inoltre le dico che il coniglio ama anche le radure, sarebbe bene che ce ne fosse una a disposizione. Apra il recinto comunque solo dopo che i conigli dimostrino di aver bene incassato il cambio di alimentazione al verde e si siano adattati bene a vivere a terra.

      • franco said

        Come le dicevo, ora ho tutto pronto ( recinto, rifugi, impianto per l’acqua ) la mia intenzione era mettere dei conigli selvatici (come razza, ma allevati in gabbia a fieno e avena). Il motivo era semplice, visto che non intendo mangiarli, mi sembrava + “etico” rinserire nella mia proprietà una razza autoctona. Poi come ben sa, il coniglio selvatico è + piccolo, mangia meno , fa meno figli. Inoltre volendo in futuro lasciarli del tutto liberi e indipendenti anche nel nutrirsi mi sembravano + adatti. Ora , però, sono venuto in contatto con una famiglia di contadini, che alleva i classici conigli “grigi”, sempre allevati esclusivamente a fieno e avena. I conigli sono piccoli, in quanto sono allevati a terra. Anche se non hanno uno spazio incredibile ( una stanza, e un piccolo recinto) non stanno in gabbia ma a terra. Visto il tipo di allevamento che vorrei fare, quale crede sia la soluzione migliore ? Forse, forse mi vengono a costare di + i conigli del contadino ( me li vende a 7 € al kg, naturalmente vivi ) ma quello non è un grosso problema, visto che ne acquisterei solo 3. Ma vorrei il coniglio che si adatta meglio al tipo di allevamento e che crei meno danni tra le 2 soluzioni. La ringrazio sin da adesso per la sua risposta

      • conigliopoli said

        Buongiorno. Io opterei senza dubbio per i conigli selvatici da lei allevati; sia per la sicurezza sia per la genetica che è senz’altro più adatta. Il fatto che quelli del contadino siano allevati a terra e perciò piccoli non mi convince, dato che i miei raggiungono comunque le dimensioni normali anche a terra.

  98. Franco said

    Buona sera, dopo la “fuga” dei miei primi 3 conigli. ( ne abbiamo già parlato nel forum ) ho realizzato un recinto a prova di “fuggiaschi”.
    Il mio intento sarebbe tenerceli dentro un periodo di assestamento ( QUANTO ? ) E poi farci delle piccole aperture, per permettere ai conigli di uscire.
    E’ tutto pressochè pronto. Crede che sia la stagione adatta ? Io vorrei fornire solo fieno e avena, fino a quando sono “reclusi”, poi ci dovrebbero pensare da soli.
    Il recinto è di circa 40 mq, con diversi rifugi ( pancali, tronchi, cumuli di pietre) crede, che un maschio e 2 femmine possano bastare ? Vorrei rimettere il coniglio selvatico

  99. anna said

    chiedevo un consiglio se ai conigli si puo dare un po di avena

    • conigliopoli said

      Fra tutti i cereali è uno dei migliori per il coniglio. Con molta moderazione, mi raccomando, soprattutto durante il periodo caldo e sempre che i suoi conigli non siano allevati coi mangimi. L’avena è rinfrescante per le femmine dopo il parto, ma contiene sempre degli amidi quindi integrare non più del 5% della razione col caldo e non più del 10-15 % col freddo. Io eviterei di darla ai piccoli almeno prima di 30gg di età. Tutto è però condizionato dal tipo di allevamento che lei fa.

  100. william said

    Ciao sono sempre William, quello dell’allevamento in montagna (Valle Imagna Bergamo per l’esattezza) volevo solo una informazione sui predatori. Come scrivevo un po’ di tempo fa ho aperto i pascoli ai conigli. Seguendo i tuoi consigli ho costruito il recinto della garenna e dei pascoli prestando attenzione all’eventualità di attacchi esterni di predatori (volpe, faina, cani randagi ecc) ho messo tre linee di filo elettrificato e tengo il perimetro sempre decespugliato per un costante monitoraggio. Fin qui funziona tutto e pur vedendo a volte la volpe gironzolare non ha mai provato ad entrare. Purtroppo mi sono organizzato per gli attacchi da terra ma non ho previsto l’aeronautica!! Infatti da qualche settimana un rapace diurno (mi sono informato dovrebbe essere o uno sparviero o un astore) si prende i piccoli di coniglio. E’ arrivato ad una decina di attacchi andati a segno. Non l’ho mai visto in azione, ma spesso fa la posta sugli alberi attorno ai pascoli. Ho provato a costruire all’interno del pascolo dei rifugi con pezzi di legna per permettere ai coniglietti di rifugiarsi; successivamente ho tirato una decina di fili appendendo un pò di svariato materiale luccicante (fogli di alluminio, CD, ecc). Da quando ho steso questi fili non è più arrivato, ma sono passati solo 3 giorni e temo che tra un po’ di tempo capirà che sono innocui. Capisco che la mossa migliore sarebbe coprire con una rete anti grandine; ma con quasi 500mq. di pascolo mi verrebbe a costare non poco; inoltre una zona del pascolo è boschiva (faggi e frassini di circa 15\20 mt. d’altezza) rendendo la stesura delle reti complicata. Volevo sapere se oltre alla rete esistono altre possibilità per scoraggiare il rapace. Altrimenti gli faccio trovare un poco di polenta nel pascolo, che con il coniglio è l’ideale!! Ciao e grazie

    • conigliopoli said

      Ciao, scusa il ritardo nella risposta ma non mi è stato notificato il tuoi post.
      Io non conosco altri metodi fuori della rete perchè non ho mai avuto la possibilità di confrontarmi coi rapaci. Hai in bel problema. Comunque, senza stendere una vera e propria rete, io credo che anche una certa tessitura di fili sottili ed invisibili di nailon stabilizzato contro UV Tipo fili da pesca di media robustezza, ed incrociati potrebbe disturbare l’animale nel suo volo e farlo sentire insicuro a calarsi dentro il recinto. Se ad esempio viene giù e poi nel decollo sbatte contro i fili ritengo sarà piuttosto spaventato la prossima volta. Questo come deterrente. Non ti consiglio di ucciderlo perchè è protetto ed utile. Non saprei che altro consigliarti. In alternativa valuta se non sia il caso di spaventarlo con qualche detonazione con petardi tipo magnum ma non funziona a lungo. In alternativa valuta se è più conveniente subire qualche perdita.
      ciao e complimenti per come gestisci la situazione.

      • william said

        Grazie del consiglio, ad oggi sono trascorso 13 giorni e pur avendolo visto nel bosco non ha più attaccato i piccoli. Sembra che i fili con materiale luccicante funzioni. Eventualmente in seguito proverò con il nylon come mi suggerisci. Dato che preda solamente i piccoli appena svezzati dovrò aspettare che ingrossino così da non essere più attaccabili. Stai tranquillo che non ho mai pensato di abbatterlo, ammiro la bellezza di questi animali e poi sono io che ho messo conigli nel loro habitat. Inoltre ucciderlo non avrebbe senso, anche perchè morto un rapace ne arriva un’altro. Un sito di falconieri mi ha scritto che i rapaci non sono come i passeri e sono molto timorosi. Secondo loro il materiale luccicante dovrebbe essere sufficiente. Vedremo come va a finire.
        ciao e grazie

      • Va bene sono contento che la tua esperienza vada a buon fine.Mi piace come ragioni riguardo alla natura, continua così. Ciao

  101. violaclara said

    Ciao Claudio,
    ho una famiglia di conigli che vorrei allevare in garenna: per adesso, in attesa di allestire il posto, ho messo le 4 femmine della prole (di 6 mesi di età) in un “tunnel” di rete costruito da mio padre, mobile, che sposto ogni 2-3 giorni su di un campo incolto non recintato. Nelle vicinanze ci sono i recinti di altri animali (cavallo, cane, oche, galline) e le gabbie provvisorie dei conigli maschi. La mia domanda è: devo temere l’aggressione della volpe contro le conigliette? Ovvero: potrebbe la volpe scavare e penetrare alla’interno del tunnel di rete? Che rimedi ci sono contro le volpi? Grazie mille per la tua risposta.

    • Ciao, non ho esperienze con la volpe, ma la difesa migliore è un buon recinto come descritto nel mio blog o nel manuale. Se non le insidia al momento è perché può avere diffidenza della rete, ma la sua intraprendenza è da ritenersi condizionata alla disponibilità di altre prede più facili o più appetite nei dintroni. In ogni caso se vuole te li mangia. Le alternative cruente come le trappole o i veleni sono sconsigliabili a mio avviso e credo anche fuori legge.

  102. angelo said

    Salve,
    Vorrei acquistare il Vostro libro.
    Però quando inserisco i dati della mia carta poste pay…alla fine mi esce il tuo pagamento è stato rifiutato…perchè?

    Cosa dovrei fare ora per andare avanti e acquistare quel libro?
    Attendo Vostre risposte

    • conigliopoli said

      Salve, non ho idea del perché ciò accada. La mia ipotesi è che forse ha inserito qualche dato errato o incompleto oppure la carta non contiene fondi sufficienti. Controlli bene queste cose.
      Però non è a me che deve rivolgersi ma al sito di Lulu poiché dipende da loro. Provi a contattarli direttamente.Io sono senza pc e rispondo a questa e mail da uno in prestito per cui non posso aiutarla più di tanto perché mi mancano i dati personali. Tra un mese potrò esserle più preciso.
      Grazie per l’acquisto.

      cordiali saluti

  103. vito nicola said

    Salve, Sono in possesso di un terreno di 1 ettaro..E da una settimana ho iniziato a pulire la zona dove ho deciso di iniziare l’allevamento biologico..Vorrei avere dei consigli da parte Vostra per avere degli ottimi risultati.

    Sono interessato anche all’acquisto del Vostro libro,e vorrei sapere su che sito dovrei andare per acquistarlo

    • conigliopoli said

      Salve, basta cliccare sull’immagine del libro e verrai rimandato al sito di acquisto. Ti ricordo che il mio libro parla di allevamento famigliare, e prima di passare a grandi numeri ti consiglio di provare con un piccolo nucleo ed acquisire una esperienza solida se non ne hai già una. Il sito comunque è questo:

      http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/conigli-conigli/4737923

  104. Franco said

    Volevo raccontarvi la mia esperienza fallimentare. Io sono quello che voleva provare a fare un allevamento realmente natural a Sassetta. Il 1 maggio ho liberato 2 femmine e 1 maschio di coniglio selvatico dell’eta di circa 2 mesi. Naturalmente avevo preparato una conigliera a prova di predatore e con ripari dalla pioggia, completa di abbeveratoi e mangiatoia. Per una mia scelta ( poi risultata errata) avevo deciso di non fare una recinsione che proteggesse i conigli. E’ piovuto tutta la settimana, martedi sono andato e erano dentro la conigliera, venerdi sono tornato e non li ho trovati ma ho visto che avevano mangiato. Oggi ci sono stato tutto il giorno, ma ho visto che il cibo non è stato toccato, e non li ho visti tutto il giorno. Non vi era alcuna traccia di scavo da parte di predatori, o qualsiasi piccolo cenno di una possibile lotta.
    Non so se ne sono andati, o meno. Ho fatto un giro accurato e non ne ho trovato alcuna traccia. Mi sembra strano che siano stati mangiati tutti e 3.
    1° Domanda Li dò per persi ?
    Naturalmente non mi arrendo, ma stavolta sarei propenso a costruire una ricenzione per tenerli vicino alla conigliera per almeno un paio di mesi.
    2° Domanda Sò che il coniglio selvatico gira sopratutto dal tramonto all’alba, il coniglio normale, quello del contatidno ha le stesse abitudini ?
    2° Domanda Il coniglio ” normale” può avere abitudini un pò + “statiche” in confronto ai tre fuggiaschi ?
    Attendo i consigli per passare alla seconda parte del progetto, visto che la prima è fallita miseramente.

    • conigliopoli said

      Si, comprendo, la recinzione è il primo elemento da curare, i conigli possono anche essere scappati per un qualsiasi motivo, non trovando magari il luogo di loro gradimento e avendone trovato uno migliore. Se non conosci il luogo comunque tieni presente che i predatori prima o poi vengono fuori e fanno il loro lavoro.
      Il coniglio domestico farebbe probabilmente la stessa fine. Insediare una colonia in libertà completa in un luogo può essere un lavoro complesso, a volte impossibile. Io opterei per un recinto a prova di bomba da quale poi lasciare evadere qualche coniglio. Ma il risultato non è affatto garantito. I conigli domestici non sono molto diversi dai selvatici nel comportamento in libertà. L’unica cosa è chee essendo un po’ più grossi potrebbero più facilmente essere predati.

      • Fabio said

        Salve.Allevo conigli in gabbia ed in piccoli recinti.Ho provato a seguire l’alimentazione naturale,ma buona parte dei soggetti muore in giovane età.Ti racconto una cosa che mi è capitata:avevo un coniglio giovane con diarrea,e considerato già morto l’ho liberato nella mia terra,per farla breve è guarito e cresciuto alimentato solo ad erba ed in natura. Visto il piccolo successo ho liberato 3 coniglie femmine,di cui una in gravidanza,ma la notte sono state sbranate tutte e 3 dai cani. L’idea di allevare in natura ancora non mi è passata, nonostante ciò, e vorrei allevare in campagna conigli all’aria aperta e penso sempre che se esistono i conigli selvatici e non sono estinti vuol dire che sanno dare filo da torcere ai predatori. Nella corsa un domestico è veloce come un selvatico a tal punto da battere il predatore nella corsa? Se ambientato, un domestico è in grado di apprendere tattiche antipredatorie?

      • conigliopoli said

        Ciao, non ho idea se i conigli selvatici corrano più velocemente dei domestici. Se sono di taglia più piccola è probabile. Credo che il domestico si possa adattare a sopravvivere, ma non certo nei recinti che come ho detto devono essere a prova assoluta di predatore. La difesa dei conigli selavatici risiede probabilmente anche nella vastità del loro territorio e nel fatto che hanno già alle spalle tutto il sistema di cunicoli pronto per defilarsi oltre a conoscere a menadito il loro terreno. I piccoli di coniglio domestico comunque sono molto vulnerabili appena usciti dalla tana, sono inetti completamente di fronte ai gatti ad es. Credo, per quanto ho esperienza, che i domestici siano diversi e vadano protetti anche dagli uomini.

      • Fabio said

        Proprio oggi un signore mi ha detto che da bambino allevava conigli liberi,i quali in prossimità di un pericolo si rifugiavano in cataste di legna.Secondo lei è possibile che un coniglio domestico sia in grado di sottrarsi alle insidie di una volpe?
        Mi piacerebbe molto allevare in questo modo,ma non vorrei fallire, non mi scoraggerei comunque di qualche piccola perdita annua (non superiore al 10 %). Hai qualche esperienza in allevamento cunicolo in cataste di legna?

      • conigliopoli said

        Che io sappia quando c’è un cane randagio in giro il coniglio domestico non si salva perché lo aspetta e gli fa la posta quando esce per mangiare, specialmente se non è in prossimità di abitazione. LA volpe è peggio e i gatti non si danno pace fino a quando è rimasto un solo piccolo. Secondo me è un rischio, però non ti nascondo che ci sono zone felici dove i conigli non so quanto domestici o selvatici riescono a prosperare liberi. Provare è l’unica cosa, ma per me si rischiano grosse delusioni senza un potente recinto.

  105. ANDREA said

    E dal mese di dicembre 2009 che sto provando ad allevare i conigli seguendo i vostri utilissimi consigli. sono partito con una sola coppia. Il mio problema è il seguente: la prima figliata non ho fatto in tempo ad accorgermene, ho solo visto che dei gatti erano penetrati all’interno della garenna e ho visto un solo coniglietto nato da pochi giorni morto sul terreno. Della seconda figliata sono sopravvisuti solo due coniglietti degli altri non ho trovato nessuna traccia. la terza figliata di pochi giorni fa è successo che ho trovato sei coniglietti fuori dalla tana di cui uno solo ancora in vita gli altri morti e forse altri tre all’interno della tana. ho rimesso quello ancora vivo dentro ma la coniglia lo ha rimesso fuori, l’ho rimesso dentro e penso sia rimasto li. non trovo spiegazione all’accaduto vi prego di aiutarmi. Grazie

    • conigliopoli said

      Quanto mi descrivi mi lascia pensare che la fattrice non sia ancora a posto del tutto. Se non sei sicuro che non ci siano topi e se non ne hai la certezza provvedi a mettere del veleno nei dintorni senza indugiare. Devi assicurarti che animali estranei non possano entrare assolutamente nel recinto anche solo per disturbare i conigli. Quando si trovano i coniglietti fuori dal nido 3 sono le cause principali in ordine di importanza. 1 sono già malati alla nascita ed allora invece che stare uniti al centro del nido si sparpagliano, si raffreddano e muoiono, 2 ci sono animali come topi o porcospini o donnole che li massacrano, oppure la fattrice non ha gli ormoni a posto o è inesperta e gestisce male il nido. Se hai della progenie sana, verificate tutte le condizioni di sicurezza, ti consiglio di sostituire la fattrice e il maschio con i figli appena possibile e questo fallo per diverse volte fino a raggiungere una prolificità soddisfacente. per il resto valgono le norme che ho esposto nel blog.

      • ANDREA said

        Grazie per la risposta.Credo, da quello che mi dici, che sia più probabile la causa dell’inesperienza della fattrice, comunque starò attento per valutare una possibile presenza di topi.Mi puoi spiegare meglio cosa intendi per sostituire la fattrice e il maschio con i figli. Grazie.

      • conigliopoli said

        Tieni i figli come riproduttori, ecco cosa voglio dire. I figli nati da genitori in via di affrancamento sono quasi sempre più sani e forti dei genitori se sopravvivono fino all’età riproduttiva e trasmettono i vantaggi acquisiti alla prole. Questo ciclo fatto per un certo numero di volte permette di arrivare all’affrancamento completo dello stipite allevato.

  106. William Buratti said

    Ciao complimenti x il sito. Grazie a questo sito ed al libro che ho prontamente acquistato, ho iniziato anche io un piccolo allevamento nel marzo 2009. Il primo anno non è andato benissimo; ho comesso alcuni errori; Il primcipale credo sia stato di dare ai conigli erba sfalciata giornalmente. Sono nato 34 coniglietti(i riproduttori erano 5 femmine ed 1 maschio)ma hanno superato l’affrancamento solo in 8. Ma non mi arrendo, così dopo aver letto il libro ho costruito 4 pascoli confinanti la garenna per permettere il pascolo diretto.Vivo in montagna (850mt.s.l.m.) credevo che il problema principale sarebbe stata la neve ma ho visto che l’inverno (quest’anno sono caduti più di 80 cm)non ha causato alcuna morte tra i sopravvisuti. Distribuisco fieno (che faccio io direttamente) e un poco d’orzo nei mesi invernali. Ho dato durante l’inverno residui di potature ed ho visto che sono ghiotti soprattutto di rami di melo e pero, ma non disdegnano neppure frassini, noccioli, aceri e faggi.
    Una domanda: Nei pascoli (che ancora non ho aperto ai conigli, attendo che i nuovi nati inizino a mangiare)è presente parecchia ortica. I conigli non la mangiano, l’unico modo x eliminarla sarebbe il diserbo, ma non voglio buttare veleni. Ho provato a sfalciarla, lasciarla appassire x un giorno e buttarla nella garenna. In questo caso la mangiano, ma vorrei sapere se facendo così rischio di creare problemi.
    Grazie e complimenti ancora
    William

    • conigliopoli said

      Caro William, devo intanto ringraziarti per il post che è anche una testimonianza preziosa di un’esperienza in montagna che non possedevo personalmente. Quanto stai facendo mi auguro abbia presto un riscontro positivo poiché mi pare ben impostato. Non devi preoccuparti dell’erba sfalciata giornalmente, io non direi che è un errore, dato che faccio così anch’io da sempre e non vi ho trovato causa di mortalità. quanto al resto dell’alimentazione direi che va benissimo ed i conigli sono fortunati sia per il buon fieno che mangiano sia per il luogo collinare.Considera tutto ciò di verde e di frutto che hai a disposizione e prova a darglielo, comprese eventuali ghiande e castagne. vedrai da te se può tornare utile ai conigli. Le ortiche abbondano e si fanno facilmente nei terreni ricchi di azoto ureico e fai molto bene a non usare diserbanti, perché rovinano i terreni. Lo sfalcio frequente ad es. a distanza di un mese contribuisce a farle diminuire velocemente. I conigli non le mangiano molto volentieri perchè pungono e soprattutto se hanno di meglio a disposizione. Non è un’erba che crea problemi, al massimo è poco nutriente ma i conigli sanno regolarsi da soli a bilanciare al meglio la loro razione. Bada che ci sia sempre una parte di leguminose nel fieno o nel foraggio. Se dai acqua di bevanda acidificala col 5% di aceto. Per accellerare l’affrancamento ti consiglio di scegliere tra i sopravvissuti figli i futuri riproduttori e di sostituire i precedenti coi nuovi ogni anno per un po’ di volte fino a quando non vedrai che sono più forti e ne sopravvivono di più. Attento a sceglierli bene mi raccomando. Così si rinforza progressivamente il ceppo. Poi per cambiare il sangue basterà cambiare il maschio con l’accorgimento di una quarantena di adattamento in un recinto prima già abitato e “marcato” dai tuoi conigli, ma è una eventualità che può attendere diversi anni.
      Ciao e tanti auguri per l’impresa

      • William said

        Ok allora non mi preoccupo se sono morti quasi l’80% dei piccoli. Morivano tutti dopo la fine dell’allattamento e durante il periodo in cui iniziavano a mangiare da soli. Credevo che il problema fosse l’erba tagliata e l’assenza di pascolo diretto. Ecco perchè ho creato i pascoli confinati con la garenna.
        Per i riproduttori ogni anno scelgo i migliori come dici tu. Il probvlema del cambio del maschio era venuto anche a me, ma se mi dici di aspettare qualche anno meglio, anche xchè portare un maschio nuovo significa andare da chi ha conigli quassù (e nessuno li alleva dandogli solo erba), anzi appena cominciai lo scorso anno i “vecchi” esperti nell’alevamento in gabbia squotevano la testa dicendomi che “sarebbero morti tutti di mal di pancia”.
        Il mio fieno viene da un prato stabile, non saprei se contiene leguminose, ma mi informerò.
        Altro cibo di cui vanno ghiotti d’inverno sono le “faggine” i semi dei faggi che qua non mancano.
        Ti terrò aggiornato sul percorso
        grazie ancora
        william

      • conigliopoli said

        Sì è normale agli inizi che durante la crisi da svezzamento i piccoli possano morire in tutto o in parte, specie in condizioni climatiche di forte umidità, in primavera. per il solito la causa è la coccidiosi . Se ne apri uno di quelli morti potrai vedere facilmente il fegato con poche o tante macchioline giallastre ed anche l’intestino tenue e cieco può avere delle aree biancastre o con piccole emorragie. Tenendo i sopravvissuti come riproduttori futuri questo problema dovrebbe migliorare e rientrare completamente ed i conigli si rinforzano totalmente fino a non patire più alcuna crisi da svezzamento. L’erba medica ed il fieno di medica si sono rivelati ottimi sia per la fattrice che per questo problema. Il pascolo libero facilita molto, però devi avere pazienza. Per il resto attieniti al libro che hai comprato. per il maschio tra poco scriverò un articolo su come cambiare il sangue senza rischi; ma io ti dico che li allevo da oltre 15 anni senza introdurre nulla di nuovo e vanno benone lo stesso. Certo quando si introduce sangue nuovo dovrebbe esserci un potenziamento della produzione, ma bisogna seguire alcuni accorgimenti. Prima scrivo l’articolo e poi proverò a farlo perché ho individuato una varietà di coniglio in un paesino di montagna che mi è piaciuta tanto. Se me ne daranno uno maschio proverò a rinnovare la genetica del mio allevamentino.
        Tanti auguri.

    • Cinzia said

      Ciao a tutti, sono giorni che cerco informazioni, posso tenere un coniglio libero? Ci sono delle razze particolari?La casa si trova in Val Sesia, con un giardino pieno di erbe mediche, sul fianco della casa c è il torrente, sarà pericoloso? D inverno la temperatura scende a meno 10 gradi. Non voglio assolutamente fare un allevamento, ma godere della vista di uno o due conigli che vivono felici.
      Grazie Cinzia

      • conigliopoli said

        Certo che puoi, ma leggi attentamente tutto quello che c’è su questo sito per non avere sorprese. Inoltre preparati a dare l’addio a molte piante del tuo bel giardino.

  107. Franco said

    Buona sera a tutti. Volevo le vostre impressioni su una idea di allevameto che vorrei intraprendere entro poco.
    Ho un terreno in collina ( sassetta provincia di livorno ) vista mare e riparato abbastanza da tramontana. Il terreno, come dice lo stesso nome del posto è molto sassosso, c’è una macchia abbastanza bassa ( abbiamo fatto il taglio regolare circa 4 anni fà) poi vi sono alcuni “spiazzi ” dove l’erba cresce (anche troppo ) rigoliosa. Circa 1500 mt sono recintati, ma senza le precauzioni per i conigli ( interrata e anti volpe ecc ecc ). Vorrei metterci 2 femmine e 1 maschio di coniglio selvatico. Soggetti molto giovani che ho già individuato da un allevatore. Naturalmente provvederei a farli un riparo sicuro.
    Vorrei veramente allevarli in maniera del tutto naturale, in quanto non sono interessato ad ucciderli per mangiarli. Gli vorrei garantire solo acqua, una piccola scorta di cibo ( cereali e fieno) . Naturalmente nella stagione fredda, gli garantirei cibo a sufficenza.
    Credete che ce la possa fare a farli sopravvivere e magari ad aumentare di numero ?( che non è il mio principale obbiettivo )
    Vi ringrazio per consigli e commenti

    • conigliopoli said

      Salve, se il luogo è genuino ed i conigli sono davvero selvatici e sani non dovrebbero esserci problemi. L’unico punto interrogativo io lo porrei riguardo alla presenza di predatori gatti compresi. L’insediamento di una colonia secondo me andrebbe inizialmente protetto perché il numero di conigli è basso e non hanno ancora scavato la rete di gallerie che permette loro di difendersi dai predatori.

      • Franco said

        Il luogo credo sia veramente molto genuino. I conigli li prenderei da un allevatore, mi sembrano di ottima salute e ben curati. Purtroppo allevati in gabbia. Sono della razza dei conigli selvatici. Prenderei dei soggetti di 2 mesi ( appena svezzati )
        Vorrei fargli una conigliera abbastanza sicura, per permettergli di scavare con calma la loro rete di gallerie.
        Come ho detto non volendo fare un allevamento per la produzione di carne ( anche ad uso familiare) ho paura , col tempo di una esplosione demografica. Con relativa sofferenza della flora e di possibili epidemie. Pertanto se alcuni predatori ( spero non all’inizio) fanno il loro, non ho particolari problemi. La mia domanda è questa. Ma per garantire un minimo di possibilità di sopravvivenza alla colonia 3 capi, vi sembrano pohi ? ( 2 femmine e un maschio ) visto che anche se parzialmente protetti vengono introdotti in un ambiente realmente selvatico.
        Vi ringrazio per le risposte e i consigli

      • conigliopoli said

        Il problema vero è che non siano allevati a mangime ed antibiotici, altrimenti potrebbero anche diventare brutti nel giro di poco quando messi all’aperto. Ripeto che io farei un recinto anche piccolo per proteggerli all’inizio ed anche per poterli controllare. per il pericolo di invasione e devastazione dell’ambiente, io non ho visto accadere di queste cose in italia, penso che la possibilità sia remota, visto anche il grande territorio che hai a disposizione, inoltre il pericolo sarebbe per le coltivazioni, per un bosco credo proprio non sussista. I conigli sono molto più ecologi degli uomini.

      • Franco said

        Sono stati allevati esclusivamente a fieno e un altro cereale che al momento non ricordo.
        Inotrno non ci sono culture per km.
        Non ho al momento la possibilità di fare un recinto per proteggerli ( c’è il recinto grande per un perimetro di circa 1500 mq, la rete è nuova, ma non è certamente a prova ne di coniglio ( scavo ) ne di predatore ( è alta mt 1,80)
        In compenso credo di poter fare una conigliera a prova di predatore.
        La mia idea sarebbe di garantirgli all’inizio l’acqua è un minimo di cibo per la sussistenza.
        Ma volendo fare un allevamento realmente “natural” il cibo per la sussistenza sarebbe dato ( in seguito ) esclusivamente in inverno.
        Anche io non penso che ci sia una possibilità di invasione ( ci sono molti rapaci, compreso i barbagianni ).
        Il numero iniziale di 2 femmine e un maschio crede sia buono per partire o c’è bisogno di una popolazione + numerosa ?

      • conigliopoli said

        Possono essere sufficienti per fare 50 60 o più conigli in un anno se naturalmente non vengono predate subito. Meglio cominciare con pochi ma buoni e poi lasciarli evadere dal recinto o conigliera man mano che si adattano. Se mangiano roba verde non hanno quasi bisogno di acqua ed anche in inverno possono arrangiarsi, ma se gliene dai meglio. Dovresti considerare anche gli uomini fra i predatori, i cacciatori in particolare..

      • Franco said

        Grazie, proverò a iniziare cosi. Per l’acqua non ci sono problemi mi sono già organizzato.
        Per l’acqua mi avevano consigliato ( per non farla marcire ) di metterci il bicarbonato. Ho visto che consigli di diluire con un poco di aceto. Le 2 cose sono incompatibili ?

      • conigliopoli said

        L’aceto ed il bicarbonato si neutralizzano a vicenda perchè uno è acido, l’altro alcalino. L’aceto è migliore perchè più naturale e dotato di un notevole potere alghicida. Comunque se vuoi mantenere l’acqua pulita devi metterla allo scuro ed all’ombra o al fresco in recipiente inox,aggiungere i 5% di aceto di vino e badare che il recipiente sia chiuso bene con un coperchio a prova di vento e di polvere. Basterebbe poi montare su di esso uno o più abbeveratoi di tipo Lubing a pistoncino di acciaio inox per evitare sprechi ed inquinamenti.

  108. salvatore said

    Ciao, ho un terreno di circa 60metri quadrati posso far vivere insieme liberamente i miei 9 conigli con 4 galline? o c’è pericolo di qualche malattia?

    • conigliopoli said

      Non ci sono problemi a quanto mi risulta. Solo che i conigli, se allevati secondo metodo naturale, non dovrebbero accedere alle granaglie delle galline pena problemi sanitari.

      • salvatore said

        come faccio a non far accedere alle granaglie i conigli? qual’è il periodo migliore per spostarli dalle gabbie ed inserirli nel recinto all’aperto?

      • conigliopoli said

        La primavera va benissimo e per le granaglie fai una mangiatoia dove la gallina può infilare il collo ed il coniglio no, basta metterla un po’ più alta e circondarla da un cilindro di rete di adeguata maglia e diametro.

  109. stefano said

    Alleviamo conigli a conduzione familiare. Ultimamente ha conigli che hanno 40 giorni di vita gli si gonfia la pancia e sembra che abbiano dell’acqua nello stomaco, dopo qualche giorno muoiono. Qualcuno mi ha detto che tutto ciò è causato dalla flora batterica molto scarsa. Potrebbere essere vero? Comunque che alimento posso dargli per PREVENIRE questo? L’alimentazione viene fatta con mangimi (fioccato,fieno e a volte molto raramente con erba.
    Questo per me è un grosso problema che se non riesco a risolverlo dovrò abbandonare tutto dopo 20 anni e tutto ciò mi dispiace.
    Fammi sapere la tua idea
    Stefano

    • conigliopoli said

      I mangimi creano problemi del genere (quelli che contengono dimetridazolo e ronidazolo) e la diagnosi che hai avuto è giusta, mi pare. Per quanto riguarda una dieta curativa, in quelle condizioni non esiste. L’unica cosa che potresti fare è cambiare mangime e sperare che sia migliore. Per quanto riguarda il tipo di alimentazione che io consiglio, ma per conigli che almeno stiano in piedi, è tutto scritto in questo blog e nel mio manuale

  110. manuela said

    Alleviamo conigli a conduzione familiare e fino al mese di Dicembre è andato tutto bene.
    Nel mese di Gennaio una fattrice ha dato alla luce i piccoli e subito sono morti.
    I piccoli morti sono stati portati ad un Istituto zooprofilattico per analizzare e non è stata riscontrata nessuna patologia.
    Da allora nessuna fattrice riesce a portare avanti la covata.
    Fino adesso nessuno è riuscito a darci una risposta.
    Abbiamo bisogno di sapere le cause ed eventuali rimedi.
    Ringraziamo fin d’ora chi potrà risponderci.

    • conigliopoli said

      Non è possibile formulare diagnosi alla cieca, comunque la mortalità neonatale in inverno è abbastanza frequente causa freddo o causa alcune infezioni striscianti che col freddo vengono fuori di più: colibacillosi, stafilococcosi ecc. é una delle problematiche causate anche dai mangimi.

      • manuela said

        Anche se adesso non è molto freddo si sta verificndo la stessa cosa cioè la fattrice parturisce e dal giorno successivo i piccoli cominciano a morire, sembra che non vengono allattati,(i piccoli fatti analizzare sono sani),per questo da quello che abbiamo letto pensiamo si tratti di malattia contratta dalla fattrice come per esempio mastite da strafilococco oppure altra infezione.
        In questo caso come possiamo provvedere a sterilizzare l’ambiente e curare i conigli?

      • conigliopoli said

        Disinfettare non serve a nulla; se la fattrice ha lo stafilococco, allora è necessario cambiare metodo di allevamento. Legga bene tutto il blog e capirà il perché di quel che le ho detto. Altrimenti si rivolga ad un veterinario. Gli istituti zooprofilattici di solito non trovano nulla o perchè non cercano bene o perché se ne fregano dei conigli dei privati o perché gli antibiotici dei mangimi inibiscono la coltura dei germi.

  111. delia said

    Ho letto con interesse le informazioni sull’alimentazione naturale per i conigli. Ma non ho riscontrato indicazioni se bisogna dare anche l’acqua. Al momento, per conigli allevati al coperto in gabbia, non somministro acqua; in compenso dò ampie razioni di erba fresca. Oltre a frutta, verdure, erba, al mattino dò anche un misto di cereali con erba medica pellettata (il prodotto è garantito naturale al 100% dalla Ariston).

    Con la somministrazione di acqua le morti sono numerose; senza sono tutti in forma. Faccio bene?

    L’allevamento nel recinto resta comunque il mio sogno che mi auguro di realizzare una volta superate le resistenze di mia madre.

    cordialità

    Delia

    • Sì, io do sempre l’acqua a disposizione, ma è vero che se l’alimentazione è in gran parte verde si può fare a meno di dargliela; il coniglio è capace di resistere a periodi di prolungata penuria idrica, come spiego nel blog, utilizzando alcuni meccanismi metabolici. Piuttosto, in caso di alimento pellettato è invece obbligatorio dare acqua e il fatto che ciò provochi problemi ai suoi conigli mi lascia supporre che l’alimento garantito naturale al 100% non sia tale o quantomeno che i suoi animali hanno abitudini alimentari diverse da quelle del coniglio naturale che glielo assicuro non teme l’acqua in nessun modo.
      Cordiali saluti

  112. nicoletta said

    ciao claudio complimenti per quello che stai facendo e grazie per le informazioni che metti a disposizione di tutti. io cerco di allevare cosi i miei cavalli, la passione di una vita, e adesso vorrei provare anche coi conigli. ho letto tutto il tuo blog e ho visto che avevo gia cominciato a sbagliare qualcosa…. rimedio subito e grazie in anticipo per l’aiuto che mi darai…. ciao e a presto

  113. Alessandro said

    Ciao! e buon anno!
    quest’anno vorrei iniziare a recintare un piccola zona di terreno.
    10×5 metri,è uno spazio troppo limitato?quanti conigli possono starci??
    vorrei chiederti come fai con il maschio/i ,non stanno nel recinto insieme alle femmine ,li tieni sempre all’aperto,separati?
    per quanto riguarda l’alimentazione:
    l’erba medica deve essere somministrata solo nel periodo di allattamento e crescita del coniglietto??
    per il mantenimento è preferibile il fieno rispetto all’erba medica ?

    • conigliopoli said

      Ciao, buon anno anche a te. Allora, nel recinto potrebbero starci anche 30-40 soggetti, quindi calcola un maschio 2-4 femmine per l’inizio e relativa prole. Io ho un recinto analogo e tengo per l’inverno il maschio con 1-2 femmine per poi ricevere la prole durante l’anno ed arrivare a natale ancora con i soli riproduttori. Per l’alimentazione consiglio, se possibile di somministrare l’erba medica sempre per almeno 50% della dose. Se non si può anche l’altra erba va bene, ma è sicuramente inferiore. Io il maschio lo lascio sempre con le femmine che si regolano da sole, ma se sei agli inizi, ti consiglio di toglierlo prima che partoriscano e di rimetterlo 15-16 gg. dopo il parto. Ti ricordo che i conigli nani sono più adattabili all’allevamento naturale di quelli medi da carne. Leggi bene tutto quello che ho scritto prima di iniziare.
      Un saluto

      • Alessandro said

        ciao! per quanto riguarda la recinzione,tu parli di scavare un fosso di circa 20 cm e mettere dentro dei sassi.Avevo sentito di una persona che lo stesso li tiene all’aperto e dice che i suoi conigli riescono a smuovere anche grossi sassi.c’è questo pericolo?
        Ritornando al terreno ha un leggero gradino di 30/40cm in lunghezza,è meglio quindi in questa facciata inserire dei tubi di mezzo metro per inizio tana?oppure è meglio che i conigli scavano per terra?
        Nei dintorni ci sono alberi di nocciola ,le foglie possono essere nocive?
        Oltre all’erba medica,che credo che ha più proteine rispetto alle fibre e molto calcio, quindi posso dare fieni di erba ,quelli di avena vabbene??
        Ho due fattrici in gabbia ,che provengono da un’allevamento con mangimi con coccidiostatico ,sempre in gabbia,con dei piccoli che hanno compiuto 20 gg , posso iniziare con una femmina di questi a metterle nel terreno?
        conosco una persona che li alleva all’aperto ,gli ho chiesto come li alimentava ,e dici che gli da sempre il pellet con coccidiostatico.Conviene prendere una femmina da lui o è la stessa cosa dei miei?
        o è meglio prendere una femmina già abituata ad una alimentazione sana (se la trovo)

      • conigliopoli said

        Come ho già scritto, i perimetri dei recinti vanno ispezionati periodicamente. Per il resto è tutto scritto nel blog o nel manuale. L’esperienza diretta poi è necessaria per comprendere a fondo le cose. Buon anno

  114. Rocco Ferrigni said

    Gent.ma dott.ssa,
    con la terapia va meglio e anche dalle orecchie sembra sparito tutto. E’ normale che il coniglio adesso si lecchi spesso e scuota le zampe? Inoltre, il prato sintetico è adatto per il loro habitat?
    Grazie per le risposte che vorrà fornirni.
    Saluti, Rocco.

    conigliopoli added a new comment to the post Presentazione.

    conigliopoli said on Presentazione
    14 May 2007 at 3:03 pm

    La rogna delle orecchie si può curare con diverse formulazioni, l’importante è ripetere il trattamento per 3-4 volte a distanza di 12-15 giorni su tutti gli animali presenti. Esistono spray acaricidi ed antiparassitari ad uso veterinario oppure, anche dopo l’applicazione dello spray si possono mettere nelle orecchie, con lieve massaggio, alcune gocce di olio di vaselina addizionato del 5% di fior di Zolfo. Anche l’olio di oliva o di semi è utile in quanto soffoca gli acari, ma vanno ripetuti finché ci sia qualche uovo che deve schiudersi e ciò avviene nel periodo di 10-15 giorni dalla deposizione. Le uova come tali non sono molto aggredibili dai farmaci. Per l’alopecia potrebbe essere una micosi residua o anche una muta. Se lei alleva senza mangimi né antibiotici la micosi dovrebbe sparire da sola e la muta anche. Tenga osservato l’evolversi della lesione. Se dovessero comparire croste o latri fenomeni che interessano la cute mi faccia sapere.

    • conigliopoli said

      Salve mi chiamo claudio e non sono dottore ma perito agrario. Continui la terapia come le ho detto anche se l’animale sembra guarito. Il prato sintetico, lo consideri alla stregua di un qualsiasi tappeto. Il coniglio certo preferirebbe l’erba vera e la terra vera, ma può adattarsi.
      Per le zampe non saprei cosa dirle se non vedo l’animale. Può darsi che senta un po’ di fastidio se si sono unte con la lozione delle orecchie.

  115. Alessandro said

    ciao! ho due fattrici in gabbia, dove sono nati 5 e 9 cuccioli .
    Il primo giorno mi son azzardato a controllare nel nido se c’era qualcuno morto ,scoprendoli del pelo della mamma.
    Ho una domanda :si possono controllare abitualmente per vedere se tutto procede bene?
    In questo momento la mamma si nutre di pellettati con coccidiostatico e di erba medica
    Non devono mangiare nient’altro ?

  116. DANIELE said

    ciao e complimenti per le tue conoscenze . Mi chiedevo: ho 4 conigli (3 femmine e 1 maschio) allo stato brado in una garenna di 800 mq hanno la loro tana sotterranea e convivono benissimo con una decina di polli ormai sono 7 mesi che sono nella garenna ma di cucciolate non ne ho visto neanche l’ombra e dire che ho visto diverse volte il maschio coprire le femmine.Da cosa può dipendere?L’alimentazione è delle più svariate mangiano erba che cresce spontanea verdura e ortaggi(vicino ho un’orticello) orzo coltivato da un’amico vicino casa ghiande di quercia (all’interno ci sono anche grosse piante di quercia ) , resta il fatto che non riesco a farli riprodurre .perchè?
    Ti ringrazio anticipatamente

    • conigliopoli said

      Io credo che la causa più probabile sia nel fatto che i coniglietti neonati vengano mangiati da qualche animale o muoiano per qualche causa prima di poter uscire dal nido. Io starei molto attento ai toponi che coi polli vanno a braccetto per via delle granaglie e talvolta amano prendere il posto dei coniglietti e succhiare il latte della fattrice. Attento anche ai gatti perché non danno scampo ai piccoli appena mettono il naso fuori. Tuttavia occorrerebbe palpare le fattrici 15-20 gg. dopo l’accoppiamento per vedere se sono gravide. Per quanto improbabile è sempre possibile una sterilità del maschio. Consiglio di seguire più attentamente l’andamento ed osservare se fanno il nido o no, se hanno l’addome più gonfio ecc. Senza osservazione attenta non si possono fare che deduzioni generiche.

    • DANIELE said

      Ok cercher di seguire di più l’andamento. Per quanto riguarda i toponi anche se non ne ho mai visti come potrei fare per risolvere il problema?

      • Per i topi c’è solo una soluzione: VELENO a base di anticoagulanti. I bocconi si acquistano facilmente presso i consorzi agrari e negozi simili e i toponi sono assai sensibili. Una derattizzazione 2-3 volte l’anno, seguendo le istruzioni della confezione e poi, naturalmente sigillare le scorte di granaglie.

  117. Alessandro said

    Ciao! ho preso 2 fattrici e un maschio per un allevamento familiare,in gabbie molto larghe rispetto a quelle d’ingrasso.
    Riguardo i mangimi ,mi hanno consigliato per il loro mantenimento un mangime apposito,non cito la marca sia per fattrici che per i coniglietti fino allo svezzamento,ti dico la composizione:
    farina di erba medica,tritello di frumento duro,farina di estrazione di soia,di girasole,fieno di erba medica,mais,melasso di canna,calcio bicarbonato,olio vegetale di soja,cloruro di sodio.DL-metionina,vitamine e minerali.
    Mi chiedo come mai c’è scritto che la somministrazione di questo mangime deve essere sospeso almeno 5 gg prima della macellazione??Cosa che no c’è scritto sul mangime da ingrasso
    Oltre a dargli questo pellet che ti ho citato ,ho acquistato una balla d’erba medica.Ma non potrebbe nutrirsi solo di questa?
    Un’altra domanda:il maschio scuote molte volte la testa e si gratta?può avere le pulci?

    • conigliopoli said

      Ciao, non ripeto cose che sono già scritte e spiegate su questo blog. Ti consiglio di leggerlo tutto attentamente. Per quanto riguarda la sospensione di 5 gg. del mangime comunque è perché contiene presidi medicali come ad esempio il coccidiostatico che non devono essere presenti nelle carni da consumo.
      Saluti

      • Alessandro said

        se ho letto bene ,i pellettati i tuoi conigli non li conoscono.Quindi può bastare solo l’erba medica ?
        dato che dici anche di somministrare altri tipi di foraggi e frutta ,ma come faccio nel mio caso che i conigli hanno già 5 mesi di vita e sono abituati al pellet con coccidiostatico ??
        il signore che me li ha venduti ,gli somministra il pellet soppracitato con una minima percentuale di orzo,quindi non conoscono nient’altro 😦
        ma il coccidiostatico è un antibiotico?
        Comunque io voglio allevare conigli con carne non infetta da medicinali,ma non voglio neanche rischiare che questi muoiono di coccidiosi…

      • conigliopoli said

        Sì i miei conigli da 10 anni non toccano null’altro che non sia prodotta da madre natura. Fra quello che tu desidereresti fare e la realtà degli allevamenti, purtroppo c’è un abisso di difficoltà. Leggi la pagina Affrancamento per averne un idea. La sola medica nelle tue condizioni non credo che possa bastare. Guarda che dar da mangiare del mangime è un conto, allevare biologico è tutta un’altra cosa. Se non si hanno i mezzi minimi è meglio evitare di intraprendere un simile avventura, specie con conigli abituati a mangime.

      • conigliopoli said

        Il coccidiostatico è un farmaco che con la natura non ha nulla a che fare. Il periodo di soli 5 giorni di sospensione indica che probabilmente non viene assorbito dall’intestino. Serve a bloccare la proliferazione dei protozoi responsabili della coccidiosi, ma rende i conigli dipendenti dalla sua presenza. Una sua anche parziale diluizione, aggiungendo ad esempio altri alimenti nella razione, può portare all’insorgenza di coccidiosi o altre sindromi correlate con danno per i conigli.

  118. lanfranco said

    grazie della risposta .
    io a luglio quando ho saputo che dei miei vicini avevano avuto gli allevamenti infetti di mixomatosi ho chiamato il veterenario e li ho fatti vacinare tutti ( conto di rivacinarli entro dicembre )e ho istallato un`ammazzainsetti nel locale .
    una delle coniglie fulva di Borgogna dopo il parto ( una settimana fa`)ha incominciato a starnutire ma continua ad avere una vivacita`ed un`appetito decisamente fuori dal normale come del resto ha sempre avuto mentre tutto il resto dell`allevamento mi sembra perfettamente sano.
    scusa se ti torno a chiedere quando posso accoppiare nuovamente la femmina che ha abortito col maschio : posso farlo immediatamente o e` meglio aspettare qualche giorno ?.
    grazie

    • conigliopoli said

      L’accoppiamento lo puoi fare quando ci stà; ma il risultato non è affatto garantito. Se c’è setticemia strisciante e l’aborto è stafilococcico, può accadere di tutto, anche che animali che sembrano sani, ma non lo sono, sviluppino ad un tratto piaghe podali, mastiti, aborti, metriti mortalità neonatale, ascessi, necrosi cutanee, riniti ed orecchie marce e pendenti, morte improvvisa. L’emergenza di un sintomo o dell’altro, è condizionata da fattori di stress, stagione, clima e soprattutto dall’alimentazione, cioè dal tipo di mangime e dal tipo e dosaggio di antibiotici che vengono somministrati ai conigli. Anche poco mangime industriale è sufficiente per creare questi problemi che magari non vedi subito e nel caso tu non glielo dessi affatto, potresti essere vittima dei danni che ha causato prima a quei conigli che, a quanto vedo e sento, non sono affatto affrancati dai loro problemi. Nel qual caso ti conviene rivolgerti al veterinario che ne sa certamente più di me. Per il resto è tutto scritto nel blog.
      ciao

  119. lanfranco said

    ciao,
    io ho un piccolissimo allevamento famigliare di conigli in gabbia alimentati a fieno e orzo nelle vicinanze di Reggio Emilia.
    ieri in una gabbia ho trovato 2 dei 3 coniglietti di 35 giorni morti e in un`altra l`intera cucciolata di circa 10 giorni ; potrebbe essere stato il freddo ?.
    nella zona ci sono stati casi di mixomatosi anche se io fortunatamente ancora non ne ho avuti casi , i conigli non ne presentano nessuno dei sintomi e anzi senbrano piu`che in perfetta salute, potrebbe essere un`inizio della malattia ?.
    questa mattina una coniglia che ierisera avevo tastato ( a dire la verita`piuttosto maldestramente perche` era agitatissima ) ha abortito seminando i feti per la gabbia e ora vorrei sapere quando posso farla riaccoppiare col maschio ( la coniglia era al primo parto ed avrebbe dovuto partorire il giorno 10 ).
    grazie

    • conigliopoli said

      Ciao Lanfranco, mi pare che fare per diagnosi certa di mixomatosi occorra di vedere i mixomi, anche se questa si può a volte presentare inizialmente come una rinite con scolo nasale ed oculare anche purulento. Per quanto riguarda la fattrice che ha abortito, io credo che il problema del tuo allevamento stia nel fatto che hai dentro le patologie classiche degli allevamenti industriali: probabilmente l’aborto, ma anche la morte dei piccoli nei nidi sono i risultati di una setticemia strisciante ( per saperlo esattamente dovresti fare fare un’ attenta emocultura sugli animali) da parte di qualche batterio. In testa c’è di solito lo stafilococco aureo, ma si accodano anche coli, proteus, B. cereus ed altri. Il freddo è una concausa secondaria nel senso che i coniglietti malati a loro volta o semplicemente intossicati dalle tossine batteriche che passano dalla madre attraverso il latte, sono meno attivi metabolicamente e quindi più suscettibili ad andare in ipotermia ai primi freddi. Io ho avuto coniglietti partoriti quasi all’aperto con temperature sotto lo zero che stavano benissimo, mentre in allevamento era abbastanza frequente questa patologia che mi descrivi, anche col riscaldamento acceso. In questa situazione, come ho già detto ad altri, non è escluso che anche i virus vaccinali della mixomatosi possano contribuire, pur non evidenziandosi una malattia conclamata. Il mio modo di allevare ora illustrato in questo blog ha saputo porre rimedio a questi problemi sanando gli animali. Consiglio: se puoi fai come me.
      ciao

  120. Andrea said

    Ciao.Oggi ho provato a rimettere al maschio quella coniglia,nonostante gridasse sempre l’ho comunque lasciata nella gabbia del maschio.dopo parecchi minuti,sempre gridando,ha accettato l’accoppiamento per almeno due volte.Comportamento sempre molto strano,ora non occorre altro che aspettare 9/10 giorni per vedere se risulterà gravida oppure no.

  121. Andrea said

    Provo ad aspettare.Controllerò quotidianamente se va in calore e se vorrà accettare il maschio.Altrimenti sarà da togliere per forza.é una bellissima fulva di borgogna.pazienza…ti ringrazio.ciao.

  122. Andrea said

    Ciao.ti scrivo sempre in relazione a quella coniglia che rifiuta il maschio.L’ho ripalpata e controllata.il gonfiore alla fin dei conti è presso che minimo e la vulva è pulita,non mostra gonfiori,pus ecc…però continua a gridare solo se sente la presenza del maschio che sta nel gabbione a fianco a lei.non ne vuole proprio sapere.é una cosa che non mi è mai capitata e non capisco il motivo,visto che comunque una volta,l’11 di settembre,aveva accettato l’acoppiamento spontaneamente anche se ha poi avuto una finta gravidanza…la tua esperienza nti permette di comprendere un simile comportamento?lei è in salute,mangia ed è più che in carne!grazie ancora..

    • conigliopoli said

      Caro Andrea, per la mia esperienza, anche un’ascesso o una ciste in un corno uterino di piccolissime dimensioni, grande quanto un pisello per es., è sufficiente in molti casi a interdire l’accoppiamento. Questo perché la coniglia potrebbe provare dolore oppure perché non è a posto per generare. Ma se anche concepisse, ci sarebbero sempre problemi sui coniglietti, presto o tardi. purtroppo, quando ci sono questi problemi che sono quasi sempre di tipo batterico, non c’è molto da fare. Se entro 2-3 mesi non si accoppia e rimane incinta l’unica soluzione è riformare. Poi naturalmente fai come ritieni meglio. Soluzioni miracolose e radicali non ne conosco.
      Queste sono cose che possono accadere sempre, ma soprattutto sono problemi causati dalle pratiche di allevamento intensivo a base di mangimi concentrati e di antibiotici. io in 10 anni di allevamento naturale non mi ricordo nemmeno un caso del genere. Al peggio ne nascono pochi, ma casi di sterilità o impossibilità all’accoppiamento mai.

  123. Antonio said

    ciao intanto mi congratulo per la quantità di consigli che fornisci nell’ottica di diffondere il sistema di allevamento biologico.
    Poi ho la necessità di chiederti alcune cose visto che:
    -non ho esperienza
    -ho rivoluzionato il piccolo allevamento in gabbia di mio padre
    -sto utilizzando da maggio il tuo metodo diallevamento
    -in media 1 coniglio al mese perisce con gonfiore addominale.
    Premessa
    a maggio ho liberato 6 conigli di 6 mesi cresciuti in gabbia da mio padre, di questi oggi 2 sono riproduttrici, 2 li abbiamo macellati in salute e 2 sono stati macellati all’inizio del gonfiore.
    Una delle riproduttrici ad agosto ha partorito 6 cuccioli.
    Attualmente la garenna ospita 4 cuccioli di 2 mesi mentre altri 2 cuccioli sono morti nelle ultime due settimane.
    La garenna è di circa 20 mq recintata con rete metallica su fondo argilloso con 2 alberi soprastanti (1 fico e 1 gelso) in vicinanza di una porcilaia
    Ipotizzo dove potrei sbagliare e ti chiedo chiarimenti:
    1)Non pulisco la garenna dagli escrementi e dalla paglia bagnata.
    La garenna potrebbe essere infetta?
    è necessario pulire e disinfettare periodicamente la garenna per evitare la proliferazione di batteri?
    come disinfettare eventualmente?
    Inoltre dato che ultimamente ho visto dei topi che vanno a mangiare nelle mangiatoie Potrebbero i topi aver infettato la garenna o le mangiatoie?
    2) Non garantisco condizioni microclimatiche ideali.
    viste le abbondanti piogge recenti, ieri ho coperto la garenna con un telo impermeabile; è il caso di proteggere i conigli dalla eccessiva ventilazione proteggendo anche le pareti laterali?
    3)Alimento i conigli così: inizialmente con erba fresca, ortaggi rami e foglie, in seguito ai primi decessi riduzione, fino all’eliminazione, dell’erba fresca e utilizo di un misto di granaglie e pellet di erba e carote secche (su suggerimento del rivenditore, del veterinario che mi ha suggerito anche l’utilizzo di iniezioni di ampicillina, e dell’esperienza acquisita da mio padre).
    E’ il caso di correggere il regime alimentare? ci sono erbe dannose che i conigli ingeriscono ugualmente?
    Grazie anticipatamente per l’attenzione che mi dedicherai.
    Antonio, Catanzaro

    • conigliopoli said

      Caro Antonio, buona parte delle notizie che mi richiedi sono già presenti sul blog. Ritengo solo utile avvertirti che se utilizzi una alimentazione mista in cui figura il pellet o altro alimento che non sia fieno, frutta ed erba, ti esponi ai problemi che rilevi. Il pellet contiene necessariamente dei presidi curativi che tamponano le malattie ma non le curano, anzi predispongono l’animale a future insorgenze (enteriti-coccidiosi ecc.) L’alimentazione mista di pellet + vegetali può essere in molti casi controproducente perché diluisce i prodotti medicamentosi che il pellet contiene quasi certamente e favorisce ancor più l’insorgenza di resistenze microbiche. Se intendi usare il pellet, anche in minima parte, non devi chiedere a me i consigli e sappi che questo sito non contempla le mezze misure nè i compromessi sulla alimentazione dei conigli riguardando solo alimenti interamente naturali. Per le granaglie, ti consiglierei di eliminarle completamente insieme al pellet almeno fino a quando i tuoi conigli non siano completamente abituati all’alimentazione naturale al 100% da qualche generazione. In queste condizioni, non serve disinfettare nulla, a patto che la lettiera non sia permanentemente fradicia. Per il resto cerca di comprendere la logica dell’allevamento qui presentato e quei problemi che accusi dovresti poterli risolvere in modo abbastanza naturale. Leggi in particolare la pagina AFFRANCAMENTO.

  124. Andrea said

    pellettati no!Assolutamente!Solo erba,fieno francese e un pugno di fioccato…spero,un giorno di riuscire ad arrivarci pure io…

  125. andrea said

    Su questo hai prfettamente ragione.Solo che certe volte mi dispiace dover perdere,eliminare o veder ammalarsi un animale a cui tengo.In fin dei conti pure noi ci dobbiamo curare in alcuni casi..Purtroppo è vero che non esistono più conigli come una volta…e per “crearne” di nuovi ci vanno tanto tempo,pazienza e perdite…

    • conigliopoli said

      Caro Andrea, comprendo perfettamente il tuo intento. Tieni presente che l’antimicrobico che inietti, poi viene eliminato con le escrezioni e modifica anche i germi ambientali. Comunque sai che se c’è ad es. una metrite o un ascesso, l’antibiotico non li risolverà perché non penetra all’interno. Può evitare che l’animale muoia o deperisca, ma sarà sempre portatore di germi che appena trovano uno spiraglio aperto faranno danni. L’importante è che sia una tantum e non un’abitudine magari in associazione ad alimenti pellettati che contengono sempre qualcosa di farmacologico.
      I conigli di una volta… forse ci sono vicino. Te lo saprò dire più precisamente fra un anno o 2.
      auguri

  126. Andrea said

    Con la palpazione me la cavo bene e son quasi certo che nn sia un feto morto.Ora attendo qulache giorno e poi riprovo.Potrebbe essere una falsa gravidanza.Comunque prima di eliminarla proverò anche acon qualche iniezione di baytril.mi spiace troppo toglierla perchè è veramete una bella coniglia.Grazie.

    • conigliopoli said

      Caro Andrea, tu sei certo libero di agire come credi, però devo dirti che antibiotici potenti ed a largo spettro come il Baytril si presentano come la panacea di tutte le malattie batteriche in tutti gli organi ma servono solo a tamponare i problemi non mai a risolverli radicalmente, a meno che tu non intenda per risoluzione l’evitare la morte dell’animale fino a che non sia il tempo della prossima cura antibiotica. Lo scopo di tutto questo blog è quello di dimostrare che si può allevare il coniglio facendo a meno di quei prodotti ed anzi che essi sono la causa di altri problemi sempre più nascosti e sempre peggiori a risolversi. Per me risolvere il problema significa non vederlo più, eradicarlo, non posticiparlo di qualche settimana o trasformarlo in un altro diverso e peggiore, che magari non si vede ma salta fuori quando meno te lo aspetti. Io ho usato un tempo quel farmaco e molti altri simili ne ho provati, ma ti assicuro che mai una volta hanno guarito un coniglio veramente.
      Non capisco pertanto come potrei aiutarti visto che stiamo ragionando secondo logiche e strategie totalmente differenti e divergenti.

  127. Andrea said

    ciao.ho una coniglia(mai partorito) “andata” al maschio l’11 settembre.dopo circa dieci giorni alla palpazione è risultata non essere gravida.rimettendola nella gabbia del maschio grida e si avventa contro il maschio come se fosse gravida.e ha iniziato a prepararsi il nido,ma ripalpandola non si sente proprio la presenza dei piccoli.solo un pò di gonfiore all’utero.mi è quasi venuto il dubbio che abbia una metrite,ma questo giustificherebbe tale comportamento?o si tratta solo di finta gravidanza? grazie…

    • conigliopoli said

      Se i coniglietti non ci sono, potrebbe essere metrite, anche invalidante i futuri accoppiamenti. Non so però che grado di esperienza tu abbia nella palpazione della fattrice. Potrebbe forse trattarsi anche di un solo coniglietto, magari morto piccolo e mummificato. Comunque se la fattrice non partorisce alla scadenza ed il gonfiore permane e non accetta il maschio per più di in mese, ti conviene riformarla e guardare bene cosa ha nell’utero.
      ciao

  128. MARIO said

    ciao e soprattutto complimenti per tutti i chiarimenti che fornisci. mi sono appasionato all’allevamento dei conigli da questa estate. ho cercato di raccogliere notizie in giro per la rete ed ho scoperto che riguardo il pane secco, carrube, patate, semi di frutta e varie granaglie ecc sono quasi veleno per il nostro amato animale. qui leggo il contrario.
    mi confonde un pò questa cosa. attualmente alimento con fieno che compro nei negozi agricoli pochissimo pellets e qualche foglia di verdura fresca che puntualmete produce feci troppo troppo morbide. puoi darmi un consiglio alimentare definitivo? ps.allevo sia in gabbia che in garenna.
    mi scuso in anticipo se la domanda può sembrare banale ma sono un pò confuso a riguardo. ti ringrazio in anticipo a presto.

    • conigliopoli said

      Caro Mario, comprendo le tue perplessità. Il problema è lo stato del coniglio ovvero il rapporto che ha col suo cibo. Anche poco pellet, come lo chiami, è sufficiente a sballare il sistema intestinale ed immunitario dell’animale e quindi tutte le indicazioni alimentari che trovi in giro sono tutte relative a questo tipo di animale condizionato ormai da generazioni CHE NON è PIù IL CONIGLIO DI UNA VOLTA. Nel mio blog c’è tutto quello che ti può servire, ma il presupposto è escludere il pellet ed ogni prodotto che non sia fieno naturale, frutta o erba. L’affrancamento dalla schiavitù dei mangimi è comunque una cosa dura e lunga da eseguire che può costare anche parecchi morti ed insuccessi. Dipende solo se vuoi la salute piena e vera dei conigli o se ci vuoi guadagnare. Io ho scelto la prima opzione, della seconda non mi interessa nulla al momento. I miei conigli possono mangiare piante congelate dal freddo e stare bene, i tuoi probabilmente no. I miei possono starsene sotto la pioggia in inverno a mangiare ed il pelo li protegge benissimo, non senti uno starnuto da anni. Questa è la differenza. Col pellet cresceranno di più e meglio apparentemente, ma diverranno portatori di un certo numero di problemi per nascondere o contenere i quali ci sono in giro tanti di quei bei consigli che hai sentito. I problemi però restano e si trascinano di generazione in generazione fino a quando troveranno l’occasione per creare un disastro o un malattia non curabile. Leggi tutto quanto e troverai ogni spiegazione.

      ciao

  129. andrea said

    ciao.Sono un ragazzo di 26 anni che tiene conogli da sempre praticamente.ho nna grande passione.Sono molto d’accordo con le tue idee e scelte.Gli allevamenti intensivi sono veramente qualcosa di orribile…é che c’è parecchia “ignoranza” e tante persone ignorano cosa siano realmente.Tu avrai sicuramente più esperienza di me a riguardo,però ho visto diversi allevamenti,ho letto libri,parlato con allevatori e rappresentanti di mangimi e la mia esperienza me la son fatta…ho un piccolo allevamento,però per motivi di spazi e conformazione del terreno,allevo in gabbie da me costruite.alimento con ottimo fieno di prato francese,erba,verdura,frutta ecc…uso anche del fioccato,anche se non ne sono molto contento…pellettati non ne uso per tutta una serie di motivi che ben sai anche tu.In questo periodo ho deciso di allevare anche qualcosa in purezza.sto allevando lepre belga e sto iniziando con il fulvo di borgogna e il bianco di nuova zelanda di ceppo tedesco.vediamo se risco ad avere qualche soddisfazione in più…quante linee di sangue tieni?riesci ad evitare la consanguineità dovendo allevare rimonte interne ?o trovi animali allevati come i tuoi in allevamenti esterni?…..complimenti per tutto!!ciao!

    • conigliopoli said

      Salve, grazie per i complimenti; subito, a proposito di fioccato, vorrei avvertire che c’è in giro un prodotto fioccato per conigli che oltre ad essere un miscuglio di cereali e soia fioccati, contiene anche delle scaglie di cruscame con aggiunta di vitamine ed altri prodotti. Io l’ho provato agli inizi, ma non mi ha convinto per nulla sulla sua genuinità. L’unico fioccato che uso attualmente è quello di orzo puro integrale con dentro NIENTEALTRO.Le proteinr le fornisco con la e. medica. Per quanto riguarda la genetica dei miei conigli forse ti deluderò, ma sono assolutamente bastardi di molte razze incrociate ed in più sono strettamente consanguinei da oltre 10 anni senza alcun problema anzi con un miglioramento costante della sanità e qualità e rusticità. Certamente, nel momento in cui andrò a rompere questa consanguineità ci sarà un vantaggio. Ma per ora mi vanno bene così. Per le rimonte eventuali, bisognerà fare una quarantena del nuovo soggetto e poi mettergli insieme 2 o 3 dei propri per vedere se si adatta bene.
      un saluto e auguri per le tue imprese.

      • andrea said

        si,dalle foto ho visto che son incroci e miscugli,anche se parecchi affini al grigio di carmagnola.con la consanguineità si fissano i caratteri(come accade per la creazione di ibridi commerciali “parent” ,”gran parent” ecc)però pensavo che a lungo andare avrebbe creato diversi problemi:indebolimenti,rallentamenti nell’accrescimento e uno sviluppo non molto corretto.Ho capito di quale fioccato parli.l’ho provato pure io,ma l’ho abbandonato perchè quei fiocchi di cruscame i miei animali li scartavano sempre.Di buono forse ha il fatto che dichiarano di non utilizzare OGM.Ora uso un’altra nota marca conosciuta per i suoi fioccati.Però preferirei usare,come fai tu,della bona erba medica verde che accompagnata da altri alimenti vegetali secondo me rappresenterebbe un pasto più che completo.In questi giorni gli sto “rancando”piante di fagiolo ancora verdi e ne vanno matti delle foglie…buona serata.

  130. RENATO said

    Il mio non è un commento ma una Richiesta VIVO IN COTA D’AVORIO è mi piacerebbe fare un allevamento di conigli o un capannone di 80m quadrati.
    la mia idea è di costruire delle gabbie di 50cmx50cm per coniglio .
    O dello spazzio li posso allevare in un recinto? Il recinto come deve essere costruito perche i conigli non scappino? la recizione deve essre alta quanto? Che tipo di mangime o alimento gli posso dare? PER finire che tipi di malattie possono avere?
    SPERO DI RICEVERE UNA RISPOSTA GRAZIE

    • conigliopoli said

      Caro Renato, tutto è scritto in questo blog, o nel manuale presentato all’inizio di alcune pagine. Se vuoi fare allevamento in capannone dovrai disporre o di mangimi, ma non te lo consiglio o di molta erba verde, foglie frutta, rami. Non so come reagirebbero i conigli con un clima caldo, ma sicuramente l’allevamento in recinto è da preferire perchè si fanno la tana nel terreno ed al fresco. Credo che se hai molte zanzare le malattie da temere siano per lo più la mixomatosi, ma potresti sempre vaccinarli in caso di pericolo.
      Cordiali saluti

  131. Marko85 said

    ciao a tutti,
    caro Conigliopoli,
    ammiro molto il tuo metodo di allevamento…
    premetto di essere molto inesperto in materia; data la mia grande passione, sto iniziando ad allevare dei conigli per uso familiare.
    da qualche mese ho due conigli (ora hanno circa 7 mesi) e li alimento con fieno, verdure e poco pane e granaglie (1 manciata al dì)… con questi tutto bene…
    ora ho acquistato altri 3 piccoli sui due mesi… li allevo in gabbia con pellet (pochissimo ma lo uso perchè loro ne sono abituati) e fieno… hanno problemi intestinali e uno è già morto… posso tentare di alimentarli solo con fieno e iniziare con scarti di verdura??? (come già faccio con i conigli più grandi)…
    non vorrei perderli tutti…
    nei prossimi anni vorrei provare a sperimentare il tuo metodo… purtroppo non posso farlo da subito perchè il terreno dove ho orto e animali non è di mia proprietà…

    • conigliopoli said

      Ciao, Grazie per l’apprezzamento. Per quanto riguarda i piccoli, io ti consiglio di farli crescere col mangime abbinando dell’alimento verde fresco e fibroso tipo erba legno piuttosto che il fieno e di procedere molto cautamente alla eliminazione progressiva del mangime e della gabbia. Comunque non posso fare previsioni sull’esito della malattia perché le variabili possibili sono troppe. L’ideale sarebbe poter farli pascolare ma bisognerebbe vedere anche che tipo di problemi hanno e quanto siano estese le lesioni eventuali alle pareti intestinali ed al fegato. E’ una faccenda che non vedo bene anche per il futuro se devo dirti la mia opinione. Se non si vuol perdere gli animali l’alternativa è di andare in mano ad un buon veterinario che li curerà con le solite medicine e forse si salveranno.
      Comunque prima di imbarcarti in un allevamento leggi bene quanto ho scritto e poi comincia un po’ alla volta imparando dagli errori che si fanno.
      ciao

  132. Alessandro said

    Ciao,
    esiste qualche controindicazione nell’allevare galline/polli e conigli nella stesso spazio? Ho ricavato un recinto di circa 70 mq e volevo capire se potevano coabitare.

    Grazie,
    A.

    • conigliopoli said

      No, a quanto mi risulta – e parlo solo di allevamento assolutamente privo di mangimi industriali – non esiste controindicazione per l’animale; ovviamente dipende dalla quantità e soprattutto dall’alimentazione. I polli e le galline richiedono un cibo come il granoturco che per i conigli non va bene specie per i piccoli e specie durante la stagione calda. Se riesci a separare l’alimentazione ok, altrimenti è meglio che dividi in due il recinto e li allevi separatamente.

  133. CRISTINA said

    Ciao, non avendo visto i piccoli e ormai sono passati 23 giorni, immagino che non siano andati a buon fine, ma non disperiamo per le prossime volte.
    Ti chiedevo una cosa che mi e’ balenata per la testa visto il comportamento dei conigli.
    Ma la tana per i piccoli la fa solo la madre o anche il maschio?
    non vorrei che la persona che me li ha venduti mi abbia sbagliato i sessi dei tre conigli che ho.
    Grazie

    • conigliopoli said

      Cara Cristina, il maschio può scavare qualche volta, in genere sono piccole buchette di qualche centimetro, ma qualche volta collabora con la femmina sebbene in misura minore. Per essere certa del sesso dei tuoi conigli, nulla di più semplice che afferrarli, sollevare loro la coda ed osservare i loro genitali estroflettendoli un po’ con una leggera pressione all’intorno. Il maschio, sebbene non di grandi dimensioni, ha un pisellino mentre la femmina una fessura longitudinale. Il maschio ha anche la possibilità di ritrarre i testicoli nell’addome, ma dovrebbe essere comunque evidente, nell’animale adulto la borsa scrotale. Non devi avere paura a maneggiare i tuoi animali, soprattutto all’inizio per conoscerli bene e prevenire eventuali malattie. Se comunque il primo parto non fosse andato bene, ed è facile nei conigli, la femmina dovrebbe di solito rimanere nuovamente incinta a distanza di 3-5 giorni, se non ci sono altri problemi. Io ti consiglierei, oltre che di accertare il sesso dei tuoi conigli personalmente (magari ti hanno dato tutte femmine e le tane le hanno scavate per abitazione) anche di palpare le femmine per vedere se portano i coniglietti.

      Auguri, fammi sapere

  134. filippo said

    Leggo oggi la tua rubrica perchè purtroppo questa mattina ho trovato 11 conigli morti. Avevo costruito dei recinti con rete non troppo alte separando i maschi dalle femmine e l’età media era di tre/quattro mesi.
    Non sono i primi che trovo morti e – inizialmente – pensavo che la causa fosse un ratto in quanto erano alloggiati in un capannone con il fondo npn pavimentato e sparivano i piccoli appena svezzati.quelli di stamattina non presentavano morsi o smembrature e mi chiedo che animale possa essersi accanito.
    Ti ringrazio anticipatamente della risposta.
    Filippo

    • conigliopoli said

      Caro Filippo, non mi dai molti indizi per azzardare un’ipotesi. Per la sparizione dei piccoli, di solito c’entrano i gatti, ma per le stragi di quelli più grossi io penserei ai cani. Devi comunque fare un’autopsia dei morti per vedere quali lesioni presentano e stabilire perchè sono morti. Poi devi analizzare ogni possibilità di entrata che l’eventuale predatore possa trovare e questo ti aiuterà a stabilire quale può essere la sua misura massima, poi devi vedere cosa si aggira nella zona dell’allevamento. Spesso i cani si divertono ad azzannare il posteriore senza poi mangiare l’animale però c’è il perlo strappato. Aprine qualcuno e guarda dove ci sono gli ematomi o le ferite. In ogni caso se le recinzioni non sono a prova di bomba, ora che il predatore si è sensibilizzato non ci sarà pace per i tuoi animali fino a quando ne rimane uno, a meno che non trovi subito un qualche rimedio efficace. Poi fai una bella derattizzazione periodica per essere al sicuro dai topi.

  135. CRISTINA said

    mi è arrivata la notifica delaa risposta ma non la trovo.
    la puoi rimandare?
    scusa

  136. CRISTINA said

    Buongiorno.
    Ci siamo sentiti qualche giorno fa per la mia coniglia testa di leone che tengo in un recinto all’aperto.
    2 domande.
    come tu mi hai detto penso che abbia partorito in una tana scavata, ma in questi giorni e’ piovuto parecchio.
    Se ci fosse pericolo di allagamento la coniglia correrebbe ai ripari o abbandonerebbe il nido?
    Altra cosa. ho 6 gatti che sono praticamente cresciuti insieme ai conigli, nel senso che a volte li trovo addirittura nel recinto ma non si sono mai fatti del male. Mi devo preoccupare con eventuali coniglietti nuovi?
    Grazie

    • conigliopoli said

      Cara Cristina, in genere solo se la galleria si allaga i coniglietti muoiono annegati e la coniglia diviene subito disponibile per un altro accoppiamento. Se non si allaga perchè il terreno drena efficacemente non dovrebbero avere problemi, magari mettici sopra un bel telo impermeabile. Il commento di risposta alla precedente domanda lo trovi in fondo a documentazione e links. I gatti li vedo male con i piccoli che escono dalla tana, ma può darsi che se non sono affamati no diano loro alcun fastidio. Dipende da molte cose.
      ciao

  137. Federico said

    Ciao!
    Mi interessava l’allevamento a terra del coniglio, volevo sapere se ci sono controindicazioni ad allevare così razze particolari come la gigante, se sono troppo delicate ecc…
    Grazie e complimenti per il blog 😉

    • conigliopoli said

      Non ho esperienza diretta, ma credo proprio che non ci siano controindicazioni, il Signore ha fatto i conigli per vivere sulla terra, non in gabbia. Ciao

  138. Ginevra said

    Ciao Mi sono nati 3 cuccioli di coniglietto però nn so se sono maschi e femmine o quanti mesi anno me lo sapresti dire te ???? grazie ciao Ginevra

    • conigliopoli said

      Ciao, Non sono un indovino, come dovrei fare? Il sesso si determina osservando i genitali, ma nei piccoli ci vuole la lente. Aspetta che crescano un po’ ok?
      ciao

  139. Alessandro said

    anzi tutto volevo fare i complimenti e ringraziare per le informazioni utili trovate in questa pagina. Ho un piccolo allevamento in gabbie nato dall’amicizia di un vicino che mi ha regalato una femmina incinta. Attualmente ho un maschio, una femmina ed i piccoli appena. mi piacerebbe molto trasferire il tutto a terra anche se ho dei problemi di spazio con il pollame, che vive brado in un piccolo uliveto dove da mesi ormai non cresce più un filo d’erba (10 elementi in quasi mille metri quadri sono capaci di tanto). mi domando comunque come si faccia, in una garenna, magari anche grande, a catturare gli esemplari pronti alla macellazione, dal momento che ho delle difficoltà con la cattura di animali ben meno veloci ed intelligenti dei conigli, i polli appunto.
    grazie
    Alessandro

    • conigliopoli said

      Caro Alessandro, per catturare i conigli si usa un trucco ovvero si costruisce un piccolo recinto nel quale si mette del cibo ghiotto e quando sono dentro si chiude la porta con un comando a filo. Poi li si afferra con le mani o con un retino.
      ciao

      P.S Ho pubblicato tutto oggi in un piccolo manuale: http://www.lulu.com/content/4772465

  140. conigliopoli said

    Se la femmina morde il maschio, primo controlla che sia davvero una femmina, poi vuole probabilmente dire che: o il maschio è poco mascolino rispetto alla femmina, magari perché più giovane di lei, oppure che la femmina riconosce in lui un odore estraneo. Credo che tutto dovrebbe risolversi nel giro di qualche tempo di convivenza. Controlla che i morsi non siano “cattivi”, ma in genere la femmina non fa gravi danni. In alternativa si possono dissimulare gli odori particolari spruzzando dell’aceto sulle loro groppe. Se allevi in gabbia, ricordati inoltre di portare sempre la femmina nella gabbia del maschio e mai viceversa. E’ una questione di territorialità.
    ciao

  141. francesco said

    ciao non riesco a far accoppiare i conigli,perchè la femmina morde il maschio.come mi devo comportare?francesco

  142. giovanni said

    ciao siccome vivo in montagna a 1000m e d’inverno le temperature arrivano anche a -20 volevo sapere quali precauzioni adottare o se ci sono delle controindicazioni visto che tutti gli allevamenti di questa zona sono tutti in gabbia ed al chiuso considera anche che il terreno è si carsico e quindi molto asciutto ma è anche molto roccioso ho letto attentamente il tuo blog ma a riguardo non ho trovato risposta .
    comunque complimenti per il blog molto esaudiente

    • conigliopoli said

      Caro Giovanni, per le basse temperature non devi spaventarti. Se i conigli possono scavare perché c’è almeno mezzo metro di terra, sapranno costruirsi un rifugio adeguato ed una pelliccia sufficiente a protegerli. Per il cibo essi mangiano anche le erbe congelate senza alcun problema. Col venire del freddo, mangeranno il doppio come minimo e dovrai provvedere a tenerne di meno, cioè i soli riproduttori ad es. e poi ad integrare adeguatamente la loro razione con un po’ di orzo fioccato e magari fieno di medica, secondo il fabbisogno dimostrato che si determina guardando semplicemente se avanzano o meno del cibo tra una distribuzione e l’altra. Tutto questo funziona se gli animali sono già affrancati. Ti consiglierei comunque di iniziare verso la fine dell’inverno per dare loro tempo di abituarsi.

      grazie per avermi scritto

  143. army said

    come vedere se la mia conigli (media) e’ incinta? e per la prima gravidanza quanti cuccioli puo’ fare? grazie

    • conigliopoli said

      La diagnosi di gravidanza si fa attraverso la palpazione addominale della coniglia, rilevando la presenza dei feti nell’utero dal 13 gg di gravidanza in poi. E’ necessaria un certa esperienza e soprattutto una certa delicatezza nelle manipolazioni. Un altro indice più tardivo consiste nel vedere che l’addome appare sensibilmente aumentato di volume ed anche le mammelle. Il consumo di cibo aumenta progressivamente con l’avanzare delle gravidanza e se si ha più di una fattrice in quello stato è avvertibile come segno della stessa.

  144. PEPPE said

    Ciao Claudio,

    ho una decina di conigli di circa 7 mesi di età nati da un mascho e una femmina acquistati. I conigli li ho sempre allevati con verdure ed ortaggi, solo qualche volta ho usufruito di mangimi. Sono stati con la mamma per parecchio tempo come tu suggerisci e sono bellissimi. Solo che pochi giorni fa uno di loro ha smesso di camminare. Teneva sempre la testa inclinata e non manteneva l’equilibrio.E’ poi morto. Ho potuto notare, purtroppo con ritardo, che nelle orecchie (molto internamente) aveva una sorta di infiamazione con delle secrezioni. Mi hanno detto che è una malattia mortale e contagiosa dei conigli che a volte produce anche delle escrescenze e si cura con prodotti a base di zolfo. Vorei la tua opinione in merito tenendo conto che i conigli sono stati esposti ad un’improvviso temporale ed anche se coperti potrebbero aver preso freddo. Mi spiacerebbe perdere anche gli altri e vorrei sapere semmai come interenire. magari anche sulle possibili cause scatenanti.
    ti ringrazio in anticipo

    PEPPE

  145. alberto said

    Buon giorno, mi sono collegato oggi per la prima volta con voi
    perchè vorrei provare anch’io ad allevare qualche coniglio ciìon
    metodo il più possibile bio.avrei alcune domande:
    non ho capito come regolarsi col problema topi ,quanto possono avvicinarsi i cani al max al recinto infine è possibile vedere delle
    immagini dei vostri allavementi bio per avere un’idea su come organizzarsi?
    grazie e a presto, Alberto Puppo.

  146. conigliopoli said

    La carruba è un eccellente alimento per i conigli, beato te che ne hai! Del resto te lo dicono loro se una cosa gli va più o meno bene come cibo, basta provare e vedere quanta ne mangiano.

    Auguri per l’allevamento

  147. ANDREA said

    Ciao Claudio,
    finalmente il mio mini allevamento è partito (1 Maschio e due Femmine) e sono riuscito a svezzare la prima figliata quasi per intero! (alimentati esclusivamente ad ortaggi e fieno).
    Volevo chiederti cosa ne pensi della carruba come integratore energetico per i prossimi mesi più freddi!
    Le ho “sperimentate” sul maschio e le mangia volentieri!
    Grazie per i tanti consigli. Andrea

  148. conigliopoli said

    Ciao, solo ora riscontro il tuo messaggio.
    La femmina è pronta all’incirca dopo 5 mesi quando è in allevamento intensivo e sicuramente dopo 9-10 in allevamento con alimentazione solamente vegetale. In più, nel secondo caso è soggetta anche a stagionalità e ad altri fattori che potrebbero allungerne il periodo. Comunque entro un anno ci dovrebbe restare. In garenna si controlla la riproduzione togliendo il maschi dal gruppo di femmine quando siano ingravidate e rimettendolo a tampo opportuno come ho indicato nel bolg.

    Cordiali saluti
    claudio

  149. Fabio said

    Ciao,in una garenna di allevamento come faccio a controllare la riproduzione?o meglio dopo quanti mesi una femmina è pronta per la riproduzione?Ciao grazie

  150. CRISTIANO said

    In uno spazio isolato all’aperto ho due femmine. Il maschio é in un suo spazio separato, ma vicino. Nello spazio delle femmine ho messo due cassette coperte con un foro d’entrata. Una ha figliato sette bellissimi coniglietti che si sono adattati e crescono benissimo. L’altra ha figliato dopo circa un mese, inizialmente ha chiuso il suo nido e sembrava che tutto andasse benissimo, ma succede che i piccolini continuano ad uscire. Ho provato a rimetterli nel loro nido.
    Cosa vuol dire?
    La madre non ha latte ed i piccoli escono a cercare qualcosa?
    La madre é disturbata dalla presenza degli altri e vuole abbandonare i piccoli?
    Il comportamento delle due femmine é diversissimo. Quella che ha allevato regolarmente é tranquilla anche se si entra nel recinto. L’altra scappa immediatamente e si nasconde.
    La seconda non mi sembra abbia accettato di vivere in uno spazio comune.
    Cosa posso fare?
    Grazie per qualche suggerimento.

  151. conigliopoli said

    Caro Cristiano, credo che la pianta, vista anche la famiglia, possa essere buona per i conigli, comunque provi a darla come le ho detto.
    Per quel che riguarda l’allevamento libero del coniglio devo raccomandarle di non illudersi. Io consiglio comunque la recinzione anche se non escludo che i conigli possano inselavatichire con successo. Quanto ai cacciatori, povere anime inquiete, non so come funzioni dalle sue parti, ma a casa mia si premuravano spesso e sovente di venire ad addestrare i loro cani usando i mei conigli liberi intorno alla cascina e la cosa è finita a fucilate una brutta notte di agosto. (non ho ucciso nessuno intendiamoci, ma non è stato bello ne per me né per loro).
    Io consiglio di sorvegliare e proteggere quello che ama perchè i nemici dei conigli sono molti ed accaniti.

    cordiali saluti

  152. CRISTIANO said

    Quell’erba chiamata ceppita ho visto in I-net che l’inula viscosa: contemporaneamente ho scoperto che é una buona mellifora e che ha la virtù di ospitare un nemico biologico della mosca delle olive. Abbiamo un oliveto e non usiamo nulla. Quest’anno metteremo le trappole olfattive per la mosca (ce n’é comunque poca perché siamo in collina), ma favoriremo le piante di ceppita. La ceppita da noi (colline sopra Cecina) si diffonde moltissimo ed invade i prati.
    CONIGLI. Un mio amico di Mantova mi ha convinto a tentare di allevare conigli allo stato brado per avere un prodotto ad uso famigliare. Abbiamo erba in quantità industriali sia in un vigneto coltivato bio che in un pratone di 7 ha, altrimenti improduttivo (non ci si cavano le spese). Inizialmente abbiamo costruito un gabbione (La m2-Lu m4-H m2))su terra contro una scarpata perfettamente asciutta e vorremmo che i conigli si adattassero ed inselvatichissero (non vogliamo il tipo selvatico ufficiale altrimenti i cacciatori possono ucciderli) in modo da portarli poi a vivere esternamente. Stanno facendo piccoli e stanno scavando alla grande. Successivamente vorremmo predisporre nella scarpata nidi artificiali (una cassetta interrata ed un tubo) senza più nessun recinto.
    Cosa ne pensa? Potrebbero difendersi dai selvatici? : in zona abbiamo sicuramente il tasso e la volpe. Se il tubo ha un diametro abbastanza piccolo dovrebbe funzionare? Accetteremmo anche un 50% di perdite in quanto l’erba che cresce spontanea ne può alimentare a centinaia.
    Grazie e complimenti per l’atteggiamento naturalistico.

  153. conigliopoli said

    Gentile Cristiano,
    il metodo migliore, dato che non conosco l’erba di cui mi parli, è provare a dargliela in dosi crescenti e vedere se è molto, poco o per nulla appetita. Non necessariamente deve essere una pianta velenosa, talvolta i conigli disdegnano alcune specie perchè contengono dei principi poco digeribili (ad esempio il tannino dell’olmo o il lattice delle euforbiacee. La melanzana la mangiano discretamente, almeno a casa mia e l’oleandro, pure essendo sconsigliabile, è tollerato sporadicamente in piccola percentuale.

  154. Cristiano said

    In un prato incolto ci sono molte ceppite (termine toscano) o ceppine: sono erbe cespugliose con foglia che sembra adesiva da fresca. Potrebbe andar bene del fieno misto che le contenga?
    Mi interessa molto quello che non possono mangiare; per ora mi sembra che si parli solo di oleandro e di melanzana.
    Grazie a chi mi può rispondere.

    saluti cordiali

  155. conigliopoli said

    La ringrazio per avermi scritto. La risposta esaustiva alla sua domanda si trova nella pagina AFFRANCATURA di questo blog. Il coniglio adulto ed abituato può comunque vivere benissimo anche con la sola erba bagnata, o anche congelata dal freddo senza patire alcun danno. Certo non in gabbia, ma in un recinto.

    saluti

  156. LIBORIO PRIMICERI said

    A me e’ stato detto che i conigli con il mangiare l’erba sono soggetti a malattie mortali e’ vero ?? Forse quelli che sono stati abituati in gabbia ???? Grazie

  157. Pippo Pollina said

    Ma il veleno come fai a non farlo mangiare dai conigli?
    E per proteggere gli alberi da frutta, basta un po’ di rete metallica inorno al tronco o ci sono problemi anche per le radici?

  158. conigliopoli said

    I topi col veleno, il gatto fa danno ai conigli, i conigli lo fanno alle piante da frutto se non le proteggi. Chiaro?
    ciao

    • manuele said

      salve vorrei avere un’aiuto se possibile ho una coniglia con la mastite ho appena tolto i piccoli 8 è meglio che la rimetta insieme grazie

      • conigliopoli said

        Bisogna vedere che tipo di mastite è. Li può rimettere insieme; ma se è mastite batterica, la più frequente, non ricaverà nulla di buono; la mastite batterica è in genere indice di grave compromissione dell’animale cioè della presenza del germe nel sangue o in utero oppure in altri distretti dell’organismo. E’ una malattia che con l’allevamento naturale non ho mai riscontrato mentre era molto frequente con gli animali allevati a mangime industriale. Anche massivi trattamenti con antibiotici non possono vincerla ma al massimo addormentarla per un po’, fino alla prossima volta.

      • manuele said

        sicuramente è stato il mangime che ho usato in pellet di solito prendo quello fioccato e non mi èmai capitato grazie per la risposta

  159. pippo pollina said

    Come ti regoli per i topi? In un campo recintato piantumato con alberi da frutta un gatto farebbe più danno che utile?

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