Conigli & Conigli

Mi fido solo dell’erba pulita

Presentazione

Manualetto di allevamento biologico del coniglio domestico

 

Tutto quel che bisogna sapere per produrre carne pulita ad uso alimentare senza bisogno di farmaci, integratori, mangimi e veterinari, col solo aiuto di madre natura e poco altro. Le istruzioni qui contenute possono servire anche a far vivere meglio il coniglio che allevate come animale da compagnia.

L’autore di questo breve manuale, diplomato in agraria, ha trascorso più di venti anni della sua vita intento a condurre direttamente un allevamento intensivo di conigli di medie dimensioni, durante i quali, riscontrate tutte le peggiori brutture che tali allevamenti necessariamente comportano, complici le spietate leggi di mercato, ha maturato la decisione di restituire in qualche modo ai conigli la dignità della loro breve esistenza, ed alle persone, la possibilità di conoscere come produrre un alimento genuino e realmente auto controllato.

 

Sono di questi mesi (marzo 2002), mentre mi accingo a mettere per iscritto la mia esperienza, piccola ma importante, le notizie tragiche sulla DSE nei bovini e su altre di queste mostruosità che purtroppo già da molto tempo coinvolgono l’ambito agroalimentare, interessando sia gli animali sia i vegetali, per coinvolgere infine i consumatori.

Faccende come queste erano ampiamente prevedibili, ed altre probabilmente seguiranno, ancor più gravi, poichè tutta l’impostazione del sistema di produzione agroalimentare e industriale sta volgendo sempre più spietatamente nella direzione della quantità, del concentramento, della frode etica, ancor prima che sostanziale, guidata da logiche impostate al profitto in assoluto, a qualsiasi costo, con l’unica preoccupazione di nascondere accuratamente le aberrazioni perpetrate a carico degli organismi viventi dietro forme falsamente belle ed appariscenti del prodotto ed a fronte  un indice di rimunerazione aumentato a spese della salute e del palato dei consumatori, nonchè dell’integrità del patrimonio biologico del pianeta. Ma quello che è più grave è che questo sistema di agire, cancella dietro di sé, subdolamente, la possibilità del ripensamento, del ritorno e la memoria di tutto quello che era prima e, che pure nella modestia o anche nella franca povertà dei suoi risultati, era però l’artefice ineguagliabile di sapori squisiti, e in generale, di una vita più vera per tutti, uomini, piante, animali, seppure non esente da gravi lacune.

Ora la scienza ci ha rivelato molte cose utili, ma perché distruggere la possibilità di un ritorno a valori passati, perché invece non riconoscere il meglio dell’uno e dell’altro e fondare la pratica agricola su parametri di giustizia?

La giustizia applicata all’agricoltura forse ingrasserà meno il portafoglio perché il suo vero guadagno per massima parte sarebbe fruito dai consumatori, dall’ambiente, dagli animali e dalle piante; ma anche l’allevatore o il coltivatore dovrebbero vedere in qualche modo riconosciuto il loro sforzo.

Io non possiedo terreni, ma credo di aver capito qualcosa negli ultimi cinque anni dopo che, avendo constatato e verificato di persona la presenza di provate e gravissime truffe nei mangimi industriali, constato più volte il mio stato di impotenza a rimediare questa situazione subita di fatto in cui io, senza poterlo prevedere mi sono trovato coinvolto pur con tutte le mie buone intenzioni, ho deciso di provare ad allevare quegli stessi conigli che tenevo in gabbia secondo altri principi, principi che non originavano più da dottrina veterinaria prezzolata, pur avendo acquisito negli anni precedenti una buona conoscenza analitica delle malattie e delle problematiche dei conigli di allevamento.

Mi sono detto: – Se, per ipotesi, dovesse improvvisamente venire meno il sistema che mantiene in atto gli allevamenti intensivi (intendo: mangimifici, farmaceutiche, vaccinazioni ecc.), se venisse meno tutto l’insieme dei supporti, pur leciti, che noi allevatori siamo costretti ad utilizzare per annaspare e cercare di rimanere economicamente a galla nel settore che costituisce il nostro sostentamento, cosa accadrebbe di questi animali?-

 

Decisi pertanto di creare, accanto a quello grande, un piccolissimo allevamento sperimentale di pochi capi sul quale riscoprire, rintracciare e verificare i principi che andrò esponendo in questo manuale e che consentiranno a chiunque lo voglia e lo possa di allevare conigli veramente sani in modo dopotutto semplice.

I dati qui riportati eviteranno per quanto possibile le dotte dissertazioni scientifiche sul “pelo del microbo tizio o caio” poiché, del resto, le librerie sono piene di trattati scientifico-veterinari sulle malattie, la fisiologia e la sistematica del coniglio, ed io sinceramente devo dire che questi dati a volte utili, molto più spesso mi sono stati di intralcio nella intuizione di certe cose, perché esposti sotto l’assoluta veste scientifica, che invece assoluta proprio non è. Intendo dire che le leggi che governano l’attività di un microbo patogeno in un allevamento intensivo oppure in vitro, non sono necessariamente le stesse che valgono per lo stesso microbo quando ad es. il coniglio sia allevato in semilibertà in condizioni per lui ottimali. In tale contesto noi vedremo il coniglio essere molto forte, direi forte come un leone, di fronte ad agenti per cui invece in allevamento era necessario usare dosi massicce di presidi terapeutici e con risultati il più delle volte parziali o dubbi e certamente mai definitivi. Questo perché, posto nelle giuste condizioni, l’animale è in grado di sviluppare dei meccanismi di difesa o delle azioni di tipo strategico che non hanno uguali se non nella sapienza che è riposta da sempre nella natura e dalla quale troppo spesso abbiamo rinunciato ad imparare.

 

Ora l’allevamento intensivo non c’è più; una gravissima epidemia di Mixomatosi, temibile malattia virale del conglio, me lo ha distrutto in quattro mesi, provocando oltre diecimila morti e malgrado da vent’anni sia stata praticata puntualmente la vaccinazione semestrale contro tale morbo, malgrado da oltre due anni non fossero stati introdotti in allevamento soggetti nuovi dall’esterno. Ho chiuso per sempre quell’allevamento intensivo perchè ho il fondato sospetto che l’epidemia sia stata causata dal vaccino (a virus vivo attenuato) su animali immunologicamente debilitati. Ora, siccome io so per certo di non avere somministrato sostanze nocive ai conigli, devo necessariamente arguire che tali sostanze siano arrivate per altra via, unica possibile: la via alimentare. A riprova di ciò i pochi animali che tenevo con una alimentazione diversa dal mangime, pur nello stesso ambiente, sopravvissero e non si ammalarono quasi del tutto pure essendo descritto tale virus come altamente contagioso e trasmissibile in ogni modalità possibile ( liquidi organici, insetti, aghi ecc, ecc,).

I loro discendenti, oggi 10 maggio 2007, vivono ancora nel mio piccolo allevamento all’aperto fornendomi grandissime soddisfazioni e preziosissimi dati prosieguo di quelli che mi accingo ad esporre perché non venga cancellata la memoria di queste cose.

36 Risposte a “Presentazione”

  1. Ludo detto

    Ciao
    complimenti prima di tutto.
    Ho un terreno di 1000 metri quadri in mezzo alle colline, incontaminato nel verde. 400 metri quadri li utilizzo per far l’orto. Nei restanti 600 metri circa c’e’ un piccolissimo boschetto che saranno circa 150-200 metri quadri, e il resto prato rustico/erbacce classiche con qualche alberello da frutto. Non c’e’ nessun recinto, tutto aperto, e di li’ volevo provare a mettere 3 oche femmine e 3 conigli, di cui uno maschio. Insieme come dice lei possono starci benissimo, il mio problema e’:
    - dare da mangiare a questi animali, oche comprese, quante volte ci devo andare? si puo’ anche 1 volta ogni 2 giorni? magari anche piu’ giorni;
    - volevo mettere anche le galline ovaiole, se lei conosce la tecnica di allevamento, posso anche con queste galline andarci una volta ogni 2-3 giorni, senza dover utilizzar il mangime, ma semplicemente scarti di umido?

    A settembre iniziero’ a fare il macchinoso recinto se le sue risposte mi soddisfano.
    Ringrazio sentitamente, la saluto.
    E ancora complimenti.

  2. Claudio detto

    Salve, per quanto riguarda le galline, potrebbero andare bene se non per un fatto: che hanno bisogno di granaglie che i conigli bio non dovrebbero mangiare pena l’insorgenza di varie malattie. In compenso le ovaiole traggono vantaggio dalla presenza di numerosi lombrichi nella lettiera dei conigli che si fanno di solito in grande quantità entro 1 anno Per l’alimentazione può benissimo darla a giorni alterni, tenendo presente che in estate l’erba verde si secca, ma la mangiano egualmente. Io consiglierei di non oltrpassare questa soglia, ma se eccezionalmente le dovesse capitare, anche ogni 2 giorni, a patto che l’erba sia in quantità sufficiente e venga distesa per evitare che fermenti. Se piove, la sua qualità diminuisce rapidamente ed allora i conigli non la mangiano più. Metta a disposizione del buon fieno in un luogo coperto che faccia da ammortizzatore per eventuali carenze di erba. Le erbacce del suo terreno sono un ottimo alimento, se qualche specie non dovessero mangiarla provveda con sfalci ad eliminarla per impedire che invada tutto l’appezzamento. Per il resto le consiglio di leggere attentamente tutte le pagine del blog.
    La ringrazio per il commento.

    claudio della valle

  3. Andrea detto

    Caro Claudio, nel leggere tuoi documenti ho trovato proprio quello che cercavo: un sistema per disintossicare sia i miei conigli che me stesso da tutte le porcherie della chimica.
    Io, proprio in questi mesi, stò avviando un’azienda orticola biologica con l’aiuto di mio padre.
    Da sempre abbiamo anche un 20 conigli per uso familiare. Cerchiamo il più possibile di allevarli secondo natura, anche se leggendo il tuo blog, mi sono reso conto di commettere alcuni errori a mia insaputa. Alimento i miei animali in questo modo: Sempre fieno a disposizione prodotto in due prati di mia proprietà, purtroppo diamo sempre della granaglia mista, ogni giorno provvedo a dare erba (in estate) o resti dell’orto, saltuariamente del pane secco.
    Secondo te è ipotizzabile che i miei conigli possano adattarsi facilmente all’allevamento in garenna? Per ora grazie, Attendo una tua risposta. Andrea.

  4. conigliopoli detto

    Certo, Andrea, se non hai dato mangimi da parecchio tempo sei a buon punto. Prova con qualche riproduttore e tieni presente che in caso di patologie dormienti, più aumenti l’energia della razione con granaglie, cruscami, fiocchi, pane, soia, più avrai la necessità di combattere con le malattie batteriche e protozoarie usando presidi farmacologici. Per cui, pane e granaglie devono stare eni limiti che ho indicato. Il coniglio è un animale non competitivo all’uomo e nella povertà dell’erba trova la sua salute. il fieno invece va bene ma sempre come ho indicato, insieme ad una parte di verde.
    Ciao Grazie per avermi scritto, tienimi aggiornato.

  5. Peppe_Na detto

    Ciao conigliopoli! Beh sono completamente sulla stessa lunghezza d’onda di questo blog…
    Io avendo da due giorni una coppia di conigli ho pensato, anche avendo poco spazio in girdino, di allevarli all’aperto. Solo che ho due problemi: uno che sono abituati a pellets per quanto riguarda l’alimentazione e due la femmina ha un po’ di pancia. Quindi volevo chiedere è bene che la faccia partorire in gabbia per adesso o che abitui la coppia a stare a terra da adesso e la lascio partorire all’aperto? Ciaoooo

    Peppe

    P.S: Promuoviamo l’allevamento biologico del coniglio!!

  6. conigliopoli detto

    Caro Pebbe, forse è meglio che tu faccia una cosa alla volta. Falla pure partorire in gabbia, non riaccoppiarla e guarda se svezza i coniglietti, poi, quando i piccoli avranno un mese e mezzo o più di età, prova a metterli fuori, ma ricordati di dire addio al tuo giardino…perchè te lo rosicchieranno tutto. Sarebbe stato comunque meglio abituare i soggetti adulti prima di ingravidare la femmina. Considera molto bene tutto quello che ho scritto e poi ricordati che il risultato non è garantito affatto, dato che non conosci cosa è stato dato a quei conigli col mangime.

    ciao ed auguri

  7. Peppe_Na detto

    Si come avevo pensato di fare, beh gli è stato dato da mangiare solo pellets ora gli sto dando fieno e verdure. Nel giardino ho una zona rettangolare di un 15 mt quadrati con qualche pianta di glicine e ibiscus piantata a terra. Metterò qualche roccia e tronco e crereò un bell’habitat dove possano stare bene. Per ora lo faccio e metto solo il maschio la femmina la faccio partorire li, chissà quanto manca, la pancia già si vede e anche le mammelle. La razza è fulvo di borgogna però dovrei rinsanguarla mi ha detto quello che me li ha dati.
    Mi piacerebbe che si creasse un gruppo di discussione dove parlare di conigli in modo da conoscersi tutti e aiutarsi a vicenda affinchè si abbia una rivalutazione dell’allevamento di questi animali. Conosci per caso civiltà contadina?

  8. paolo detto

    un maschio e una femmina di tre mesi possono stare insieme ?. Quando li devo separare? Per evitare che fanno buchi nel terreno recintato, cosa devo fare? Grazie Paolo

  9. Claudio detto

    Sì, possono stare insieme sempre; quanto ai buchi nel terreno è naturale per loro farli. L’unico metodo sarebbe foderare il terreno di rete metallica per imperdire loro di scavare. Dove ci sono conigli che stanno bene, il terreno è comunqe in continuo movimento…

    saluti

  10. paolo detto

    se all’interno del recinto costruisco un ritrovo per dormire e partorire, hanno sempre motivo di scavare gallerie? Grazie per la precedente risposta e complimenti. Paolo

  11. Claudio detto

    Se i conigli possono scavare lo faranno, è il loro istinto e non si può cambiare. Diserteranno il ricovero peggiore per il migliore, questo è sicuro, inoltre scavano anche per motivi diversi dalla riproduzione, quali la regolazione della temperatura eccessiva o scarsa oppure per motivi i egemonia sessuale (piccole buchette che scavano i maschi dominanti).

    salve

  12. paolo detto

    Se non fodero il terreno con una rete e li lascio liberi di scavare, fermo restando che un ricovero verrà fatto, quali saranno le conseguenze ? che dimensioni avranno i tunnel scavati? Grazie per la precedente risposta.
    Paolo

  13. paolo detto

    i conigli quando scavano fanno una sola buca di entrata oppure creano anche buche di uscita? Grazie

  14. Claudio detto

    I conigli scavano tutte le buche che credono opportune e che possono, anche con più di un ingresso, poi le modificano e ne aggiungono dei pezzi nuovi ogni tanto. Li lasci fare e vedrà. Dipende m olto anche dalla vitalità della colonia. Comunque se legge tutto quello che ho scritto troverà queste nozioni.
    saluti

  15. paolo detto

    vorrei comprare un suo libro. Mi dice il titolo e la casa editrice.
    Grazie

  16. Claudio detto

    Gentile Sig. Paolo i miei libri sono attualmente venduti e commercializzati unicamente su questo sito: http://stores.lulu.com/claudiodellavalle che è un editore “print on demand”. Gli ordini effettuati per via telematica (aggiungi a carrello) possono essere pagati solo con carta di credito o paypal. Se avesse difficoltà con queste procedure, me lo faccia sapere e le dirò come posso eseguire io l’ordine a suo favore a seguito di ricevimento di vaglia postale o bonifico bancario.
    Siccome però l’argomento dei libri esula dalle tematiche di questo sito la pegherei di volermi contattare privatamente oppure sul blog Uomini e Dio http://claudiodellavalle.wordpress.com/

    La ringrazio
    claudio

  17. paolo detto

    Ho una coppia di conigli lasciati liberi all’interno di un recinto. Ho notato che la femmina perde molto pelo. Pensando che fosse incinta e prossima al parto, l’ho presa e messa nella gabbia in attesa del parto. Il maschio e diventato molto irrequieto. Nel recinto hanno scavato delle gallerie. Forse ho fatto male a mettere la femmina nella gabbia? Era il caso farla partorire sottoterra?
    Grazie
    Paolo

  18. conigliopoli detto

    Dovrebbe stabilire lei cosa vuole fare dei conigli e in che modo li vuole allevare. La femmina partorisce tranquillamente anche in gabbia, però è possibile che dopo i piccoli non vengano accettati nel recinto dal maschio, e potrebbero esserci problemi anche per la femmina in un primo tempo. Se voleva, poteva anche lasciarli nel recinto, ma è un altro tipo di allevamento, dove non si possono controllare fino a quando non escono dalle tane a meno di avere delle tane artificiali che sia possibile ispezionare da una botola.
    saluti
    claudio

  19. paolo detto

    Se partorisce allo stato libero e qualche coniglietto muore, la femmina non provvede ad eliminare i coniglietti ? Il nido resta sporco durante tutto il periodo dello svezzamento? Cosa fa in questi casi la femmina? Mi scusi forse sono domande sciocche. Sono un profano e vorrei capire bene.
    Grazie
    Paolo

  20. conigliopoli detto

    Gentile Paolo, non sono domande sciocche le sue, forse troppo preoccupate, mi rendo conto di quali difficoltà abbia una persona che non ha esperienza in tal senso dato che anch’io ci sono passato. Quando un coniglietto nel nido sta male o è debole, generalmente tende a diminuire la sua temperatura corporea e ad allontanarsi dal centro del nido. Se poi muore, ed è quasi certo che muoia, è possibile che la femmina lo divori se molto piccolo oppure che lo lasci dov’è. Il concetto di “igiene” che noi abbiamo in natura è ben altra cosa; igiene non significa sterilità biologica, ma molto piu spesso significa equilibrio biologico. Generalmente gli altri non si sporcano per la presenza di un piccolo cadavere o più a lato e comunque se sono ben nutriti d accuditi dentro la tana dalla loro mamma, questo non costituisce un problema, a parte un po’ di odore e qualche mosca che fino a qualche decennio fa sopportavano anche i nostri neonati. Poi, per un parto successibo, la femmina rassetta la tana con un nuovo scavo e la libera dai resti peraltro molto esigui dei morticini insiee ala terra di scavo. In natura è cosa normale che questo accada. Dobbiamo sempre decidere se e quanto avvicinarci noi alla natura oppure se e quanto adattarla alle nostre esigenze particolari. Ogni scelta ha i suoi pro ed i suoi “contro”.

    saluti

  21. paolo detto

    grazie sono molto soddisfatto della sua risposta

  22. MARA detto

    ciao a tutti, vorrei sapere se i conigli allevati allo stato brado mangiano anche le ortiche.
    grazie

  23. claudio detto

    Possono mangiarle occasionalmente ma non è che siano un alimento valido. Se c’è di meglio sono più contenti.

  24. MARA detto

    ciao a tutta Conigliopoli, vorrei raccontarvi l’esperienza che sto vivendo.
    circa 3 mesi fa, dopo aver letto le indicazioni di Claudio e co., ho provato a liberare alcuni conigli (allevati in gabbia e nutriti a mangime e,forse, un po’ di fieno) in un terreno di circa 3000 mq. tenuto a erba. In una zona di questo terreno c’è una collinetta di terra alta circa 1,5 mt.,coperta di alte erbacce e ortiche. Ho pensato di buttarci sopra dei rami e delle frasche e liberare i conigli proprio lì, nella speranza che si sarebbero fatti la tana in quel posto: e così è stato! Il terreno è recintato ma i conigli entrano ed escono attraverso 2-3 buche fatte sotto la rete, ma tornano sempre alla loro tana iniziale fatta sulla collinetta.Mangiano l’erba, un po’ verde e un po’ secca, del campo e per adesso sono belli sani e vispi. Avevo acquistato 2 conigli grigi (1 maschio e 1 femmina) che sono però fratelli, e 3 conigli (1 maschio e 1 femmina grigi e 1 femmina nera) da un altro contadino. Ieri sono usciti dalla tana i primi n
    uovi nati: 3 coniglietti ( 2 neri e 1 tutto bianco) stupendi! . Non so come andrà questa storia, per adesso sembrano tutti belli sani e vispi ………..vedremo. ciao

  25. paolo 3 detto

    salve piacere paolo , sono appassionato di conigli mi piace allevarli e avendo anchio un po di terreno ho alcuni conigli . è poco che lo rimessi su , ma questa volta ho voluto allevarli in un modo diverso , dai vari fiocchi ecc solo erba adesso ne ho una 15 in gabbie normali , sto facendo dei varii gabbioni appositi per loro di varie grandezze , praticamente come ho gia detto do solo lerba , anche tante volte bagna come viene viene senza stare a vedere il tipo di ervba , li do di tutto anche i fichi ( quando è il tempo so che li fanno bene allintestino per i batteri almeno vedco che li mangiano con piacere non abbondo ogni tanto ) vedo che i risultati sono piu che ottimi dopo varie critiche dei vicini che vedondomi dare erba bagna appena tagliata mi criticavano (adesso pero si ricredono) volevo sapere un tuo parere sul m io modo di allevare grazie

  26. MARA detto

    sono Mara,…..domenica scorsa sono andata in quel terreno dove avevo liberato i conigli per vedere se i coniglietti nuovi nati c’erano ancora …… ma ho trovato una bruttissima sorpresa: 4 dei 5 conigli adulti e le 2 oche che stavano lì da 1 anno in quel recinto giacevano morti in giro per il campo, tutti con il collo rotto e 2 conigli erano sbranati. Non abbiamo trovato il 5° coniglio, forse è riuscito a fuggire (nessuna traccia dei coniglietti). La nostra recinzione è alta 2 mt ma non ha la parte superiore rivolta all’esterno (il terreno è circa 3000 mt e la recinzione è molto lunga) e nella parte bassa ha qualche buco (piccolo) scavato dai conigli che entravano e uscivano a piacere (tornando però sempre alla loro tana sulla collinetta).Il nostro terreno è in mezzo alla campagna, lontano dalle case. Abbiamo trovato un’impronta che può sembrare di cane o volpe, ma ci chiediamo: se i conigli sono spaventati non scappano nelle loro tane? e un cane o una volpe come fa a stanarli? non sono troppo grossi per riuscire a entrate nelle tane dei conigli? se invece si tratta di una faina, non è troppo piccola per riuscire a spezzare il collo a 2 oche adulte? ci siamo rimasti malissimo……avremmo molto piacere di sentire il parere di persone più esperte di noi. grazie a tutti quelli che vorranno darci consigli.

  27. MARA detto

    Non so se la risposta per e-mail era per me ma non l’ho ricevuta.
    mi faresti un grande piacere a rimandarmela.
    grazie , mara

    • conigliopoli detto

      Cara Mara era per te. Te ne sottoscrivo il testo:

      Scusandomi per la mancata risposta a causa di un persistente errore di notifica del blog che non ho ancora risolto:

      La scena che mi descrivi, purtroppo l’ho vissuta anch’io e non in aperta campagna, ma a fianco di casa mia: una volta erano i cani randagi, un’altra erano invece abitanti locali, cacciatori che non trovarono di meglio che allenare i loro cani a spese dei miei conigli. Non è prudente lasciare incustodito un allevamento di conigli soprattutto qui in italia. A me sono saltati dentro anche con il filo elettrificato. Sembrerebbe un lavoro da cani o da animale grosso. I conigli quando sanno di essere predati sono bloccati dal terrore e cadono come in catalessi, sbagliando completamente a comportarsi. Se il cane ha avuto tempo una notte, e le tane non erano molto profonde e sicure riesce anche a scavare ed a farli tornare fuori. Unica soluzione è rinforzare la rete e guardare che un cane o volpe potrebbe anche sollevarla facilmente se non è interrata ad almeno 25 cm di profondità. Inoltre se ha tempo può anche scavare sotto ed arrivare ai conigli. Il recinto primetrale deve essere a prova di bomba sopra e sotto e poi occorre predisporre dei passaggi stretti e lunghi dove i conigli possano stare a debita distanza dal predatore. Se non hai la possibilità di sorvegliare la proprietà ti consiglio di lasciar perdere.
      Mi dispiace

      cordiali saluti

      claudio

  28. MARA detto

    grazie Claudio, sei davvero molto gentile e molto esaustivo nelle risposte che dai. Forse proprio per il fatto che tutto è supportato da un’esperienza diretta di anni, prima con l’intensivo e poi con il metodo biologico, ho trovato in questo tuo sito la risposta alle mille domande che un allevatore inesperto come me si pone. Purtroppo non ho la possibilità di sorvegliare la proprietà ma, prima di desistere, voglio riprovarci almeno un’altra volta con un paio di conigli! Abbiamo individuato il punto dal quale il predatore è entrato: nella parte bassa del cancello avevamo messo una rete morbida che si distende per 50 cm. sul terreno ma c’era un punto di incontro che rimaneva aperto, e proprio lì c’era lo scavo. Non possiamo operare ulteriormente su tutto il perimetro della rete (che è molto lungo) però predisporremo quei passaggi stretti e lunghi che ci suggerisci. Pensavo per esempio a dei tubi di plastica che potremmo in parte interrare….. se hai ancora qualche suggerimento da darci sarà sempre molto gradito.

    • conigliopoli detto

      Cara Mara, i tubi vanno benissimo, un diametro 25cm dovrebbero andare bene, magari fatti confluire e fissati bene in un pozzetto da tombino interrato in cemento. Ma i piccoli, qualora nascessero, rimangono sempre molto vulnerabili specialmente all’inizio quando fuoriescono dal nido. Valuta inoltre, come deterrente la possibilità di installare un filo elettrificato attaccato ad un generatore di impulsi ad alta tensione per pecore o cavalli.
      Ciao e auguri per il tentativo. In alternativa, contro il predatore si può pensare ad un trappola, ma credo siano illegali e pericolose.Ribadisco ancora che il recinto perimetrale non può avere falle di nessun tipo. Contro i tentativi di scavo, anche una rete metallica a maglia grossa adagiata sul terreno esterno adiacente la recinzione impedisce efficacemente lo scavo vicino al recinto.

  29. MARA detto

    grazie Claudio, seguirò alcuni tuoi consigli (il tempo e l’energia che mi restano dopo il lavoro sono assai limitati). Il nostro sarebbe un piccolissimo allevamento per uso familiare, anche se comprendo che comunque devo superare certi ostacoli per ottenere qualche risultato.
    Ti saprò dire come è andata. ciao

  30. MARA detto

    ciao Claudio, sono molto arrabbiata!!! stavolta ho scoperto che il famoso predatore ha un collega: “l’uomo”. Infatti avevamo interrato dei tubi( con l’aggiunta di una semicurva che impediva di vedere i conigli all’interno) che confluivano in un pozzetto da 50×50. I conigli lo usavano come nascondiglio, ma domenica abbiamo trovato l’amara sorpresa: tutto intorno ai tubi era stato scavato da un’animale, le semicurve erano state sfilate,ma, soprattutto, il coperchio del pozzetto era stato tolto e messo da una parte (rotta anche una maniglia)!!!!!! azione possibile solo a un essere umano !(dei conigli naturalmente solo un piccolo mucchietto di pelo) Se contro i predatori si potevano prendere precauzioni, contro la stupidità umana NO!! probabilmente è uno di quei cacciatori che fanno allenare i cani con qualsiasi cosa si muova (e lì ne ho visti), e che non si fermano neanche davanti a una recinzione alta 2 mt: in un punto la stessa è stata tirata in su per creare un buco per far entrare i cani, il loro padrone deve averla scavalcata. Sono molto amareggiata: ho visto svanire la possibilità di vedere (se non per pochissimo tempo) dei bellissimi conigli correre liberi,scegliendo l’erba che più gli aggrada, drizzando le orecchie al minimo rumore sospetto, battendo le zampe sul terreno in segno di avvertimento per gli altri……. forse più avanti i tuoi consigli mi torneranno utili per un piccolo allevamento domestico, ma nel piccolo terreno che ho vicino a casa, non in quel bel posto che, con tanta fatica, abbiamo recintato e sistemato per tenerci qualche animale (l’altra volta i cani hanno ucciso anche le 2 belle oche che c’erano) CONTRO LA STUPIDITA’ UMANA NON C’E’ MOLTO DA FARE !!!

    • conigliopoli detto

      Mia cara Mara, sono proprio dispiaciuto. Ho vissuto anch’io la stessa identica situazione e più di una volta a causa di cacciatori che facevano addestrare i loro cani con i miei conigli. So perfettamente come ci si sente. L’ultima incursione si è conclusa a fucilate. Ho abbattuto all’una di notte del 30 agosto di diversi anni fa 2 cani che credevo selvaggi e pericolosi e si aggiravano nella mia proprietà in mezzo ai capannoni di allevamento facendo un chiasso indiavolato ma, guarda caso, avevano dietro i padroni ed erano segugi da caccia che al buio non potei identificare prima. Non è stupidità quella che hai visto, è MAFIA, è corporazione. Brutta gente quella lì, peggio dei peggiori animali; gli auguro solo che qualche collega sbagli la mira un giorno o l’altro. La cosa è finita in querela, avvocati ecc. Un rogna mai finita anche se avevo tutte le ragioni. Non ho altro da aggiungere. Se fossimo in America ci si potrebbe regolare diversamente con personaggi del genere, ma in Italia la proprietà privata non esiste e non esiste diritto per chi non faccia parte di qualche mafia. Ti auguro di poterci riprovare in migliori condizioni ambientali.

      cordiali saluti

  31. MARA detto

    ciao Claudio,ti ho già scritto in precedenza per aver fatto 2 tentativi di allevamento all’aperto, andati male a causa di predatori (forse) o cacciatori (quasi certo). Il terreno è in mezzo ai campi e incustodito, anche se recintato. In giugno di quest’anno abbiamo voluto riprovare nel piccolo terreno vicino a casa. Abbiamo preso 1 femmina Fulva di Borgogna e 1 maschio California, da 2 allevamenti famigliari diversi, entrambi però cresciuti a mangime e un po’ di fieno e anche un po’ di pane.per una ventina di giorni abbiamo dato un po’ di mangime alla mattina, oltre all’erba che trovavano sul prato e qualche avanzo di verdura e frutta. Dopo 1 mese il mangime era finito e abbiamo continuato a nutrirli come sopra ma senza mangime. Dopo circa 1 settimana il California ha manifestato occhi gonfi e lacrimosi e un gonfiore sul capo e teneva un orecchio abbassato, e era bagnato anche sulle zampe posteriori. L’abbiamo tolto dal recinto e dopo alcuni giorni è morto. La fulva sembrava stare bene ma dopo alcuni giorni anche lei ha cominciato con l’orecchio penzolante da un lato. Entro 7-8 giorni aveva bognettine su tutte le orecchie e sul capo, un ascesso vicino all’ano e perfino la rogna negli orecchi(anche lei è morta). Un amico ci ha detto che potrebbe essere addirittura mixomatosi (da noi ci sono molte zanzare e questa estate è stata caldissima). Tu cosa ne pensi di questi sintomi? Scontrarsi con la malattia è stato peggio che scontrarsi con i cacciatori! superato il primo scoraggiamento, stiamo ora pensando di riprovarci in ottobre, quando le zanzare non ci sono più. Ho letto e riletto il tuo blog….. credi che ce la possiamo fare anche noi ad ottenere un ceppo resistente alle malattie, senza dover ricorrere a mangimi e vaccini? Visto che la nostra zona ha molte zanzare pensi che saremo costretti a vaccinarli per il periodo estivo? Inoltre per l’affrancatura dobbiamo dare per un po’ di tempo anche del mangime ho è meglio eliminarlo fin dal primo giorno?
    Ti ringrazio in anticipo per le risposte che vorrai darci e per aver messo, chiunque sia interessato, nella condizione di poter conoscere la tua esperienza, che è davvero molto interessante e accende una piccola luce in questo mondo dove non c’è più nulla di naturale nei rapporti tra gli esseri viventi che lo popolano. ciao Mara

  32. conigliopoli detto

    Cara Mara, mi complimento per la tenacia con cui affronti i problemi e vorrei aiutarti ti scrivo una mail in privato. Ascolta, il problema che mi segnali credo sia dovuto, più che alla mixomatosi, allo stafilococco aureo. E’ un classico degli animali che mangiano mangime ed è anche una delle infezioni più brutte e dure da eliminare; questo è lo sfascio degli organismi che creano i mangimi. Io ho vaccinato molte volte contro questo agente come dico nel sito, ma fino a quando non ho eliminato del tutto i mangimi e intendo anche dall’ambiente dove stavano i conigli è stato capace di darmi qualche problema. L’orecchia che pende, calda infiammata, ispessita e dolente con infiltrazioni alla testa ed all’occhio e corriza fluida e profusa è un classico. La mixomatosi invece produce corriza e scolo oculare, ma prima si evidenziano delle escrescenze dure e gommose sulle palpebre e sulle orecchie ed intorno ai genitali. Forse quelle bognette che hai visto. Resta da vedere se sono ascessi cioè raccolte di pus bianco o mixomi cioè infiltrazioni di acido ialuronico. Tagliandole lo puoi vedere da te. Quello che mi descrivi potrebbe essere l’esito di una grave setticemia strisciante da stafilococco cui il coniglio ha cercato di reagire finito l’antibiotico del mangime con una reazione infiammatoria e formazione di pus sottocutaneo. Probabilmente l’estensione di questa infezione era tale che l’animale è morto prima di sviluppare necrosi ed ascessi ben demarcati. Questo significa che sono animali molto compromessi. Comunque bisognerebbe fare l’autopsia per esserne certi anche se quello che mi hai descritto mi ricorda gli animali che avevo molti anni fa in allevamento intensivo. Comunque il problema della mixomatosi potrebbe anche essere presente insieme allo stafilococco ed alla rogna in un quadro di immunodeficienza radicata nell’animale. Bisogna vedere se la zona è endemica per la mixo, comunque bisognerebbe saperlo con certezza per premunirsi adeguatamente. Non voglio scoraggiarti, ma la strada per affrancare animali del genere è assai lunga ed improba. Per prima cosa comunque dovresti trattare preventivamente conto la rogna delle orecchie per 3 5 volte ogni 10-13 gg anche se non si vede nulla, poi il mangime, meno ne introduci meglio è quindi sospendilo al più presto. Poi ti consiglio un certo numero di animali giovani; di 10 dovresti arrivare a selezionarne 1 o 2 e non mescolare animali di diversa provenienza. infine il risultato non è affatto garantito. Per la mixomatosi se avete molte zanzare ed è endemica è sicuramente utile vaccinare tutti oltre 1 mese di età ogni 6 mesi, ma se sono animali col sistema immunitario debole si rischia di avere un virus strisciante nell’animale. Il problema qui è controverso.
    questo è quanto ho da dirti.

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