Conigli & Conigli

Mi fido solo dell’erba pulita

About

L’autore di questo sito è diplomato in agraria, amante della natura e della verità delle cose. Il suo precorso di ricerca è iniziato fin dall’età giovanissima e lo ha portato negli anni alla conoscenza delle cause che stanno dietro la realtà sensibile e che, di gran lunga più importanti, aiutano poi l’essere umano ad avere una dimensione vitale giusta con se stesso, con gli altri, con piante, terra ed animali. Egli ha dedicato questo sito ai suoi conigli, compagni inseparabili da oltre 30 anni, che ora sono il riflesso, la prima ricaduta concreta della sua attività di ricerca spirituale, ricerca che ha come obiettivo primario il benessere dell’uomo, psichico e materiale.

I particolari e le nozioni qui riportate derivano in toto dalla propria esperienza personale e non pretendono in ogni caso di essere verità assolute, ma solo descrizioni di una realtà che egli ha dovuto affrontare con le unghie e coi denti per poterne venire fuori illeso. Ora il “sistema” si è modificato, ma lo spirito, a giudizio dello scrivente, è sempre lo stesso, solo segue vie più raffinate per fabbricare i suoi imbrogli. Speriamo solo che a fianco della scienza cresca parimenti anche la coscienza, altrimenti saranno dolori.

L’autore

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33 Risposte to “About”

  1. B. Chidiac said

    Buonasera
    Non so se il mio commento anteriore è stato ricevuto è per questo che riscrivo per chiedere se posso comunicare con lei in forma privata sulla possibilità di aiutarmi per un allevamento di conigli all’estero.
    Cordiali saluti.
    B. Chidiac

  2. Buongiorno siamo una nuova società agricola dell’appennino emiliano, abbiamo già acquistato il suo manuale per documentarci sull’allevamento di coniglio allo stato brado, ci piacerebbe però incontrarLa di persona o poterLa contattare per un colloquio diretto, c’è modo Sig. Claudio perchè ciò sia possibile? La ringrazio fin da ora per la Sua disponibilità. Le lascio il mio indirizzo e-mail: miriastefan@libero.it

  3. Danilo said

    Buongiorno, non sono riuscito a trovare nessun indirizzo email e dunque le lascio qui questo messaggio.
    Ho iniziato da qualche mese una attività di allevatore di conigli d’angora e ho imparato molto leggendo un pò di tutto, tra cui il suo prezioso libro. L’obiettivo ambizioso è di arrivare ad organizzare un (piccolo) allevamento semi brado ( i problemi di pulizia del pelo sono risolvibili). Stiamo lavorando alla costruzione di un sito internet dove vorremmo mettere, nel nostro piccolo, le cose che abbiamo imparato, quelle che impareremo strada facendo nonchè i riferimenti a chi ha grande esperienza, come lei. Fatta questa piccola premessa le chiediamo se ci autorizza a citare il suo libro nel nostro sito, a riportarne eventualmente delle parti ( citando sempre ovviamente l’autore) e ad inserire un link a questo blog.
    Grazie, Danilo

    • conigliopoli said

      Certamente, potete citare parti del mio libro ed il sito, a patto che sia nell’ottica di una promozione dell’allevamento naturale del coniglio, per il suo benessere.
      La ringrazio.

  4. F. said

    Buongiorno,

    non avendo trovato il modo di contattarla privatamente le scrivo qui, volevo chiederle se fosse possibile acquistare presso il suo allevamento alcuni conigli e quale fosse il loro prezzo.

    La ringrazio per tutte le informazioni e le auguro una buona giornata
    Fiorenza

  5. Pensare che chi governa essendo ministro del Governante del Mondo tratta gli uomini come fossero conigli o animali in gabbia, sfidando la libertà donata a tutti gli uomini da Dio. Adesso gli uomini di verità sono timidi come conigli difronte a tanta arroganza, ma la situazione verrà capovolta, “in gabbie eterne” verranno spediti tutti quelli che hanno abusato della creazione, e verranno liberati in prati di amore e di giustizia gli uomini di buona volontà.

  6. mauro said

    buona sera,
    leggendo il suo blog ho voluto provare ad inserire, nel mio piccolo appezzamento di terreno agricolo di ca. 300 mq,due esemplari di conigli nati in uno stato semibrado.
    ad oggi sono trascorsi 4 mesi dall’introduzione dei due esemplari e tutto sembra andare per il meglio.
    anche io li tengo in uno stato semibrado, si alimentano con l’erba che cresce spontaneamente sul terreno ( tarassaco, trifoglio bianco ecc.) ed in più integro la loro dieta in questo periodo freddo, con sedanorapa, carote, broccoli, mele selvatiche, rape bianche. Ho costruito loro una casetta in legno, isolata termicamente, che ho riempito di fieno, vedo che la utilizzano per dormirci la notte.
    Ora i conigli hanno circa 6/7 mesi ed iniziano a scavare qualche buca nel terreno, io mi limito ad osservare ed ho notato una cosa curiosa.
    Uno dei due conigli ha scavato un profondo tunnel nel terreno, ho pensato si stesse facendo una tana, invece ho visto che ieri lo stesso esemplare si è prodigato ad attappare la tana con una cura minuziosa.
    Lei saprebbe dirmi a cosa è dovuto questo comportamento? francamente non capisco perchè debba impegnare così tante energie per poi dover chiudere l’ingresso della tana.
    Non conosco il sesso dei due esemplari ma osservandoli ho visto che uno annusa spesso il deretano dell’altro; che sia il maschio? quello che annusa non è quello che scava.
    Le sarei grato se volesse darmi il suo parere anche in merito all’alimentazione.
    Mauro
    varese

    • conigliopoli said

      Buongiorno, il fatto di scavare in questa stagione è normale; di solito lo fanno in previsione di metterci la prole ed anche con molto anticipo oppure per ripararsi dal freddo o dal caldo. E’ sicuro che la fattrice (quello che scava) non abbia già partorito in quella tana? Non è una regola fissa ma il fatto di chiudere e nascondere l’ingresso può essere indice che all’interno ci sono dei piccoli e la madre, nel suo istinto materno fa in modo che il nido non possa essere trovato da eventuali predatori; la cosa può essere fatta anche per regolare il clima umidità e temperatura all’interno della tana. Vedrà che se ci sono dei piccoli, passando i giorni essa verrà riaperta in misura sempre maggiore. In ogni caso, altre volte, i conigli scavano tane (di solito brevi) che poi sigillano e dimenticano per riesumarle magari diversi mesi dopo. Non saprei dirle il perché. Credo che con quella alimentazione i suoi conigli vivano come signori. Le auguro una buona produzione.

      • mauro said

        grazie mille per la sua solerte ed esaustiva risposta. sprero di avere i risultati sperati.
        buona serata
        Mauro

      • Mauro Scialdone said

        buon giorno,
        in questo periodo le temperature sono scese parecchio sotto lo zero, questa mattina -12°c, il terreno è ricoperto di neve e ghiaccio ed anche la ciotola dell’acqua è un pezzo di ghiaccio. Fortunatamente il terreno è esposto a sud-ovest e il sole riesce a dare un pò di tepore.
        I conigli hanno scavato profonde tane e credo vi siano i piccoli in una di queste.
        Continuo a dare ai conigli i vegetali descritti nella precente mail, ho aggiunto broccoli e cavolfiore e vedo che gradiscono molto, ci sono cibi particolarente energetici da somministrare in questo periodo?
        So che va bene il pane secco, ma non ne dispongo, e poi non essendo un cibo naturale ho qualche timore che possa dare problemi alla loro digestione. A suo parere quali altri vegetali posso somministrare per variegare ulteriormente la loro dieta? considerando che probabilmente vi sono i piccoli nella tana devo somministrare degli integratori utili alla femmina che dovrà allattare?
        La ringrazio anticipatamente e colgo l’occasione per porgerle cordiali saluti.
        Mauro

      • conigliopoli said

        Salve, in alternativa al pane secco si possono dare in piccole dosi (un pugno al giorno ogni 3-4 adulti) alcuni cereali quali avena, orzo, frumento interi oppure fioccati cioè schiacciati dopo ammorbidimento a vapore. In questo ultimo caso devono essere di fresca produzione perché scadono dopo qualche mese e possono contenere anche piselli, soia, fave, carrube, sali minerali. Questi vanno bene. L’importante che non contengano sostanze estranee cioè vitamine, coccidiostatici e direi anche crusche.
        L’orientamento che sto seguendo negli ultimi tempi tuttavia mi suggerisce che, se non manca il cibo verde e secco, i conigli possono fare benissimo a meno dei cereali e del pane anche col freddo, avendo rilevato quest’anno per la prima volta dopo 14 anni di sperimentazione che si sono ingrassati egualmente ed ottimamente in vista dell’inverno solo con alimentazione erbacea. Credo che questo potrebbe essere il risultato finale dell’opera di affrancamento, ma devo valutare ancora per un certo periodo come si comportano. Se avessi ragione, dare cereali o alimenti energetici, può essere consentito per i periodi freddi come già enunciato, ma non darli potrebbe significare un incoraggiamento, un rafforzamento della capacità del coniglio a produrre grassi dall’erba e questo mi pare sicuramente indice e garanzia di un metabolismo più efficiente e quindi una sicurezza in più per l’insorgenza di malattie di tipo metabolico. Diffidi degli integratori, la natura non ne ha bisogno quando vi è giustizia, anche poca, nella vita, nei cibi e nella loro produzione; piuttosto vari l’alimentazione aggiungendo nel recinto anche rametti freschi di alberi dolci (melo-pero-pesco, ciliegio, rubino, frassino, rovi, olivo, alloro ecc.; guardi cosa mangiano più volentieri ed in quantità di quello che ha a disposizione. I cavoli di tutte le specie e tutti gli scarti dell’orto vanno benissimo anche congelati, se i conigli anche piccoli stanno bene li mangiano avidamente senza danni, tutta la verdura e la frutta, anche i tuberi come il topinambur mi dicono siano assai appetiti. Oggi ho dato loro dei rametti da potatura di Kiwi e li mangiano abbastanza bene.
        Tanti auguri per la sua “famigliola”

      • mauro said

        buon giorno,
        questa mattina ho intravisto un piccolo coniglietto di colore grigio che spaventato dalla mia comparsa è fuggito nella tana, spero ve ne siano altri.
        A giudicare dalla quantità di cibo che mangiano da 3 settimane a questa parte credo proprio siano almeno 4.
        Ho notato in giro per il prato, sparsi qua e là alcuni ciffetti di pelo bianco, ed ho osservato che la mamma ha il dorso con una colorazione grigiastra che ha preso il posto del bianco, non so se ciò è dovuto al maschio che durante l’accoppiamento ne strappa un pochino o se questo è dovuto ad una sorta di mutamento generato dalla maturità sessuale della femmina. secondo la sua esperienza quale potrebbe essere la causa? non credo una malattia perchè sono visibilmente sani, inoltre il nuovo pelo è compatto e la cute non è visibile.
        ho continuato con l’alimentazione indicata precedentemente integrata da zenzero, topinambur e finocchi.
        ho provato anche con le coste ma non le gradiscono.
        nell’ultimo mese le temperature sono scese parecchio, anche -14°c, mentre la neve ha raggiunto i 30cm, i conigli hanno scavato una tana più profonda riempita con erba secca e fieno misto a pelo che credo sia strappata la mamma. sono riuscito a vederla poichè il terreno ammorbidito ed appesantito dalla neve ha ceduto sotto il peso dei miei passi, quando ho riparato il danno mi sono accorto della tana, che tra l’altro dista più di un metro dal suo ingresso.
        quando riuscirò a fotografarli glieli farò vedere, così mi darà il suo parere esperto.
        buona domenica

      • conigliopoli said

        Buongiorno, sono molto contento per lei e i nuovi nati cui faccio gli auguri migliori. Non si preoccupi per il colore giallastro della femmina bianca; può dipendere da due cose: il contatto con la terra umida mentre scava le tane oppure dalle “attenzioni” del maschio che in certi periodi usa orinare ripetutamente addosso alle sue femmine per marcarle come sua proprietà col proprio odore. Loro fanno così… è del tutto normale anzi, penso che abbia anche valenza antiparassitaria. Poi quando piove o quando cambiano il pelo o il maschio viene estratto dal recinto dovrebbe tornare bianca. I ciuffetti di pelo strappato qualche volta dipendono da tentativi di monta non riusciti del maschio, altre volte può accadere che la femmina si strappi del pelo anche giorni dopo il parto e può accadere di trovane un po’ sparso in giro.
        Confermo che le coste non sono gradite in genere ai conigli. Allora attendo le sue foto.
        cordiali saluti

      • mauro said

        buona sera,
        i coniglietti sono 4!!!! 2 completamente bianchi e 2 bianchi e grigi tipo cincillà, sono bellissimi!! purtroppo non sono riuscito a fotografarli.
        sono contento di vedere che, contrariamento a quanto detto da numerosi allevatori “tradizionalisti”, i conigli non sono affatto animali delicati e impossibilitati a vivere senza l’intervento massivo dell’uomo ( mangime, medicine ecc.); l’allevamento allo stato semibrado è possibile nel pieno rispetto della natura degli animali.
        senz’altro non è un allevamento da grandi numeri o redditività elevate, però è senz’altro responsabile e credo che questo sia il messaggio che deve passare a chi vuole fare come me.
        Io non ho iniziato questa esperienza per produrre animali da carne, quindi non ci devo vivere, però credo che lo scambio di alcuni soggetti con altri che hanno la stessa passione renda l’allevamento ancora più completo e rafforzativo della linea di sangue.
        speriamo crescano sani e non vengano mangiati da qualche gatto.
        grazie ancora per avere reso possibile questo attraverso l’entusiasmo che si evince visitando il suo sito
        buona serata
        Mauro

      • conigliopoli said

        Sono contento per lei, io credo che la dimensione giusta del vivere dovrebbe essere proprio questa cioè la possibilità di allevare, coltivare con cura, a livello famigliare. Se non dovessimo mantenere schiere sterminate di parassiti mai sazi del nostro avere, in questa società d’oggi, questo sarebbe pienamente fattibile con gran vantaggio per uomini animali piante ed ambiente ed inoltre non esisterebbe la disoccupazione. Quindi concordo con lei sulla visione della cosa. Buona sera.

      • mauro said

        buona sera,
        4 giorni fa sono usciti dalla nuova tana i piccoli della seconda cucciolata; erano 5 3 bianchi e 2 grigi, purtroppo si sono salvati solo in 2 uno grigio e uno bianco.
        non conosco il motivo della morte, uno l’ho trovato disteso con il musetto leggermete sporco di sangue ma senza segni di morsi od altro che potessero ricondurre ad una morte per aggressione, gli altri non li ho proprio trovati, credo siano stati vittime delle cornacchie.
        La cosa curiosa è che la mamma ha partorito i piccoli in una tana ipogea diversa da quella dove aveva partorito i precedenti piccoli, lei sa spiegarmi come mai?
        la prima tana è senzaltro più riparata e sicura della seconda, si trova all’interno di un recnto coperto con rete finta edera ombreggiante, però ha scelto una nuova tana per mettere al mondo i nuovi piccoli.
        la prima è ancora occupata dai primi nati e vi entrano anche i genitori, che la mamma non l’abbia ritenuta sicura?
        mah, in ogni caso i nuovi nati sono bellissimi cuccioli di razza nana, vorrei inviarle delle foto ma non so come allegare file alla presente, se volesse vederli potri inviarle le foto ad un indirizzo mail diverso se volesse comunicarmelo.
        cordiali saluti

  7. Marcello said

    Salve, vorrei un indirizzo mail per poter comunicare direttamente con voi, se possibile

  8. daniele bonazza said

    Genitilissimo sig. Della Valle,
    ho letto con molto piacere il suo manuale Conigli & Conigli e volevo innanzitutto farle i complimenti per l’ottimo e prezioso lavoro. D’ora in poi lei per me è il Fukuoka dei Conigli (immagino che sappia di chi parlo).
    Ho ritrovato nel suo manuale l’approccio naturale che sto cercando nei vari campi in cui sto affrontando il mio personale ritorno alla natura.
    Ora però due piccoli dubbi pratici che le chiederei di risolvermi: possiedo due cani che finora girano (e depositano) liberamente nel mio terreno. Volendo dedicare una zona all’allevamento di qualche decina di conigli pensavo di recintare e aspettare un po’ in modo che i cani non possano più accedervi e le loro feci decomporsi per eliminare il pericolo di uova di Tenia. Quanto tempo dovrebbe passare secondo Lei per poter essere tranquillo di “bonificare” il terreno?
    La seconda domanda è: nel momento in cui volessi allevare conigli da carne anche solo per arrontondare un po’, è possibile legalmente portare al macello conigli allevati naturalmente quindi non vaccinati ecc… e venderli?
    Grazie ancora per il suo lavoro e in bocca al coniglio.
    p.s.
    vivo in provincia di Modena e mi piacerebbe molto visitare il suo allevamento, è possibile?

    • conigliopoli said

      Bungiorno, la ringrazio, in effetti esiste una certa analogia per quanto minima con l’agronomo giapponese; per il problema della tenia, se i suoi cani non ne sono portatori, ovvero se dalla nascita non hanno mangiato carni o visceri di animali infetti, non dovrebbe esserci il problema; comunque credo che nel giro di un mese, magari con uno sfalcio energico dell’erba o una fresatura del terreno il problema cessi di esistere. Le cercarie della Tenia Pisiformis, se anche presenti non credo possano resistere a lungo in queste condizioni, visto che attendono l’ospite intermedio annidate nell’erba.

      Per quanto riguarda il portare i conigli ad un macello pubblico non è influente il fatto che siano vaccinati o meno, ma che siano sani e questo lo dovrebbe accertare il veterinario ASL con una visita pre-trasporto, nella quale rilascia un certificato. Per pochi animali diventa un problema ed un costo anche perché poi credo ci vogliano mezzi idonei per il trasporto del macellato. Comunque non sono aggiornato da diversi anni sulle ultime norme sanitarie, cavilli e balzelli perché per me il fatto commerciale non è importante e non mi interessa; chieda all’ASL che fa prima anche perchè, localmente, magari ci sono attuazioni differenti della stessa legge.

      Per quanto riguarda la visita del mio allevamento (in realtà non è un allevamento ma una “convivenza”), non è possibile effettuarla per una serie di motivi che non sto qui ad elencarle. Mi dispiace, in altre condizioni non ci sarebbe stato problema; forse in futuro.

  9. Daniele Bonazza said

    Salve e complimenti per l’opera di divulgazione che stai portando avanti.
    Ti annoio poche righe con la mia storia e qualche domanda che forse sembrerà stupida.
    Io e la mia ragazza siamo nati e cresciuti in città, di agricoltura e allevamento sappiamo quasi niente, nonostante ciò abbiamo deciso di comprare una casa con terreno (1 ha circa) in collina e piano piano vorremmo riuscire a vivere solo dei frutti della nostra terra cercando di affidarci a Lei nel modo più naturale possibile.
    Vorremmo dedicarci a varie attività compreso l’allevamento di qualche animale, i primi saranno proprio dei conigli (una nostra vicina ha promesso che ci regalerà una femmina gravida). La domanda molto prosaica è questa: se piano piano dovessimo riuscire a creare il nostro piccolo allevamento quanto potrebbe rendere in termini economici? a quanto si vende un coniglio? e come funziona, si portano al macello o si vendono vivi?
    Scusa l’ignoranza e la sfrontatezza ma in questo momento quello che ci angoscia di più è come fare a tirare su quei (pochi) soldi sufficienti a campare in campagna per poter abbandonare il lavoro e la dipendenza dalla città.
    grazie
    Daniele

    • conigliopoli said

      Salve, anche io non provengo da un ambiente contadino come origine e sebbene abitassi in periferia ho sempre avuto contatti con la campagna, ma non dall’interno fino al momento in cui, dopo la scuola di agraria decisi di fare quello che voi avete in mente. Allora però erano altri tempi, per così dire era più facile ma poi tutto è cambiato rapidamente. Il mondo agricolo che io ho sperimentato sulla mia pelle non affatto è un mondo facile e nemmeno pulito in termini di economia, diritti ecc. Ora ne sono uscito e non ci tornerei per nessun motivo, conservando però l’amore infinito per le cose agricole della natura e della terra. Ho insomma scrollato la polvere dalle mie scarpe contro quell’ambiente. Potrei essere incappato particolarmente male, ma ho visto che dappertutto, salvo rare eccezione è una mafia e una politica delle quali non potrò né vorrò mai fare parte.
      Veniamo dunque alla domanda circa i conigli. Io ne avevo 10000 in allevamento industriale e a malapena ho tirato fuori il necessario per vivere rischiando qualche volta di fallire causa le morie. Ora il coniglio biologico produce molto meno in termini di numero, di resa, di tempo. Inoltre occorre un esperienza che voi non avete e non solo per il coniglio che è il più difficile degli animali, ma anche per la terra. Data l’estensione della nuova azienda (avete acqua d’irrigazione?) io vi consiglierei piuttosto di allevare conigli da compagnia perché potete spuntare prezzi migliori e non siete obbligati a macellarli presso un macello pubblico come esige la legge. Inoltre i nani sono meno problematici di quelli da carne ed essi sono i conigli da compagnia per eccellenza anche se quelli medi sono lo stesso simpaticissimi ed addomesticabili. Il prezzo del coniglio d’allevamento intensivo lo vedete al supermercato (6. 6,5€/kg) e tenete conto che il prezzo sul mercato del vivo può variare dalla metà ad un terzo di quello del supermercato e non è una strada economicamente praticabile per pochi capi,proprio a causa delle leggi sanitarie. Il nostrano ha un prezzo più alto e soggettivo, ma è un mercato che sta sempre nell’illegalità in quanto di solito si basa su pochi capi macellati di nascosto e venduti senza il marchio del macello autorizzato. Inoltre non è un allevamento su cui si possa basare il proprio sostentamento, oltre che per i pochi capi che potreste allevare, anche per l’incertezza dei risultati. Se devo dire il mio parere, e salvo le peculiarità della zona in cui vi trovate, dovreste, senza rinunciare all’allevamento degli animali, puntare su qualche produzione particolare del fondo, tipo erbe aromatiche e medicinali o frutti di bosco, o orticoltura biologica (ci vuole sempre molta acqua).
      Vi faccio comunque i migliori auguri

  10. giuseppe said

    Ciao MANUEL ciò un piccolo allevamento di conigli da carne ciò 16 fattrici e 4 maschi. Vorrei sapere se la paglia d’orzo fa bene ai conigli al posto del fieno. Oppure alternalli un giorno fieno e un giorno paglia. GRAZIE di una risposta. Tanti saluti DA GIUSEPPE.

    • conigliopoli said

      La paglia ha un potere nutritivo scarso ed è un alimento sbilanciato. Anche se il coniglio riuscisse a digerire ed utilizzare la fibra che contiene, manca di proteine.

  11. Albe said

    Ciao.
    Fa piacere trovare gente che ci tiene a questa linea di pensiero. Secondo me è una linea di cui più o meno sono tutti coscienti ma nessuno trova come metterla in pratica.
    Io vivo nella cascina di famiglia dal 1672 e, nonostante faccia altro come lavoro e non ci sia convenienza a tenerla in piedi, ho investito molti soldi per non farla morire assieme a un socio.
    Personalmente curo piccole nicchie solo per me che vorrei imparare a condurre nel modo più salutare possibile (non dico “naturale” o “bio” che ormai ha un senso relativo) impegnando il tempo minimo come lavoro puro per potermi godere invece la “presenza” della cosa oltre che l’utilizzo sano.
    La mia aziendina agricola sta in piedi appena appena nei modi possibili con colture “pseudobio”, ma non c’entra niente con tutto questo e non vedo come potrebbe. Forse un club come tu stai scatenando con questo sito è l’unica realtà possibile.

    • conigliopoli said

      Ciao, Hai detto bene quando parli di godere della presenza della cosa e, aggiungo, della cosa vivente trattata con giustizia o almeno con quell’intento puro e pulito. Gli organismi viventi, infatti, dialogano a loro modo con noi, hanno un loro linguaggio fatto di segni,atteggiamenti a volte quasi impercettibili, che è possibile afferrare o interpretare ,almeno in parte, se si ha per loro un genuino amore rispecchiato nei fatti e nella coerenza durante il tempo, per quanto ci è possibile naturalmente. Siamo noi che veniamo arricchiti in tutto questo a fronte di un impegno certo gravoso ma non privo di riscontri. Ti confesso che non so nemmeno io perché mi ostino a tenere quei conigli sebbene tutto mi fa credere che non servano a nulla. Ma essi sono i miei amici da tanto tempo, più onesti e fedeli di tante persone, ma soprattutto mi hanno permesso anche col loro sacrificio di crescere la mia famiglia. Essi insomma mi testimoniano la presenza di un rapporto giusto e possibile, malgrado tutto, tra uomo e natura ed io non voglio rinunciare a questa visione che, credo, un giorno avrà finalmente il suo futuro. Grazie per avermi scritto

  12. Roberto said

    Ho letto tutto il materiale che ha scritto e mi sono stragustato le foto ed i filmati. Già prima di incontrare questo sito avevo avviato la sostituzione dei mangimi pellettati con verdura (scarti di giornata), frutta e (ahi!) granaglie! Possiedo un’ottima formazione culturale nel campo agrario e devo dire, a priori, che quanto da lei scritto mi convince! Le regole sulla nutrizione le applicherò immediatamente, mentre, ovviamente il passaggio dalle gabbia alla garenna richiederà più tempo. Per un po’, quindi, il mio allevamento sarà, diciamo, ibrido. Le voglio fare i più sinceri COMPLIMENTI per il lavoro effettuato e la RINGRAZIO per aver condiviso con altri le sue importanti conoscenze.

  13. valentina said

    Mio padre possiede un allevamento di bovine da latte. Mi addolora dover ammettere che molte delle dinamiche da lei descritte sono identiche a quelle del ns settore. Noi abbiamo risolto, riconvertendo in parte nell’allevamento dei maschi per la carne che vendiamo direttamente nella macelleria aziendale e grazie alla maggior marginalità che la commercializzazione diretta ci garantisce riusciamo ad utilizzare tecniche produttive dignitose.Il ns sogno sarebbe poter continuare ad allevare le femmine che nascono in azienda per la produzione del latte, ma il mercato ( e per mercato intendo le poche e importatanti marche presenti sul mercato italiano che pagano a noi il latte a 0,38 € e lo rivendono a 1,60 con un ricarico del 280%) che ci cannibalizza continuamente sottopagandoci e costringendoci sempre di più in quelle dinamiche produttive svilenti per noi e per i ns animali ci costringerà sicuramete a dover ristrutturare anche questo ramo aziendale.
    Speriamo di trovare una soluzione per poetr mantenere in attività almeno un segmento del ramo latte. Certo non è facile e tantissimi allevamenti hanno chiuso per questi motivi. Ritengo cmq che i consumatori sono i primi che dovrebbero attivarsi per cercare metodi alternativi di approvviggionamento del cibo, offrendo ai produttori sbocchi di vendita diretta e tutelando così la propria vita e salute, cosa non di poco conto.

    complimenti ancora per il sito e un cordiale saluto.

    Valentina

  14. salvo said

    grzazie

  15. Solo chi ha vissuto “quell’inferno” può comprendere di cosa si tratti. Da quello che mi dici credo che abbiamo molte affinità di spirito da condividere. Ti ho risposto privatamente.

    ciao

    claudio

  16. Corsaro said

    Ciao Claudio.
    Anche io sono un ex allevatore industriale di conigli da carne.
    Avevo iniziato da piccolo, nel 1977 all’età di 12 anni.
    Ho smesso, per gli identici tuoi motivi, nel 2000.
    Ho lasciato parte di vita e di cuore in quell’inferno!
    Leggere le tue intelligenze, mi conforta molto dato l’omertà totale he ho trovato nei miei ex colleghi.
    Non credo che sia solo il destino ad avermi condotto qui. Sarà la “mano de Dios” come quella di Maradona…
    Vorrei collaborare con te, se vuoi, su questo tema.
    cascinapeschiera@libero.it
    Aspetto notizie.

  17. Francesco said

    Salve,
    mi chiamo Francesco e volevo farle i complimenti per il sito e per la tenacia con cui ha affrontato i problemi! L’allevamento bio mi interessa e vorrei allevare conigli per un consumo familiare (non mi fido delle cose che compro e adesso a maggior raggione).
    Non so se possibile ma vorrei chiederle, comunque, se è disponibile a vendere qualcuno dei suoi esemplari.
    Resto in attesa di una sua cordiale risposta.

    Saluti
    Francesco D’Andrea

  18. Caro Manuel ti ringrazio perl’apprezzamento. Purtroppo io sono ormai fuori dal mercato dei conigli e proprio non saprei indirizzarti con sicurezza nemmeno per altri animali. Il mercato, appunto, sarebbe il primo luogo da evitare ma, purtroppo alle volte si è obbligati all’acquisto in tali sedi. Ti consiglio di leggere bene tutto il manuale prima di prendere una decisione, se avrai qualche dubbio posso risponderti brevemente. senza problemi. Per quanto riguarda i riproduttori, di solito non lo faccio, ma potrei anche tenertene via qualcuno dei miei se avvisato per tempo.
    Un saluto

    claudio

  19. manuel said

    Salve, mi chiamo Manuel, non ho letto ancora tutto il materiale da lei scritto,
    solo allevare bio 1
    però è molto utile , e insomma , complimenti,
    vorrei domandarle , degli indirizzi, nel caso volessi un giorno cimentarmi nell’allevamento di conigli o altri animali,
    dove poter acquistare dei capi ed avere la certezza che siano animali , normali, naturali,
    e se esistono delle persone che aiutano dei principianti come me all’allevamento anche in piccoli proporzioni

    Ringrazio,

    manuel.tarducci@poste.it

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