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Mixomatosi: una strategia alternativa alla vaccinazione è possibile?

Posted by conigliopoli su 1 agosto 2014


OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA Maschio colpito e curato è guarito e sta riproducendo felicemente

La Mixomatosi del coniglio può essere superata anche senza vaccinazioni

La Mixomatosi del coniglio può essere superata anche senza vaccinazioni

Le belle notizie che mi giungono dal Veronese in questi giorni parrebbero confermare quanto ipotizzato negli anni precedenti ovvero che:  una popolazione di conigli allevati a terra con alimentazione naturale è in grado di sviluppare in pochi anni una resistenza crescente al virus della Mixomatosi anche senza l’utilizzo di vaccini, e ciò selezionando e mettendo a riproduzione, di anno in anno, proprio  tutti i soggetti sopravviventi che hanno superato autonomamente e felicemente la malattia senza gravi compromissioni organiche o funzionali. Proprio come avverrebbe in natura se gli animali fossero liberi e lasciati a se stessi e come pare sia avvenuto in Australia, dove la Mixomatosi importata diversi anni or sono proprio per distruggere totalmente i conigli da quel paese, dopo le immani stragi, compiute ora non riesce più ad ucciderli quasi del tutto.

L’esperienza preziosa di cui posso fornire resoconto è quella di due amici M ed M., del Veronese che alleavano conigli da oltre 4 anni utilizzarono in partenza una coppia proveniente dalla  linea del mio piccolo allevamento (mai vaccinato in 14 anni) che alcuni anni prima  aveva già subito e superato un attacco di mixomatosi abbastanza pesante, l’unico in tutto il periodo. La coppia di conigli, sanissimi, fu trasferita in quel di Verona nell’autunno 2009. Sul bello dell’estate 2010 compare da loro la mixomatosi con un grado di virulenza abbastanza forte, la quale uccide la quasi totalità dei conigli che nel frattempo si erano riprodotti felicemente. Tutto andava dunque a meraviglia, a parte qualche imprevisto coi predatori, fino all’agosto 2010 quando  appaiono i primi sintomi di mixomatosi che da sospetta diviene in breve certezza. Rimasero davvero in pochi (2 su 18), a  superare quell’evento ma dopo circa tre mesi dalla sua comparsa quelli che sopravvissero: un maschio ed una femmina, tornarono a riprodurre. Negli anni successivi fino ad oggi la ricomparsa estiva e puntuale della malattia (anche in allevamenti rurali vicini) fece chiaramente comprendere come in quella zona essa sia endemica ovvero non si trattava  di contagio casuale ma di regola, essendoci evidentemente in zona serbatoi di malattia quali allevamenti industriali, conigli selvatici, lepri, il tutto condito con abbondante presenza di insetti ematofagi in grado di propagarla efficacemente dove non c’è. I migliori serbatoi di tale malattia io ritengo siano i conigli immunodepressi tipici degli allevamenti industriali, nei quali a volte, anche il virus vaccinale stesso riesce a generare la malattia o a permanere negli organismi in forma strisciante e debilitante.

In ogni caso negli anni 2011-2012 si registrò un sensibile decremento dei decessi e della virulenza della malattia con una mortalità che passò dal 90% a meno del 50%

Il 2013 fu un anno atipico in quanto molta parte dei nati fu predata da un grosso gatto selvatico e non fu possibile eseguire una valutazione significativa sugli esiti e decorso dell’infezione.

Nel 2014, risolto il problema del predatore con misure di protezione dei recinti, la malattia è insorta puntualmente ed ora è in via di risoluzione e riassorbimento. L’entità ed il numero dei mixomi sono molto diminuiti così come la debilitazione subita dagli animali durante il decorso. Inoltre, e questo ritengo sia il dato più significativo, non tutti ne hanno manifestato i sintomi oltre al fatto che non si sono registrati decessi fra gli ammalati, ma tutti  i colpiti sono attualmente in fase di guarigione. Parrebbe insomma che il rafforzamento dello stipite allevato abbia raggiunto gradi elevati di significatività e corrispondentemente si può anche ipotizzare un parallelo indebolimento dello stipite virale di fronte a passaggi successivi attraverso animali immunologicamente integri e reattivi.

Un grazie sentito agli amici di Verona che con grande passione ed impegno portano avanti il loro allevamento seppure con una incognita così pesante come la Mixomatosi.

Questi dati io ritengo siano utili e significativi quali indicazioni della strategia da tenere nei confronti di questa insidiosa malattia.

Aggiorneremo se possibile i dati negli anni futuri.

 

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2 Risposte to “Mixomatosi: una strategia alternativa alla vaccinazione è possibile?”

  1. Lorenzo said

    Io penso che i conigli li pensiamo e li abbiamo fatti diventare più deboli di quello che in realtà sono, e sono convinto che riportandoli al loro stadio naturale, possano rinforzarsi naturalmente, genereazione dopo generazione.

    • conigliopoli said

      Hai colto nel segno, solo il grande ed insaziabile appetito di ladri e persone che sono solo inutili parassiti ha fatto in modo che tutto il sistema produttivo agroalimentare si volgesse sempre più verso la produttività esasperata ed ingiusta aprendo le porte a malattie terribili e facendole divenire invincibili ed onnipresenti.

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