Conigli & Conigli

Mi fido solo dell’erba pulita

Esclerichia Coli in Germania – opinione di un povero non laureato

Pubblicato da conigliopoli su 30 maggio 2011

30-maggio 2011: Hanno trovato il capro espiatorio cui addossare, al minor costo, la colpa dell’infezione: il cetriolo!

Tutto vi diranno meno che questo germe così feroce ed ultra incazzato origina verosimilmente dagli animali e si è selezionato e forse modificato grazie all’azione delle “cure” antibiotiche ed alle condizioni di vita inaccettabili presenti negli allevamenti intensivi. Ricordo che negli anni addietro sentii dire, da un dottore in un Istituto Zooprofilattico Sperimentale, che avevano reperito un certo ceppo di E. Coli nel cervello (???!?) di una gallina  di allevamento; la cosa mi aprve assai strana (ma non lo fu più dopo le analisi che feci personalmente sui miei conigli) e già allora si davano un gran da fare a tipizzare questo germe, probabilmente nel timore o nella consapevolezza di ciò che avrebbe potuto fare se si fosse per caso selezionato un sierotipo particolarmente agguerrito ed antibiotico-resistente. Inoltre mi chiedo: come fa un germe non sporigeno come E. Coli a propagarsi così estesamente tramite un ambiente come la scorza cetrioli che è asciutta per un certo periodo e quindi dovrebbe solo per questo ucciderlo almeno in gran parte? Forse che è invece DENTRO ai cetrioli o alla verdura cioè nei tessuti viventi? Non è improbabile a mio avviso. In questo caso lavarli servirebbe a nulla.

Altra domanda: come fa questo batterio a superare la barriera acida ed enzimatica dello stomaco per generare infezione? Questo, secondo me può avvenire soltanto se esso è inglobato nel cibo non cotto e non già alla sua superficie; per esempio all’interno di un tessuto che lo proteggerebbe, per così dire dall’azione dei succhi gastrici.

Del resto le stesse cose accadevano ed accadono ancor oggi normalmente negli allevamenti industriali di conigli (e non solo) dove, come da atlante, pagina 32 -35 figg. 48, 53, 54. E. Coli causa enteriti mortali con riduzione della parete intestinale a carta velina.

Il sierotipo 0104 in particolare mi pare di ricordare facesse parte di quelli capaci di aderire alla parete intestinale ed ai villi che causavano enteriti anche nei conigli.

Il caso vuole che da quando i conigli li allevo all’aperto non abbia più visto nemmeno una traccia di enterite sebbene mangino abitualmente ed esclusivamente erbaggi verdi, angurie, fichi fermentati, foglie e sterpi rinsecchiti o ammuffiti, terra, senza nessun antibiotico aggiunto nemmeno in tracce nell’acqua, nel cibo o per iniezione.

Allora, viene da dire: dove è finita tutta la scienza batterica ed antibiotica dei dottori?

Serve solo a mantenere in atto al meglio possibile il sistema fittizio dell’allevamento intensivo, ma come avevo previsto non è esente da gravi imprevisti come oggi possiamo constatare sulla pelle della gente.

E speriamo che sia finita qui …. ma queste lezioni di solito non bastano

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03-06-2011: ora i cetrioli non centrano, ma si parla di prodotti quali carne, latte crudo, latticini da esso derivati, uova; il tutto naturalmente deve essere consumato cudo o poco cotto per poter contagiare. L’antibioticoresistenza estesa del ceppo in questione attesta soltanto due possibilità:

  1. O si è generato e selezionato in allevamenti animali intensivi sotto costante pressione antibiotica, come appare plausibile,
  2. O si tratta di un fine lavoro di ingegneria genetica dovuto all’uomo, con quale fine rimane tutto da decidere…forse abbiamo di fronte un caso di terrorismo batteriologico… ma se così fosse non ve lo diranno mai.

2 Risposte to “Esclerichia Coli in Germania – opinione di un povero non laureato”

  1. agata detto

    Ho un coniglietto da compagnia, mi devo preoccupare? può essere contagioso?

    • conigliopoli detto

      Buongiorno, l’articolo che ho scritto non era per mettere in allarme nessuno, ma per mostrare che troppe cose non vanno e sono ignorate dai più.
      Non posso saperlo con precisione, ma credo che non dovrebbe assolutamente preoccuparsi; il suo coniglio non ce l’ha addosso ed è più facile, in questo caso, ricevere il contagio dagli uomini o dagli alimenti piuttosto che dall’animale della propria affezione. Inoltre in Italia per ora non c’è. I ceppi di E. Coli enteropatogeni che si ritrovavano in allevamento intensivo di conigli, il mio ma anche altri, non hanno mai dato problemi di contagio umano essendo condizionati; questo le posso dire con certezza.
      Questo altro batterio non lo so cosa possa fare, a parte gli effetti delle tossine che produce, ma presumo sia comunque destinato ad estinguersi, come infezione virulenta in un certo lasso di tempo. Non nasce dal nulla nel suo coniglio, stia tranquilla.
      Dunque io non mi preoccuperei affatto osservando però tutte le norme igieniche consigliate compresa la cottura completa dei cibi.

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