Conigli & Conigli

Mi fido solo dell’erba pulita

Consuntivo 2009 -relazione

Posted by claudiodellavalle su 12 dicembre 2009


L’anno che volge al fine,credo sia  il tredicesimo, dall’inizio del mio piccolo allevamento biologico, mi ha permesso di ottenere dei risultati positivi insperati che consistono nell’aver recuperato, ritengo in modo permanente, un ulteriore livello di salute degli animali, stato che non credevo potesse esistere.

L’anno 2009 è cominciato male. Avevo mantenuto per l’inverno nel recinto di 60 mq una sola fattrice col suo maschio. Iniziò a partitore ai primi di gennaio e poi in febbraio ma i primi due parti annegarono a causa delle piogge oltre ogni misura immaginabile. Il clima in seguito migliorò e la fattrice ebbe modo di partorire felicemente altre 6 volte per un totale di coniglietti svezzati di 25.

Ci fu solo un morto fra tutti quelli che fuoriuscirono dalla tana e tutti sono giunti o stanno giungendo felicemente all’età matura fuori dalle pastoie della crisi da svezzamento.

In questo anno, per la prima volta e senza che io ne conosca il motivo, i miei conigli

non hanno avuto crisi da svezzamento,

non hanno patito coccidiosi nemmeno in tracce,

si sono liberati dalla presenza costante di Passalurus Ambiguus, piccolo ossiuro specifico del coniglio che durante 35 anni di allevamento non si era riuscito a debellare in nessun modo nemmeno con trattamenti farmacologici mirati e reiterati.

Cosa può aver determinato questo netto recupero di salute che, constatato all’inizio dell’estate, si mantiene tuttora inalterato, malgrado i cambi di alimentazione e le piogge, l’umidità, il freddo caratteristici dell’autunno?

Premesso che sarà necessario almeno un altro anno di conferma teso a verificare che il comportamento e lo stato di salute degli animali sia stabilizzato, trasmesso alla discendenza e non dovuto ad un caso fortuito, vorrei solo dire che l’impressione è quella di avere davanti un animale divenuto molto forte. Io ritengo che il nuovo regime di allevamento, forse con un po’ di fortuna o di intuito, dopo 15 -venti generazioni e selezioni relative (il numero è approssimativo perchè non le ho contate ma ho cambiato i riproduttori ogni anno fino ad ora scegliendo i migliori della loro prole) abbia riportato il coniglio ad uno stato assai vicino se non identico a quello originale, come doveva essere nel medioevo o prima della seconda guerra mondiale. In questo stato, parrebbe che anche alcune precauzioni adottate a tutela della salute degli animali possano risultare infine inutili in quanto erano soluzioni tampone per evitare di scatenare malattie dovute ad un animale inconsapevolmente condizionato da patologie residenti ed inapparenti. Il fatto che coccidiosi e elmintiasi siano oggi praticamente sparite (anche se non credo si possa mai raggiungere la sterilità assoluta per quanto riguarda la coccidiosi), vuole significare che il terreno di cultura, cioè l’animale si è fortificato ed ha ritrovato la sua piena identità. Questo può essere avvenuto magari in forza dell’instaurarsi di una flora microbica antagonista a livello intestinale, cioè di un ambiente microbico più consono all’interesse del coniglio e meno a quello dei parassiti. Questo potrebbe essere stato anche favorito da alcune modifiche alla dieta che ho fatto quest’anno.

Ho somministrato per tutta l’estate erba verde proveniente da un campo non concimato con una buona percentuale di erba medica anche molto matura e dura per la siccità. Ho acidificato quasi costantemente l’acqua di bevanda con aceto.

Vedremo il futuro cosa ci riserverà. Io continuo con le mie osservazioni finché posso.

I miglioro Auguri di buone feste a tutti i gentilissimi lettori

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3 Risposte to “Consuntivo 2009 -relazione”

  1. Alessandro said

    Per quanto riguarda la rogna dell’orecchio come consider il trend rispetto all’animale in ciclo intensivo?

    • conigliopoli said

      Se parti con animali che sono clinicamente sterili da rogne in ambiente vergine da allevamenti precedenti e non introduci soggetti portatori che dopo quarantena ed eventuali cure radicali al bisogno, la rogna non dovrebbe più esistere. Io ho trattato a fondo i primi conigli come indicato nel blog e da oltre 12 anni non l’ho più vista. All’aperto secondo me riesce a sopravvivere meno che in ambienti chiusi con attrezzature. Certi che se metti dentro un coniglio che ha anche un solo acaro nell’orecchio è finita la tua sanità.

  2. valentina said

    ciao, intanto complimenti per il sito…
    anche io allevo dei conigli, quest’ anno ho circa una 40ina di riproduttori, allevo giganti di fiandra e nani ermellino in ampie gabbie da me costruiste e lasciate all’aperto…
    da alcuni anni vorrei poter lasciare liberi alcuni esemplari in garenna, ora avendo la possibilità di costruirne una vorrei sapere alcuni dettagli:
    la metratura minima per capo allevato (in modo che. 1) l’erba non venga mai a mancare e 2) debba spendere il minor tempo possibile per l’alimentazione)
    avevo in mente di recintare circa 3’500mq di giardino (posizionato a nord sulle alpi) e di far pascolare diverse specie, tra le quali i conigli appunto, oche, anatre e polli.
    non ho problema a costruire i ricoveri, per il cibo eventualmente lascio dei distributori a bidone verso l’entrata. per l’acqua vorrei fare un piccolo laghetto con una gettata di cemento, quindi i conigli potrebbero abbeverarsi direttamente lì.
    cosa ne pensi?
    preferirei risposte via mail… grazie

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