Conigli & Conigli

Mi fido solo dell’erba pulita

I conigli possono vincere la Mixomatosi?

Posted by claudiodellavalle su 1 ottobre 2017


#mixomatosi #conigli #no vax #garenna

In questi giorni ho ricevuto una seconda, graditissima conferma del fatto. Parrebbe proprio così!

Una coppia di conigli che circa 10 anni or sono  avevo affidato a degli amici del Veronese  è stata amorevolmente allevata e riprodotta con il metodo naturale in garenna che ho descritto in questo blog. Nel tempo, poi, il ceppo è stato rinsanguato con maschi di altra provenienza.

Pure in mezzo a gravi difficoltà iniziali causate da predatori e soprattutto dalla Mixomatosi endemica nella zona, mantenuta in essere anche da alcuni conigli inselvatichiti liberi ancor oggi presenti nei campi circostanti,
QUEI CONIGLI, SENZA ESSERE STATI MAI VACCINATI, HANNO SVILUPPATO NEI LORO DISCENDENTI UNA PROGRESSIVA E CRESCENTE RESISTENZA ALLA MIXOMATOSI, PASSANDO GRADUALMENTE DA UNA MORTALITA’  SUPERIORE AL 90% DEL PRIMO ANNO FINO ALLA COMPLETA IMMUNITA’ CHE ORA MI VIENE CONFERMATA PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO!

Colgo l’occasione per rimarcare che, secondo la mia esperienza di allevatore, il vaccino contro la Mixomatosi, pur proteggendo efficacemente (anche se non sempre al 100%) i grandi allevamenti dalle epidemie, presenta spesso il rischio di residuare una forma subdola o strisciante della stessa malattia, questo principalmente a causa del fatto che i conigli di allevamento sono sicuramente immunodepressi causa condizioni innaturali di stabulazione ed antibiotici utilizzati, quindi, in misura variabile, non totalmente capaci di far fronte al virus vaccinale inoculato che –  ricordo  –  è VIVO anche se attenuato. L’infezione strisciante si manifesta generalmente come corizza cronica, con starnuti frequenti e diffusi, con possibile scolo lacrimale e nasale modesto ma continuo, limpido e con possibile evoluzione in polmoniti anche a causa di sempre possibili complicanze batteriche concomitanti.

Della mixomatosi è stata riconosciuta anche una forma respiratoria.

La mia ipotesi è che in un contesto definito, nel lungo periodo, il virus della malattia, incontrando una base animale sempre più forte (per il fatto che non vaccinando mai ed allevando in modo naturale si salvano, guariscono e si riproducono solo i soggetti più forti), subisca, nei passaggi da animale ad animale, una progressiva attenuazione in modo naturale. D’altro canto gli animali sopravviventi si rinforzano a causa della stimolazione immunitaria operata dallo stesso virus che non è riuscito ad ucciderli, che viene contratto ad opera delle  zanzare o altri insetti ematofagi, ma causa sintomi e mortalità di anno in anno sempre minori tanto che alla fine non sono più riscontrabili. Il coniglio che ha superato questa infezione naturale risulterà poi immune per tutta la vita ed il virus in quel contesto, vinto e forse alla lunga anche estinto.

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