Filosofia quattrina
Come funziona tutto l’imbroglio ideologico e concreto in atto a carico di consumatori, organismi animali e vegetali compresi quasi certamente i bei fiori che coltivate nel vostro giardino o che comprate dal fioraio?
Il principio è semplice: Si studia ben bene il metabolismo di animali e piante, si individuano i punti strategici che controllano l’assorbimento dei nutrienti ed il loro metabolismo, si elaborano SCIENTIFICAMENTE le formulazioni dei mangimi o dei concimi concentrati (formule quasi sempre improntate ad ottenere i valori d’analisi desiderati al minor costo dei componenti e non alla miglior qualità!) e si sottopongono gli organismi alla nutrizione forzata a livello cellulare, al gonfiaggio con ormoni e pseudo-ormoni, anabolizzanti ecc. si parla sempre delle carni, ma la cosa viene operata in altra forma anche a livello vegetale, mediante addittivi nelle concimazioni che favoriscono la penetrazione forzata del fertilizzante e/o relativi ormoni nel flusso metabolico della pianta. Ci sono alcuni concimi idrosolubili che saprebbero far fiorire un manico di scopa e che aumentano a dismisura le dimensioni cellulari dei tessuti vegetali per accelerare così la crescita dei prodotti! Avete mai visto certi fiori o foglie di serra mostrare, esposti al sole, piccolissimo svafillamenti di luce, come avessero dei brillantini minuscoli all’interno del loro tessuto? Sono nientemeno che luce solare riflessa dalle loro pareti cellulari che hanno una dimensione tale da poter essere notate ad occhio nudo! Un tempo sentiii dire che i pomodori olandesi di serra bisognava berli col bicchiere per la tanta acqua che contenevano! Così il primo passo è fatto. Si è stabilito cosa e quanto l’organismo vivente deve mangiare per poter essere sempre più economicamente produttivo. Si è voluto insomma modificare o addirittura sostituire in toto ed in un giorno una legge di nutrizione che originava se non dalla sapienza di Dio, certamente da quella millenara della natura e dell’evoluzione vitale.
(Si ravvisi l’analogia di questa impostazione, sebbene in direzione apparentemente opposta, con quella dei campi di concentramento…)
In base a questo santo principio scientifico-economico le farine di carogne animali e di pesce, dopo qualche frettolosa sperimentazione, sono state date tranquillamente in pasto alle vacche, ai pesci ed ai volatili, le farine proteiche ottenute dall’idrolisi delle penne dei volatili (scarto della macellazione dei volatili d’allevamento) sono state inserite nelle formulazioni per i maiali, si è tentato anche di far ingerire la pollinaai ruminanti ed ai maiali, non sapendo più dove buttarla, i fieni inquinati ricavati dai frutteti con relativi residui di pesticida (un pescheto riceve anche 50 trattamenti all’anno) o gli sfalci dei margini autostradali (sono sempre voci raccolte negli ambienti), miscelati cautamente con quelli puliti ma più costosi, i grassi animali putridi e rancidi derivati da scarti di macellazione, colati, bonificati miracolosamente da un agente chimico (l’etossichina), utilizzati in piccole percentuali per aumentare l’apporto energetico dei mangimi, l’urea agricola, un concime azotato di sintesi a base di ammoniaca, data in pasto ai ruminanti ed ogni scarto possibile dell’industria agro-alimentare e alimentare (panettoni scaduti compresi, buccette di pomodoro, polpe esauste di bietole, pannelli di estrazione di semi oleosi ecc.ecc.) ha trovato un suo utilizzo economico all’interno di qualche geniale formulazione mangimistica, magari con tanto di avallo scientifico di importanti centri di ricerca (il CNR, mi par di ricordare pubblicasse uno studio sull’utilizzo delle buccette di pomodoro nei mangimi per conigli). Allora si diceva che la legge permettesse di non dichiarare in etichetta ogni componente del mangime che fosse presente in percentuale inferiore al 2% e così, a forza di 2%, si faceva legalmente mangiare di tutto agli animali, senza che fosse possibile capire cosa stessero mangiando. Se poi l’animale (il coniglio in questo caso), non gradiva quella manna offertagli dalla bontà degli industriali e raspava il mangime fuor dalla mangiatoia, ecco aggiunto l’aromatizzante prezzemolo (molecola di sintesi con funzione di pseudo droga), per migliorare l’appetibilità della schifezza; se la schifezza (il mangime), poteva provocare malattie devastanti causa l’inadeguatezza dei componenti o per il troppo carico nutritivo ecco l’aggiunta di farmaci, di promotori di crescita, di vitamine sintetiche, di oligoelementi (biocatalizzatori) ad assimilazione forzata, di acidificanti e via dicendo. Con queste ed altre tecniche, il MANGIME prese ben presto, a nostra insaputa, il controllo totale negli allevamenti, che come il mio dipendevano interamente da esso per il sostentamento degli animali; il mangime divenne così anche un mezzo di controllo occulto e potente della nostra produttività, anche per il fatto che molte ditte mangimistiche per conigli avevano pure grossi interessi negli allevamenti avicoli ed erano loro a dettare settimanalmente i prezzi di mercato del nostro prodotto in base alla loro sudicia, mafiosa politica. Queste naturalmente sono solo voci da me ripetutamente raccolte nell’ambiente ed annotate al tempo, seppur provenienti da persone che facevano parte di quelle commissioni di mercato. Io posso testimoniare che eravamo totalmente presi in un ambiente di assoluto ricatto ed intimidazione e che non poche volte mi sono trovato a non sapere più cosa dare da mangiare ai miei 8000 animali perchè i mangimi facevano tutti quanti schifo, chi per un verso, chi per un altro! Per quanto poi riguarda l’uso di antibiotici o promotori di crescita, dichiarati e non dichiarati, legali o illegali ultizzati nelle formulazioni dei mangimi, basti per tutti portare alla Vostra attenzione questo documento della CEE che venne a porre rimedio in extremis ad una situazione ormai degenerata oltre ogni sostenibilità e quando il mio allevamento era già stato chiuso. Si sappia soltanto che quelle 2 molecole incriminate: Olaquindox e Carbadox, pericolosissime e micidiali, sono state tranquillamente impiegate per anni nei mangimi per animali su raccomandazione della ditte che li producevano e per la loro grande efficacia a basso costo contro la mortalità degli animali, malgrado si propinassero loro in cibo tutte le peggior porcherie reperibili sul mercato. Così ne hanno sofferto gli animali perchè, con tali molecole dal basso costo e così potenti, si poteva peggiorare ulteriormente ed impunemente la qualità delle materie impiegate nella composizione della loro razione, hanno sofferto gli allevatori ignari che quelle pericolosissime molecole le hanno inalate con la polvere dei mangimi, ed hanno sofferto i consumatori che hanno ottenuto carni scadenti, sebbene inappuntabili sotto il profilo sanitario ed infine ne hanno sofferto anche i microbi perchè hanno subito mutazioni e modificazioni e sviluppato antibiotico resistenze inaudite e modificato i loro equilibri di presenza nell’ambiente. Da ultimo ne ha sofferto, anche sotto il profilo microbiologico, il terreno agrario sul quale quelle deiezioni animali venivano sparse con i relativi residui di farmaci e fermentazioni sbagliate.

In fotografia, neonati di coniglio affetti da IDROCEFALO, NASO ELEFANTINO, AGENESIA TOTALE O PARZIALE DEL CAPO! Negli anni 1982 -1984, per diversi mesi, il 30% dei parti del mio allevamento contava uno o più soggetti con tali caratteristiche, senza che nessuno potesse appurare il motivo di tali malformazioni. La mia opinione è che questo regalo ci sia stato fatto da qualche sostanza fortemente teratogena a noi ignota, ma probabilmente ben nota al formulista del mangime, dato che, cambiata la ditta fornitrice del mangime, smisero di nascere deformi e ripresala dopo qualche anno (solo per la disperazione di non trovarne di migliori) nacquero nuovamente sebbene in percentuale assai minore di prima (si saranno accorti del problema troppo evidente ed avranno modificato la formula senza però rinunciare totalmente a quel prodotto). Questi piccoli sono stati conservati da me sotto formalina quale prova e fotografati solo recentemente.
Ne consegue poi che la legge del gonfiare o del pompare ad ogni costo i prodotti, sofisticandone il nutrimento naturale e magari anche la sequenza metabolica con dei sottoprodotti di qualità inferiore e l’orpello indispensabile della chimica, ha come ovvio corollario il dovere di inserire in quei prodotti stessi altre sostanze chimiche che ne impediscano la morte e la putrefazione precoce, sostanze che ne occultino la mancanza di sapore naturale, sostanze che ne migliorino i colori. E così ci ritroviamo immersi in un mondo di sapori ed odori artificiali senza nemmeno saperlo, mangiamo frutta e verdura con funghi e muffe occulte (ma tossine presenti e vere), bloccate solo da qualche addittivo conservante o funghicida o da qualche trattamento fisico. Siamo, secondo quello che ho visto, di fronte ad un Drogaggio completo del sistema di produzione (a cominciare dalla filosofia stessa che lo guida) che inizia dal concime dato alle piante e finisce col cibo dato agli uomini che, attraverso le varie filiere, si arricchisce sempre di qualche nuovo, geniale ritrovato della chimica o della scienza. Vi siete mai accorti di bistecche, di latte o di yogurth dal marcato sapore di funghi, di costate di maiale al sapore di pattumiera, insaccati dal puzzo di m… di porco, di frutta e verdura al sapor di muffa (ad esempio certe zucchine invernali)? La carne non sa più di carne, ma sono ben individuabili, in base al loro sapore, le carni bovine di varie “scuole alimentari” ciascuna con delle caratteristiche ben precise. Risultato: la buona carne, buona di sapore e contenuto, non buona perchè lo dice l’ASL, è praticamente sparita dal mercato e ciò perchè costerebbe troppo produrla per tutti. Non meravigliamoci se, nell’ambito di questa filosofia quattrina proliferano obesità ed anoressia; esse sono solo due facce di un malessere originato dal medesimo squilibrio, ovvero dal fatto che l’organismo dell’uomo riconosce nel proprio cibo la non corrispondenza della forma con la sostanza e pertanto reagisce inconsciamente secondo le due uniche possibilità che ha di fronte: o aumentando oltre misura la quantità di quel cibo, per cercare colmare le carenze inevitabili che contiene o rifiutandolo in toto come una cosa abominevole! Questa è la mia idea di questa malattia, anche se certamente altri fattori sono in gioco. A tutto questo dobbiamo naturalmente aggiungere i danni endocrini derivanti da tracce di ormoni ed ormonacci fin nei liofilizzati per poppanti, da residui tossici (diossine) con azione ormono simile e distruttrice sul sistema immunitario, e tutta una serie di conseguenze che i residui, spesso al limite dell’analizzabilità, ma onnipresenti, che si ritrovano nei cibi causano tuttora malgrado la vigilanza preziosa dei Nas e degl Istituti addetti. Mi fermo qui perchè il discorso potrebbe essere noioso, ma certamente vi è molto altro da dire ed ancora da scoprire. L’ingegneria genetica, applicata in questa logica non può che fare dei danni colossali sotto ogni profilo.